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12 aprile 2021


Yari Bernasconi e Andrea Fazioli
A Zurigo, sulla luna
Dodici mesi in Paradeplatz
Reportage
15×21 cm, 144 pp, Euro 16,00 (I)
ISBN 978-88-31285-14-8

Che cos’è una piazza?
Gli scrittori Yari Bernasconi e Andrea Fazioli hanno deciso di approfondire questa domanda esplorando uno dei luoghi più connotati di Zurigo: Paradeplatz, la ricchissima Paradeplatz, il centro nevralgico della finanza svizzera.

Hanno però deciso di farlo a modo loro, e cioè incontrandosi in piazza una volta al mese durante un intero anno, armati dei loro taccuini e di una poesia ogni volta diversa, scelta per l’occasione. Il risultato è un reportage letterario in dodici episodi che passa agevolmente dal resoconto cronachistico ai versi, dall’affondo riflessivo alla filastrocca, intercettando – fra i tailleur, le cravatte e le ventiquattrore – tutta una folla di personaggi curiosi, agenti in incognito, militari in libera uscita, viaggiatori nel tempo, lanciatori di sigarette, fanciulle stilnoviste…

Alla luce del sole o nel sottosuolo, cercando cunicoli e passaggi segreti, i due autori svelano una nuova Paradeplatz, capace di essere insieme intima e selvaggia. Almeno finché non arriva una guida turistica che, mentre «snocciola dettagli sulla piazza al suo gruppo di seguaci, si affretta a precisare: hier ist das Geld, è qui che stanno i soldi».

«E invece della Memoria, del Sole, della Vittoria, perché non c’è Piazza della Dimenticanza, Piazza dell’Uggiosità, Piazza della Sconfitta? Al posto di un Fondatore della Patria, perché non prendere un panettiere?»

«Altre cose viste: due ragazze che si scattano un selfie davanti ai bancomat; un cieco che entra da Lindt & Sprüngli; ventinove fra uomini e donne che camminano con un bastone (compreso il cieco); due scolaresche; un uomo che si soffia il naso nella maglietta; un mozzicone di sigaro cubano in un vaso; una donna con un velo ciclamino; una madre che sprona i figli a camminare gridando, in italiano, “È laggiù la fontanella!”; tredici carrozzine; innumerevoli cravatte; nuvole; bandiere; un elefante a rovescio; due monaci buddisti con l’ombrello; un carretto a pedali che trasporta champagne; due donne che indossano abiti dello stesso colore del cielo; un candelabro; cani; sigarette; ciclisti; un uomo altissimo».


Yari Bernasconi, nato a Lugano nel 1982, ha esordito con il libretto di poesie Lettera da Dejevo (Alla Chiara fonte, 2009). Tra le sue pubblicazioni la silloge Non è vero che saremo perdonati (nell’Undicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea, Marcos y Marcos, 2012), la raccolta Nuovi giorni di polvere (Casagrande, 2015, Premio Terra Nova della Fondazione Schiller e Premio Castello di Villalta Giovani) e ancora le plaquette La città fantasma (Nervi, 2017) e Cinque cartoline dal fronte e altra corrispondenza (L’arcolaio, 2019). Yari Bernasconi vive a Berna.

Andrea Fazioli, nato a Bellinzona nel 1978, ha esordito nel 2005 con il romanzo Chi muore si rivede (Armando Dadò). Tra le sue pubblicazioni più recenti Il giudice e la rondine (Guanda, 2014), La beata analfabeta (San Paolo, 2016), L’arte del fallimento (Guanda, 2016, Premio La Fenice Europa e Premio Anfiteatro d’Argento), Gli svizzeri muoiono felici (Guanda, 2018) le raccolte di racconti Succede sempre qualcosa (Casagrande, 2018) e Il commissario e la badante (Guanda, 2020), e ancora il singolare romanzo Le vacanze di Studer (Casagrande, 2020), costruito intorno a frammenti inediti del grande autore svizzero Friedrich Glauser. Andrea Fazioli vive a Bellinzona.



SEGNALAZIONI/RECENSIONI

© Modulazioni Temporali, 19.04.2021

“A Zurigo sulla luna” – Un prosimetro sulla Svizzera e sulla poesia
By Valeria Vite

“A Zurigo sulla luna. Dodici mesi in Paradeplatz” è un affascinante prosimetro che omaggia la Svizzera e la poesia. Scritto da Yari Bernasconi e Andrea Fazioli, pubblicato da Gabriele Capelli Editore (2021, pp. 144, euro 16). Un capitolo introduttivo racconta che l’opera si ispira a fatti realmente accaduti. “Nel 2018 siamo andati ogni mese in Paradeplatz, a Zurigo, restando un paio d’ore nella piazza per osservare tutto ciò che accadeva. Portavamo ogni volta una poesia diversa di autori classici o contemporanei, convinti che i versi hanno sempre qualcosa da dire sulla realtà intorno a noi”.

Gli autori
Le riflessioni degli autori sono molto poetiche, così come sono molto suggestive le poesie dei grandi poeti che compaiono all’interno dell’opera, una per capitolo: Fabio Donalisio, «dire le cose non è raccontarle e»; Guido Guinizzelli, «Io voglio del ver la mia donna laudare»; Gianluca D’Andrea, Acquario; Mariagiorgia Ulbar, «Torno dove termina la strada»; Gianni Rodari, «Chi ha torto tira dritto»; Ludovico Ariosto, l’ottava «Le lacrime e i sospiri degli amanti»; Anna Achmatova, «No, non sotto un cielo straniero»; Faraj Bayrakdar, «Io e il mio io»; Federico Hindermann, «Vivi tra molti»; Mario Luzi, «Sbrìgati»; Francesco d’Assisi, Laudes Creaturarum o Canticum fratris Solis; Anne Perrier, «Oh rompere gli indugi». I poeti inseriti nell’opera sono molto eterogenei, infatti compaiono sia autori medievali sia autori contemporanei, sono sia uomini sia donne e compare anche un grande autore di filastrocche per bambini, Gianni Rodari.

La città, Zurigo
Grande protagonista è Zurigo, ma il paesaggio svizzero non viene descritto, ma viene semplicemente evocato dai toponimi o da qualche frase in tedesco. Paradeplatz potrebbe dunque essere la piazza di una qualunque capitale europea attraversata da tram e da turisti provenienti da ogni parte del mondo. Ciò che gli autori vogliono osservare non sono le bellezze architettoniche, ma le persone, personaggi che compaiono velocemente nel loro campo visivo, il tempo di salire su un tram o di attraversare la strada. La vera poesia della piazza sono le storie non raccontate dei passanti e i loro sguardi assorti.

“Mentre eravamo seduti a leggere, siamo invecchiati in fretta. Quando alziamo gli occhi, ci accorgiamo che tutte le persone intorno sono nuove. All’improvviso, sento l’impulso di salire sul primo tram, magari quello diretto allo zoo o a Frankental. Del resto, sulle fiancate dei tram le pubblicità sbandierano panda, koala e viaggi da sogno a Singapore. Ma ci sono binari che non vedremo e luoghi che, forse, esistono proprio perché non ci saremo. Un’altra pubblicità tranviaria dice: The show must go wrong”.

Il Tempo
Un altro aspetto molto importante dell’opera è il tempo, infatti i capitoli sono dodici, uno per ogni mese dell’anno, e gli autori descrivono il lento ma inesorabile trascorrere delle stagioni, che muta l’aspetto della piazza. “Oggi però non stiamo camminando: stiamo annaspando nella tormenta, scivolando sul suolo impiastrato di fango e di neve, incappucciati nei nostri giacconi che ricoprono strati di tessuto anche sorprendenti (dalla canottiera di lana alla calzamaglia termica). Le mascherine mediche imposte dalla pandemia di COVID-19 nascondono il resto, a eccezione della striscia degli occhi. La Bahnhofstrasse, sferzata dalle raffiche di vento, diventa una steppa innevata. Le poche persone che incrociamo sono ombre di passaggio, coperte dalla testa ai piedi. Le vetrine dei negozi chiusi riflettono la nostra andatura”.

All’inizio di ogni capitolo, dopo alcune righe introduttive, compaiono delle fotografie che gli autori hanno scattato con i cellulari durante la lettura delle poesie in piazza. Si tratta di immagini molto suggestive, che evocano l’anima metropolitana di Zurigo. Pur non essendo fotografi di professione, gli autori hanno dato prova di grande talento.

“Come levare tutti gli schermi, i veli, tutte le corazze, le cotte di maglia, i giubbotti antiproiettili sotto cui nascondiamo il nostro io? Come arrivare all’essenza della nostra identità, a quello che Georges Simenon chiamava l’homme tout nu? È difficile guardare noi stessi per quello che siamo, semplicemente, senza inganni. È difficile anche guardare gli altri. Ma non solo le persone; perfino i luoghi tendono a nascondersi nel momento stesso in cui li visitiamo: sono nove mesi che torniamo in Paradeplatz, eppure a volte mi sembra di non averla ancora mai vista”.

Nonostante la presenza di riflessioni profonde e di poesie complesse, l’opera è molto scorrevole. Si tratta di un’occasione per conoscere meglio Zurigo e il suo nuovo volto internazionale, assaporando l’eternità della poesia.

Link: Modulazioni Temporali


© TIO/20minuti, 19.04.2021

Nel luogo più caro del Monopoly, con gli impiegati senza giacca
“A Zurigo, sulla luna. Dodici mesi in Paradeplatz”. L’opera curiosa realizzata da Andrea Fazioli e Yari Bernasconi.
Un testo che ha un valore sociologico importante. Radiografia di una piazza che vorrebbe essere in un modo. Ma che non ci riesce mai fino in fondo. Ecco alcuni retroscena inediti.
di Patrick Mancini

BELLINZONA – Si sono dati appuntamento una volta al mese lì, nella piazza che nel gioco del Monopoly rappresenta il luogo più caro. Ogni volta, un paio d’ore per osservare, per buttare giù pensieri. È così che nasce “A Zurigo, sulla luna. Dodici mesi in Paradeplatz” (Gabriele Capelli Editore), libro a quattro mani realizzato dagli scrittori ticinesi Andrea Fazioli e Yari Bernasconi. «Paradeplatz – spiega Fazioli, classe 1978 – è nota come piazza finanziaria per eccellenza. Ma è anche piena di sorprese, se non contraddizioni».

Correva l’anno 2018… – È un testo particolare quello appena uscito nelle librerie della Svizzera italiana. Riporta il viaggio interiore di due amici che si incontrano puntualmente nello stesso posto. Per 12 mesi consecutivi nel corso del 2018. Agli autori Tio/20Minuti ha chiesto di rievocare qualche aneddoto inedito. «Siamo partiti ingenuamente con l’intenzione di osservare il mondo – ricorda Bernasconi, 38 anni – e abbiamo finito per guardare anche dentro di noi, come un viaggio interiore. Del resto viaggiare è sempre un modo formidabile per rimettersi in discussione».

Un impegno costante – Come se quella in fondo fosse la luna. Da scoprire. Da scrutare in ogni sua sfumatura. Fazioli vive a Bellinzona. Bernasconi a Berna. «Era anche un modo per vederci con una certa regolarità – ammette Bernasconi –. Non siamo partiti con l’idea di fare un libro. Quella è arrivata dopo. Quando abbiamo capito che riuscivamo a essere costanti nell’impegno preso».

Chi esegue gli ordini – «Paradeplatz – riprende Fazioli – è una piazza che ama la sua immagine. Ma che non riesce a controllarla completamente. Vorrebbe essere il luogo delle banche, dell’efficienza. E questo ce lo dimostrano anche i “senza giacca”. Gli impiegati che, senza giacca appunto, anche in pieno inverno, corrono da un ufficio all’altro, attraversando la piazza come si attraverserebbe un campo di battaglia. Sempre di corsa. Molto determinati. Meccanicamente vanno dove devono andare. Senza guardarsi intorno. Eseguono gli ordini».

Fuori dagli schemi – Poi però ci sono gli elementi di rottura. Eccome se ci sono. «Ci hanno colpito molto gli “irregolari” – aggiunge Bernasconi –. Chi transita, per esempio, con un gigantesco panda di peluche in braccio. O chi per ore lancia sigarette nei binari dei tram, chi dorme in mezzo al caos, chi si fa cacciare fuori dalle banche… Stupiscono sempre. Rappresentano un po’ il contrario di ciò che la piazza vorrebbe essere».

La donna col bouquet – E c’è anche spazio per la poesia. Quella che appare all’improvviso in una piazza spesso grigia e fredda. Ancora Bernasconi: «Basta una donna che esca sorridendo dal fiorista, in mezzo a una bufera di neve, con in mano un bouquet variopinto. La poesia può sorgere in modo inatteso».

Questione di feeling – Tra Fazioli e Bernasconi c’è un feeling di scrittura che emerge in maniera lampante, anche solo dando una prima occhiata al libro. «Lui è più un poeta – dice Fazioli –, io più un narratore. Ma siamo stati e continuiamo a essere complementari. Anche nel dipingere un luogo di passaggio come questo, un posto che accoglie gente con le caratteristiche più disparate».

Il linguaggio dei tram – E a furia di frequentare quella piazza, i due scrittori si sono abituati anche al rumore dei tram. «Al loro linguaggio – puntualizza Bernasconi –. Sembravano rumori di sbuffi e frenate, ma poi abbiamo scoperto che i tram parlano fra di loro. In una lingua misteriosa, si scambiano chiacchiere e pettegolezzi. Dopo un po’ che sei lì inizi ad attribuire un significato a ogni singolo rumore. È un po’ come se quei rumori entrassero dentro di te».

Il tredicesimo mese – I dodici mesi in Paradeplatz in realtà sono diventati 13. Perché i due si sono ridati appuntamento il 28 gennaio 2021 per osservare la “loro” piazza anche in piena pandemia. «Faceva freddo – rammenta Fazioli –. La piazza era invasa da una bufera di neve. Nel primo capitolo del libro abbiamo voluto esplorare di nuovo il luogo in cui siamo stati, mese dopo mese, per un anno intero. Ancora una volta la piazza ha superato le nostre aspettative. È proprio vero che più guardi un luogo, più questo si rivela sorprendente».

Link: TIO/20minuti


© NZZ, Neue Zürcher Zeitung, 16.04.2021

Expeditionen an den Paradeplatz
Roman Bucheli

Es sage keiner, der Paradeplatz sei kein lohnendes Reiseziel. Nein, nicht der Banken wegen, nicht wegen Sprüngli. Wir Zürcher haben ja ein gespaltenes Verhältnis zum berühmtesten Platz der Stadt. Nun haben aber zwei junge Tessiner Schriftsteller diesen Unort erkundet – und verwandeln ihn in schönste, fröhlichste Poesie. Im Jahr 2018 sind Yari Bernasconi und Andrea Fazioli, jener aus Bern, dieser aus Bellinzona, einmal jeden Monat nach Zürich gefahren, trafen sich am Paradeplatz, sassen da ein paar Stunden und schauten den Leuten zu. Sie lasen sich ein Gedicht vor, machten Notizen – und fuhren wieder nach Hause. Die Ergebnisse ihrer Zürcher Expeditionen haben sie jetzt in einem wunderbaren Buch festgehalten. «A Zurigo, sulla luna» ist eine Art poetische Ethnografie, indem Fazioli und Bernasconi mit der Neugier von Entdeckern und der Sprachlust der Dichter die melancholische Komik des Alltags nüchtern festhalten: die lächerliche Travestie eines Soldaten im Tarnanzug mitten auf dem Paradeplatz; die beflissene Ernsthaftigkeit, mit der sich sonntags die Leute hier amüsieren; die Krawattenmänner, die über den Platz eilen; nicht zu vergessen die verlorenen Gestalten. Im Dezember erfüllen sie sich ihren Wunsch, den sie schon im Januar hegten: einmal mit der Linie 13 bis zur Endstation Frankental fahren. Wahrscheinlich taten sie es allein des Namens wegen. Aber spätestens jetzt, unterwegs nach Frankental, muss ihnen schlagartig klargeworden sein, was das eigentlich heisst: die Geburt der Poesie aus dem Geist der Nutzlosigkeit.

La traduzione in italiano:

Spedizioni in Paradeplatz
di Roman Bucheli

Nessuno dica che Paradeplatz non è una destinazione degna di nota. No, non a causa delle banche, non a causa di Sprüngli. Noi zurighesi abbiamo un rapporto controverso con la piazza più famosa della città. Ma ora due giovani scrittori ticinesi hanno esplorato questo non-luogo e lo hanno trasformato nella più bella e gioiosa delle poesie.
Nel 2018, Yari Bernasconi e Andrea Fazioli, il primo di Berna, il secondo di Bellinzona, sono andati a Zurigo una volta al mese, incontrandosi in Paradeplatz, dove si sedevano per qualche ora a guardare la gente. Leggevano una poesia, prendevano appunti e tornavano a casa. I risultati delle loro spedizioni zurighesi sono ora stati raccolti in un libro meraviglioso.
“A Zurigo, sulla luna” è una specie di etnografia poetica, poiché Fazioli e Bernasconi, con la curiosità degli esploratori e l’entusiasmo linguistico dei poeti, registrano sobriamente la malinconica commedia della vita quotidiana: la ridicola parodia di un soldato in tuta mimetica in mezzo alla piazza; la solerte serietà con cui la gente si diverte qui la domenica; gli uomini incravattati che attraversano la piazza; senza dimenticare le anime perse.
In dicembre realizzano il desiderio che avevano già nutrito in gennaio: prendere la linea 13 fino al capolinea Frankental. Probabilmente solo per il nome. Ma adesso, finalmente, sulla strada per Frankental, deve essergli improvvisamente balenato in mente ciò che questo può significare in realtà: la nascita della poesia dallo spirito dell’inutilità.

Link: Neue Zürcher Zeitung


Chiacchierata tra Francesca Margiotta, Andrea Rigazzi e Yari Bernasconi sul libro A Zurigo sulla luna. Dodici mesi in Paradeplatz di Yari Bernasconi e Andrea Fazioli.


Per gentile autorizzazione della RSI, Radiotelevisione svizzera di lingua italiana
RSI RETE TRE
A cura di Francesca Margiotta e Andrea Rigazzi


COMUNICATO STAMPA

In libreria dal 12 aprile:

A Zurigo sulla luna. Dodici mesi in Paradeplatz
di Yari Bernasconi e Andrea Fazioli

– Gabriele Capelli Editore –

Reportage letterario dopo un anno di osservazione nella piazza più celebre in Svizzera: Paradeplatz, a Zurigo, centro nevralgico della finanza. In un racconto a episodi, gli autori-osservatori rivelano un luogo inaspettato: fra tallieur, cravatte e ventiquattrore, scoprono una folla di personaggi curiosi e inaspettati… Paradeplatz non è più solo la “piazza dei soldi” ma un luogo intimo e selvaggio, sospeso tra realtà e immaginazione

Milano, 24 marzo 2021 – Per un anno intero due scrittori, un poeta e un narratore, si sono incontrati a Paradeplatz, a Zurigo, e hanno osservato ciò che li circondava, armati di taccuino e di una poesia ogni volta diversa, scelta per l’occasione. E hanno scoperto che nel centro nevralgico della finanza svizzera, luogo di soldi e ricchezza, fra tailleur, cravatte e ventiquattrore si muove anche tutta una folla di personaggi diversa, curiosa e inaspettata, che trasforma Paradeplatz in un luogo insieme intimo e selvaggio.

Nasce così A Zurigo, sulla luna. Dodici mesi in Paradeplatz di Yari Bernasconi e Andrea Fazioli, che sarà in libreria da lunedì 12 aprile per le edizioni Gabriele Capelli. Reportage letterario in dodici episodi che passa agevolmente dal resoconto cronachistico ai versi, dall’affondo riflessivo alla filastrocca, e che con freschezza e poesia racconta l’umanità sorprendente della “piazza delle banche”: agenti in incognito, militari in libera uscita, viaggiatori nel tempo, lanciatori di sigarette, fanciulle stilnoviste…

Spiegano gli autori Yari Bernasconi e Andrea Fazioli: «Volevamo rispondere alla domanda “che cos’è una piazza?” e abbiamo deciso di farlo esplorando uno dei luoghi più connotati di Zurigo, e probabilmente d’Europa, Paradeplatz, la piazza delle banche, dove pulsa la finanza svizzera. Ci siamo detti: chissà com’è e che cos’è davvero questo posto, dietro la cortina dei luoghi comuni? Senza sapere veramente dove saremmo andati, abbiamo iniziato ad incontrarci in piazza. Ne è risultato un mosaico di materiali diversi, raccolti mese dopo mese: testi scritti a quattro mani, testi individuali ma rivisti vicendevolmente, fotografie, appunti, poesie… E abbiamo scoperto presto che l’esplorazione della piazza era anche un’esplorazione dentro di noi. Questo libro, in fondo, è anche la storia di un’esperienza comune, di due scritture che diventano una».

ESTRATTI

«E invece della Memoria, del Sole, della Vittoria, perché non c’è Piazza della Dimenticanza, Piazza dell’Uggiosità, Piazza della Sconfitta? Al posto di un Fondatore della Patria, perché non prendere un panettiere?»

«Altre cose viste: due ragazze che si scattano un selfie davanti ai bancomat; un cieco che entra da Lindt & Sprüngli; ventinove fra uomini e donne che camminano con un bastone (compreso il cieco); due scolaresche; un uomo che si soffia il naso nella maglietta; un mozzicone di sigaro cubano in un vaso; una donna con un velo ciclamino; una madre che sprona i figli a camminare gridando, in italiano, “È laggiù la fontanella!”; tredici carrozzine; innumerevoli cravatte; nuvole; bandiere; un elefante a rovescio; due monaci buddisti con l’ombrello; un carretto a pedali che trasporta champagne; due donne che indossano abiti dello stesso colore del cielo; un candelabro; cani; sigarette; ciclisti; un uomo altissimo».

GLI AUTORI

Yari Bernasconi (Lugano, 1982) ha esordito con il libretto di poesie Lettera da Dejevo (Alla Chiara fonte, 2009). Tra le sue pubblicazioni la silloge Non è vero che saremo perdonati (nell’Undicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea, Marcos y Marcos, 2012), la raccolta Nuovi giorni di polvere (Casagrande, 2015, Premio Terra Nova della Fondazione Schiller e Premio Castello di Villalta Giovani) e le plaquette La città fantasma (Nervi, 2017) e Cinque cartoline dal fronte e altra corrispondenza (L’arcolaio, 2019). Vive nei dintorni di Berna. http://www.viceversaletteratura.ch/author/6039
Andrea Fazioli (Bellinzona, 1978) ha esordito nel 2005 con il romanzo Chi muore si rivede (Armando Dadò). Tra le pubblicazioni più recenti Il giudice e la rondine (Guanda, 2014), La beata analfabeta (San Paolo, 2016), L’arte del fallimento (Guanda, 2016, Premio La Fenice Europa e Premio Anfiteatro d’Argento), Gli svizzeri muoiono felici (Guanda, 2018) le raccolte di racconti Succede sempre qualcosa (Casagrande, 2018) e Il commissario e la badante (Guanda, 2020), oltre al singolare romanzo Le vacanze di Studer (Casagrande, 2020), costruito intorno a frammenti inediti del grande autore svizzero Friedrich Glauser. Vive a Bellinzona. http://www.andreafazioli.ch

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