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11 ottobre 2021


Pedro Lenz
Primitivo
Romanzo
15×21 cm, 184 pp, Euro 18,00
ISBN 978-88-31285-13-1

Premio di letteratura del Canton Berna 2021 (versione tedesca)

Traduzione dallo svizzero tedesco di Amalia Urbano


Charly sta seguendo un apprendistato come muratore. Il suo mentore è Primitivo, un operaio spagnolo che gli mostra come diventare un buon muratore e, naturalmente, i suoi insegnamenti non si fermano alla professione ma ha in serbo ogni sorta di consigli: sull’amore, la politica, i soldi e la vita in generale.

Pedro Lenz ambienta la storia all’inizio degli anni Ottanta a Oberaargau, nella zona di Langenthal, dove è cresciuto lui stesso.


Dalla postfazione di Reto Sorg, direttore del Robert Walser-Zentrum di Berna

Libri e mattoni, come dire: Charly la belva curiosa

Chi sente parlare di “Primitivo” associa immediatamente il termine al vino rosso italiano. Ma in questo romanzo Primitivo è il nome di un lavoratore emigrato, di origine spagnola, che vive in Svizzera. Vi è poi un altro protagonista del romanzo, l’apprendista Charly, che racconta la movimentata vita del suo paterno amico.
Il cantiere funge da centro simbolico del libro. Attraverso le diverse tipologie di personaggi che si incontrano e lavorano insieme, quel luogo sta a rappresentare l’operosità, la collegialità e il progresso, ma anche l’imponderabilità dell’esistenza.

La trama vede alternarsi due figure protagoniste. Attraverso quella dell’anziano che ha viaggiato per il mondo, Charly, vissuto solo in provincia, scopre nuovi orizzonti. Primitivo, invece, ricorda la sua vita da emigrante per mezzo delle confidenze fatte al giovanotto. È palese che Pedro Lenz attinga alcuni elementi chiave del romanzo dalla propria biografia: la storia si svolge nel 1982 a Langenthal e dintorni, dove Lenz è cresciuto e dove Charly, proprio come l’autore a suo tempo, fa l’apprendistato da muratore e ha una madre di origine spagnola.

Nel tessere insieme la vita di Charly e quella di Primitivo, il romanzo riunisce in sé i temi più di-versi: criminali nazisti scomparsi, oro sporco, poesia moderna, migrazione, pubertà e felicità, emarginazione ed emancipazione giovanile.

“Primitivo” è una magnifica arringa in favore della narrazione, di questa prassi popolare, seguita per generazioni, fortemente radicata nella quotidianità che unisce inevitabilmente il vissuto all’immaginario – senza la quale la nostra cultura sarebbe impensabile. La lettura del romanzo ha lo stesso effetto di una bottiglia di ottimo vino rosso: sa ravvivare e rallegrare, calmare e incantare, chiarire e spiegare, comprimere e disperdere, estasiare e inebriare, sa renderti felice e pensieroso – tutto questo in una volta sola, in uno stesso momento.


Pedro Lenz si è diplomato nel 1984 come muratore. In seguito ha conseguito la maturità nel 1995. Ha studiato per un semestre Letteratura Spagnola presso l’Università di Berna. Dal 2001 lavora a tempo pieno come scrittore.
Lenz scrive su diversi giornali e riviste, attualmente per la NZZ e la WOZ. Ha scritto articoli per vari gruppi di teatro e per la Radio Svizzera. Pedro Lenz vive a Olten.

Per la GCE ha pubblicato “In porta c’ero io!” (2011) e “La bella Fanny” (2019).
Nel 2014 la regista Sabine Boss cura la trasposizione cinematografica del romanzo.

Premi
* Premio letterario svizzero, 1994
* Borsa di studio letteraria della città di Berna a Glasgow, 2005
* Premio alla cultura „Goldener Biberfladen Appenzell“, 2005
* Premio alla cultura della città di Langenthal, 2005
* Premio letterario del Canton Berna, 2008
* Premio letterario del Canton Berna per “Der Goalie bin ig” (In porta c’ero io), 2010
* Premio alla cultura dell’Ufficio Federale della Cultura, 2010
* Selezione al Premio svizzero del libro per “Der Goalie bin ig” (In porta c’ero io), 2010
* Premio Schiller per la letteratura per “Der Goalie bin ig” (In porta c’ero io), 2011
* Premio svizzero della scena 2015


Amalia Urbano è nata a Zurigo. Ha conseguito la Laurea in traduzione presso la Scuola Superiore per interpreti e traduttori di Trieste nel 1986 (tedesco, francese, spagnolo), ha insegnato tedesco nelle scuole secondarie superiori per 17 anni in Italia e dal 2008 al 2017 ha ricoperto l’incarico di lettrice ministeriale presso la Humboldt Universität di Berlino dove, oltre ad altri sette corsi, ha tenuto per nove anni il corso di traduzione dal tedesco in italiano. Per i suoi studenti ha organizzato numerosi incontri sulla traduzione con grandi traduttori contemporanei come Moshe Kahn, Anette Kopetzki, Marina Pugliano, Hinrich-Schmidt Henkel e altri ancora.
Ha deciso di mettere a frutto le sue conoscenze frequentando il laboratorio di formazione per traduttrici e traduttori editoriali presso la casa dei traduttori Looren.
Per la GCE ha tradotto il romanzo “La bella Fanny” di Pedro Lenz.


I romanzi di Pedro Lenz pubblicati da GCE



RECENSIONI / SEGNALAZIONI

© andreaconsonniwrong, 27.10.2021

“Primitivo” di Pedro Lenz (Gabriele Capelli Editore, traduzione di Amalia Urbano)

“Dal primo incontro al giorno dell’incidente era passato esattamente un anno. Ma poi, quando è morto, mi era sembrato di conoscerlo da molto prima. Ci siamo raccontati a vicenda tantissimo su di noi; lo faceva soprattutto lui visto che io, per motivi d’età, avevo molto meno da raccontare. Intendo dire che non ero ancora mai uscito dall’Europa e anche in Europa avevo visto solo pochi posti. Di conseguenza non avevo molto da raccontare sui paesi stranieri. Lo stesso valeva anche per il tema guerra, non potevo certo competere. Primitivo aveva vissuto in prima persona due guerre, mentre io non sapevo nemmeno cosa significasse una guerra tra bande combattuta nel bosco di Schoren. Ma avevo comunque idee e pensieri di cui poter parlare. Per avere esperienza bisogna avere una certa età, ma per avere idee non è indispensabile. Primitivo stesso diceva che l’esperienza viene sopravvalutata, soprattutto da coloro che credono di aver già visto e capito tutto. L’esperienza da sola non serve a nulla. L’esperienza serve solo quando da essa si riescono a trarre le giuste conclusioni. Ma per farlo bisogna saper riflettere e riflettere risulta troppo faticoso per la maggior parte delle persone. Diceva anche che si dovevano leggere libri, perché i libri aiutano a riflettere, e questo me lo ripeteva continuamente, anche se a dire il vero a me non c’era bisogno di dirlo, visto che leggevo spesso e volentieri.” (pp. 19-20)

“Primitivo” ultima prova dello scrittore svizzero Pedro Lenz (Gabriele Capelli Editore, traduzione di Amalia Urbano) è un magnifico e struggente romanzo, ambientato nel 1982 a Langenthal e dintorni, sull’amicizia fra Charly, un giovane apprendista muratore (dietro cui è facile scorgere lo stesso Lenz) che ha sete di ribellione (la madre in particolare non ha gradito il suo percorso formativo) e vive di sogni, libri, avventure con gli amici, e Primitivo, un anziano e schivo muratore spagnolo, che lavora sin da quando è bambino, ha combattuto durante la Guerra Civile Spagnola ed è un vorace lettore di poesie. Nelle prima pagine del romanzo Primitivo muore sul lavoro e questa tragedia diventa lo spunto per Charly di raccontare la sua amicizia con Primitivo fatta di consigli sottovoce, spunti di lettura, silenzi che nascondono tragedie e zone d’ombra, riflessioni sull’emigrazione, racconti di guerra o su fantomatici matrimoni in Uruguay che coinvolgono il criminale nazista Joseph Mengele e poi monete d’oro e intanto Charly lavora duramentee si spacca la schiena sui cantieri (bellissime le pagine sul lavoro), impara a farsi rispettare dai colleghi e dagli insegnanti, s’innamora, si ubriaca (fantastici gli U-Boot e sono una vita che non bevo una pinta simile: “In quegli anni, gli U-Boot erano molto in voga tra noi giovani. Erano delle pinte di birra in cui si faceva affondare un bicchierino di grappa alla frutta. Qualcuno preferiva la grappa alle erbe, ma alla frutta scendeva giù meglio”), si ribella, organizza il funerale del suo caro amico scomparso con un prete sui generis e per la prima volta si sporca le mani accorgendosi, come gli diceva Primitivo, che la vita non è fatta di purezza, di bianco e nero ma è molto più confusa e nessuno non commette mai errori.

“Primitivo” è soprattutto un grande atto d’amore verso la narrazione, quella popolare ma non banale di cui Pedro Lenz è un vero maestro, quella che non ha paura di sporcarsi, di contaminarsi, di mescolare realtà e fantasia, di raccontare i bassifondi, i perdenti, gli sconfitti, gli esiliati, i lati oscuri della nostra vita, la durezza del lavoro e la dignità di tutti i lavori, di far sognare, di tenerti compagnia e di prenderti a schiaffi, di farti piangere, di abbracciarti nei momenti neri e di bussare alle porte del tuo cuore.

È un romanzo che mi ha colpito nel profondo perché anche i miei genitori non hanno mai gradito che io lasciassi l’università e che finissi a lavorare in fabbrica e adesso a fare pulizie e popcorn in un cinema e anche perché ci sono tantissime volte da quando lavoro in Svizzera che mi sento straniero, senza una patria, di essere solo un lavoratore pagato quel tanto che basta e nient’altro e ogni volta che torno in Italia mi accorge che vivo nel passato e cerco nel paesaggio, nelle città, nel mio paese qualcosa che è scomparso e mi sento estraneo, lontano, distante e tanti non mi riconoscono nemmeno più e quando si mettono a parlare con me, finite le chiacchiere sulla Svizzera non abbiamo nulla da dirci perché non sappiamo nulla e finisce che ci salutiamo pieni di imbarazzo e silenzi.

E perché come Charly anche io mi sono accorto di essere diventato adulto quando mi sono sporcato le mani per la prima volta e sono rimasto per ore a guardarmi nello specchio senza quasi riconoscermi.

“Infatti, molti operai stranieri, presi dalla nostalgia e accecati dal ricordo della patria, non riescono più a ragionare. Organizzano tutta la loro vita in funzione del grande rientro in patria. Sognano di quando verranno accolti come figli perduti o valorosi guerrieri. Si vedono, al ritorno nei loro paesi, come degli eroi acclamti che sono andati per il mondo e ora tornano per raccontare tutto quello che hanno visto. Ed è così che il ritorno a casa normalmente diventa un flop. E lo deve diventare, perché la realtà, non riuscirà mai ad eguagliare la fantasia.” (pag. 44)

Link: andreaconsonniwrong


© Cooperazione, N. 43 – 26.10.2021

Flavio Stroppini intervista Pedro Lenz


© Convenzionali, 20.10.2021

Libri

Pedro Lenz, “Primitivo”
di Gabriele Ottaviani

È la dose che fa il veleno…

Primitivo, Pedro Lenz, Gabriele Capelli editore. Traduzione di Amalia Urbano.

Pedro Lenz è cresciuto a Oberaargau, nella zona di Langenthal, e in ossequio a quella legge fondamentale e troppo spesso ignorata da chi è superbo, ossia scrivere di ciò che si conosce, vi ambienta, negli anni Ottanta del secolo scorso, un emozionante e riuscito romanzo di formazione, sulla vita, l’amore, i soldi, la politica e tutto quel cha fa dell’esistenza non solo una collana di giorni, di cui è protagonista Charly, che vuole diventare un bravo muratore e ha come mentore e tutore Primitivo, prodigo di consigli e non solo.
Bellissimo.

Link: Convenzionali


© Internazionale 22.10.2021

Segnalazione di “Primitivo” – Internazionale del 22.10.2021


© La Lettrice Assorta, 16.10.2021

PRIMITIVO di Pedro Lenz

Oggi vi parlo di PRIMITIVO di Pedro Lenz, un romanzo di formazione che racconta la quotidianità di un ragazzo diciassettenne nei primi anni ’80 nella Svizzera tedesca: le uscite con gli amici, la ragazza, il lavoro al cantiere, le sue letture e i personaggi che incontra.

ll giovane Charly ha deciso di fare l’apprendista muratore invece di andare a scuola. È sveglio, riflessivo, con tanta voglia di capire il mondo, legge molto e cerca il senso delle cose. Primitivo è un muratore spagnolo emigrato, gobbetto e dalle sopracciglia cespugliose che con i suoi insegnamenti diventa il punto di riferimento di Charly e spesso lo difende dagli sfottò dei colleghi. Insieme sono un’improbabile coppia d’amici che si confronta sulle idee e la vita.

L’improvvisa morte di Primitivo a causa di un incidente sul cantiere, getta Charly nello sconforto e lo lascia con molte domande senza risposta: che fine faranno i soldi che Primitivo ha messo faticosamente da parte? E la figlioccia di Parigi, Tatjana? Dov’è finito il denaro che ha guadagnato in Uruguay di cui gli aveva parlato? È vera la storia dell’incontro tra Primitivo e il peggior criminale nazista di tutti i tempi?

Una lettura piacevole, fluida, con due protagonisti che fanno riflettere sull’esistenza in modo semplice, ma incisivo. In particolare, ho apprezzato la curiosità vivida e disarmante con la quale Charly si approccia alle cose e la saggezza concreta e tagliente di Primitivo.

Link: La Lettrice Assorta


© SwissInfo/Keystone-ATS, 06.10.2021

Pedro Lenz: “scrivo nella lingua della realtà che mi circonda”

La traduzione italiana del libro “Primitivo” dello scrittore svizzero Pedro Lenz uscirà lunedì pubblicato da Gabriele Capelli editore.
(Keystone-ATS)

Esce lunedì la traduzione italiana del romanzo “Primitivo” del pluripremiato scrittore bernese Pedro Lenz. Per l’occasione, Keystone-ATS lo ha incontrato nel suo studio di Olten (SO), dove vive con la famiglia.

Lenz, classe 1965, bernese di origini spagnole da parte di madre, vive nella città solettese con la moglie e i due figli, e con un terzo bimbo in arrivo a breve. È qui, nel suo studio, che nascono i suoi libri.

“In casa si parlava sempre lo spagnolo da piccoli”, afferma Lenz “soltanto una volta che abbiamo iniziato ad andare a scuola con i miei fratelli si è cominciato a parlare svizzero-tedesco”. Lo scrittore parla anche italiano che dice di aver “imparato sul cantiere”, ma che in realtà palleggia a meraviglia.

L’ufficio di Lenz si trova in una zona residenziale a pochi passi dal suo appartamento, una libreria ricopre un’intera parete. La scrivania, posta davanti ad una finestra, dà sul verde anche se ammette “a volte per concentrarmi devo chiudere le tapparelle per non vedere la gente passare”.

Una volta entrati Lenz mostra una foto di lui apprendista muratore che lo ritrae mentre lavora in un cantiere, affiancato da un collega che ha ispirato il personaggio di Hofer nel libro. Questa foto gli è stata inviata dal vecchio capo della ditta per cui lavorava dopo aver letto “Primitivo”.

Amore per la lettura
Lenz dice di essere sempre stato “un fanatico della lettura”. Si è lanciato nell’apprendistato di muratore per “ribellione contro i genitori” ammette, “un po’ come il personaggio del romanzo Charly”. A quel tempo, negli anni ’80, “mi piaceva molto leggere e ogni sera scrivevo lettere ai miei amici, era l’epoca prima di internet e di Whatsapp” afferma.

A ventidue-ventitré anni, ogni lunedì sera si reca all’incontro della “Werkstattarbeiter Literatur” a Basilea, dove per la prima volta può leggere i suoi testi, ricorda. Da lì la voglia di ottenere una maturità federale per poi studiare letteratura spagnola all’Università di Berna.

All’università, che tuttavia non termina, diventa assistente del professore di letteratura spagnola vista la sua dimestichezza con la lingua ed è ormai già trentenne. Questa esperienza gli dà la possibilità di tradurre testi e scrivere diversi articoli ed in seguito di lavorare come giornalista per il quotidiano “Der Bund” a Berna, afferma.

Nel 2001 la svolta in cui decide di lasciare gli studi e diventare definitivamente scrittore.

Elementi autobiografici
Il suo ultimo romanzo “Primitivo” tradotto dallo svizzero-tedesco da Amalia Urbano uscirà in libreria lunedì 11 ottobre, pubblicato da Gabriele Capelli editore. Il libro, uscito in lingua originale nel 2020, è già stato insignito del Premio di Letteratura del Canton Berna 2021 nonché del Premio Literaturpreis Dreitannen 2021.

In “Primitivo” sono numerose le analogie con la vita stessa di Lenz: Charly, apprendista muratore con una madre di origine spagnola, proprio come Lenz che si è diplomato nel 1984, è il protagonista di questo romanzo ambientato a Langenthal (BE), luogo in cui è cresciuto l’autore. I due condividono anche il grande interesse per la letteratura. L’autore afferma “non ho mai voluto fare qualcosa di autobiograficamente esatto ma ho preso diversi spunti da quello che mi ricordo”.

Un romanzo genuino, ritmato dal parlato, un espediente che rimane anche nella traduzione italiana. Genuini sono anche i personaggi, le loro conversazioni e il loro modo di fare. Lenz è un attento osservatore e descrive con disinvoltura le scene che si producono nel libro, afferma inoltre di scrivere in svizzero-tedesco perché “posso scrivere soltanto nella lingua da cui sono circondato e che sento tutti i giorni”.

Il libro narra la morte per un incidente sul lavoro di Primitivo, immigrato spagnolo che lavora nello stesso cantiere del giovane Charly, con cui ha stretto amicizia e per il quale rappresenta una figura paterna. Charly nel corso del libro ricorda gli insegnamenti di Primitivo, i racconti dei suoi viaggi e i suoi presunti legami con i nazisti.

Letture e spoken word
La notorietà di Lenz va ben al di là della letteratura, nel 2015 è infatti stato insignito dall’Ufficio federale della cultura con il Premio svizzero della scena.
Forse non tutti sanno che Lenz percorre la Svizzera tedesca leggendo i suoi libri in piccoli teatri accompagnato dal pianista Christian Brantschen, del gruppo bernese Patent Ochsner. Questo gli permette di vivere dal 2001 come scrittore, afferma.
Amante dello sport, per cui ha anche scritto diverse cronache, legge un estratto dal suo libro “Tanze wi ne Schmätterling. Die Coiffeuse und der Boxer” che parla dell’arrivo di Mohammed Ali a Zurigo nel 1971. Le poesie scritte in svizzero tedesco contenute in questa raccolta sono perfette proprio per essere lette dal vivo come “spoken word”.

Link: SwissInfo


© La Regione, 04.10.2021

Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo

Le lingue di Pedro Lenz e Primitivo
L’autore bernese è stato ospite della prima edizione del festival quadrilingue
di Ivo Silvestro

Link: La Regione


© Diderot, RSI RETE DUE, 30.09.2021

Pedro Lenz a “Lettere dalla Svizzera alla Val Poschiavo”

È la prima edizione del festival – di cui la SRG SSR è media partner – interamente dedicato alla produzione letteraria svizzera nelle quattro lingue nazionali.

Tra gli ospiti proprio lo scrittore pluripremiato Pedro Lenz.

Link: Diderot

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