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24 ottobre 2022

Lorenzo Sganzini
In Svizzera
Sulle tracce di Helvetia
Romanzo di viaggio
15×21 cm, ca. 184 pp, Euro 18,00
ISBN 978-88-31285-38-4

Disponibile anche in versione digitale su più piattaforme.


© Turné, Radiotelevisione svizzera LA1, 12.11.2022
Servizio televisivo a cura di Lisa Mangili dedicato al romanzo “In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia” di Lorenzo Sganzini. Turné, RSI LA1, 12.11.2022.

“Per gentile autorizzazione della RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.”

Radio Lombardia: Il romanzo di viaggio del ticinese Lorenzo Sganzini alla ricerca dell’identità profonda dal suo Paese. Anche per sfatare qualche luogo comune. Intervista con l’autore.



Seguire i tre fiumi nel loro tratto svizzero per iniziare a districare la complessa matassa della mia identità. Questa l’idea, almeno per la partenza. Il resto, poi, si vedrà.

Inizia così, al triplice spartiacque del Piz Lunghin in Engadina, un viaggio attraverso la Svizzera alla ricerca di risposte non sempre facili da trovare per chi è nato in Ticino ed è separato dal resto del Paese, oltre che dalle Alpi, da distanze linguistiche e culturali. I fiumi le cui sorgenti si trovano su quella montagna, l’unico spartiacque europeo verso tre mari, sono la Meira che finisce nell’Adda e nell’Adriatico; il Reno che sfocia nel mare del Nord e l’Inn che attraverso il Danubio raggiunge il Mar Nero.

Le montagne, i laghi e le città. Lorenzo Sganzini ha viaggiato attraverso la Svizzera visitando luoghi simbolici come il Cervino, le gole della Schöllenen o il Grütli e incontrando i grandi personaggi che ne hanno fatto il mito e la storia: Guglielmo Tell, Nicolao della Flüe, il generale Guisan, Giacometti, Hodler, Frisch, Dürrenmatt… Ma soprattutto si è lasciato guidare dalla curiosità dello sguardo, perché come dicono i versi di Antonio Machado “il cammino si fa camminando”.
Sul Lunghin ha percepito la presenza di Gaia la dea della terra, al Bernina di una diavolessa, al Morgarten di Gertrud Stauffacher. Helvetia è stata rincorsa un po’ ovunque. Ha riscoperto le città come incubatrici di un pensiero a cui non è estraneo il loro essere svizzere. A Basilea si è ricordato della famosa frase di Orson Welles, un vero concentrato di luoghi comuni: “In Italia sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerra, terrore, omicidio, strage ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, con cinquecento anni di amore fraterno, democrazia e pace cos’hanno prodotto? L’orologio a cucù”. Le cose non stanno proprio così. Erasmo, Holbein il Giovane, Paracelso, per un breve periodo anche Calvino, le tipografie e l’università resero Basilea la culla dell’Umanesimo; come ha osservato lo storico Jacques Le Goff, ne fecero, proprio in quei primi anni del Cinquecento, uno straordinario “agente di civilizzazione” al centro di una fitta rete europea.
Il viaggio, partito tra le montagne, il cuore geografico della nazione, si conclude al Palazzo federale di Berna, il suo cuore politico, dove, quasi a voler compensare la furia iconoclasta della Riforma, ogni spazio ne racconta la storia con statue e dipinti.


Lorenzo Sganzini (Lugano, 1959) è stato responsabile della Divisione cultura del Cantone Ticino, della Rete Due della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana e dei servizi culturali della Città di Lugano durante la realizzazione del centro culturale LAC (Lugano Arte e Cultura).
Nel 2020 ha pubblicato: Passeggiate sul lago di Lugano. Di chiesa in chiesa tra arte e storia.


RECENSIONI/SEGNALAZIONI

© Bell’Europa, 01.12.2022

Racconti di viaggio – L’identità della Svizzera


© InCartaMenti

VIAGGIO AFFETTIVO TRA I CANTONI DELLA STORIA
Di Paolo Romano

Terra di paesaggi montani e lacustri, di antiche tradizioni e di singolarità storica, culla della neutralità pacifica e meta di emigrazione interna all’Europa, nella quale si pone come centro geografico ideale. Eppure mancano i reportage d’autore sulla Svizzera, forse perché lontana dagli esotismi d’Oriente e d’Occidente.

Lorenzo Sganzini mette su carta un racconto di viaggio che è anche un tuffo in un ambiente antropico e naturale unico al mondo, il compendio sentimentale di un coacervo di intrecci culturali che sposano la bellezza e la singolarità del paesaggio svizzero. Dal Cervino alle gole della Schöllenen, dai borghi alla capitale, dal Grütli ai diversi cantoni: è un itinerario che non segue le tradizionali configurazioni statiche delle guide turistiche. È piuttosto un viaggio sentimentale, ricco di aneddoti e curiosità che finiscono per affascinare sia chi conosce la Svizzera sia chi non vi è mai stato.

Sganzini tira fuori dal tempo i personaggi della storia d’oltralpe, da Guglielmo Tell a Nicolao della Flüe, dal generale Guisan ad Arturo Giacometti, dal pittore Ferdinand Hodler allo scrittore Friedrich Dürrenmatt. Passando attraverso il Reno e il Danubio, il racconto si caratterizza – è il caso di dire – come un fiume impetuoso, dove la storia e la geografia sono soltanto i due grandi contenitori per un condensato di motivi che spaziano in diversi ambiti del sapere.

Il viaggio si conclude al Palazzo federale di Berna, città museo di una storia interiore e plurale. “Desideravo superare i luoghi comuni, abbandonare orologi a cucù, mucche, città ordinate e pulite – spiega l’autore – per ritrovare e soprattutto raccontare una storia fatta di complessità e molte grandezze». Qualcosa che va oltre, quindi, i pascoli e le mucche, i montanari in abiti tipici e il folclore. Centrali sono le città, vere culle di civiltà, ponti tra l’aspro ambiente alpino e le valli.

Non sfiorata dalla guerra che ha insanguinato il Continente, la Svizzera è fiera di un passato reso più forte attraverso la forza del pensiero, delle arti e dei saperi concreti. La Svizzera è colta da Sganzini nella sua anima più vera, senza travestimenti né “agiografie geografiche”, ci sia consentito il gioco di parole.

In cammino con l’autore si coglie il genius loci, il coacervo di natura e cultura fusi insieme in una terra antica, attenta a non smarrire le sue tradizioni custodite dalle grandi montagne. La Confederazione elvetica, l’antica “Helvetia”, si fa idealmente corpo di donna, figura femminile da indagare e scoprire, oltre i veli stratificati attraverso secoli di oleografia cartolinistica.

Link: InCartaMenti


© Radio Lombardia, 24.11.2022

“In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia”

Il romanzo di viaggio del ticinese Lorenzo Sganzini alla ricerca dell’identità profonda dal suo Paese. Anche per sfatare qualche luogo comune.
Intervista con l’autore.
di Filippo Colombo


© Turné, Radiotelevisione svizzera LA1, 12.11.2022

Servizio televisivo a cura di Lisa Mangili dedicato al romanzo “In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia” di Lorenzo Sganzini. Turné, RSI LA1, 12.11.2022.

“Per gentile autorizzazione della RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.”

© Modulazioni Temporali, 14.11.2022

Libri

Il romanzo di viaggio di Lorenzo Sganzini: “In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia”
Di Anna Lisa Coletta

“Seguire i tre fiumi nel loro tratto svizzero per iniziare a districare la complessa matassa della mia identità. Questa l’idea, almeno per la partenza. Il resto, poi, si vedrà.”

“In Svizzera – Sulle tracce di Helvetia” di Lorenzo Sganzini (gabriele capelli editore, 2022, pp. 184, euro 18) è il racconto di un viaggio che l’autore, nato a Lugano, intraprende nel proprio paese natale, per ritrovare una identità personale in un paese tanto piccolo quanto complesso, caratterizzato da una pluralità che è anche distanza culturale e linguistica senza pari in Europa ma che proprio a questa pluralità deve la sua forza.

Accompagnato dalla moglie, Lorenzo Sganzini intraprende questo viaggio partendo dai tre fiumi (Meira, Reno e Danubio), che per la Svizzera rappresentano dei veri e propri spartiacque. Le montagne fanno da cornice al racconto e, mentre i luoghi geografici simbolo della Svizzera vengono visitati e raccontati con partecipazione personale e profondo rispetto, il viaggio si popola di personaggi e si arricchisce di spunti culturali con episodi storici che si rincorrono gli uni con gli altri e sembrano non finire mai tanto è intensa la narrazione. Il Cervino sembra di vederlo con i nostri occhi, quando l’autore lo raggiunge con il famoso trenino rosso, o le gole Schöllenen con il Ponte del Diavolo che, secondo la leggenda, per essere costruito ebbe bisogno dell’intervento del Diavolo in persona e poi le città, quelle più famose, come Basilea dove visse a lungo Erasmo e piccoli borghi che fanno da sfondo alle vicende dell’eroe Guglielmo Tell. Un viaggio che ci avvicina alla Svizzera e ce ne fa conoscere le infinite sfumature.

“il viaggio è servito anche a questo: a una familiarità nuova con i luoghi e le cose. Familiarità vuol dire sentimento di appartenenza.”

Si arriva velocemente alla fine del libro, ed è nelle ultime frasi che l’autore ci fa capire quanto questo viaggio abbia significato per lui e ce ne svela la necessità quando senza fornire ulteriori dettagli menziona Orson Welles.

“In Italia vi furono guerre, omicidi e terrore, ma vennero fuori Michelangelo, Leonardo e il Rinascimento. In Svizzera non vi fu che amore fraterno, ma in 500 anni di quieto vivere che cosa è venuto fuori? L’orologio a cucù!”

È questa la famosa frase a cui Lorenzo Sganzini fa riferimento e con questo libro dimostra quanto il famoso sceneggiatore fosse lontano dalla realtà. La Svizzera è tanto tanto altro, è un mondo che ci si svela dalle pagine di questo libro che è anche un invito a conoscere cosa si nasconde nel cuore dell’Europa.

Link: Modulazioni Temporali


© Il Mattino della domenica, 06.11.2022

Lorenzo Sganzini, In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia.
Di Omar Ravani


© Rivista di Lugano, 28.10.2022

In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia


© Il Quotidiano del Sud (ed. Irpinia), 10.11.2022

In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia di Lorenzo Sganzini


© Cooperazione, n. 45, 8.11.2022

Segnalazione del romanzo In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia di Lorenzo Sganzini.


© RSI RETE DUE – Alphaville, 28.10.2022

In viaggio sulle tracce di Helvetia
di Mario Fabio

Per “In Svizzera: sulle tracce di Helvetia” Lorenzo Sganzini ha viaggiato attraverso la Confederazione visitandone i luoghi simbolo e incontrando i grandi personaggi che hanno fatto il mito e la storia della Svizzera.

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