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Bérénice Capatti
L’anno senza estate
Romanzo
15×21 cm, 256 pp, Euro 19,00
ISBN 978-88-31285-10-0

Disponibile anche in formato digitale su più piattaforme

Comincia a piovere sul sentiero che porta ai piedi del Monte Adula, la vetta più alta del Canton Ticino. Francesco Salemi, sessantotto anni, scivola in un burrone. L’unica testimone della sua fine è la ventenne Sara Gandolfi.
Francesco è un industriale di successo, proprietario di un’azienda di posateria in Brianza e grande amante della montagna. Ha conosciuto Sara un anno prima, nel bar di Milano in cui lei lavorava. Per lui era un periodo di stanchezza: deluso dai figli che lo affiancavano in azienda, cercava forze nuove per superare la crisi, e con un colpo di testa ha assunto quella ragazza senza qualifiche né esperienza.
Sara, che ha sempre arrancato nella vita, non può credere alla propria fortuna. Come nuova assistente di Francesco getta, però, scompiglio tra gli eredi di casa Salemi. Riporta alla luce odi sopiti e insofferenze verso un padre brillante ma autoritario. La situazione precipita quando Francesco si traferisce a Lugano; uno spostamento fisico e non solo. Sara lo segue, aggrappandosi come può all’ancora di salvezza che rappresenta, ma non è affatto detto che lui voglia condurla in un porto sicuro.


Bérénice Capatti ha scritto libri per bambini e adolescenti (Vi presento Klimt e Gaguin e il colore dei tropici, Edizioni Arka; Noi nella corrente, Rizzoli; L’incredibile tesoro di Gian del Mare, ESG). Questo è il suo primo romanzo per adulti, che ha avuto il sostegno della fondazione Pro Helvetia. Alla scrittura affianca l’attività di editor e traduttrice. Vive a Lugano.


Jasmin Mattei legge “L’anno senza estate” (video amatoriali)


RECENSIONI / SEGNALAZIONI / COMUNICATI

 

© il Cittadino, ed. Monza e Brianza, p. 41, 19.11.2020

“L’anno senza estate”: sotto le ceneri di una famiglia industriale brianzola

Link: il Cittadino


© Turné Soirée, RSI LA1, 14.11.2020

Turné Soirée
Lo spettacolo dei libri
A cura di Damiano Realini

Il servizio di Claudia Quadri e Alfio De Paoli sul libro di Bérénice Capatti “L’anno senza estate”. Per gentile autorizzazione della RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Link: Turné Soirée


© Corriere di Como, 16.11.2020

Cultura e spettacoli
Ambientato ad Albate il romanzo “L’anno senza estate”

È in libreria il romanzo L’anno senza estate di Bérénice Capatti, edito in Svizzera da Gabriele Capelli Editore, ambientato prevalentemente ad Albate presso Como. Si tratta di una riflessione sul potere e sulla morte, incluso il tema del suicidio assistito, condotta attraverso la vicenda di una giovane donna e di un uomo sulla via del tramonto, all’interno delle complesse relazioni che caratterizzano le grandi “famiglie industriali”.

Sara, giovane dal passato difficile che cerca un futuro nonostante una quotidianità solitaria e arrangiata, conosce per caso Francesco, “il vecchio”: fondatore e capo di un’azienda di Albate di grande successo che produce posate di lusso, vicino alla sua fine lavorativa e in profondo conflitto con i due figli a causa dei loro ruoli e comportamenti nell’impresa. Bisogno di ancoraggi sicuri e paura per il futuro uniscono le due esistenze, che si allacciano e influenzano in modo tanto profondo quanto superficiale: nessuno saprà davvero cambiare l’altro, eppure Sara sarà l’unica scomoda testimone della morte del “vecchio”, in un finale quasi da thriller.

Assunta nell’azienda pur non avendo esperienza né formazione adeguate, forse perché Francesco pensa di potersi salvare grazie alle sue freschezza e ingenuità, la ragazza cercherà in ogni modo di non perdere l’occasione per rivoluzionare la propria vita. Ma Sara saprà rinunciare alla propria identità, forgiata in anni di vita in comunità, tra strada e lavoretti saltuari? E Francesco troverà, attraverso la sua vicinanza, la sicurezza che cerca per sé e la propria azienda?

«Mi interessa il tema del suicidio assistito – spiega l’autrice Bérénice Capatti, nata a Milano, oggi residente a Lugano – e mi affascinano le dinamiche relazionali che si vivono all’interno delle grandi famiglie industriali. Nel costruire i due protagonisti ho cercato di raccontare un non-rapporto, perché Sara e Francesco sono capaci di aggrapparsi l’uno all’altra, ma non di entrare davvero in relazione».

Link: Corriere di Como


© L’Osservatore, 07.11.2020

Se non promette, mantiene…
Di Elena Spoerl

Dei primi romanzi si dice spesso che sono “promettenti”. Ma L’anno senza estate – romanzo d’esordio di Bérénice Capatti, appena uscito da Gabriele Capelli editore – è un testo che non promette: già mantiene. È una storia valida, come valida si dimostra la scrittura dell’autrice, che vive a Lugano, ha alle spalle dei libri per bambini e per ragazzi e lavora principalmente quale traduttrice.

Nel romanzo si percepiscono forza, freschezza e competenza, sia nella narrazione che nello stile. A cominciare dalla circolarità del testo, dove la fine ricalca e conferma l’inizio. O, viceversa, è forse l’inizio che anticipa la fine?

Promettente è semmai, già in apertura, il futuro della protagonista, la giovane Sara a cui il destino apre un’inattesa quanto eccezionale ascesa, sia professionale che sociale.

Bambina abbandonata in istituto, Sara proviene da un ambiente povero, senza affetti e senza benessere. Il lettore la conosce ventenne, quando lavora come barista all’Orinbocca e abita da un’amica che convive con un poco di buono. Sara ha una certa grinta, affronta la sua gioventù precaria senza demordere e frequenta corsi serali per migliorare le sue competenze professionali. Al bar viene notata da Francesco Salemi, un anziano industriale che le offre un posto come sua assistente. Sara supera il periodo di prova, è assunta, trova una certa sicurezza economica ed entra in contatto con la famiglia di lui, conosce l’attività di un’impresa affermata e l’ambiente borghese.

A un tratto Francesco la guardò. «Grazie» disse, come se si accorgesse soltanto allora di averla davanti.
Posò la sua mano su quella di lei. Non strinse troppo come aveva fatto nel sogno, ma intrecciò le dita calde alle sue in un modo che non poteva essere equivocato.
«Le famiglie sanno essere pericolose» osservò con una secca risata. Si sforzava di mostrare un’espressione tranquilla, ma l’impronta della rabbia non era sparita. «Pensaci bene prima di avere dei figli.»
«Oh, non ne avrò» replicò lei con voce sicura. «Preferisco non trasmettere a nessuno il mio pessimo carattere.»
«Hai un pessimo carattere?» chiese Francesco, divertito.
«Più o meno come te.»
Lui scosse la testa. La mano non si era mossa.

La storia si snoda tra la Brianza, Milano e Lugano. Le descrizioni – mai troppo lunghe e che si alternano gradevolmente ai dialoghi, allo svolgimento e alle riflessioni dei personaggi – si rivolgono quindi spesso a una geografia a noi familiare.

Il primo capitolo ricalca l’ultimo, abbiamo detto in apertura. La loro prima frase è identica: Il Vecchio morì sul sentiero per la capanna Quarnei all’inizio di giugno.

Una morte accidentale? Le 254 pagine del libro tengono in sospeso il lettore fino alla fine. Non si tratta però di un giallo. Tutto ruota attorno a un dramma. La fine di Francesco fa da preludio all’inizio della vita adulta di Sara. Il giorno che cominciò a lavorare per lui, circa un anno prima di quell’anno senza estate, Sara infatti sentiva finalmente di andare incontro al proprio destino, e non ai miseri surrogati che aveva frequentato fin lì.

Link: L’Osservatore


© Convenzionali, 26.10.2020

Libri
“L’anno senza estate”
di Gabriele Ottaviani

Voleva dimostrare a ogni costo di essere un giudice equo, che ignora le leggi del sentimento ferito.

L’anno senza estate, Bérénice Capatti, Gabriele Capelli editore. Industriale geniale e di successo, quasi settantenne, appassionato di montagna, brianzolo deluso dai figli che ha sempre trattato con autorità, freddo come le posate che produce, un giorno, in cerca di nuovi stimoli, Francesco Salemi assume come sua assistente Sara, ventenne che lavora in un bar e che si trasferisce poi con lui a Lugano, gettando, com’è prevedibile, scompiglio tra i rampolli che, come tradizione vuole, bramano sopra ogni cosa quello che tutti considerano un diritto ma che in realtà non lo è affatto, trattandosi di un mero atto di generosità, ossia l’eredità. Si dà il caso che un giorno di pioggia Salemi infatti cada in un burrone, che Sara sia la sola testimone, e che la polvere sotto il tappeto, d’improvviso, sbuffi fuori…

Brillante, caratterizzato da una prosa che seziona con precisione chirurgica l’animo umano e le dinamiche interpersonali, il romanzo di Bérénice Capatti è una prova letteraria lucida e riuscitissima.

Link: Convenzionali


© Pensieri Accesi, 25.10.2020

L’anno senza estate di Bérénice Capatti
Di Paola Blandi

Protagonista di “L’anno senza estate” di Bérénice Capatti è una strana coppia.
Lei è Sara Gandolfi, ventenne con un passato difficile che si arrabatta come può, senza una vera casa nè una famiglia. Lui è Francesco Salemi, sessantotto anni, industriale di successo, proprietario di un’azienda di posateria in Brianza, padre di due figli che lavorano in azienda. Decisamente annoiato dal lavoro che non gli dà più stimoli, dai due figli che a suo parere non sono in grado di sostituirlo quando non ci sarà più, decide di andare in pensione e trasferirsi a Lugano.

Sara ha un passato di abbandoni famigliari ma dopo avere lasciato la comunità che la accoglieva, ha ripreso a studiare e sogna un futuro tutto suo.
I due si conoscono al bar dove lei lavora per pagarsi il subaffitto da un’amica. Francesco un giorno le lascia il suo biglietto da visita e dopo averla valutata, d’istinto la assume. Per Sara è un colpo di fortuna ma anche un’iniezione di fiducia. Tra loro nascerà qualcosa che va oltre il rapporto di lavoro, una storia d’amore clandestina e difficile, fatta di alti e bassi, tra le invidie in azienda e le aperte ostilità dei due figli di Francesco che si vedono estromessi dall’azienda da quel padre-padrone che fa sempre di testa sua. Ma il punto è che Francesco ha un segreto che ha voluto confidare a Sara; un fardello che rischia di schiacciare la ragazza.

Ambientato tra la Brianza, Milano, Lugano e le sue montagne. Ed è proprio su un sentiero di quella montagna che li aveva uniti, che le loro strade si divideranno.

Il primo romanzo “per adulti” della svizzera Bérénice Capatti (autrice finora di libri per l’infanzia) ha il merito di affrontare con grazia e rigore il tema difficile dell’eutanasia e di mettere in primo piano le due anime complicate e contorte dei protagonisti, che vanno avanti seguendo l’istinto: una verso il futuro e la luce, l’altra verso il buio e la fine.

Non solo un gap generazionale, dunque, ma un incrocio di destini che si rivelerà esplosivo per entrambi, cambiandoli per sempre.

Link: Pensieri Accesi


© La Lettrice Assorta, 22.10.2020

L’ANNO SENZA ESTATE di Bérénice Capatti

L’ANNO SENZA ESTATE di Bérénice Capatti è una storia profonda e toccante, capace di affrontare con delicatezza e sensibilità argomenti spinosi, come quello del suicidio assistito e l’impatto del potere e del denaro sulla vita delle persone.

Francesco Salemi, detto il “Vecchio” è fondatore e capo di una grande azienda lombarda che produce posate di lusso. Sara, una studentessa metodica e tenace di ventun anni che lavora per mantenersi agli studi. I due si incontreranno presso il bar dove la ragazza lavora; due esistenze che si intrecciano casualmente a dare vita ad una relazione ricca di sfumature, alcune piuttosto ambivalenti. Determinato e abituato a far ripettare la sua volontà, Francesco sembra voler decidere per tutti, fuori e dentro l’azienda; pungente la considerazione di Sara a questo proposito: “Eccoli i cortigiani di sua maestà: la figlia volubile ormai riammessa a corte, con i bambini a fare decoro, e tutti gli altri a sparare sorrisi che sono solo smorfie grottesche”. La differenza d’età e di condizione socio-culturale, genera un rapporto sbilanciato e a tratti ambiguo: “provava un groviglio di sensazioni quando pensava a Francesco un intreccio di ammirazione, orgoglio, timore e qualcosa di vischioso e soffice, su cui non voleva soffermarsi”.

Una lettura ambientata tra Italia e Svizzera, che si consuma sullo sfondo degli intrighi di palazzo e delle questioni di sangue. La famiglia di Francesco, al di là dell’impressione di forza, si rivela lacerata, come anche la sua azienda, che attraversa un momento delicato. Le pagine scorrono setose a scandire una trama mai banale e protagonisti molto ben delineati dal punto di vista psicologico. Il finale mi ha fatta sobbalzare, sono rimasta a bocca aperta: è perfetto e si addice alla personalità assolutamente borderline di entrambi i personaggi principali.

Consigliato!

Link: La Lettrice Assorta


© Lilith Hendrix, 14.10.2020

Recensione: L’anno senza estate

Sono emozionata nel poter recensire un romanzo edito Gabriele Capelli Editore.
Vi lascio il mio pensiero per “L’anno senza estate”: una lettura delicata, coinvolgente e molto riflessiva.

Titolo: L’anno senza estate
Autore: Bérénice Capatti
Editore: Gabriele Capelli Editore

Ambientato tra Italia e Svizzera, il romanzo presenta toni drammatici e lascia il segno. Letteralmente, sono rimasta molto colpita da come è stato modellato il tutto. I protagonisti di questa storia sono Sara e Francesco, due anime distanti, con una considerevole differenza di età ma anche un perno comune che li tiene legati. Sara è una giovane donna, è una anima determinata e indipendente. È una donna un po’ spenta e che tira avanti nella vita, ha avuto la sfortuna di incontrare persone poco raccomandate e non vive in un ambiente roseo. Francesco, invece, è un imprenditore, un uomo molto più grande di lei e sicuro di sé, alle prese con la sua azienda, si trova spesso coinvolto in discussioni con i suoi figli per come gestirla e alzarne la visibilità nel mercato. Lei e lui si sono conosciuti tra uno sguardo e un altro, in un bar e da qui lei lo ha seguito sul posto di lavoro. Sono quasi subito travolti da una passionale, delicata e drammatica vicenda d’amore. In fondo a questo libro c’è una bella riflessione su ciò che siamo, ciò che cerchiamo e come gli eventi della nostra vita tendono a svolgersi in un modo anziché un altro secondo un irrazionale filo logico. Andrebbe preso un po’ tutto con più filosofia. C’è passione, c’è coinvolgimento ma c’è anche solitudine e l’amarezza di una vita sfinita, spenta e monotona. Mi è piaciuto molto, vi consiglio vivamente questa lettura.

Il libro è disponibile su store online e librerie varie!

TRAMA

Comincia a piovere sul sentiero che porta ai piedi del Monte Adula, la vetta più alta del Canton Ticino. Francesco Salemi, sessantotto anni, scivola in un burrone. L’unica testimone della sua fine è la ventenne Sara Gandolfi.
Francesco è un industriale di successo, proprietario di un’azienda di posateria in Brianza e grande amante della montagna. Ha conosciuto Sara un anno prima, nel bar di Milano in cui lei lavorava. Per lui era un periodo di stanchezza: deluso dai figli che lo affiancavano in azienda, cercava forze nuove per superare la crisi, e con un colpo di testa ha assunto quella ragazza senza qualifiche né esperienza.
Sara, che ha sempre arrancato nella vita, non può credere alla propria fortuna. Come nuova assistente di Francesco getta, però, scompiglio tra gli eredi di casa Salemi. Riporta alla luce odi sopiti e insofferenze verso un padre brillante ma autoritario. La situazione precipita quando Francesco si traferisce a Lugano; uno spostamento fisico e non solo. Sara lo segue, aggrappandosi come può all’ancora di salvezza che rappresenta, ma non è affatto detto che lui voglia condurla in un porto sicuro.

L’AUTORE

Bérénice Capatti ha scritto libri per bambini e adolescenti (“Vi presento Klimt” e
“Gauguin e il colore dei tropici”, Edizioni Arka; “Noi nella corrente”, Rizzoli;
“L’incredibile tesoro di Gian del Mare”, ESG). Questo è il suo primo romanzo per
adulti. Alla scrittura affianca l’attività di editor e traduttrice.

Link: Lilith Hendrix


COMUNICATO STAMPA

L’anno senza estate di Bérénice Capatti

Il suicidio assistito, le relazioni complicate in una grande “famiglia industriale” lombarda e l’intreccio tra due esistenze, quella della giovane complicata Sara e del vecchio capo dell’azienda di successo, che si intrecciano disperate senza mai entrare davvero l’una nell’altra. Fino alla morte.

È in libreria da lunedì 5 ottobre il romanzo L’anno senza estate di Bérénice Capatti.

Una riflessione sul potere e sulla morte, incluso il tema del suicidio assistito, condotta attraverso la vicenda di una giovane donna e di un uomo sulla via del tramonto, all’interno delle complesse relazioni che caratterizzano le grandi “famiglie industriali”.

Sara, giovane dal passato difficile che cerca un futuro nonostante una quotidianità solitaria e arrangiata, conosce per caso Francesco, “il vecchio”: fondatore e capo di un’azienda lombarda di grande successo che produce posate di lusso, vicino alla sua fine lavorativa e in profondo conflitto con i due figli a causa dei loro ruoli e comportamenti nell’impresa. Bisogno di ancoraggi sicuri e paura per il futuro uniscono le due esistenze, che si allacciano e influenzano in modo tanto profondo quanto superficiale: nessuno saprà davvero cambiare l’altro, eppure Sara sarà l’unica scomoda testimone della morte del “vecchio”, in un finale quasi da thriller.

Assunta nell’azienda pur non avendo esperienza né formazione adeguate, forse perché Francesco pensa di potersi salvare grazie alle sue freschezza e ingenuità, la ragazza cercherà in ogni modo di non perdere l’occasione per rivoluzionare la propria vita. Ma Sara saprà rinunciare alla propria identità, forgiata in anni di vita in comunità, tra strada e lavoretti saltuari? E Francesco troverà, attraverso la sua vicinanza, la sicurezza che cerca per sé e la propria azienda?

«Mi interessa il tema del suicidio assistito – spiega l’autrice Bérénice Capatti, nata a Milano, oggi residente a Lugano – e mi affascinano le dinamiche relazionali che si vivono all’interno delle grandi famiglie industriali. Nel costruire i due protagonisti ho cercato di raccontare un non-rapporto, perché Sara e Francesco sono capaci di aggrapparsi l’uno all’altra, ma non di entrare davvero in relazione».

Con una scrittura precisa e una vicenda ben costruita, Capatti sa coinvolgere il lettore, che trascina con sé nel susseguirsi degli accadimenti che stravolgono la vita della sua protagonista.

ESTRATTO

Sara non ricordava con precisione il giorno in cui aveva iniziato come barista all’Orinbocca; non avrebbe, invece, mai dimenticato l’esaltazione con cui alle otto e ventidue scese dall’autobus di fronte alla Salemi, il primo giorno di lavoro. Aveva la testa leggera, i polmoni che si dilatavano fino quasi a far male mentre percorreva il viale. Alzò lo sguardo al cielo terso, che prometteva una splendida giornata: il sole, ancora basso sull’orizzonte, allungava i suoi primi raggi sui vetri del palazzo facendoli brillare.
Entrando strappò un saluto al solito portiere, che la annunciò ai piani alti. Si guardò di sfuggita nello specchio dell’ascensore stipato mentre saliva, e sorrise. Sorrise di essere lì, e non a riempire filtri del caffè o infornare brioche surgelate. Sorrise perché le sembrava di riuscire a mimetizzarsi, più o meno. Il rosso fuoco di un henné era sbiadito, la giacca di Caterina s’intonava a quelle che aveva intorno. Sentiva finalmente di andare incontro al proprio destino, e non ai miseri surrogati che aveva frequentato fin lì.

L’AUTRICE

Bérénice Capatti ha scritto libri per bambini e adolescenti (Vi presento Klimt e Gauguin e il colore dei tropici, Edizioni Arka; Noi nella corrente, Rizzoli; L’incredibile tesoro di Gian del Mare, ESG). L’anno senza estate è il suo primo romanzo per adulti, che ha avuto il sostegno della fondazione Pro Helvetia. Alla scrittura affianca l’attività di editor e traduttrice. Vive a Lugano.

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