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Damiano Leone
Il guaritore
15×21 cm, 400 pp, Euro 20,00 – ISBN 978-88-97308-87-4

Disponibile anche in versione digitale su più piattaforme

«A noi non serve un mistico zelante che testimoni quanto il cuore già spera di vedere; e nemmeno un arido scienziato deciso a sondare minuziosamente eventi comunque inspiegabili. A noi serve una persona talmente equilibrata e decisa da voler vedere solo la verità… Perché lei vuole sapere, vero dottor Sachs? Vuole veramente sapere, senza alcun preconcetto, se ci siamo illusi per duemila anni […]».


Il Guaritore di Damiano Leone è una storia ambientata in un futuro prossimo alla nostra contemporaneità segnato da dubbi e divisioni, dove ancora più di oggi si necessita di un cambiamento, di una svolta che possa instradare l’essere umano verso il giusto cammino. E così nel Centro Ricerche Avanzate di Ginevra, finanziato dalle alte sfere del Vaticano, un gruppo di scienziati riesce ad ottenere un importante traguardo: portare un uomo a viaggiare indietro nel tempo. E quest’uomo è Mark Sachs, detto Freezer, il predestinato a compiere una missione senza precedenti. Trasportato circa duemila anni prima del suo presente, Mark rischia la vita per autenticare storicamente l’esistenza di Jeshua ben Yosef, assistendo alla sua resurrezione e testimoniandone poi al mondo. Giunto in quello che dovrebbe essere il sepolcro in cui fu deposto il corpo di Gesù di Nazareth, sulla collina del Golgota, una fatale deviazione dal progetto originale porta Mark e ritornare nella sua epoca con un misterioso passeggero, che fino a pochi momenti prima giaceva morto nella tomba e ora è miracolosamente in vita. Che si tratti davvero del figlio di Dio o di un semplice uomo è tutto da dimostrare, e il compito si complica perché egli ha perso la memoria. In ogni caso un tale ambizioso progetto non può sfuggire all’attenzione di potenze che potrebbero essere annientate o per lo meno sconvolte nelle fondamenta dalla conferma dell’esistenza e dei miracoli di Jeshua ben Yosef. In particolare, esponenti di spicco delle tre religioni monoteiste si mettono sulle tracce dell’uomo del passato per comprendere con chi hanno davvero a che fare: c’è chi vorrebbe cancellarlo dalla faccia della Terra, chi desidera ardentemente averlo dalla propria parte per screditare i vertici vaticani, e chi ancora dovrebbe volerlo proteggere, ma questo comporterebbe la perdita del potere accentratore della Chiesa. L’arrivo di quest’uomo smarrito e sconvolto da un mondo tanto diverso da tutto ciò che conosceva, diventa una spinosa questione politica, amplificata dal potere dei mass media. Mark si legherà profondamente a Jeshua, in un rapporto fatto di fiducia in cui le sue riserve e la sua freddezza verranno abbattute, e insieme a Silvie e John, due giornalisti che avranno l’onore di intervistare il possibile Messia, farà di tutto per salvare colui che potrebbe cambiare finalmente in positivo le sorti dell’umanità. Il Guaritore è un romanzo appassionante e complesso, in cui emerge la figura di un uomo, prima ancora che una divinità, che diventa una luce splendente in un mondo vecchio e stanco. Jeshua conserva in sé tutte le qualità e anche le debolezze che fanno dell’essere umano una creatura meravigliosa, e diventa un’ispirazione per chi vuole migliorarsi e accrescere la propria consapevolezza sul cammino incerto e autodistruttivo che l’umanità ha intrapreso; perché “gli uomini possono cambiare”, e con essi il mondo che abitano.


TRAMA. In una notte fitta di stelle che brillano sulla Gerusalemme di duemila anni fa, nel silenzio di un sepolcro scavato nella roccia, una figura solitaria veglia il cadavere di un condannato a morte. In apparenza una scena abbastanza usuale per quell’epoca lontana e spesso brutale, ma così non è. Quell’uomo, nudo e completamente inerme, è Mark Sacks, proviene dal nostro tempo e deve portare a termine il compito più straordinario mai affidato a un singolo individuo: perché il corpo vegliato potrebbe essere quello di un uomo passato alla storia con il nome di Gesù di Nazareth. Le cose però non vanno come le alte sfere vaticane auspicavano e Jeshua, così verrà chiamato l’uomo giunto nella nostra epoca al seguito del primo crononauta, si rivelerà un personaggio fortemente contraddittorio. Completamente privo di memoria, nonostante abbia il fisico e l’indole di un guerriero piuttosto che del profeta illuminato, si rivelerà capace di sensazionali guarigioni. Proprio a causa di queste straordinarie doti diviene oggetto di accese dispute tra i poteri economici, politici e religiosi che dominano nel pianeta. Il soggetto di tante e non sempre innocue attenzioni non ci sta, e lo dimostrerà riuscendo a evadere dal segretissimo centro ricerche in cui è stato segregato. Nel successivo e istintivo peregrinare, in un mondo che gli appare totalmente alieno, giunge a Roma. Ma proprio nella Città Eterna dovrà affrontare l’avversario più temibile, un nemico che serve il Male su scala universale e che non esiterà a seminare terrore e distruzione nel cuore stesso della cristianità.


«Santità, se riesce a parlare con qualche forza del campo avverso, i media si scateneranno.»
Il richiamo a quella moderna realtà fece corrugare la fronte del pontefice. I media: il nuovo dio di un mondo sempre più sterile, indifferente e assurdo, dove le notizie più dolorose si sorbivano e digerivano con un’indifferenza così fredda da fargli pensare a quella spietata del Satana.
Dopo un altro sospiro cominciò: «Cosa può fare un uomo solo…»
Ignorando la rigida etichetta vaticana Hayder non attese la fine. Avanzò di un passo e lo interruppe: «Non sarebbe affatto solo. Al Centro c’è stata una fuga di notizie, di conseguenza ora sono in molti a sapere di lui. E lo vogliono, Santità».
«Ma è soltanto un uomo spaurito…»
«…Che se cade in mano agli avversari ci procurerà noie a non finire.»
Per quanto d’indole paziente e mite, l’ottantenne pontefice cominciava a trovare intollerabile il modo di fare di Hayder. Agitando una mano, con voce più ferma riprese: «Lei mi pare troppo precipitoso. La chiesa ha affrontato, superandole, ben altre tempeste, perché questa dovrebbe essere peggiore? Possiamo sempre smentire, chiuderci nel silenzio, non ammettere. Chi può realmente collegarlo a noi?»
Chinando rispettoso il capo, il generale dei gesuiti subì il rimprovero con umiltà. Poi, in tono più dimesso, spiegò: «Invece è possibile Santità. Possiede la genetica e i ricordi di un uomo vissuto duemila anni fa e anche se credo finga soltanto di aver perso i secondi, per quanto riguarda il patrimonio genetico, studi accurati potrebbero almeno far sospettare che venga veramente dal passato».
Scosso, Clemente XV chiese: «Davvero si può dimostrare?»
«Sì, anche se non con assoluta certezza.»
Allungando una mano per benedire il visitatore indicando così che l’udienza era terminata e la decisione presa, il papa disse: «Va bene. Se il rischio è così elevato allora trovatelo».


BIOGRAFIA. Damiano Leone è nato a Trieste nel 1949. Di formazione chimico, nella prima parte della vita si è interessato alle discipline scientifiche; da oltre un trentennio si dedica invece allo studio della storia antica, dell’arte e della letteratura classica. Dopo il suo ritiro dall’attività lavorativa, ed essersi trasferito in un paesino montano del Friuli, ha potuto trovare il tempo e la serenità per realizzare un’antica ambizione: quella di dedicarsi attivamente alla narrativa. Pubblica i romanzi “Enkidu”, “Lo spettatore”, “Il simbolo” (GCE, 2018) e “Il Guaritore” (GCE, 2020).

 


Dello stesso autore:

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RECENSIONI/SEGNALAZIONI

 

© LFmagazine, 13.03.2020

Il carisma del “guaritore”, il nuovo romanzo di Damiano Leone.
Loredana Filoni

In una notte della Gerusalemme di duemila anni fa, una figura veglia il cadavere di un condannato. Una scena abbastanza usuale per l’epoca, ma così non è. Quell’uomo, nudo e inerme, è Mark Sacks, proviene dal nostro tempo e deve portare a termine il compito più straordinario mai affidato a un singolo individuo: perché il corpo vegliato potrebbe essere quello di un uomo passato alla storia con il nome di Gesù di Nazareth.

A uno dei capitoli del suo romanzo “Il Guaritore” Damiano Leone dà il titolo de “Il potere del carisma”. E questo concetto è molto in linea coi tempi di cui tratta l’opera, ambientata fra l’epoca dei primi cristiani e l’immediato futuro rispetto ad oggi (i tempi del papa Clemente XV).

Il termine greco carisma (χάρισμα) deriva dal sostantivo χάρις, («grazia»). Dio è colui che dà nella sua misericordia. Ma dà solo in modo che si dia: concede il dono di una vita che vuole spesa “al servizio dei fratelli”. Il credente riceve, quindi, il carisma della grazia (fede, profezia, guarigioni), per essere lui stesso in grado di dare. Nella Bibbia, il carisma è anche una vocazione missionaria. Per persone carismatiche si intendono coloro che riescono ad esercitare una forte influenza sugli altri. Tutte queste accezioni della parola “carisma” le ritroviamo nel protagonista del “Guaritore”, Jeshua, che viene considerato dagli scienziati del Centro Avanzato di ricerca di Ginevra “il Gesù storico”, tant’è che essi decidono, in concomitanza con il Vaticano capeggiato da Clemente XV, di “fare un salto” nell’epoca della Resurrezione per confermarla come un fatto avvenuto e comprovare o confutare, una volta per tutte, la “scientificità dell’esistenza di Dio”.

A Mark Sacks tocca l’arduo e difficile compito di recarsi nel passato e di tornare. Per un errore che compie Mark, Jeshua di Nazaret viene trasportato anch’egli nella modernità. E si trova a diffondere la parola divina con i metodi comprensibili agli uomini di oggi. Jeshua allaccia i rapporti con il Vaticano, conosce personalmente Clemente XV, non disdegna i mass media: ha, forse, una scelta? Può, forse, opporsi ai potenti mezzi di comunicazione che l’umanità ha sviluppato in duemila anni passati dal suo avvento precedente?

Fedele all’antica traduzione, Jeshua non disdegna nemmeno le guarigioni, anche se deve constatare che, pur guarendo, la gente non si affretta a convertirsi né a dedicarsi alla professione della fede, bensì attende manifestazioni sempre più palesi dei poteri divini. Per Jeshua questa mancata gratitudine è un grave affronto.

Ce la farà a continuare a vivere fra gli uomini oppure si ritirerà di nuovo nella sua vita da eremita in uno spazio o in una dimensione diversa? E, soprattutto: si tratta davvero del Gesù storico? È mai avvenuta la Resurrezione o il corpo del rabbi sarebbe stato, come sostengono alcuni oppositori del cristianesimo, trafugato dai suoi discepoli dopo la sua sepoltura?

Lasciamo al lettore scoprire, come, secondo Damiano Leone, sono andate le cose.

Lasciamolo in balia dell’autentico carisma di Jeshua e di questo affascinante romanzo.

Link: LFmagazine


© Leggere : tutti, 11.03.2020

Intervista: Damiano Leone: “Il guaritore”

«Ci presenta il suo nuovo romanzo Il Guaritore?».
Il romanzo è piuttosto complesso per trama e avvenimenti e temo che a volerli riassumere in poche righe si corra il rischio di semplificare troppo. Ma, in sintesi, l’ambientazione è quella di un prossimo futuro quando, cercando di arrestare il continuo declino della spiritualità e approfittando di una recentissima scoperta che rende possibili i viaggi nel tempo, i vertici vaticani decidono di inviare un uomo nel passato per testimoniare la morte e la resurrezione di Gesù di Nazareth. L’esperimento riesce ma, tornando al presente, il primo crononauta porta con sé un individuo che potrebbe essere proprio il fondatore del cristianesimo. Com’è ovvio, un tale evento non solo creerà un grande scompiglio tra i maggiori poteri che governano il nostro pianeta, ma metterà in moto forze ed eventi che si daranno battaglia con l’intento di indirizzare, con fini opposti, il futuro sviluppo etico e sociale dell’umanità.

«Come già accaduto nel suo precedente libro, Il simbolo, nella sua nuova opera torna a parlare di Jeshua ben Yosef. Cosa l’affascina tanto della figura di Gesù di Nazareth, e in particolare del suo lato umano?».
Sì, è vero: tra i tanti personaggi che affollano la storia, quelli che più mi hanno incuriosito e conquistato sono figure come Gesù di Nazareth, o anche quelle di altri uomini di grandiosa spiritualità come ad esempio Gandhi, o il principe Siddharta conosciuto come Budda, ma anche altre personalità che hanno condotto una vita di alta tensione ideale.
Questo per il semplice motivo che le conseguenze dei loro atti e parole, e non quelli di eserciti sterminati, si sono rivelati ben più sconvolgenti e duraturi storicamente e socialmente delle azioni di qualsiasi generale, guerriero o politico, che abbia mai creato o distrutto imperi.

«Mark Sachs, soprannominato Freezer, è il protagonista del romanzo Il Guaritore. Vuole descrivercelo?».
L’aspetto esteriore è quello di un individuo alto e atletico, con capelli e occhi chiari. Il carattere è stato forgiato duramente da esperienze giovanili, divenendo così gelido, indifferente, poco portato a socializzare o semplicemente immischiasi in fatti che non lo riguardino direttamente. Eppure questa apparenza, che è solo una corazza costruita per sopravvivere, è destinata a cambiare totalmente: prima per il potente influsso che avrà su di lui Jeshua, e poi per la vicinanza di una donna che non meno di lui ha conosciuto cosa sia il dolore e la sofferenza.

«L’antagonista più spietato incontrato nel suo romanzo è il gesuita Hayder, che incarna il lato oscuro e manipolatore della Chiesa. Dalle parole di Jeshua: “non sono io a rappresentare un pericolo per la fede che dici di voler difendere… tu piuttosto bada a te stesso perché il male ama servirsi della superbia di uomini dalla mente brillante, ma nel cui petto si cela un cuore avvizzito”. Come ha gestito la caratterizzazione di un personaggio tanto crudele e negativo?».
Questo non è stato davvero difficile: innumerevoli esempi storici, ma anche attuali, non mancano di simili individui che considerano il potere come l’unica cosa per la quale valga la pena di vivere.

«So che per la scrittura de Il Guaritore si è ispirato agli studi compiuti da Ada Yardeni e Binyamin Elitzur su una tavola di pietra incisa conservata nell’Israel Museum di Gerusalemme. Cosa hanno dimostrato i due studiosi, e come si è collegato alle loro ricerche?».
In sintesi, i loro studi vertono su una tavola di pietra che riporta un’iscrizione dalla quale si potrebbe dedurre che, nei primi anni dell’era cristiana, in Israele ci furono almeno due profeti e altrettante resurrezioni.

«Il Guaritore parla anche di viaggi nel tempo. Ipotizzando che un giorno ciò sarà possibile, in quale epoca storica vorrebbe approdare, e perché?».
Siccome ho letto parecchio e ormai penso di saperne abbastanza sui vari grandi uomini che hanno forgiato la storia antica, e che comunque non sono poi tanto differenti uno dall’altro, a incuriosirmi davvero rimane un’unica straordinaria personalità. Sì, certo, è ovvio; in Palestina, negli anni in cui a Roma dominava l’imperatore Tiberio!

«Vuole raccontarci di cosa parla il suo precedente romanzo Il Simbolo?».
La trama del Il simbolo si snoda attraverso il vasto e movimentato affresco storico-sociale del primo secolo dell’era cristiana. Ambientato dapprima a Gerusalemme, poi in Grecia, Roma ed Egitto, si conclude su una spiaggia della Palestina qualche tempo dopo il grande assedio di Gerusalemme per opera delle legioni di Vespasiano e Tito. Protagonista inconsueto è Ben Hamir, figlio di una dissoluta cortigiana, amatore di professione e uomo di grande bellezza, sensibilità e intelligenza, che riuscirà a entrare nei circoli più esclusivi del potere imperiale. Grazie a questo e per incarico di Tiberio, sarà testimone e attore degli eventi che hanno influito sulla storia di quegli anni e, in modo del tutto imprevedibile, pure sul nascere del cristianesimo.

Damiano Leone (Trieste, 1949) è uno scrittore appassionato della storia antica, dell’arte e della letteratura classica. Pubblica i romanzi “Enkidu” (Leucotea, 2012), “Lo spettatore” (Leucotea, 2015), “Il simbolo” (Gabriele Capelli Editore, 2018) e “Il Guaritore” (Gabriele Capelli Editore, 2020).

Link: Leggere:tutti


© La lettrice assorta, 9.03.2020

IL GUARITORE di Damiano Leone
Lettrice Assorta

In questo periodo è necessario rimanere a casa, e trovo che niente sia più confortante di una bella lettura. Nel fine settimana mi sono dedicata all’ultimo romanzo di Damiano Leone, IL GUARITORE. Di seguito, un abbozzo di trama e le mie impressioni.

Mark Sachs, detto da tutti Freezer per la gelida freddezza che di solito lo caratterizza, ha paura. Si trova duemila anni indietro rispetto alla sua comoda era, in un’epoca primitiva. L’uomo con il quale avrebbe dovuto parlare giace a pochi passi barbaramente assassinato e con lui, probabilmente, sono morti millenni di illusioni…

L’inizio del nuovo romanzo di Damiano Leone cattura fin da subito l’attenzione. Cosa ci fa un semplice burocrate della sezione geologica del Centro di Ricerche Avanzate di Ginevra, completamente nudo e terrorizzato, lontano dal rassicurante mondo civile?

IL GUARITORE trascina il lettore in un’avventura carica di emozioni e suspence contornate dalla splendida cornice storica di duemila anni fa. Impossibile non rimanerne affascinati! il-guaritoreSi parte dalla descrizione suggestiva del passato tormentato di Mark, fino ad entrare nel vivo della narrazione, quando diventa il primo crononauta della storia, e viaggia nel tempo alla ricerca delle tracce dell’esistenza di Cristo all’alba della resurrezione, cercando di identificare il giorno esatto della sua morte e l’ubicazione della sepoltura. Questa impresa frutta a Mark un compenso da capogiro, ma anche una serie notevole di problemi: una forza oscura sta minacciando ogni forma di spiritualità dell’animo umano con conseguenze inaspettate.

Un intreccio scandito da un ritmo carico di colpi di scena, istanti frenetici e battaglie, sviluppato attorno ad un uomo del passato che per errore ritorna assieme a Mark nel presente: privo di memoria, alcune volte simile ad un barbaro oppressivo, altre invece intelligente, gentile e risoluto, l’uomo misterioso rivela di avere un potere eccezionale che fa gola a molti.

IL GUARITORE trascina e avvince grazie a una trama che sfocia nell’eterna lotta tra Bene e Male e ricorda al lettore quanto l’amore sia una forza potente, l’unica in grado di unire gli uomini.

Link: Il vizio di leggere


© Il progresso magazine, marzo 2020

IL GUARITORE
Romanzo di Damiano Leone

Se uno dei personaggi del romanzo fa “Kuiper” di cognome, il lettore non può avere dubbi: sta per affrontare un’opera scientifica. Com’è ben noto, Gerard Kuiper è un astronomo statunitense di origine olandese, dal quale prendono nome molte entità astronomiche quali asteroidi e crateri lunari, marziani e mercuriani.

Per “fascia di Kuiper” si intende, poi, un’area del sistema solare che si estende oltre l’orbita di Nettuno.
In questo romanzo la scienza, infatti, è una delle protagoniste

L’opera Il Guaritore si dedica alla dimensione che va dal sapere scientifico a quello empirico e tratta il rapporto – sempre meno antagonistico e più collaborativo – fra la scienza e la religione.

Nel romanzo, il professore Josep Kuiper è una delle figure chiave del CRAG (Centro della ricerca avanzata di Ginevra). Ufficialmente il Centro si occupa dei nano-robot che, inseriti all’interno del sangue dell’uomo, sono capaci di guarirlo da una moltitudine di malattie.

In più, ci sono ricerche che si svolgono in una totale riservatezza. Queste riguardano i viaggi nel tempo e una ricerca finalizzata a comprovare l’esistenza di Dio.

Mark Sachs, uno scienziato più giovane del professore, ne diventa segretario e viene coinvolto in un progetto scientifico ambizioso che, però, non gli garantisce l’incolumità. Gli viene chiesto di viaggiare nel tempo per testimoniare la resurrezione di Gesù Cristo. Ma da quella breve spedizione Mark Sachs non torna da solo.

Un altro uomo viene all’improvviso catapultato a Roma dei tempi nostri, si sospetta che sia proprio quel Jeshua che oggi chiamiamo Gesù. İl suo trasferimento nel tempo e nello spazio viene attentamente seguito da parte di alcuni esponenti di islam di Er Riyadh e dalla CNN. Più tardi, a sorpresa, le notizie saranno contraddittorie.
Qual è la verità sull’identità di quell’uomo?

La risposta alla quale arriverà il lettore potrà essere ambivalente. Vacillare nel dubbio è un po’ il cammino di molte scoperte, comprese quelle scientifiche. Damiano Leone crea un interessante intrigo, il romanzo si legge tutto d’un fiato. A tante domande si ottengono risposte, alcune restano aperte o si lasciano intuire al “sesto senso” del lettore.

Ciò che, invece, emerge come una immutabile certezza, è il contrasto fra la luce e la tenebra. l’Autore non ha una visione catastrofica dello sviluppo dell’umanità. Anzi. Egli crede nella conservazione della vita sulla Terra perché l’intelligenza di un essere vivente, sia esso uomo o animale, sarebbe, secondo lui, la migliore alleata della luce. E la lotta fra la luce e la tenebra continua. Com’è costante questa lotta, così incessante resterà il nostro desiderio della conoscenza.

Link: Il progresso magazine


 

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