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Pedro Lenz
La bella Fanny
Traduzione di Amalia Urbano

15×21 cm, 184 pp, Euro 18,00, ISBN 978-88-97308-67-6

Jackpot è uno scrittore esordiente che è alla ricerca disperata del filo conduttore del suo romanzo. Luis e Grunz sono due pittori che amano la vita e le sue bellezze. Tutti e tre si dedicano all’arte e il destino sembra non essergli sfavorevole… fino al giorno in cui entra nella loro vita la bella Fanny. Al comparire della femme fatale vacillano gli equilibri che tenevano insieme l’amicizia dei tre uomini.Per i tre artisti bohemiens il passato ritorna spesso attraverso vecchie melodie e si unisce allo scotto di aver vissuto il ‘68 in maniera spudorata.
Grande inno all’amicizia, che non sembra conoscere limiti di tempo e spazio.
Bella e intrigante la lingua di Lenz: saltella dal discorso diretto al flusso interiore con incredibile leggerezza. Unisce il colloquiale e quotidiano a profonde riflessioni sull’esistenza, senza mai annoiare.

Il romanzo, scritto con ironia, è una sorta di trascrizione dei dialoghi interiori del protagonista e scaturisce dalla tradizione narrativa orale di Pedro Lenz.

L’autore riesce con grande abilità a rendere uno spaccato del suo mondo bernese, con tutta la monotonia della vita di provincia mista di ricordi.


Pedro Lenz si è diplomato nel 1984 come muratore. In seguito ha conseguito la maturità nel 1995. Ha studiato per un semestre Letteratura Spagnola presso l’Università di Berna. Dal 2001 lavora a tempo pieno come scrittore.
Lenz scrive su diversi giornali e riviste, attualmente per la NZZ e la WOZ. Ha scritto articoli per vari gruppi di teatro e per la Radio Svizzera. Pedro Lenz vive a Olten.

Per la GCE ha pubblicato nel 2011 “In porta c’ero io!
Nel 2014 la regista Sabine Boss cura la trasposizione cinematografica del romanzo.

Premi
* Premio letterario svizzero, 1994
* Borsa di studio letteraria della città di Berna a Glasgow, 2005
* Premio alla cultura „Goldener Biberfladen Appenzell“, 2005
* Premio alla cultura della città di Langenthal, 2005
* Premio letterario del Canton Berna, 2008
* Premio letterario del Canton Berna per “Der Goalie bin ig” (In porta c’ero io), 2010
* Premio alla cultura dell’Ufficio Federale della Cultura, 2010
* Selezione al Premio svizzero del libro per “Der Goalie bin ig” (In porta c’ero io), 2010
* Premio Schiller per la letteratura per “Der Goalie bin ig” (In porta c’ero io), 2011
* Premio svizzero della scena 2015


Amalia Urbano è nata a Zurigo. Ha conseguito la Laurea in traduzione presso la Scuola Superiore per interpreti e traduttori di Trieste nel 1986 (tedesco, francese, spagnolo), ha insegnato tedesco nelle scuole secondarie superiori per 17 anni in Italia e dal 2008 al 2017 ha ricoperto l’incarico di lettrice ministeriale presso la Humboldt Universität di Berlino dove, oltre ad altri sette corsi, ha tenuto per nove anni il corso di traduzione dal tedesco in italiano. Per i suoi studenti ha organizzato numerosi incontri sulla traduzione con grandi traduttori contemporanei come Moshe Kahn, Anette Kopetzki, Marina Pugliano, Hinrich-Schmidt Henkel e altri ancora.
Ha deciso di mettere a frutto le sue conoscenze frequentando il laboratorio di formazione per traduttrici e traduttori editoriali presso la casa dei traduttori Looren.


Dello stesso autore:

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RECENSIONI/SEGNALAZIONI

 

© Diderot, RSI RETE DUE, 11.09.2019

Pedro Lenz: “Die schöni Fanny” ovvero “La bella Fànny”
di Barbara Camplani

Link: Diderot


© Turné, RSI LA1, 14.09.2019

Pedro Lenz alla Casa della letteratura.
Claudia Iseli intervista l’autore bernese sul suo romanzo La bella Fanny, appena tradotto in italiano, Gabriele Capelli Editore.

Video RSI/Turné: La bella Fanny di Pedro Lenz
dal minuto 05.30

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© EXTRA SETTE, 13.09.2019, p. 20

Tra le righe
Nuove uscite e sorprese in libreria
a cura di Sergio Roic

Quella musa tentatrice di Zofingen

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© La lettrice assorta, 10.09.2019

LA BELLA FANNY BY PEDRO LENZ
Lettrice Assorta

Questa settimana ho avuto l’occasione di leggere in anteprima LA BELLA FANNY di Pedro Lenz, edito da Gabriele Capelli Editore e tradotto dallo svizzero tedesco da Amalia Urbano.

La bella Fanny è un romanzo dal carattere fresco e dinamico, ambientato nello sfondo del contesto bernese. Protagonisti assoluti, due pittori e un romanziere, la cui indissolubile amicizia viene profondamente scossa dall’incontro con una donna speciale. “È come un cielo d’inverno. Ha lo sguardo di un vitellino e un’espressione raggiante da far rizzare i capelli in testa anche a un calvo.”.

Il libro è il racconto in prima persona di Frank, detto Jackpot dagli amici, e si dipana attraverso una sagace narrazione degli eventi, impreziosita da brillanti dialoghi.

Centro nevralgico della trama, l’incontro con Fanny, che destabilizza i tre amici. In particolare Jackpot, romanziere alla perenne ricerca d’ispirazione, rimane molto colpito dalla donna la quale diventa per lui quasi un ossessione, al punto da sentirsi spinto perfino a seguirla di nascosto, e provare gelosia nei confronti di Louis e Grunz, amici pittori settantenni, che stanno lavorando con lei per realizzare dei quadri. Questa infatuazione diventa una sorta di lente, attraverso la quale l’aspirante romanziere osserva i suoi amici e il mondo. Le domande che pone loro, con un inedito interesse, danno vita a sfavillanti discorsi e considerazioni sull’amore, l’arte e l’esistenza in generale. Interessanti le incursioni nel passato di Jackpot attraverso i suoi pensieri estemporanei che, alla stregua delle macchie di Rorschach, evocano collegamenti con episodi della sua vita passata, volti a spiegare alcuni aspetti del suo carattere. Come, per esempio, il momento in cui l’uomo riflette sulla motivazione, e come questa sia qualcosa di impagabile; ritorna con la mente a quando da ragazzino ha risparmiato per potersi comprare una bici da corsa, coadiuvato dal fatto che suo padre era un accanito tifoso delle corse ciclistiche. L’improvvisa perdita del padre gli fa capire che per lui “quello che abbiamo dentro è il motore e quello che abbiamo fuori è la scintilla. E quando suo padre è morto, il motore c’era ancora, ma senza la scintilla per l’accensione non poteva più farlo partire.” Queste riflessioni di Jackpot, assieme ai dialoghi assolutamente umoristici, mondani e brillanti, sono il punto di forza di questo romanzo. A fare la parte del leone anche il sentimento dell’amicizia, indissolubile e forte. Una storia positiva, vivace, adatta a tutti.

Link: La lettrice assorta


© Corriere del Ticino, 10.09.2019

Esce anche in italiano il bel romanzo del fenomeno letterario rossocrociato Pedro Lenz
a cura di Carlo Silini

PDF: CDT-LENZ -10_09_2019-24


© Circolo dei libri, 06.09.2019

Pedro Lenz, La bella Fanny
Gabriele Capelli editore
Recensione a cura di Michele Fazioli

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Video recensione

Un libro un po’ romantico senza sbavature, un po’ alcolico senza cattiveria, stravagante, che racconta di persone sempre un po’ ai margini dei meccanismi ben oliati di benessere e successo. Dalle parti di Olten, nelle periferie del canton Berna. Gente che fa fatica ma ha ambizioni grandi in campo artistico.È il secondo romanzo di Pedro Lenz, il quale scrive i suoi libri in “berndütsch”, il dialetto-lingua della sua regione e aveva nove anni fa sorpreso il mondo letterario elvetico con un primo romanzo spigliato, fresco, divertente, con qualche malinconia ben dosata: “In porta c’ero io” (Capelli editore). In “La bella Fanny” (sempre edito in italiano da Capelli, tradotto da Amalia Urbano) il protagonista è un giovanotto che ha passato di poco la trentina, si definisce scrittore ma insomma di finito e compiuto a dire il vero non ha ancora scritto nulla. Però ci crede e si dà da fare, fra slanci e pigrizia. Gli danno fiducia solidale alcuni, pochi amici, soprattutto un paio di artisti pittori sulla settantina, tenacemente legati una vocazione che ha dato loro molta speranza, qualche labile successo ma soprattutto poche risorse finanziarie. Ma anche loro ci credono. Poi compare la bella Fanny, una giovane donna davvero molto, molto bella, intorno alla quale lo scrittore in divenire (innamorato cotto) e gli artisti attempati (abbastanza presi anche loro), ronzano come falene attorno a una lampada accesa. Pochi protagonisti, dunque, abbastanza sfaccendati e strani, intorno alla luce della bella Fanny, la quale è poco acciuffabile ma quando c’è si fa sentire, in tutti e cinque i sensi. I maschi sono, come s’è detto, un po’ marginali, con un piede nell’indigenza decorosa e un altro nell’ambizione di lasciare un segno, un guizzo di verità artistica. Fra lo scrittore che non scrive ma forse scriverà e gli artisti che hanno molto dipinto con molta fatica ( se hanno talento, esso è abbastanza misconosciuto) scoppietta e anzi arde come un fuoco un’amicizia che dura, con ironia sdrammatizzante e affetto profondo. Forse la vera protagonista di questo romanzo è proprio l’amicizia, più ancora che l’amore il quale, si sa, è sempre un po’ complicato, ineffabile e spesso sfuggente. Il linguaggio del romanzo è acqua viva della parlata discorsiva dialettale, una simpatia gergale di dialoghi e bevute e chiacchierate infinite in atelier, caffè e appartamenti, e struggimenti d’amore e gelosie patetiche e forse inutili. C’è la freschezza goffa di un grande innamoramento maldestro e un po’ doloroso, come tutti gli innamoramenti dei giovanotti buoni, imprecisi, dotati e svagati. Simpatici. I suoi avversari in amore, acciaccati dagli anni, non lo sono poi davvero ma sono soprattutto amici. E Fanny è da adorare ma anche imprendibile, da non possedere: come molti amori, come l’espressione artistica, cui si può fare la corte con tenacia e fedeltà per tutta la vita. Un romanzo arioso, che racconta la compagnia di giro di tipi un po’ squinternati ma pieni di empatia.

Link: circolodeilibri.ch

3 thoughts on “Pedro Lenz “La bella Fanny”

  1. Pingback: Immagini presentazione “La bella Fanny” | gabriele capelli editore

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