NARRATIVA E SAGGISTICA
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Lista generale
Dal 23 febbraio 2025



«Sono versi che mozzano il fiato… È un libro importante.»
LaRegione

«Libro scorrevole e coinvolgente, ben ambientato e dal buon ritmo, dalla scelta stilistica felice e dall’approccio diretto ai personaggi che dopo poche pagine risultano familiari al lettore, “Come onde di passaggio” è un buon prodotto letterario che – e potremmo dire finalmente! – si occupa e preoccupa della vita vera.»
Corriere del Ticino

«Un volumetto piccolo, agile, un caleidoscopio di frammenti. Raccontati con una lingua che sa farsi lirica, poetica o essenziale. Ma ogni piccola storia ha in sé il potenziale per diventare una grande storia o per creare nuovi racconti nella mente e nell’immaginazione di chi guarda e di chi legge. Un progetto potenzialmente infinito.»
CriticaLetteraria

«Un’amicizia che scorre nel tempo, ciclica come le stagioni, necessaria, vera ed eterna come la montagna.»
SoloLibri

«Ho apprezzato moltissimo la delicatezza e la sensibilità con la quale l’autrice racconta la famiglia di Mario e la sua sofferenza interiore: sono rimasta molto commossa.»
LettriceAssorta

«Un romanzo che inizia come un’indagine, ma che finisce per scandagliare le vite e le emozioni dei suoi protagonisti e un po’ anche delle nostre»
Libreria Libri e Libri Monza

“L’ordine apparente delle cose” colpisce per la forza della scrittura e ci consegna un personaggio femminile che non dimenticheremo tanto facilmente.
Naufraghi

«Traccia dopo traccia, la Cornuz ci porta verso la liberazione, senza giudizio, solo con un monito perché i parassiti sono difficili da identificare, puntano sul fascino e sul fatto che siamo curiosi, ci piace esplorare, darci una possibilità.»
Modulazioni Temporali



La lingua è scarna, pochi fronzoli, le giornate sono seguite nei gesti e nei pensieri ossessivi di Piper, che non trovano soluzioni né logica. È un terreno minato, ne esce una Palestina ferita e in miseria, lontana dai disastri di oggi. Alla fine, la situazione di Piper è così complessa, che non trova soluzione. Proprio come quella sociopolitica del territorio.
ELLE

«Tutto intriga, tutto fa cadere, tutto, come in un cocktail, scivola verso lo stomaco: parole e profumi.»
estetica-mente

«Perché leggerlo? Perché chi non sa, saprà, chi sapeva e ha dimenticato ricorderà e insieme a quelli che sanno già tutto si godranno una lettura interessante, che affronta la materia in maniera briosa e mai noiosa e senza rinunciare ai documentatissimi – prova ne è la ricca bibliografia – dettagli storico-geografici.»
Fondazione Sasso Corbaro

«Donetta, l’incredibile storia del contadino fotografo.»
L’Eco di Bergamo

«Un romanzo agile, dove c’è un po’ di vissuto, molto di immaginato, tanto di desiderato. I ricordi di famiglia, quando perdono il dolore della vicinanza, diventano letteratura. Una Napoli da riscoprire se la conosciamo, da conoscere se non ci siamo mai stati.»
ELLE

«Un romanzo d’esordio stupefacente su un bancario un po’ Bartleby, un po’ Fantozzi, ma con dentro un giardino incantato. E poi c’è Paganini.»
LaRegione

«In conclusione, Corpuscoli di Krause è un libro originale, distinto dalle esperienze poetiche più comuni e praticate in lingua italiana.»
Viceversa letteratura

«Con uno stile semplice e raffinato, l’autore riesce a riportare il lettore indietro nel tempo e a fargli rivivere l’epoca di cui narra; questo anche grazie all’attenzione ai dettagli storici e al linguaggio assolutamente consono al contesto.»
Septem Literary

«Solido l’impianto storico, avvincente la trama, intensa la narrazione, efficace la caratterizzazione di ambienti, personaggi, situazioni, sensazioni, passioni: Carlo Silini conduce ancora una volta il lettore con mano sicura tra perdizione e redenzione, in un Seicento arcaico e selvaggio connotato da figure di donne indimenticabili, fra la Svizzera e il ducato di Milano.»
Convenzionali

«Come per il primo libro (Il ladro di ragazze) l’aggettivo è: pazzesco. È una lettura divertente, mozzafiato, leggerlo è come stare sulle montagne russe»
Septem Literary

«Uno scrittore abile di far rivivere quel Far West nostrano rappresentato dalle terre lombarde e della vicina Svizzera nel Seicento. Luoghi che erano frontiera e terra di nessuno, contese tra la Confederazione elvetica, che però aveva il suo cuore oltre le Alpi, e Milano, dominata da una Spagna all’inizio del suo declino. Gli unici realmente interessati a quelle terre parevano gli inquisitori della Diocesi di Como, sempre alla ricerca di “eretici” e streghe in quest’epoca oscura di scontro tra cattolici e protestanti.»
L’Unione Sarda

«Primitivo di Pedro Lenz è un testo magnifico per molte ragioni. Innanzitutto per l’innovativa impostazione formale. Improbabili accostamenti di parole, affermazioni laconiche e stupefacenti al contempo, una punteggiatura limitata a sporadici punti e virgole sono in grado di condensare quella spinta, presente in ognuno di noi, a raccontare ciò che ci accade, oralmente ancor prima che attraverso la parola scritta.»
Mangialibri

«Storie come questa fanno riflettere sulla facilità di costruire paradigmi incriminatori per esponenti di culture non allineate a quella dominante.»
L’Indice dei Libri del Mese

«Un libro che non si limita a raccontare un pezzo di storia, ma suscita emozioni, pone domande e lascia un senso di amarezza al pensiero che quel passato non sia morto: torture e discriminazioni frutto della religione e dell’ignoranza esistono ancora oggi ed e’ palese che non avverrà un cambiamento fino a quando l’uomo non sarà in grado di trarre insegnamento dagli errori del passato.»
Septem Literary

«“Errore nell’arte” – il titolo del libro si riferisce a quegli sbagli nell’arte medica compiuti per disattenzione o negligenza, o magari non per colpe manifeste, per i quali si compromette la salute del paziente, che talvolta perde la vita – scorre con un andamento quasi simenoniano, con il destino che piano piano entra in scena, condiziona la vita del protagonista e la ribalta.»
La Provincia di Como

«Da subito il lettore, infatti, è messo al corrente che il ragazzo custodisce un segreto, ma quale esso sia verrà rivelato solo alla fine. C’entrano l’amicizia, l’amore, le sregolatezze, la voglia di provare “almeno una volta nella vita”: sentimenti umani e – addirittura – naturali a una certa età. Chi è adulto, li ha provati. Li altri, li proveranno. Il libro di Luca Brunoni ci tocca tutti, riguarda tutti e ciascuno di noi che abbiamo ricordi impressi sulla nostra pelle, scalpiti nella mente, indelebili, appunto.»
Sconfinamenti

«Silenzi è un romanzo che colpisce come una pugnalata, riuscendo a fornire – pur senza averne le pretese, così come lo stesso autore sottolinea nei ringraziamenti finali del libro – uno spaccato della dimensione sociale dei villaggi di montagna svizzeri nel corso degli anni Cinquanta, con riferimento particolare al tema degli affidi.»
Satisfiction

«A Zurigo, sulla luna è stata, in ultimo, una piacevole sorpresa: un libro lirico ma non stucchevole, bello senza ostentazione, profondo senza proclami.»
SoloLibri

«Queste pagine ci portano lontano, ci inducono a riflettere e ci emozionano con la poesia della narrazione. Stroppini ha fatto un ottimo lavoro.»
Modulazioni temporali

«È un libro anche sulla vita e sul fine vita, e sul potere di scegliere tanto quanto di imporsi. Consapevoli che scegliendo, le proprie decisioni non possono che avere un impatto anche sulle vite degli altri e che in ogni momento, allungare una mano – o no – può salvare chi ci sta accanto, oppure perderlo.»
Corriere dell’italianità

«Libro bello e coinvolgente, scritto con uno stile pulito e agevole, talvolta venato di tocchi di pura poesia ma realisticamente ancorato alla realtà dei fatti agghiaccianti che racconta, è un pugno nello stomaco per una colpa che è di tutti (nessuno ha visto, nessuno ha parlato, nessuno ha controllato) ma che inevitabilmente, essendo di tutti, si trasforma in una colpa di nessuno.»
Ilpassaparoladeilibri

«Libro da leggere col sorriso sulle labbra, Merluz Vogn ha una sua anima struggente e generosa che narra con trasporto l’infanzia perduta.»
Extrasette


«Si tratta, in conclusione, di un libro godibilissimo, divertente e ricco d’intelligenza, quella vera, che non è mai pedante ma anzi stimola l’arguzia di chi legge. Non si può fare a meno di affezionarsi ai personaggi di Genetelli e alle loro stravaganze, e l’esito tragico delle loro improbabili imprese commuove e intenerisce: una fusione avvincente di commedia e tragedia, che l’autore gestisce con grande abilità e una perfetta coscienza dei propri mezzi espressivi.»
Viceversa letteratura

«374 pagine che avrei voluto non finissero mai e che ho letto tutte di un fiato perché non riuscivo a staccarmi dalla storia che risulta essere coinvolgente al punto che mi ha fatto scordare di cenare, e non mi ha permesso di chiudere il libro se non a notte fonda, quando finalmente e con dispiacere l’ho finito di leggere.»
Il colore dei libri

«Accanto a un protagonista tanto vivo e interessante, meravigliosa è la gestione delle ambientazioni, impeccabile la ricerca storica, scorrevole e lirico lo stile della narrazione. Un romanzo che non lascia respiro, che nonostante la sua mole non annoia mai; una riflessione originale e a tratti brutale di un’epoca tanto lontana da noi ma che racconta i tormenti e le paure di un uomo più vicino di quanto si possa pensare.»
Italianotizie

«In questa affascinante opera in cui si riflette profondamente sull’esistenza e in cui si mettono in scena gli affanni degli amanti e degli artisti, si analizza la natura passeggera dell’amore e dell’ispirazione, a volte con ironia, altre con amarezza.»
Corriere dello spettacolo

– Targa Speciale della Giuria dei Critici, Premio Stresa di narrativa 2012
«Non so voi, ma io amo questo tipo di scrittura “arrabbiata”, molto musicale secondo me. Per il resto, cosa dirvi? Che Gol è un mito, e che lo scoprirete ancora meglio quando leggerete il significato della frase del titolo.»
Booksblog

«Una lettura incantevole, che ha richiesto due anni di intenso lavoro di traduzione e revisione.»
Ilviziodileggere

«La leggenda di Guglielmo Tell in chiave ironica e dissacrante. Fatti storici e deduzioni si mescolano dando vita a una nuova lettura della storia più conosciuta della Svizzera. In “Comunque. Tell” si ritroverà un ritratto inedito e sarcastico dell’eroe nazionale.»

– Premio svizzero di letteratura 2019
«La Chiave nel latte è la storia, in parte tormentata, della crescita di un bambino poi ragazzo ed infine uomo a metà fra due culture. Se le sue origini ed il colore della sua pelle dimostrano una certa etnia e cultura di provenienza, la sua lingua e le sue usanze ne dimostrano un’altra. Svizzera e Marocco: questi i due mondi con cui deve confrontarsi il protagonista della storia.»
Culturificio

– Segnalazione speciale al Premio ITAS del libro di montagna 2018
– PREMIO GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI”
Opera menzionata nella Sezione “ALPINISMO: imprese, vicende storiche, biografie e guide” – XXXVI EDIZIONE 2018
«Come cambia la vita di un alpinista su cui cade l’ombra del sospetto di non aver portato a termine un’impresa o di aver modificato la realtà dei fatti? Questa è la domanda che l’autore pone a se stesso e ai suoi lettori. Ma attenzione: “Lo scopo di questo libro non è quello di ristabilire la verità su alcuni dei più controversi capitoli della storia dell’alpinismo, ma di sviscerare di volta in volta le conseguenze che una presunta menzogna ha avuto sulla vita di chi l’ha raccontata o subita”.»
La Stampa

«Dalla Siberia all’Himalaya, dall’America all’Europa: mese per mese, traendo spunto dai suoi numerosi viaggi e incontri nei panni di alpinista, giornalista e autore di documentari, Mario Casella racconta un calendario verosimile. “Ma non è possibile… Non ci credo…”. Quante volte facciamo questo pensiero quando sentiamo raccontare storie inverosimili spacciate per autentiche?»

– Vincitore della 9a edizione del premio letterario Leggimontagna 2011-Sezione narrativa
– Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”-Opera segnalata nella sezione Esplorazione-viaggi, XXIX Ed.2011
«Da una straordinario conoscenza del Caucaso nasce questo libro-reportage di viaggio in un territorio estremamente complesso, cui i giornali a torto dedicano scarso approfondimento storico e politico. Un viaggio che è anche il diario di una avventura sci-alpinistica di indubbio fascino e difficoltà.»
La Voce del Trentino

– Finalista Premio ITAS del Libro di Montagna 2019
– 2° posto Premio Leggimontagna 2019
«Posso solo dire che Lerch ha sicuramente un modo originale e spiazzante di raccontare una vita dai ritmi arcaici e immutabili. Il mondo in cui ci porta è antico, ma lo sguardo che vi rivolge decisamente no. L’effetto è senz’altro interessante.»
Pulp libri

«Il fatto è che Virginia Helbling affronta di petto la realtà, e con lei alcuni temi universali e vertiginosi come quello dell’incomprensione e dell’incomunicabilità. Del rapporto con le convenzioni sociali e il loro peso. Della fragilità dei sentimenti e dell’ambiguità, dell’incoerenza, e allo stesso tempo della libertà dell’essere umano. Mette tutto in discussione. A cosa serve, altrimenti, la letteratura?»
LaRegione

«Non è una carezza, ma una sigaretta senza filtro fumata dopo aver bevuto qualcosa di forte. Ne avevamo bisogno.»
Il Giornale

«Qui si testa l’aspettativa che ognuno ripone nella reazione del prossimo e di come l’impazienza sia sovrana.»
Il colore dei libri

«Un viaggio, da Andermatt nel centro delle Alpi elvetiche, attraversando i Balcani, fino ad un’isola greca delle Piccole Cicladi, Iraklia, dove dimenticare e dimenticarsi.»


«Nel 1911, Le Corbusier lasciò Berlino ed intraprese un viaggio che sarebbe durato fino alla fine dell’anno e lo avrebbe condotto attraverso la Germania, la Boemia, l’Austria, i Balcani, la Romania, la Bulgaria, l’Ungheria, Istanbul, Atene, fino al Monte Athos, per poi ricondurlo in Svizzera attraverso l’Italia. Chiamò l’esperienza “Voyage d’orient”. Oggi cosa rimane? Perché non raccontare il viaggio di Le Corbusier cento anni dopo, ripercorrendolo?»

«Stroppini ci racconta l’ultima giornata di un uomo stanco della vita che cerca un modo originale per uccidersi e sceglie la ghigliottina. Interessante lo stile e la prosa è accurata. Da leggere.»
Kultunderground



«Una lettura insolita, divertente e a tratti cinica. Consigliata a quelli che hanno voglia di spezzare la routine delle proprie giornate con un libro fresco, dinamico e mai scontato.»
La lettrice assorta

«Divertente e anche istruttivo per chiunque si dimeni – maschio o femmina che sia – tra pannolini, pappe, cene da improvvisare e altre storie di quotidiana isteria.»
Corriere di Como





«È un libro che odora di chicchi di caffè e ragù, di basilico e di teglie di lasagne che fremono nel forno, ma ha pure il sapore delle lacrime, quelle che nascono dal dolore più atroce e dalla gioia più incontenibile.»
La Locanda dei Libri














