Home

cover-guaritore-defi

Damiano Leone
Il guaritore
15×21 cm, 400 pp, Euro 20,00 – ISBN 978-88-97308-87-4

Disponibile anche in versione digitale su più piattaforme

«A noi non serve un mistico zelante che testimoni quanto il cuore già spera di vedere; e nemmeno un arido scienziato deciso a sondare minuziosamente eventi comunque inspiegabili. A noi serve una persona talmente equilibrata e decisa da voler vedere solo la verità… Perché lei vuole sapere, vero dottor Sachs? Vuole veramente sapere, senza alcun preconcetto, se ci siamo illusi per duemila anni […]».


Il Guaritore di Damiano Leone è una storia ambientata in un futuro prossimo alla nostra contemporaneità segnato da dubbi e divisioni, dove ancora più di oggi si necessita di un cambiamento, di una svolta che possa instradare l’essere umano verso il giusto cammino. E così nel Centro Ricerche Avanzate di Ginevra, finanziato dalle alte sfere del Vaticano, un gruppo di scienziati riesce ad ottenere un importante traguardo: portare un uomo a viaggiare indietro nel tempo. E quest’uomo è Mark Sachs, detto Freezer, il predestinato a compiere una missione senza precedenti. Trasportato circa duemila anni prima del suo presente, Mark rischia la vita per autenticare storicamente l’esistenza di Jeshua ben Yosef, assistendo alla sua resurrezione e testimoniandone poi al mondo. Giunto in quello che dovrebbe essere il sepolcro in cui fu deposto il corpo di Gesù di Nazareth, sulla collina del Golgota, una fatale deviazione dal progetto originale porta Mark e ritornare nella sua epoca con un misterioso passeggero, che fino a pochi momenti prima giaceva morto nella tomba e ora è miracolosamente in vita. Che si tratti davvero del figlio di Dio o di un semplice uomo è tutto da dimostrare, e il compito si complica perché egli ha perso la memoria. In ogni caso un tale ambizioso progetto non può sfuggire all’attenzione di potenze che potrebbero essere annientate o per lo meno sconvolte nelle fondamenta dalla conferma dell’esistenza e dei miracoli di Jeshua ben Yosef. In particolare, esponenti di spicco delle tre religioni monoteiste si mettono sulle tracce dell’uomo del passato per comprendere con chi hanno davvero a che fare: c’è chi vorrebbe cancellarlo dalla faccia della Terra, chi desidera ardentemente averlo dalla propria parte per screditare i vertici vaticani, e chi ancora dovrebbe volerlo proteggere, ma questo comporterebbe la perdita del potere accentratore della Chiesa. L’arrivo di quest’uomo smarrito e sconvolto da un mondo tanto diverso da tutto ciò che conosceva, diventa una spinosa questione politica, amplificata dal potere dei mass media. Mark si legherà profondamente a Jeshua, in un rapporto fatto di fiducia in cui le sue riserve e la sua freddezza verranno abbattute, e insieme a Silvie e John, due giornalisti che avranno l’onore di intervistare il possibile Messia, farà di tutto per salvare colui che potrebbe cambiare finalmente in positivo le sorti dell’umanità. Il Guaritore è un romanzo appassionante e complesso, in cui emerge la figura di un uomo, prima ancora che una divinità, che diventa una luce splendente in un mondo vecchio e stanco. Jeshua conserva in sé tutte le qualità e anche le debolezze che fanno dell’essere umano una creatura meravigliosa, e diventa un’ispirazione per chi vuole migliorarsi e accrescere la propria consapevolezza sul cammino incerto e autodistruttivo che l’umanità ha intrapreso; perché “gli uomini possono cambiare”, e con essi il mondo che abitano.


TRAMA. In una notte fitta di stelle che brillano sulla Gerusalemme di duemila anni fa, nel silenzio di un sepolcro scavato nella roccia, una figura solitaria veglia il cadavere di un condannato a morte. In apparenza una scena abbastanza usuale per quell’epoca lontana e spesso brutale, ma così non è. Quell’uomo, nudo e completamente inerme, è Mark Sacks, proviene dal nostro tempo e deve portare a termine il compito più straordinario mai affidato a un singolo individuo: perché il corpo vegliato potrebbe essere quello di un uomo passato alla storia con il nome di Gesù di Nazareth. Le cose però non vanno come le alte sfere vaticane auspicavano e Jeshua, così verrà chiamato l’uomo giunto nella nostra epoca al seguito del primo crononauta, si rivelerà un personaggio fortemente contraddittorio. Completamente privo di memoria, nonostante abbia il fisico e l’indole di un guerriero piuttosto che del profeta illuminato, si rivelerà capace di sensazionali guarigioni. Proprio a causa di queste straordinarie doti diviene oggetto di accese dispute tra i poteri economici, politici e religiosi che dominano nel pianeta. Il soggetto di tante e non sempre innocue attenzioni non ci sta, e lo dimostrerà riuscendo a evadere dal segretissimo centro ricerche in cui è stato segregato. Nel successivo e istintivo peregrinare, in un mondo che gli appare totalmente alieno, giunge a Roma. Ma proprio nella Città Eterna dovrà affrontare l’avversario più temibile, un nemico che serve il Male su scala universale e che non esiterà a seminare terrore e distruzione nel cuore stesso della cristianità.


«Santità, se riesce a parlare con qualche forza del campo avverso, i media si scateneranno.»
Il richiamo a quella moderna realtà fece corrugare la fronte del pontefice. I media: il nuovo dio di un mondo sempre più sterile, indifferente e assurdo, dove le notizie più dolorose si sorbivano e digerivano con un’indifferenza così fredda da fargli pensare a quella spietata del Satana.
Dopo un altro sospiro cominciò: «Cosa può fare un uomo solo…»
Ignorando la rigida etichetta vaticana Hayder non attese la fine. Avanzò di un passo e lo interruppe: «Non sarebbe affatto solo. Al Centro c’è stata una fuga di notizie, di conseguenza ora sono in molti a sapere di lui. E lo vogliono, Santità».
«Ma è soltanto un uomo spaurito…»
«…Che se cade in mano agli avversari ci procurerà noie a non finire.»
Per quanto d’indole paziente e mite, l’ottantenne pontefice cominciava a trovare intollerabile il modo di fare di Hayder. Agitando una mano, con voce più ferma riprese: «Lei mi pare troppo precipitoso. La chiesa ha affrontato, superandole, ben altre tempeste, perché questa dovrebbe essere peggiore? Possiamo sempre smentire, chiuderci nel silenzio, non ammettere. Chi può realmente collegarlo a noi?»
Chinando rispettoso il capo, il generale dei gesuiti subì il rimprovero con umiltà. Poi, in tono più dimesso, spiegò: «Invece è possibile Santità. Possiede la genetica e i ricordi di un uomo vissuto duemila anni fa e anche se credo finga soltanto di aver perso i secondi, per quanto riguarda il patrimonio genetico, studi accurati potrebbero almeno far sospettare che venga veramente dal passato».
Scosso, Clemente XV chiese: «Davvero si può dimostrare?»
«Sì, anche se non con assoluta certezza.»
Allungando una mano per benedire il visitatore indicando così che l’udienza era terminata e la decisione presa, il papa disse: «Va bene. Se il rischio è così elevato allora trovatelo».


BIOGRAFIA. Damiano Leone è nato a Trieste nel 1949. Di formazione chimico, nella prima parte della vita si è interessato alle discipline scientifiche; da oltre un trentennio si dedica invece allo studio della storia antica, dell’arte e della letteratura classica. Dopo il suo ritiro dall’attività lavorativa, ed essersi trasferito in un paesino montano del Friuli, ha potuto trovare il tempo e la serenità per realizzare un’antica ambizione: quella di dedicarsi attivamente alla narrativa. Pubblica i romanzi “Enkidu”, “Lo spettatore”, “Il simbolo” (GCE, 2018) e “Il Guaritore” (GCE, 2020).

 


Dello stesso autore:

COVER-SIMBOLO-EBOOK


 

RECENSIONI/SEGNALAZIONI

 

© BorderLine, 11.06.2020

Intervista a Damiano Leone, autore del romanzo “Il Guaritore”
A cura di Leonardo Biccari

Di cosa parla il suo ultimo romanzo Il Guaritore?
«Si tratta di un romanzo complesso, di grande respiro e tensione ideale che collega avvenimenti di fondamentale importanza avvenuti duemila anni fa a un prossimo futuro. Si ipotizza che già ai giorni nostri, nel tentativo di arrestare il continuo declino della spiritualità e approfittando di una recentissima scoperta che rende possibili i viaggi nel tempo, con l’approvazione di papa Francesco si decide di iniziare un progetto segretissimo per inviare un uomo nel passato con l’intento di testimoniare la morte e resurrezione di Gesù di Nazareth. Trascorre qualche anno e l’esperimento viene avviato e riesce ma, con grande sorpresa di tutti, tornando al presente il primo crononauta porta con sé un individuo che potrebbe essere proprio il fondatore del cristianesimo. Per forza di cose, un tale evento non solo provoca grande scompiglio tra i maggiori poteri che governano il nostro pianeta, ma scatenerà forze che si daranno battaglia con l’intento di indirizzare, a volte con fini opposti, il futuro sviluppo etico e sociale del genere umano».

Qual è il messaggio che ha voluto veicolare attraverso la sua opera?
«Semplice: ritengo che le cose su questo mondo andrebbero assai meglio se gli uomini decidessero di vivere assieme con pacifica e amichevole tolleranza, rendendosi finalmente conto che la nostra sopravvivenza non può essere basata sulla cieca competizione voluta dalla natura, ma nella collaborazione sulla quale si dovrebbe edificare qualsiasi società eticamente sana. Perché, se non lo faremo, proprio per l’incapacità di gestire equamente tecnologia, risorse e diritti umani, il nostro destino futuro potrebbe essere segnato in modo inequivocabile».

Mark e Jeshua, i protagonisti del suo romanzo, sono due uomini estremamente diversi che riescono a trovare un punto di contatto per comunicare e comprendersi. Vuole parlarci del particolare rapporto che si instaura tra queste due interessanti figure?
«Sì, sono due personaggi molto diversi, eppure per certi versi anche simili. Perché se a prezzo di inenarrabili sofferenze Jeshua conosce alla perfezione la differenza tra Bene e Male ed ha compiuto la sua scelta, fino al suo incontro con lui e a causa di dure esperienze giovanili, Marck è rimasto chiuso in un gelido egoismo che lo isola in se stesso. Eppure, ma non tanto stranamente visto lo straordinario carisma e sensibilità dell’uomo venuto dal passato, prima di essere intellettuale, il loro rapporto si basa sull’istinto. Perfino prima di poter parlare tra loro, ambedue percepiscono nell’altro ciò che ne farà incrollabili alleati in una battaglia che si protrae dall’inizio dei tempi. E se Marck, abbattendo la sua indifferenza per gli altri, salva la vita a Jeshua mettendo a repentaglio la propria, questo lo ripagherà salvandogli l’anima».

Silvie Burton è un personaggio femminile molto intenso. Una ragazza tormentata, con una profonda cicatrice sul viso che indossa come il “marchio di una meritata infamia”. A cosa o a chi si è ispirato per delineare la sua caratterizzazione?
«A innumerevoli persone che, ieri come oggi, e per incapacità di distinguere ciò che è giusto da quello che non lo è, pure volendo fare il bene finiscono con il fare del male a se stesse e agli altri».

Nel romanzo il personaggio di Jeshua afferma che gli uomini possono cambiare e che, pur se il male è radicato profondamente nel mondo, si può ancora combattere e scegliere la strada dell’altruismo e della tolleranza. Il pensiero di Jeshua è anche il suo? Secondo lei c’è ancora speranza per l’essere umano?
«Cambiare si può certamente: o almeno così ho constatato che è accaduto a molti. Sì, naturale che il pensiero del protagonista nasca da mie considerazioni personali: quanto all’interrogativo se ci sia una speranza per il futuro dell’umanità, posso solo invitare a leggere il romanzo e le parole pronunciate da Jeshua per rispondere alla stessa domanda che gli rivolge Silvie».

Cosa l’ha spinta a diventare uno scrittore? Che valore riveste la letteratura nella sua vita?
«Se ricordo bene fu una domanda che mi posi: e cioè se esiste nell’universo una caratteristica che accomuni qualsiasi essere senziente. Poi, dalla risposta che allora mi diedi, nacque il romanzo -Lo spettatore- pubblicato dalle Edizioni Leucotea. Quanto al valore, ritengo che la letteratura in genere sia la migliore opportunità di ampliare le conoscenze sul mondo e gli uomini che lo abitano».
Ha già un’idea di cosa tratterà il suo prossimo romanzo? Vuole condividerla con noi?
«Siccome mi piace scrivere e possiedo una discreta fantasia, le idee sono tante e già abbozzate: ma poiché non è ancora detto che avranno un seguito, non mi sento di ipotecare il futuro».

Link: BorderLine


© BlastingNews, 07.06.2020

Recensione
Il Guaritore di Damiano Leone: l’eterna lotta fra il bene e il male
di LDG (articolo) e Simona Laboccetta (video)

Il Guaritore è un romanzo complesso e intriso di simboli che rappresentano il dualismo: religioso, scientifico e metodologico nella storia

L’autore Damiano Leone è un scrittore esperto e interessato di storia antica. Ha pubblicato diversi Libri, Il Guaritore è il suo terzo romanzo, edito dalla casa editrice Gabriele Capelli Editore nel 2020. Tra le curiosità principali di questo libro, abbiamo il fatto che viene classificato sia come romanzo di letteratura contemporanea, che fantasy, perché costruito e ambientato in un prossimo futuro, che ha riferimenti sia storici che di pura storia fantastica.

Un romanzo dal sapere storico e scientifico
Iniziando a lavorare come segretario al Centro Avanzato di ricerche di Ginevra, Mark Sachs giovane scienziato, pensa di partecipare alla sperimentazione finalizzata alle ricerche da svolgere sulle nanomacchine, ovvero, microscopici robot che, iniettati nelle vene dell’uomo, potessero curarlo da varie malattie o, almeno, riparare i danni quali i trombi o le neoplasie.

Rimane perplesso quando apprende che sono ricerche alle quali si interessa il Vaticano e resta sbalordito quando il direttore del Centro, Josep Kuiper, gli svela le vere intenzioni dell’ente scientifico: confermare scientificamente l’esistenza di Dio. Mark Sachs viene a sapere che, per poterlo fare, gli scienziati del Centro di ricerca prevedono di realizzare un viaggio nel tempo, ed è proprio lui stesso il candidato prescelto per la missione.

Il viaggio nel tempo
Dopo aver valutato tutti i pro e i contro, Mark accetta, diventa il primo uomo a essere catapultato nel primo secolo a.C., sul Golgota, senza alcuna certezza non solo di poter tornare indietro, ai tempi nostri, ma, addirittura, di poter sopravvivere alla missione.

Che fine farà Mark Sachs? Come sarà il suo incontro con Gesù, se avrà luogo? Questo viaggio nel tempo e nello spazio darà davvero dei frutti e comproverà’ l’esistenza di Dio? Come l’opposto del bene, il concetto del male si trova in filosofia dai tempi degli stoici che lo definiscono “una privazione del bene” possibile a causa della natura umana che fa un uso non appropriato del suo libero arbitrio.

Il male non esiste di per sé, è solo una fase necessaria per percepire il bene, è la fase del superamento degli ostacoli che permette all’uomo di evolvere.

Il bene e il male coesistono
Dunque, il bene e il male non sono in lotta, ma coesistono in un rapporto di complementarietà, per cui il male è al servizio del bene, gli è necessario.

Un risvolto positivo lo ha perfino un attentato terroristico al Vaticano presente nel tessuto narrativo dell’opera. Il genere umano compie un cambiamento epocale della sua mentalità e pone le basi per un credo comune a tutti i popoli. A Gerusalemme, nuova capitale mondiale della fede, viene costruito un tempio alla forza creatrice dell’Universo e al Bene assoluto. È proprio lì, a Gerusalemme, che gli scienziati del Centro della ricerca avanzata ritrovano Jeshua, “Emissario del Bene”, che rinuncia alla vita da messia per riprendere, invece, quella di un uomo comune. È consapevole di non essere eroe né una divinità, sa solo di aver agito per volere di una forza che è più grande di lui. La conclusione del romanzo è filosofica e teologica alla volta.

La rinuncia dell’uomo alla superbia è importante per un filosofo quanto lo è per un teologo, in quanto entrambi ci vedono la soluzione agli scottanti problemi dell’uomo, ascrivendo il male maggiore proprio all’ego. È un romanzo d’avventura per chi vuole coglierne il lato ludico e un’opera filosofica per chi apprezza il suo messaggio profondo. Una lettura gradevole che porta a una grande consapevolezza.

Link: BlastingNews


© Turné, RSI LA1, 9.05.2020
Per gentile autorizzazione della RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Video: Il guaritore
Servizio di Claudia Iseli. Intervista a Damiano Leone.


© EXTRA SETTE, Corriere del Ticino, 01.05.2020

Tra le righe
Nuove uscite e sorprese in libreria
A cura di Sergio Roic

Il guaritore di Leone avvince e trascina

Damiano Leone, scrittore triestino dalla buona vena narrativa espressa in tre romanzi storici, ci offre, per le edizioni Gabriele Capelli, un romanzo sulla figura di un guaritore approdato dal passato nel nostro rutilante terzo Millennio.

Il guaritore è, infatti, la storia di un uomo riportato al presente da una macchina del tempo. L’uomo, carismatico, persuasivo, intelligente ed empatico, il tutto elevato alla massima potenza, è ritenuto da coloro che lo hanno prelevato dal passato il possibile Messia dei cristiani, ovvero Gesù. Non ne possiede la figura sofferta né il volto nordico di tanta iconografia, è alto, forte, se c’è bisogno di difendersi sa essere persino manesco, ma ben altre sono le sue doti e principalmente una: quella di essere in grado di guarire con l’imposizione delle mani.

L’effetto del guaritore sul disilluso mondo del presente è grande – e non poteva essere altrimenti – al punto da scatenare una vera e propria gara per aggiudicarselo e possibilmente plagiarlo fra alcune delle potenze dominanti. Ma, ed è la cosa più importante, un simile effetto il guaritore lo esercita pure su chi legge il libro, dato che la storia avvince e, pregio non indifferente, leggendo ci si immedesima e si parteggia fortemente per questo messia così umano.

Che sia o non sia davvero Gesù, beh, è possibile svelarlo leggendo il libro.


© fattitaliani.it, 17.04.2020

LA MISSIONE DEL GUARITORE NEL ROMANZO DI DAMIANO LEONE

Il Guaritore, più che un mestiere, è una missione. Tutt’al più, se si tratta delle guarigioni miracolose, legate a una forza sovrannaturale. Ed è proprio a questi poteri del protagonista che dedica il suo romanzo Damiano Leone.

È un’opera in cui si palesa la necessità dell’uomo di avere un maestro, un rabbi, un guru – i termini variano da lingua a lingua e da popolo a popolo, ma la sostanza è comune a tutti: un medico del corpo e dello spirito. İl popolo tende a individuare un uomo con queste abilità e di seguirlo, ma solo fino a quando ha le dimostrazioni pratiche dei poteri di guarire della persona in questione. La parabola di un guaritore è molto simile a quella di un uomo che detiene il potere: la preparazione al percorso, l’ascesa e la caduta. Jeshua di Nazareth, il Gesù storico, è un medico del corpo e dello spirito per eccellenza. Viene portato dagli scienziati nell’epoca moderna, a Roma, dove ha l’occasione di conversare anche con il nuovo papa, Clemente XV.

Abituato a guarire le persone duemila anni fa, Jeshua si dedica alle guarigioni anche nella contemporaneità .Ci riesce benissimo, e le folle, soddisfatte, gli riconoscono il suo alto compito. İ mass media moderni creano un danno. Spargono la notizia su chi in effetti è l’ospite dal passato: il figlio di Dio e il fondatore del cristianesimo. Jeshua viene rapito dalle forze che non hanno l’interesse di comprovare la scientificità della sua esistenza. Mentre Jeshua è in prigionia, un dubbio inizia a serpeggiare nell’opinione pubblica: e se non è un vero Gesù?
Jeshua, liberato, conferma di non esserlo, infatti. Sarà vero o lo dirà solo per accontentare la natura umana?
Alla fine dell’opera, Jeshua si ribella al suo ruolo del Guaritore dell’umanità, rendendosi conto che, per quanto potente possa essere la cura che egli offre agli uomini, questi non si ravvedono e continuano a vacillare nella loro fede. Non solo, nel profondo dei loro cuori si annida un dubbio, e, appena visto un miracolo, tornano a dubitare oppure a chiedere delle manifestazioni sempre più lampanti degli straordinari poteri divini di cui egli dispone. Deluso di ciò che constata, Jeshua rivolge alle folle un discorso in cui si congeda da esse sostenendo, nella sua visione olistica, che la guarigione non può essere solo fisica. İn quanto, nella sua idea, le malattie vengono tutte dagli scompensi nell’ambito spirituale, egli chiede agli uomini se saranno mai capaci di curare le loro anime con la stessa attenzione con cui egli ha curato i loro corpi. Jeshua rinuncia a una vita da profeta, certo di aver portato a termine la sua missione e si dedica alla vita di un uomo come tanti. Conduce una vita ritirata in compagnia della persona amata, e İ suoi poteri, a volte, li usa curando gli animali. Un romanzo che unisce il passato e il presente, la mente e il corpo cosi come anche il sacro e il profano.

Ricco di spunti, imperdibile.

Link: fattitaliani.it


© ilcoloredeilibri, 7 aprile 2020

Recensione: Il Guaritore – Damiano Leone

Prezzo: € 20,00 | Ebook: € 7,00
Pagine: 374
Editore: Gabriele Cappelli Editore

IL MIO PENSIERO SUL LIBRO

374 pagine che avrei voluto non finissero mai e che ho letto tutte di un fiato perché non riuscivo a staccarmi dalla storia che risulta essere coinvolgente al punto che mi ha fatto scordare di cenare, e non mi ha permesso di chiudere il libro se non a notte fonda, quando finalmente e con dispiacere l’ho finito di leggere.
Con dispiacere perché mi sono così affezionata ai protagonisti, che il pensiero di non vivere più le loro emozioni e le loro avventure mi rende triste.
Come avrete inteso la trama è originale, accattivante e piena di phatos.

Marck Sacks è il primo uomo a viaggiare nel tempo, e viene inviato nel passato a vegliare un cadavere che potrebbe essere quello di Joshua ben Youssef ovvero Gesù.
Per una serie di eventi, il presunto Gesù e il nostro crononauta, vengono riportati insieme nel presente, dove una schiera di scienziati cercano di capire chi sia veramente quell’uomo particolare che, nonostante la perdita di memoria, sembra imparare velocemente gli usi e la lingua dei nostri tempi.
Costretto a fuggire dalle grinfie degli scienziati in abito talare, scoprirà di essere capace di sensazionali guarigioni e piano piano, con l’aiuto di amici fidati, rivelerà la verità al mondo.
Mark Sacks è un freddo scienziato che viene scelto fra tanti contendenti a fare il primo viaggio nel tempo.
Il suo soprannome è freezer, poiché riesce a tenere sotto controllo in maniera fredda e calcolata le sue emozioni.
Un uomo segnato da un profondo trauma infantile che gli ha fatto perdere interesse per l’amore e per i sentimenti in genere.
Ben descritto e caratterizzato è un personaggio in forte crescita e molto carismatico.

Joshua è l’uomo che tutti vorremmo conoscere.
Bello, carismatico, con un fisico snello e possente, un carattere sanguigno e un animo puro, riesce a conquistare tutti, tranne ovviamente i seguaci del male.
Ben descritto sia psicologicamente che caratterialmente riesce a sedurre sin da subito anche il lettore.

La lettura è scorrevole, godibile e ritmata, lo stile chiaro, emozionale e qualche volta evocativo, comunque sempre in linea con la trama.
Ottimo uso dello show don’t tell, con dialoghi credibili che danno profondità e tridimensionalità ai personaggi.

Bella e suggestiva l’ambientazione, che riesce a dare quel tocco di magia che solo una città eterna come Roma, e in particolare il Vaticano, può evocare.

Bello il finale, pieno di colpi di scena, che lascia il lettore con il cuore leggero e soddisfatto, anche se mi auguro che l’autore pensi a un secondo volume con gli stessi protagonisti.

Spero vivamente di vedere una trasposizione cinematografica di questo romanzo così coinvolgente.

Mi è piaciuto in particolare come l’aurore riesce a caratterizzare Joshua, non solo con i dialoghi, ma anche con atteggiamenti e disquisizioni filosofiche, che sollecitano la mente del lettore a formulare un pensiero personale su alcuni argomenti religiosi.
Un libro da leggere alla luce di candele, con un incenso acceso, mangiando pane azzimo e miele e bevendo un buon vino rosso casareccio.

Consigliatissimo non solo agli amanti del genere ma anche a chi è alla ricerca di un libro emozionante.

Davvero bello!

Il nostro giudizio: 5/5

Trama

In una notte fitta di stelle che brillano sulla Gerusalemme di duemila anni fa, nel silenzio di un sepolcro scavato nella roccia, una figura solitaria veglia il cadavere di un condannato a morte. In apparenza una scena abbastanza usuale per quell’epoca lontana e spesso brutale, ma così non è. Quell’uomo, nudo e completamente inerme è Mark Sacks, proviene dal nostro tempo e deve portare a termine il compito più straordinario mai affidato a un singolo individuo: perché il corpo vegliato potrebbe essere quello di un uomo passato alla storia con il nome di Gesù di Nazareth.
Le cose però non vanno come le alte sfere vaticane auspicavano e Jeshua, così verrà chiamato l’uomo giunto nella nostra epoca al seguito del primo crononauta, si rivelerà un personaggio fortemente contraddittorio.
Completamente privo di memoria, nonostante abbia il fisico e l’indole di un guerriero piuttosto che del profeta illuminato, si rivelerà capace di sensazionali guarigioni. Proprio a causa di queste straordinarie doti diviene oggetto di accese dispute tra i poteri economici, politici e religiosi che dominano nel pianeta.
Il soggetto di tante e non sempre innocue attenzioni non ci sta, e lo dimostrerà riuscendo a evadere dal segretissimo centro ricerche in cui è stato segregato. Nel successivo e istintivo peregrinare, in un mondo che gli appare totalmente alieno, giunge a Roma.
Ma proprio nella Città Eterna dovrà affrontare l’avversario più temibile, un nemico che serve il Male su scala universale e che non esiterà a seminare terrore e distruzione nel cuore stesso della cristianità.

Link: Il colore dei libri


© La Gazzetta dello Spettacolo, 1.04.2020

Il guaritore, il tredicesimo apostolo di Damiano Leone

Nel suo romanzo “Il guaritore” Damiano Leone tesse una trama usando le efficaci armi di un narratore esperto. Una modernissima rilettura dei fatti biblici e di tutte le relative scoperte a cui oggi ci possiamo attenere sono molto avvincenti.

L’autore ci avvicina alle vicende della risurrezione di Cristo e anche a una logica continuazione di quei accadimenti nella contemporaneità. Siamo in un vicino futuro, nei tempi in cui i viaggi nel tempo smettono di essere un sogno, ma diventano realtà.

İnviato nei giorni della Resurrezione, Mark Sachs, collaboratore del Presidente del Centro delle ricerche avanzate, ha il compito di comprovare l’esistenza di Dio. Deve testimoniare il corso degli eventi e la Resurrezione avvenuta. Dal breve soggiorno nell’epoca di Gesù, Mark porta con sé un uomo che crede sia proprio Jeshua, il Gesù storico. Mentre, invece, è possibile che egli sia, più che altro, un testimone, il tredicesimo apostolo.

Il ruolo del tredicesimo apostolo, poi, è quello che spetta a ogni lettore dell’opera. Secondo i vangeli canonici, il tredicesimo apostolo è Mattia chiamato a sostituire Giuda İscariota subito dopo il suo tradimento. Secondo un’altra versione, lo è Saul che, dopo aver perseguitato i cristiani, ha sentito la voce di Gesù che gli avrebbe chiesto perché lo stesse perseguitando. Ha avuto anche una visione, e, di conseguenza, ha perso la vista che poi ha riacquisito con le cure di un cristiano. Saul diventa cristiano e si battezza Paolo, e pochi mesi più tardi muore da cristiano perseguitato dai suoi “amici” di una volta. Nei testi precedenti ricorre il riferimento a Maria Maddalena come il tredicesimo discepolo di Gesù, il prescelto e il più amato, ed alcuni pittori come si servono di queste informazioni per creare i loro quadri. İl tredicesimo apostolo è un argomento ricorrente nelle arti. Spesso scrittori e scultori si vedevano essi stessi nei panni di un testimone chiamato a posteriori e aggiungevano ai loro scritti o dipinti l’idea o l’immagine del tredicesimo apostolo. Vladimir Majakovskij lo fece in un suo poema “Nuvola con i pantaloni” il cui titolo censurato era stato proprio “İl tredicesimo apostolo”.

Damiano Leone lascia assistere al lettore lo svolgimento degli eventi e non gli chiede di prendere le parti.

Chi è veramente Jeshua nel suo scritto, che si colloca sul crocevia fra la scienza e la religione?

İl lettore lo scopre gradualmente, man mano che procede nella lettura. L’Autore lo porta pazientemente per mano.

È un libro di grande sensibilità artistica e di una fresca e incontaminata creatività moderna.


© LFmagazine, 13.03.2020

Il carisma del “guaritore”, il nuovo romanzo di Damiano Leone.
Loredana Filoni

In una notte della Gerusalemme di duemila anni fa, una figura veglia il cadavere di un condannato. Una scena abbastanza usuale per l’epoca, ma così non è. Quell’uomo, nudo e inerme, è Mark Sacks, proviene dal nostro tempo e deve portare a termine il compito più straordinario mai affidato a un singolo individuo: perché il corpo vegliato potrebbe essere quello di un uomo passato alla storia con il nome di Gesù di Nazareth.

A uno dei capitoli del suo romanzo “Il Guaritore” Damiano Leone dà il titolo de “Il potere del carisma”. E questo concetto è molto in linea coi tempi di cui tratta l’opera, ambientata fra l’epoca dei primi cristiani e l’immediato futuro rispetto ad oggi (i tempi del papa Clemente XV).

Il termine greco carisma (χάρισμα) deriva dal sostantivo χάρις, («grazia»). Dio è colui che dà nella sua misericordia. Ma dà solo in modo che si dia: concede il dono di una vita che vuole spesa “al servizio dei fratelli”. Il credente riceve, quindi, il carisma della grazia (fede, profezia, guarigioni), per essere lui stesso in grado di dare. Nella Bibbia, il carisma è anche una vocazione missionaria. Per persone carismatiche si intendono coloro che riescono ad esercitare una forte influenza sugli altri. Tutte queste accezioni della parola “carisma” le ritroviamo nel protagonista del “Guaritore”, Jeshua, che viene considerato dagli scienziati del Centro Avanzato di ricerca di Ginevra “il Gesù storico”, tant’è che essi decidono, in concomitanza con il Vaticano capeggiato da Clemente XV, di “fare un salto” nell’epoca della Resurrezione per confermarla come un fatto avvenuto e comprovare o confutare, una volta per tutte, la “scientificità dell’esistenza di Dio”.

A Mark Sacks tocca l’arduo e difficile compito di recarsi nel passato e di tornare. Per un errore che compie Mark, Jeshua di Nazaret viene trasportato anch’egli nella modernità. E si trova a diffondere la parola divina con i metodi comprensibili agli uomini di oggi. Jeshua allaccia i rapporti con il Vaticano, conosce personalmente Clemente XV, non disdegna i mass media: ha, forse, una scelta? Può, forse, opporsi ai potenti mezzi di comunicazione che l’umanità ha sviluppato in duemila anni passati dal suo avvento precedente?

Fedele all’antica traduzione, Jeshua non disdegna nemmeno le guarigioni, anche se deve constatare che, pur guarendo, la gente non si affretta a convertirsi né a dedicarsi alla professione della fede, bensì attende manifestazioni sempre più palesi dei poteri divini. Per Jeshua questa mancata gratitudine è un grave affronto.

Ce la farà a continuare a vivere fra gli uomini oppure si ritirerà di nuovo nella sua vita da eremita in uno spazio o in una dimensione diversa? E, soprattutto: si tratta davvero del Gesù storico? È mai avvenuta la Resurrezione o il corpo del rabbi sarebbe stato, come sostengono alcuni oppositori del cristianesimo, trafugato dai suoi discepoli dopo la sua sepoltura?

Lasciamo al lettore scoprire, come, secondo Damiano Leone, sono andate le cose.

Lasciamolo in balia dell’autentico carisma di Jeshua e di questo affascinante romanzo.

Link: LFmagazine


© Leggere : tutti, 11.03.2020

Intervista: Damiano Leone: “Il guaritore”

«Ci presenta il suo nuovo romanzo Il Guaritore?».
Il romanzo è piuttosto complesso per trama e avvenimenti e temo che a volerli riassumere in poche righe si corra il rischio di semplificare troppo. Ma, in sintesi, l’ambientazione è quella di un prossimo futuro quando, cercando di arrestare il continuo declino della spiritualità e approfittando di una recentissima scoperta che rende possibili i viaggi nel tempo, i vertici vaticani decidono di inviare un uomo nel passato per testimoniare la morte e la resurrezione di Gesù di Nazareth. L’esperimento riesce ma, tornando al presente, il primo crononauta porta con sé un individuo che potrebbe essere proprio il fondatore del cristianesimo. Com’è ovvio, un tale evento non solo creerà un grande scompiglio tra i maggiori poteri che governano il nostro pianeta, ma metterà in moto forze ed eventi che si daranno battaglia con l’intento di indirizzare, con fini opposti, il futuro sviluppo etico e sociale dell’umanità.

«Come già accaduto nel suo precedente libro, Il simbolo, nella sua nuova opera torna a parlare di Jeshua ben Yosef. Cosa l’affascina tanto della figura di Gesù di Nazareth, e in particolare del suo lato umano?».
Sì, è vero: tra i tanti personaggi che affollano la storia, quelli che più mi hanno incuriosito e conquistato sono figure come Gesù di Nazareth, o anche quelle di altri uomini di grandiosa spiritualità come ad esempio Gandhi, o il principe Siddharta conosciuto come Budda, ma anche altre personalità che hanno condotto una vita di alta tensione ideale.
Questo per il semplice motivo che le conseguenze dei loro atti e parole, e non quelli di eserciti sterminati, si sono rivelati ben più sconvolgenti e duraturi storicamente e socialmente delle azioni di qualsiasi generale, guerriero o politico, che abbia mai creato o distrutto imperi.

«Mark Sachs, soprannominato Freezer, è il protagonista del romanzo Il Guaritore. Vuole descrivercelo?».
L’aspetto esteriore è quello di un individuo alto e atletico, con capelli e occhi chiari. Il carattere è stato forgiato duramente da esperienze giovanili, divenendo così gelido, indifferente, poco portato a socializzare o semplicemente immischiasi in fatti che non lo riguardino direttamente. Eppure questa apparenza, che è solo una corazza costruita per sopravvivere, è destinata a cambiare totalmente: prima per il potente influsso che avrà su di lui Jeshua, e poi per la vicinanza di una donna che non meno di lui ha conosciuto cosa sia il dolore e la sofferenza.

«L’antagonista più spietato incontrato nel suo romanzo è il gesuita Hayder, che incarna il lato oscuro e manipolatore della Chiesa. Dalle parole di Jeshua: “non sono io a rappresentare un pericolo per la fede che dici di voler difendere… tu piuttosto bada a te stesso perché il male ama servirsi della superbia di uomini dalla mente brillante, ma nel cui petto si cela un cuore avvizzito”. Come ha gestito la caratterizzazione di un personaggio tanto crudele e negativo?».
Questo non è stato davvero difficile: innumerevoli esempi storici, ma anche attuali, non mancano di simili individui che considerano il potere come l’unica cosa per la quale valga la pena di vivere.

«So che per la scrittura de Il Guaritore si è ispirato agli studi compiuti da Ada Yardeni e Binyamin Elitzur su una tavola di pietra incisa conservata nell’Israel Museum di Gerusalemme. Cosa hanno dimostrato i due studiosi, e come si è collegato alle loro ricerche?».
In sintesi, i loro studi vertono su una tavola di pietra che riporta un’iscrizione dalla quale si potrebbe dedurre che, nei primi anni dell’era cristiana, in Israele ci furono almeno due profeti e altrettante resurrezioni.

«Il Guaritore parla anche di viaggi nel tempo. Ipotizzando che un giorno ciò sarà possibile, in quale epoca storica vorrebbe approdare, e perché?».
Siccome ho letto parecchio e ormai penso di saperne abbastanza sui vari grandi uomini che hanno forgiato la storia antica, e che comunque non sono poi tanto differenti uno dall’altro, a incuriosirmi davvero rimane un’unica straordinaria personalità. Sì, certo, è ovvio; in Palestina, negli anni in cui a Roma dominava l’imperatore Tiberio!

«Vuole raccontarci di cosa parla il suo precedente romanzo Il Simbolo?».
La trama del Il simbolo si snoda attraverso il vasto e movimentato affresco storico-sociale del primo secolo dell’era cristiana. Ambientato dapprima a Gerusalemme, poi in Grecia, Roma ed Egitto, si conclude su una spiaggia della Palestina qualche tempo dopo il grande assedio di Gerusalemme per opera delle legioni di Vespasiano e Tito. Protagonista inconsueto è Ben Hamir, figlio di una dissoluta cortigiana, amatore di professione e uomo di grande bellezza, sensibilità e intelligenza, che riuscirà a entrare nei circoli più esclusivi del potere imperiale. Grazie a questo e per incarico di Tiberio, sarà testimone e attore degli eventi che hanno influito sulla storia di quegli anni e, in modo del tutto imprevedibile, pure sul nascere del cristianesimo.

Damiano Leone (Trieste, 1949) è uno scrittore appassionato della storia antica, dell’arte e della letteratura classica. Pubblica i romanzi “Enkidu” (Leucotea, 2012), “Lo spettatore” (Leucotea, 2015), “Il simbolo” (Gabriele Capelli Editore, 2018) e “Il Guaritore” (Gabriele Capelli Editore, 2020).

Link: Leggere:tutti


© La lettrice assorta, 9.03.2020

IL GUARITORE di Damiano Leone
Lettrice Assorta

In questo periodo è necessario rimanere a casa, e trovo che niente sia più confortante di una bella lettura. Nel fine settimana mi sono dedicata all’ultimo romanzo di Damiano Leone, IL GUARITORE. Di seguito, un abbozzo di trama e le mie impressioni.

Mark Sachs, detto da tutti Freezer per la gelida freddezza che di solito lo caratterizza, ha paura. Si trova duemila anni indietro rispetto alla sua comoda era, in un’epoca primitiva. L’uomo con il quale avrebbe dovuto parlare giace a pochi passi barbaramente assassinato e con lui, probabilmente, sono morti millenni di illusioni…

L’inizio del nuovo romanzo di Damiano Leone cattura fin da subito l’attenzione. Cosa ci fa un semplice burocrate della sezione geologica del Centro di Ricerche Avanzate di Ginevra, completamente nudo e terrorizzato, lontano dal rassicurante mondo civile?

IL GUARITORE trascina il lettore in un’avventura carica di emozioni e suspence contornate dalla splendida cornice storica di duemila anni fa. Impossibile non rimanerne affascinati! il-guaritoreSi parte dalla descrizione suggestiva del passato tormentato di Mark, fino ad entrare nel vivo della narrazione, quando diventa il primo crononauta della storia, e viaggia nel tempo alla ricerca delle tracce dell’esistenza di Cristo all’alba della resurrezione, cercando di identificare il giorno esatto della sua morte e l’ubicazione della sepoltura. Questa impresa frutta a Mark un compenso da capogiro, ma anche una serie notevole di problemi: una forza oscura sta minacciando ogni forma di spiritualità dell’animo umano con conseguenze inaspettate.

Un intreccio scandito da un ritmo carico di colpi di scena, istanti frenetici e battaglie, sviluppato attorno ad un uomo del passato che per errore ritorna assieme a Mark nel presente: privo di memoria, alcune volte simile ad un barbaro oppressivo, altre invece intelligente, gentile e risoluto, l’uomo misterioso rivela di avere un potere eccezionale che fa gola a molti.

IL GUARITORE trascina e avvince grazie a una trama che sfocia nell’eterna lotta tra Bene e Male e ricorda al lettore quanto l’amore sia una forza potente, l’unica in grado di unire gli uomini.

Link: Il vizio di leggere


© Il progresso magazine, marzo 2020

IL GUARITORE
Romanzo di Damiano Leone

Se uno dei personaggi del romanzo fa “Kuiper” di cognome, il lettore non può avere dubbi: sta per affrontare un’opera scientifica. Com’è ben noto, Gerard Kuiper è un astronomo statunitense di origine olandese, dal quale prendono nome molte entità astronomiche quali asteroidi e crateri lunari, marziani e mercuriani.

Per “fascia di Kuiper” si intende, poi, un’area del sistema solare che si estende oltre l’orbita di Nettuno.
In questo romanzo la scienza, infatti, è una delle protagoniste

L’opera Il Guaritore si dedica alla dimensione che va dal sapere scientifico a quello empirico e tratta il rapporto – sempre meno antagonistico e più collaborativo – fra la scienza e la religione.

Nel romanzo, il professore Josep Kuiper è una delle figure chiave del CRAG (Centro della ricerca avanzata di Ginevra). Ufficialmente il Centro si occupa dei nano-robot che, inseriti all’interno del sangue dell’uomo, sono capaci di guarirlo da una moltitudine di malattie.

In più, ci sono ricerche che si svolgono in una totale riservatezza. Queste riguardano i viaggi nel tempo e una ricerca finalizzata a comprovare l’esistenza di Dio.

Mark Sachs, uno scienziato più giovane del professore, ne diventa segretario e viene coinvolto in un progetto scientifico ambizioso che, però, non gli garantisce l’incolumità. Gli viene chiesto di viaggiare nel tempo per testimoniare la resurrezione di Gesù Cristo. Ma da quella breve spedizione Mark Sachs non torna da solo.

Un altro uomo viene all’improvviso catapultato a Roma dei tempi nostri, si sospetta che sia proprio quel Jeshua che oggi chiamiamo Gesù. İl suo trasferimento nel tempo e nello spazio viene attentamente seguito da parte di alcuni esponenti di islam di Er Riyadh e dalla CNN. Più tardi, a sorpresa, le notizie saranno contraddittorie.
Qual è la verità sull’identità di quell’uomo?

La risposta alla quale arriverà il lettore potrà essere ambivalente. Vacillare nel dubbio è un po’ il cammino di molte scoperte, comprese quelle scientifiche. Damiano Leone crea un interessante intrigo, il romanzo si legge tutto d’un fiato. A tante domande si ottengono risposte, alcune restano aperte o si lasciano intuire al “sesto senso” del lettore.

Ciò che, invece, emerge come una immutabile certezza, è il contrasto fra la luce e la tenebra. l’Autore non ha una visione catastrofica dello sviluppo dell’umanità. Anzi. Egli crede nella conservazione della vita sulla Terra perché l’intelligenza di un essere vivente, sia esso uomo o animale, sarebbe, secondo lui, la migliore alleata della luce. E la lotta fra la luce e la tenebra continua. Com’è costante questa lotta, così incessante resterà il nostro desiderio della conoscenza.

Link: Il progresso magazine


 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.