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Edi Minguzzi
Camillo Carlo Minguzzi
Il codice della follia

288 pagine
978-88-97308-12-6

CHF 22,00
Euro 16,50

Achille, Altea, Hermes, Pan, Teseo… Cos’hanno a che fare questi miti con una serie di efferati delitti?
Ce lo raccontano nel loro romanzo Edi e Camillo Carlo Minguzzi.
Dopo anni di esperienze culturali e professionali diverse, fratello e sorella s’incontrano un giorno con l’idea comune di dar vita ad un romanzo dove la passione di Camillo per i contenuti delle trame poliziesche possa articolarsi attorno ai temi universali e senza tempo della mitologia greca. Temi che Edi tratta, e attualizza, con la sua conoscenza di glottologa e di grecista.
Così, sotto i velami dell’attualità e persino sotto i vezzi delle mode presenti si profila, si manifesta e infine emerge prepotente la forza ineludibile dei grandi archetipi.
La vicenda si svolge in una località sul lago di Lucerna, dove imperversa un serial killer che uccide, seziona e getta nel lago le sue vittime dopo averle chiuse in sacchi di plastica insieme a steli di rosa.
La polizia sospetta degli ospiti di una lussuosa casa di cura per disturbi mentali diretta dallo psichiatra Herbert Kampitsch.
Sulle tracce dell’assassino si muovono, oltre alla polizia, Jorg Kampitsch, ricco e libertino cugino del medico, la bella Karin ed Erik, un sagace studente di filologia classica.
Quando tutti ormai pensano di essere arrivati ad un punto morto, il ritrovamento di un codice segreto dirigerà le indagini attraverso i meandri della follia fino alla scoperta di un’orrenda verità.
Il mito greco ed il metodo psicanalitico sono il filo conduttore di questo thriller carico di suspense, ricco di colpi di scena e di gustosi spunti umoristici.


Edi Minguzzi, docente di greco e di linguistica all’Università degli Studi di Milano, è autrice di opere su simbolismo e esegesi dantesca – alcune tradotte in spagnolo e francese – e di vari saggi di linguistica e mitologia; tra i più recenti Miti e archetipi, Firenze 2001; L’idea di struttura, Milano 2002; Codici e Comunicazione. Problemi di Linguistica Generale, Milano 2003; Corso di Greco, Firenze 2004; Téchne. Miti, storia, civiltà greca, Firenze 2005; La struttura occulta della Divina Commedia, Milano 2007; La parola e la frase – Corso di semantica, Roma 2008, Imparare il Greco. Grammatica e lessico di base, Milano 2012.
Ha tradotto per importanti case editrici testi di storia delle religioni, simbolismo e filologia dal tedesco, dal francese, dall’inglese e dallo spagnolo.
Questo è il suo primo romanzo.

Camillo Carlo Minguzzi, amante dei viaggi, interessato all’arte e all’archeologia, è lettore appassionato; predilige i racconti a trama complessa, e in particolare i romanzi gialli. Per questo, dopo esperienze professionali del tutto estranee all’ambito letterario, ha affrontato con entusiasmo la nuova sfida rappresentata dall’ideazione di un thriller, nel quale ha fatto confluire da un lato la sua conoscenza del genere poliziesco, dall’altro la vasta esperienza di persone e ambienti diversi acquisita durante i molti viaggi e soggiorni all’estero.


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RECENSIONI

Il thriller elvetico dei fratelli Minguzzi
Corriere di Como
Sabato 04 Maggio 2013

Un efferato serial killer si aggira per la tranquilla Svizzera interna. Altro che oasi di pace e sinonimo di sicurezza per antonomasia. Il Canton Lucerna pullula di donne seviziate, corpi smembrati, droghe pesanti, violenze familiari e varie forme di devianza e sofferenza psichica. Tutto questo è raccontato nell’esordio narrativo di una nuova coppia “noir” italiana che pubblica in Svizzera:

Edi e Camillo Minguzzi, due fratelli che firmano per l’editore Gabriele Capelli di Mendrisio il romanzo fresco di stampa “Il Codice della Follia” (pp. 288, 16,50 euro). La glottologa e grecista Edi Minguzzi è docente di greco e di linguistica all’Università degli Studi di Milano e autrice di vari saggi di linguistica e mitologia. Mentre Camillo Carlo Minguzzi, studioso d’arte e archeologia, amante dei viaggi, ha la passione per i gialli. Il loro romanzo, di cui non possiamo svelare molto per non rovinarvi il piacere della lettura, è basato sulla sapienza antica. E sulla possibilità di risolvere i nodi misteriosi di cui la storia pullula attraverso i personaggi della mitologia greca e le loro spesso arcane vicende, come Achille, Altea, Hermes, Pan, Teseo. E, sullo sfondo, giocano un ruolo anche i dettami della psicologia junghiana, altro pilastro culturale della vicina Svizzera, dato che il fondatore della psicologia analitica, Carl Gustav Jung, era appunto d’origine elvetica. Possiamo solo ribadire, come detto, che nel romanzo dei Minguzzi una cittadina apparentemente placida e tranquilla fin quasi alla noia, che si affaccia sul Lago di Lucerna, viene sconvolta da un serial killer che uccide, seziona e getta nel lago le sue vittime. Non prima di averle chiuse in sacchi di plastica con alcuni steli di rosa. La copertina del romanzo, icasticamente, simboleggia con un fiore insanguinato il punto di partenza di una storia che però coinvolge molti aspetti “malati” della apparentemente placida Svizzera, come la diffusione della prostituzione, specie di origine straniera, e la diffusione delle droghe pesanti. C’è anche spazio per la polemica: contro le forze dell’ordine, troppo devote al quieto vivere, e contro la capacità di lucrare su chi soffre. Infatti l’intero romanzo gravita attorno a una lussuosa casa di cura per pazienti affetti da disturbi mentali. Quando tutti ormai pensano di essere arrivati ad un punto morto, il ritrovamento di un codice segreto dirigerà le indagini attraverso i meandri della follia fino alla scoperta di un’orrenda verità.

“Noi siamo di origini romagnole e viviamo e lavoriamo tra Monza e Milano; fantasia, e misteriose vie dell’inconscio – congiunte a una concezione cosmopolita del mondo – ci hanno portato a immaginare un improbabile contatto tra l’Atene di un tempo e la Lucerna di oggi”, dicono gli autori.
L.M.


Il Cittadino
Giovedì 9 maggio 2013

Sulle tracce della mitologia.

E di un killer che ama le rose.
Esce “Il codice della follia”. Un thriller colto per l’esordio di Edi e Camillo Minguzzi.
di Rosella Redaelli

Una tranquilla località affacciata sul blu del Lago di Lucerna è sconvolta da una serie di omicidi all’interno della clinica psichiatrica di lusso “Le Farfalle”. Negli stessi giorni dal lago affiorano i corpi di due giovani donne, uccise, mutilate e poi gettate in sacchi con uno stelo di rosa. Chi è il killer delle rose? C’è una relazione tra i ritrovamenti dei corpi e le morti sospette della clinica di Herbert Kampitsch? Da questi interrogativi prende le mosse il thriller “Il codice della follia” che sarà presentato sabato alle 18 al Libraccio di via Vittorio Emanuele.

Gli autori

È un thriller scritto a quattro mani da una coppia di fratelli: Edi e Camillo Minguzzi di Monza. Lei è docente di greco all’Università degli studi di Milano (per diversi anni docente al liceo Frisi), grecista, dantista e autrice di diversi saggi di linguistica e mitologia tradotti in più lingue. Lui, in pensione dopo una carriera al Credito Italiano di piazza Roma, ha potuto dare sfogo alla sua passione per i gialli, i viaggi, l’arte e l’archeologia. Insieme hanno dato alle stampe un romanzo che non è solo un thriller ben costruito che lascia con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, ma è anche uno strumento per scoprire, conoscere o ritrovare i miti classici.

Il mito

«Vedo da sempre i miei studenti di archeologia affascinati dalla storia dei miti – spiega Edi – ho provato a scrivere saggi di mitologia, ma forse il thriller è un modo molto più accattivante di conoscere le storie di Pan, Procuste, Antigone, Teseo, Medea o Dioniso». Sono i miti la chiave per riuscire a mettersi sulle tracce del serial killer. Ecco allora Ares con i suoi attacchi di furia, Artemis e i suoi pensieri omicidi durante l’amplesso, Lamia e il delirio di cannibalismo, Antigone sorella pietosa. Herbert Kampitsch usava un codice per registrare alcuni pazienti che figuravano, sotto falso nome, tra il personale della clinica. Un codice segreto che il cugino Jorg Kampitsch, la bella Karin e il giovane Erik, intelligente studente di filologia classica, dovranno riuscire a decifrare per non correre il rischio di essere le prossime vittime del killer.


Blog 50/50 Thriller

13/05/2013

Il codice della follia – Edi e Camillo Minguzzi

Buona la prima per i fratelli Minguzzi che con il loro: Il codice della follia, regalano ai lettori un thriller complesso che parla di miti greci e delitti violenti.

Un romanzo a quattro mani che racchiude le passioni dei due scrittori. Quella di Edi professore universitario di greco e linguistica all’Università di Milano per i miti greci, e la passione di Camillo per l’archeologia, i viaggi e soprattutto i gialli.
Ne esce fuori un thriller particolare, in alcuni punti molto classico mentre in alcuni passi complesso e stuzzicante.
La base è quello del classico enigma a camera chiusa, vedi Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.

Come ambientazione gli scrittori scelgono quella di una casa di cura particolare: Le farfalle, in cui “vagano” a piede libero diversi pazienti con problemi specifici e diversi.
A gestire questo luogo è lo psichiatra Herbert Kampitsch, un uomo quasi ossessionato dalla ricerca e dall’analisi della mente umana e delle sue patologie. Un uomo che vede il bene ovunque, pronto ad assumere nella sua clinica soggetti che in passato hanno avuto disturbi psicologici anche gravi. Nel suo programma riabilitativo Herbert prevede infatti che alcuni ex pazienti possano svolgere svariate mansioni. Oltre dunque al personale classico e professionale, ad occuparsi dei nuovi pazienti paganti sono dunque altri soggetti dal passato psicologico turbato.
Situazione dunque abbastanza enigmatica che diventa un vero “inferno” quando all’interno della clinica cominciano ad avvenire strani delitti.
A tirare le cuoia è anche il povero dottor Herbert, unico possessore del codice che riesce a distinguere i membri del personale sani da quelli malati.
Se l’assassino (che intanto continua la sua opera indisturbato) è un soggetto che fa parte della casa di cura, difficile sarà conoscere la sua enigmatica identità.
Ad indagare sulla questione saranno soprattutto Jorg Kampitsch, cugino di Herbert in visita di passaggio; e Erik futura promessa del mondo psichiatrico, erede designato da Herbert per la gestione della clinica.
Entrambi sospettati dalla polizia, saranno gli unici in grado di decifrare il codice della follia.

Sembrerebbe tutto abbastanza convenzionale e simile ad altri romanzi, eccetto l’aggiunta del codice collegato ai miti greci, ma invece il romanzo dei fratelli Minguzzi cerca di rendere l’enigma doppio.
Oltre agli strani episodi della casa di cura, un serial killer spietato pare si aggiri nei pressi del Lago di Lucerna. Cadaveri di donne sezionati e orribilmente mutilati vengono rinvenuti dalla polizia.
Omicidi collegati ai precedenti o indipendenti?

Un’enigma della camera chiusa imperfetto dunque; che non rinchiude il lettore all’interno di un’unica ambientazione e di un unico cast di personaggi.
Non solo Erik e Jorg ad indagare, ma anche i poliziotti Schwarz e Rehimann che cercheranno di risolvere il caso rapidamente.
I fratelli Minguzzi imbastiscono dunque un cast di personaggi vasto e complesso. Il rischio di mettere molta carne al fuoco è altissimo, ma i due scrittori dimostrano di sapersi destreggiare abilmente, assegnando a ciascun protagonista lo giusto spazio ed il giusto tempo.
Un pò sottotono alcuni pazienti della casa di cura, che non si segnalano per nessun comportamento particolare, restando così in ombra. Se sfruttati in una maniera diversa questi ultimi potevano essere il vero asso nella manica, in quanto strettamente collegati al codice, vero enigma ed elemento intrigante del romanzo.
Tutto ciò non scalfisce molto Il codice della follia che rimane un’opera intrigante ed interessante che segna il buon esordio nella letteratura thriller di Edi e Camillo Minguzzi.

TRAMA ORIGINALE: Achille, Altea, Hermes, Pan, Teseo… Cos’hanno a che fare questi miti con una serie di efferati delitti?

Svizzera, lago di Lucerna. La quiete di una tranquilla cittadina viene sconvolta da un serial killer, che uccide, seziona e getta nel lago le sue vittime, dopo averle chiuse in sacchi di plastica con alcuni steli di rosa.
La polizia sospetta degli ospiti del cottage “Le farfalle”, una lussuosa casa di cura per pazienti affetti da disturbi mentali, diretta dallo psichiatra Herbert Kampitsch.
Sulle tracce dell’assassino si muovono anche Jorg Kampitsch, ricco e libertino, cugino del medico, la bella Karin ed Erik, un sagace studente di filologia classica.
E quando tutti, ormai, pensano di essere giunti a un punto morto, il ritrovamento di un codice segreto dirigerà le indagini, correndo lungo il labile confine tra sanità e follia, fino alla scoperta di un’orrenda verità.

Un thriller raffinato, intelligente e originale, ricco di contrasti e carico di suspense, in cui la psicanalisi e la mitologia greca diventano la chiave per risolvere l’enigma e lo strumento per incollare alla pagina anche l’appassionato di thriller più esigente. Perché sotto i velami dell’attualità e dei vezzi delle mode odierne, emerge, prepotente e inesorabile, la forza ineludibile dei grandi archetipi.


Thrillerpages, 15.05.2013
Recensione a cura di Massimo Minimo de “Il codice della follia”

Il professor Herbert Kampitsch è il responsabile de “Le Farfalle”, una lussuosa casa di cura situata nei pressi del lago di Lucerna. Herbert è un famoso psichiatra: gli ospiti della clinica sono, infatti, persone affette dai più vari disturbi mentali. L’approccio curativo scelto dal professore è molto particolare e comprende la possibilità, per i pazienti, di recarsi al di fuori del complesso. Tutto ciò non è ben visto dalla popolazione e dalle autorità locali, a maggior ragione quando dalle acque del lago affiorano i resti di alcune donne brutalmente assassinate. I sospetti dell’ottuso commissario Schwarz si concentrano subito sugli ospiti de “Le Farfalle” e su Jorg Kampitsch, arrivato dalla Germania per trascorrere un po’ di tempo con il cugino Herbert. Un evento inaspettato rimescola, però, tutte le carte e mette in pericolo la sopravvivenza stessa della casa di cura. “Il codice della follia” è uno dei romanzi più originali che mi sia capitato di leggere ultimamente. Oltre ad essere un thriller di qualità, aggiunge elementi della mitologia classica e della psicanalisi che rendono ancor più appassionante la vicenda. Già il nome della clinica ha una doppia valenza: “farfalla” in greco si dice “psyché”, che significa anche “anima”. Gli autori hanno sfruttato appieno le proprie conoscenze culturali e professionali per dar vita a questo raffinato romanzo. E chi non fosse tanto avvezzo alla mitologia, non si preoccupi: alla fine del libro una breve appendice cataloga e spiega le figure degli eroi e degli dei citati.
TRAMA: La vicenda si svolge in una località sul lago di Lucerna, dove imperversa un serial killer che uccide, seziona e getta nel lago le sue vittime dopo averle chiuse in sacchi di plastica insieme a steli di rosa. La polizia sospetta degli ospiti di una lussuosa casa di cura per disturbi mentali diretta dallo psichiatra Herbert Kampitsch. Sulle tracce dell’assassino si muovono, oltre alla polizia, Jorg Kampitsch, ricco e libertino cugino del medico, la bella Karin ed Erik, un sagace studente di filologia classica. Quando tutti ormai pensano di essere arrivati ad un punto morto, il ritrovamento di un codice segreto dirigerà le indagini attraverso i meandri della follia fino alla scoperta di un’orrenda verità.

TitoloIl codice della follia AutoreMinguzzi Edi; Minguzzi Camillo C. Prezzo di copertina € 16,50 Dati2013, 288 p., rilegato EditoreGCE


Famiglia Cristiana, 17.05.2013
Rec. di Rossana Biffi

Il codice della follia
di Edi e Camillo Minguzzi

GCE, pp. 285, € 16,50

Il serial killer uccide sul lago
Il lago di Lucerna restituisce uno dopo l’altro i cadaveri delle vittime di un serial killer.
La polizia sospetta gli ospiti della clinica psichiatrica di Herbert Kampitsch, ma le indagini del frivolo cugino Jorg e dello studente Erik scopriranno, grazie a un codice segreto, le tracce di una follia sanguinaria nascosta tra la normalità.


Il venerdì di Repubblica, 17.05.2013
Rec. di Eleonora di Blasi

Il codice della follia
Edi e Camillo Minguzzi
Gabriele Capelli Editore

pp. 288, € 16,50

Valutazione 3/5
Cosa accade se una docente universitaria di greco decide di scrivere un thriller con l’aiuto del fratello?
Che la trama verrà costruita intorno agli archetipi universali e senza tempo della mitologia.
Un’idea ambiziosa che s’ispira alle storie e ai simboli di Antigone, Achille, Teseo e Pan, pieni di fascino ma anche di orrore e sadismo, per disegnare la delirante figura di un killer che uccide, seziona e getta in un lago svizzero le sue vittime, dopo averle chiuse in sacchi di plastica con alcuni steli di rosa.
Teatro della tragedia una lussuosa casa di cura per pazienti con disturbi mentali, sul placido lago di Lucerna.


nerocafe.net, 20.05.2013

Il codice della follia, di Edi e Camillo Minguzzi
Schizofrenia. Depressione, ansietà, nevrosi. I disturbi psichici, sopratutto i disturbati. I pazzi, nell’accezione comune, socialmente scorrettissima, ma summa vulgaris eccellente. E l’eterno bivio su come trattarli: tranquillanti e psicofarmaci per sedare i loro demoni, o escavazioni nelle loro menti per affrontarli ed esorcizzarli?

Lucerna, Svizzera. Clinica psichiatrica. Tranquilla, bucolica, un dipinto impressionista. Il direttore Herbert Kamplitsch, metà psicologo e metà filantropo, dedica tutto se stesso alla sua missione. Di recuperare i malati di mente attraverso la psicologia analitica di Jung, passando per il processo di individuazione per arrivare all’accettazione e alla rimozione. In coincidenza della visita di suo cugino Jorg, la serenità della cittadina viene fortemente scossa dal ritrovamento nel lago di resti di donne, che si stabilirà uccise a colpi d’ascia e smembrate. I sospetti si dirigono subito sui degenti della clinica, tenuti da Herbert piuttosto liberi, anche di uscire temporaneamente dalla clinica. Anche, come rivelato dallo stesso direttore solo a Jorg, di poter ricoprire un ruolo nel personale, sotto celata identità. Finché, nel mezzo delle indagini, Herbert stesso viene ucciso. E più di qualche indizio inizia a condurre la polizia verso il cugino, pur sempre ereditante la redditizia struttura. Che è costretto a tentare di ricomporre personalità e identità dei pazienti, soprattutto quelli integrati nelle maestranze, attraverso l’interpretazione di un complesso codice che si rifa ai miti dell’antica Grecia, unico, criptato elenco scritto di chi era pazzo e non lo è più. O forse lo è ancora, tanto da uccidere.

I fratelli Edi e Camillo Minguzzi trasferiscono in questo romanzo le loro più grandi competenze e passioni, fondendole assieme. Così, la filoellenicità di Edi fa da condimento alla classica giallistica di Camillo. Ne scaturisce un’opera certamente coerente, con una struttura da poliziesco molto classica dove sono estremamente circoscritti delitti, moventi e soprattutto sospettati. Il linguaggio scelto è limpido, impeccabile, probabilmente però troppo perfetto fin quasi da risultare piatto, eccessivamente lineare, metallico strumento privo di quel calore-colore, anche lievemente deforme, capace però di suscitare emozioni. Da clinica svizzera, appunto, piuttosto che da pulsante convivio italiano. Che un po’ anestetizza la trama, avvincente e capace di incuriosire. La costruzione dei personaggi è, essa stessa, troppo netta, priva di quelle sfumature tipiche dell’animo umano, che difficilmente è così diritto, privo di dubbi e angosce, fermo nei propri capisaldi come lo sono molti dei protagonisti, tanto più in un contesto emotivamente delicato come quello di una clinica psichiatrica.
In definitiva, quel che ne risulta è un’opera adatta più agli amanti del giallo classico che a quelli dell’arte dello scrivere, quasi teatrale se non fosse per l’alto numero dei personaggi, con un finale certamente in linea con lo stile dell’opera.

(Giovanni Cattaneo)


Giornale di Monza

Romanzo d’esordio per la docente Edi Minguzzi
“Svelato il codice della follia”
di Alessandro Lanza

Un libro nato dall’invidia. Quella che, come con il consueto malizioso candore ha ammesso l’autrice (anzi, co-autrice), “si prova nel vedere la gente avidamente immersa nelle pagine di un romanzo nonostante la calca e gli scossoni di una vita da pendolari”.
Ecco la molla che ha spinto Edi Minguzzi, docente di greco e di linguistica alla Statale di Milano (nonché sino al 2003 stimata insegnante di Lettere al liceo “Frisi”), già autrice di numerosi saggi, a cimentarsi in compagnia del fratello Camillo in un nuovo genere. Dando alla luce il suo primo romanzo, “Il codice della follia”, presentato sabato scorso al “Libraccio” di via Vittorio Emanuele.

Un thriller ambientato in una località nei pressi di Lucerna, dove imperversa un serial killer che uccide, seziona e getta nell’omonimo lago le sue vittime dopo averle chiuse in sacchi di plastica insieme a steli di rosa. Un giallo in cui si intrecciano mito greco e metodo psicanalitico, non a caso risolto grazie al ritrovamento di un codice segreto.


Vivere Monza – Como – Lecco – Brianza

Giugno 2013

Il libro del mese
di Rosella Redaelli

Il codice della follia
di Edi e Camillo Minguzzi
“Direi di cominciare con miti privi di varianti, e con i personaggi caratterizzati da una singola azione principale”, propose Erik. “Non darti tante arie e parla chiaro, ragazzo; ricordati che per i meno dotati, come me, è necessario procedere per esempi”., disse Jorg.
Siamo alla svolta nelle indagini, il codice sta per essere svelato.
Ma facciamo un passo indietro: una tranquilla località sul lago di Lucerna è sconvolta da una serie di omicidi all’interno della clinica psichiatrica di lusso “Le farfalle”.
Negli stessi giorni dal lago affiorano i corpi di due giovani donne, barbaramente uccise, mutilate e poi gettate in sacchi insieme a uno stelo di rosa. Chi è il killer delle rose? C’è una relazione tra il ritrovamento dei corpi nel lago e le morti sospette della clinica di Herbert Kampitsch, junghiano convinto e prima vittima?
Da questi interrogativi prende le mosse il thriller “Il codice della follia” che sarà presentato il 29 giugno a villa Tre Tetti di Sirtori.
Gli autori sono una coppia di fratelli monzesi: Edi e Camillo Minguzzi, al loro esordio in narrativa. Per la verità entrambi vivono tra i libri. Lei è docente di greco all’Università di Milano, dantista e autrice di diversi saggi di linguistica e mitologia. Lui è un lettore appassionato di gialli, adora viaggi, arte e archeologia. Insieme hanno dato alle stampe un romanzo che non è solo un thriller ben costruito, ma anche uno strumento per scoprire, conoscere o ritrovare i miti classici.


http://www.conniefurnari.blogspot.it/

18.06.2013

IL CODICE DELLA FOLLIA
di Edi e Camillo Minguzzi
TITOLO DELL’OPERA: Il codice della follia
TRAMA: Edi e Camillo Minguzzi, Il codice della follia

Si tratta di un thriller ad alta tensione. La vicenda si svolge in Svizzera, in una località sul lago di Lucerna, dove imperversa un serial killer che uccide, seziona e getta nel lago le sue vittime dopo averle chiuse in sacchi di plastica insieme a steli di rosa.
La polizia sospetta degli ospiti di una lussuosa casa di cura per disturbi mentali diretta dallo psichiatra di scuola junghiana Herbert Kampitsch.
Sulle tracce dell’assassino si muovono, oltre alla polizia, Jorg Kampitsch, ricco e libertino, cugino del medico, la bella Karin ed Erik, un sagace studente di filologia classica.
Quando tutti ormai pensano di essere arrivati ad un punto morto, il ritrovamento di un codice segreto dirigerà le indagini attraverso i meandri della follia fino alla scoperta di un’orrenda verità.

Il mito greco ed il metodo psicanalitico sono il filo conduttore di questo thriller carico di suspense, ricco di colpi di scena e di gustosi spunti umoristici.

CASA EDITRICE: Gabriele Capelli Editore, Mendrisio (Svizzera)
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: thriller
PUBBLICO: adulti
PAGINE: 285
PREZZO: Euro 16.50
REPERIBILE PRESSO: librerie

RECENSIONE: “Il codice della follia” è un thriller intriso di colpi di scena che sta avendo parecchio successo. Il paesaggio è verde sgargiante, apparentemente sicuro, e la vicenda si svolge in Svizzera: un serial killer spietato seziona e getta le sue vittime nel lago di Lucerna, dopo averle chiuse in un sacco assieme a lunghi steli di rose. Il primo cadavere viene ritrovato privo di testa e di arti, con lacerazioni pubiche; tutto fa pensare a un movente “punitivo”, un omicidio premeditato.
Oltre alla polizia, si mettono sulle tracce del killer Jorg Kampitsch il cugino del medico di una villa per malati mentali, la giovane Karin e uno studente di filologia, Erik.
Da grande appassionata di mitologia greca ho trovato appropriate le citazioni e le caratterizzazioni nel romanzo riguardo ai miti che danno mordente alla storia, come quello del dio Pan e di Persefone, di Dioniso, di Medea. Ogni personaggio ha in sé una peculiarità che lo contraddistingue, associandolo a una particolare divinità del mondo antico: un espediente azzeccato e ben usato dai due autori.

I dialoghi sono ben costruiti e descrivono in poche parole i protagonisti; con pochi tratti esaustivi sembra di trovarseli davanti. Un thriller consigliato a chi ama il genere ovviamente, e a chi piace esplorare la psiche umana, con i suoi traumi.

INTERVISTA A EDI E CAMILLO MINGUZZI

1. Ciao e benvenuti sul mio blog; ci parlate un po’ di voi, non come autori ma come persone?

Siamo fratello e sorella; e dopo anni di esperienze culturali e professionali diverse, ci siamo incontrati un giorno con l’idea di dar vita a un romanzo dove la passione di Camillo per i contenuti delle trame poliziesche potesse articolarsi attorno ai temi universali e senza tempo della mitologia greca, temi che Edi tratta, e attualizza, con la sua conoscenza di glottologa e di grecista e con la sua lunga pratica di scrittrice.

2. Quando e come è nata la passione per la scrittura?

Edi: Da bambina (avevo appena imparato a leggere e scrivere) ho vissuto per un lungo periodo all’estero. Non conoscevo nessuno, e, per farmi compagnia, tenevo una specie di diario “romanzato”, dove annotavo anche brevi racconti che volta a volta inventavo: avevo una fervida fantasia.

3. Oltre alla scrittura, quali sono i vostri interessi?

Per entrambi, la lettura, le lingue e i viaggi. Edi ha anche passione per la cucina.

4. I vostri libri e autori preferiti?

Camillo: Leggiamo molto, e in settori così differenziati che i nomi sono moltissimi. Nel primo scaffale della mia biblioteca ho Thomas Mann, William Faulkner, Umberto Eco, Jorge Luìs Borges; mia sorella tiene sempre a portata di mano Calasso, Kerényi, Eliade, Walter Benjamin, Huysmans, libri di linguistica, Dante, su cui ha scritto due saggi, e soprattutto Aristofane.

Edi: In realtà gli autori più cari sono quelli che abbiamo imparato ad amare fin dall’infanzia. Nostro nonno era patito di Shakespeare, e ci raccontava in forma di favola Macbeth e Re Lear. Quando imparammo a leggere fu il momento di Laura Orvieto con la sua Iliade raccontata ai bambini; e in seguito nostro padre ci fece leggere i suoi preferiti: Wodehouse, Cervantes e Dumas.

5. Come è nata l’idea per il vostro romanzo?

Camillo: Come nascano le idee è cosa misteriosa. A volte basta uno spunto, una notizia, un ricordo, ed ecco che prendono corpo emozioni e fantasie.

Edi: Per me le prime avvisaglie si sono manifestate mentre andavo su e giù in metropolitana per far lezione alla Statale. Non è vero che non ci sono più lettori, mi dicevo, guarda questa che legge appesa alla maniglia e non stacca gli occhi dal libro neppure se la spintonano… Era un giallo naturalmente. Non so chi ne fosse l’autore, so che l’ho invidiato immediatamente. Ma io ero abituata a scrivere saggi: nella letteratura dei thriller mi sentivo straniera. Non ero però straniera tra i comici e i tragici antichi; e sapevo raccontare ai piccoli di casa favole bellissime – che poi erano i miti greci! Ecco dunque la chiave.

Quanto a Camillo, in materia di trame gialle è davvero competente. E’ intervenuto su cose che sa. Ha una presa istintiva su tutto ciò che va dipanato.

6. C’è una forte presenza di elementi della cultura classica e della psicanalisi. Come avete coniugato questi elementi ne “Il codice della follia”?

Edi: Il connubio tra mitologia e psicologia era già stato intuito da Freud: il mito di Edipo, che uccide il padre e sposa la madre, rappresenterebbe in forma di racconto la pulsione dell’incesto, comune secondo Freud a tutti i bambini in forma più o meno patologica e più o meno duratura. Freud ha rivolto la sua attenzione soprattutto al mito di Edipo; il suo allievo Carl Gustav Jung ha pensato che non solo il mito di Edipo, ma tutti i miti rappresentino in forma di racconto le pulsioni e i meccanismi psicologici che governano le nostre azioni. E se uno li reprime, secondo Jung diventano malattie mentali: “gli dèi sono diventati malattie”, dice testualmente.

Così mi è nata l’idea di una clinica psichiatrica dove alcuni malati di mente sono registrati in uno schedario segreto non con il loro nome, ma con quello del dio o dell’eroe a cui si collega la loro psicopatia ( è questo, appunto, il “codice della follia”). E uno degli aspetti più originali di questo libro è il fatto che per arrivare all’assassino bisogna passare attraverso la mitologia classica (in appendice c’è un glossario dei miti per consentire di partecipare alla caccia al killer anche a chi non ha specifiche competenze sul mito classico).

7. Qual è il messaggio che avete voluto lasciare ai lettori?

Edi: Il codice della follia è un thriller ad alta tensione. E’ stato scritto per divertire: volevamo che fosse avvincente e che tenesse il lettore incollato alla pagina; e infatti si legge tutto d’un fiato. Ma, ovviamente, anche se gli intenti non sono dichiarati, alla base di un’opera c’è sempre l’ideologia dell’autore. Per quanto riguarda me, dati i miei interessi e le mie passioni, tenevo a mettere in luce l’attualità del mito e la sua sempre viva potenzialità, maieutica dell’io, ermeneutica della realtà. Sono convinta che la civiltà greca offra un sistema di pensiero e di valori di cui il nostro mondo avrebbe bisogno. Beh, non è che io pensi di riuscire a salvare l’Occidente recuperando i valori del mondo classico, però sono convinta che a livello individuale il ritorno alle origini della nostra cultura e della nostra civiltà possa essere di certo benefico. E il modo più facile per potervi accedere non è né Platone né Aristotele, ma il mito.

Camillo: Volevamo anche proporre una visione alternativa a quella divulgata dai gialli americani, dove l’investigazione è in prevalenza effettuata attraverso strumenti tecnologici; volevamo tornare all’analisi dell’uomo e della sua psiche.

8. Potete descrivere brevemente il vostro percorso di autori e le esperienze?

Edi: Scrivo ormai da trenta anni. Prima, articoli per riviste e giornali (anche una rivista viennese in cui facevo recensioni di opere letterarie). Intanto avevo cominciato a tradurre articoli e libri dal tedesco, dal francese, dall’inglese e dallo spagnolo: questo mi ha consentito di ampliare i miei orizzonti culturali. Nel frattempo mi interessavo del Medio Evo, una passione che non mi ha mai abbandonato: così ho scritto un libro sull’alchimia, e poi due saggi sulla struttura occulta della Divina Commedia, tradotti ormai in altre lingue. Nel frattempo ho continuato a scrivere per l’università, in Italia e all’estero: testi di linguistica, di ermeneutica, di greco e di glottologia. Questo è il mio diciottesimo libro.

9. Cosa ne pensate del panorama letterario odierno? Cosa vorreste dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?

Sul panorama letterario: troppo vasto ed eterogeneo per esprimere una valutazione. Agli autori raccomanderei di non tralasciare nessun aspetto della cultura, presente e passata, e di affinare la conoscenza della lingua, qualunque essa sia.

10. Quali sono i vostri progetti futuri? Qualche anticipazione sulle vostre pubblicazioni?

Visto il successo di questo, abbiamo in progetto un altro libro, questa volta ambientato nel Medioevo e imperniato su un manoscritto misterioso… Ma dovrà essere una sorpresa.

Grazie per la vostra presenza, vi auguro altri successi.

AUTORI: Edi e Camillo Minguzzi

BIOGRAFIE: Edi Minguzzi, docente di Greco e di Linguistica Generale all’Università degli Studi di Milano, è autrice di opere su simbolismo e esegesi dantesca – alcune tradotte in spagnolo e francese – e di vari saggi di linguistica e mitologia; tra i più recenti Miti e archetipi, Firenze 2001; L’idea di struttura, Milano 2002; Codici e Comunicazione. Problemi di Linguistica Generale, Milano 2003; Corso di Greco, Firenze 2004; Téchne. Miti, storia, civiltà greca, Firenze 2005; La struttura occulta della Divina Commedia, Milano 2007; Corso di semantica, Roma 2008, Imparare il Greco. Grammatica e lessico di base, Milano 2012. Ha tradotto per importanti case editrici testi di storia delle religioni, simbolismo e filologia dal tedesco, dal francese, dall’inglese e dallo spagnolo. Questo è il suo primo romanzo.


http://ilcoloredeilibri.blogspot.ch

Recensione : Il codice della follia di Edi e Camillo Minguzzi

Prezzo: € 16,50
Pagine: 288
Editore: Gabriele Capelli Editore
Genere: Giallo/Thriller

Lago di Lucerna, Svizzera.
In questo posto incantevole sorge la casa di cura per malati di mente “Le Farfalle” diretta dal dottore Herbert Kampitsch.
Purtroppo la clinica finirà nel mirino della polizia che indaga su una serie di efferati omicidi commessi da un serial killer, pensano che l’autore si possa nascondere tra gli ospiti che vi soggiornano.
Ad aiutare il dottore Kampitsch a dimostrare che la clinica è un posto sicuro per i cittadini ci sarà suo cugino Jorg , a cui è legato da un profondo affetto, il giovane e perspicace Erik e la bella Karin ,vecchia fiamma del dottore.
Quando ormai tutto sembra indicare che il serial killer è proprio un paziente de ” Le farfalle” nuovi eventi mettono i nostri protagonisti sulla pista giusta decifrando un codice che si rivelerà illuminante e pericoloso.
L’ambientazione del romanzo è molto curata e fa da solida base alle vicende narrate dando veridicità alla trama.
I protagonisti sono ben delineati grazie a piccoli particolari ed episodi descritti dagli autori, riusciremo a cogliere sfumature sulle loro personalità e vite private.
Il protagonista iniziale è il dottor Herbert che risulta essere una persona posata e dedita al suo lavoro al punto tale di mettere in gioco tutto pur di dimostrare che nessuno dei suoi pazienti potrebbe macchiarsi degli orrendi delitti su cui sta indagando la polizia.
Il cugino Jorg per contro ha un carattere decisamente più leggero e spensierato anche se non esita ad aiutare Herbert in ogni modo possibile, per lui ci saranno grandi cambiamenti e alla fine riuscirà a capire come dare un senso alla propria vita.
Erik è un brillante e giovane amico del dottor Kampitsch, grazie a lui potrà dedicarsi agli studi sulla psicologia umana da vicino. Saranno proprio le sue perspicaci intuizioni a rendere possibile decifrare il codice che racchiude indizi importanti per la soluzione del mistero.
Karin sarà coinvolta suo malgrado nella vicenda e si rivelerà una piacevole compagna di investigazione.
La trama scorre fluida e coinvolgente, gli eventi narrati sono facilmente collegabili a fatti di cronaca rendendo il tutto molto verosimile e reale dimostrando un’accurata ricerca sia sulla psicologia criminale che sulle modalità di investigazione della polizia.
L’uso dei dialoghi è ben dosato e l’approfondimento dei miti greci è un piacevole intermezzo che permette al lettore di vedere sotto nuove prospettive le vicende lette precedentemente.
Un ottimo thriller che riesce a tenere viva l’attenzione.
Lo consiglio vivamente a chi cerca un libro  coinvolgente e che ama le storie gialle.

valutazione 4/5

Recensito da Eva

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