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Gerry Mottis
Terra bruciata
Le streghe, il boia e il diavolo
Romanzo storico
15×21 cm, 448 pp, Euro 20,00
ISBN 978-88-97308-62-1

Disponibile anche in versione digitale su più piattaforme.

Link: Breve estratto


1613, Roveredo, Grigioni. Tre giorni dopo aver impiccato un ladro in Valle Calanca, il boia viene misteriosamente ritrovato morto. Privo del suo Ministro di Giustizia, il Comungrande di Mesolcina cade preda di briganti, usurai, streghe e stregoni, che portano scompiglio nelle due valli. Le Autorità Giudiziarie assoldano così un nuovo carnefice, proveniente dalle terre confinanti con le Tre Leghe, per riportare l’ordine.

Il nuovo Ministro di Giustizia, personaggio misterioso e macabro ma denso di fascino, vivrà ai margini di una società che faticherà ad accoglierlo. Soltanto l’incontro a Roveredo con una meretrice – dal passato turbolento ma guaritrice esperta – farà sperimentare al boia sentimenti nuovi. Il suo spirito subirà una progressiva crisi di coscienza, che lo spingerà a rivedere l’utilità della propria funzione sociale e l’equità delle sentenze del Tribunale di valle.

Con Terra bruciata l’autore propone un romanzo dal profumo storico a cavallo tra realtà e finzione, dai ritmi spesso incalzanti, altre volte introspettivi e commoventi. La vicenda ruota attorno a quattro processi che si svolsero realmente tra il 1613 e il 1615 e i cui verbali – conservati negli Archivi di Circolo – sono stati trascritti fedelmente nell’italiano di oggi.

Il loro esame ha riportato alla luce nomi reali, personaggi storici, tradizioni popolari, presunti malefici, delitti efferati, torture atroci, assurde superstizioni e palesi ingiustizie del nostro passato, che hanno contrassegnato le valli alpine e tutta l’Europa.

Nel 2016, durante la sua stesura, l’opera “Terra bruciata” ha ricevuto il riconoscimento per la Creazione Artistica Professionale, conferito dalla Promozione della Cultura del Cantone dei Grigioni.


Estratto – Dalla quarta di copertina:

Il fabbro si levò dal tavolo e si mise a rigovernare la cucina, meditabondo.
«Tu non puoi intervenire contro i tuoi protettori, signor Ministro di Giustizia; sarebbe la tua rovina! Mentre io… sono troppo vecchio per lottare ancora. Mi hanno già cacciato una volta, in passato, ricordi? Il Comungrande di Mesolcina e Calanca non è pronto per accogliere idee innovative in materia criminale. Pure tu sei vittima del tuo successo.»
«Che cosa intendi dire?»
«Hai portato in valle i precetti giudiziari elaborati nel Malleus Maleficarum su cui poggiano oggi gli Statuti criminali. E io credo che dovranno passare almeno altri cent’anni prima di un rinnovamento generale.»
«E nel frattempo quante erboriste, levatrici, semplici massaie finiranno al rogo?», chiese con sarcasmo il boia.
«Di che ti preoccupi, signor Ministro di Giustizia? Il tuo lavoro sarà sempre garantito!», affermò con cinismo.
«Ma è doveroso tentare!» proseguì con ardore Kasper, levandosi in piedi in tutta la sua possanza.
L’ex magistrato non si scompose.
«Non vi è nulla che possiamo fare, mi dispiace; i tempi non sono ancora maturi, te lo assicuro. Vi sono troppi interessi in gioco. La Giustizia serve ai casati più influenti per fare terra bruciata dei propri nemici, per debilitarli e seminare l’infamia tra le loro mura; per espropriare terre, pascoli, campi e armenti, per arricchirsi maggiormente. Il popolino vive pur sempre asservito a queste famiglie potenti, in Mesolcina come altrove, non diversamente dai tempi dei Trivulzio. Se ora ci ribellassimo, saremmo trattati come dei comuni criminali, e forse addirittura impiccati!»


Gerry Mottis

Nato nel 1975, originario della Valle Leventina, risiede tra Lostallo GR e Camorino. Ha studiato letteratura italiana e archeologia bizantina all’Università di Friburgo, ottenendo la Licenza in Lettere nel 2001.

È insegnante di lingua italiana e storia presso le scuole medie di Roveredo GR e professionali superiori a Giubiasco.

Dal 2000 ha pubblicato sei libri, tra cui “Sentieri umani”, 2000; “Un destino una nostalgia”, 2003; “Il boia e l’arcobaleno”, 2006; “Oltre il confine e altri racconti”, 2010; “Altri mondi”,2011; e il primo romanzo storico “Fratelli neri. Storia dei primi internati africani nella Svizzera italiana”, 2015.

È regista per la compagnia teatrale “Siparios” di Lostallo dal 2005 e si occupa infine di consulenza linguistica per la trasmissione “La consulenza” su RSI RETE UNO con Antonio Bolzani. Maggiori informazioni: http://www.gerry-mottis.ch




 

RECENSIONI

 

© L’Informatore, 13.09.2019

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© Baobab, RSI RETE TRE, 19.07.2019

Grigioni: terra di streghe, incantesimi e tradizioni popolari
Alla scoperta del romanzo di Gerry Mottis

“Terra bruciata” di Gerry Mottis è un romanzo a cavallo tra realtà e finzione, racconta le storie di streghe e stregoni che nel 1600 popolavano i Grigioni.

Grazie alle ricerche storiche sono stati riportati alla luce nomi di personaggi reali, tradizioni popolari, presunti malefici, superstizioni e processi che hanno contrassegnato le valli alpine in quei secoli.

Angelica Arbasini è andata a caccia di queste storie con l’autore di “Terra Bruciata” Gerry Mottis.

Link: Baobab


© Septem Literary
27.06.2019

Terra bruciata. Le streghe, il boia e il diavolo di Gerry Mottis
A cura di Cinzia Cogni

1613, Roveredo, Grigioni. Tre giorni dopo aver impiccato un ladro in Valle Calanca il boia viene misteriosamente ritrovato morto. Privo del suo ministro di giustizia il Comungrande di Mesolcina cade preda di briganti, streghe e stregoni. Le autorità giudiziarie assoldano così un nuovo carnefice, proveniente dalle terre confinanti, per riportare l’ordine. Il nuovo ministro di giustizia, personaggio misterioso e macabro ma denso di fascino, vivrà ai margini di una società che faticherà ad accoglierlo. Soltanto l’incontro con una meretrice – dal passato turbolento ma guaritrice esperta – farà sperimentare al boia sentimenti nuovi. Il suo spirito subirà una progressiva crisi di coscienza, che lo spingerà a rivedere l’utilità della propria funzione sociale e l’equità delle sentenze del tribunale. L’autore propone un romanzo storico a cavallo tra realtà e finzione. La vicenda ruota attorno a quattro processi che si svolsero realmente tra il 1613 e il 1615. Il loro esame ha riportato alla luce nomi reali, personaggi storici, tradizioni popolari, presunti malefici, delitti efferati, torture atroci, assurde superstizioni e palesi ingiustizie del nostro passato.

Recensione a cura di Cinzia Cogni

Leggere un libro che tratta il tema dell’inquisizione nei confronti di uomini e donne realmente esistiti nel XVII secolo e che subiscono processi e torture documentati fin nei minimi particolari, lo ammetto, non è stato facile.
Nonostante ami il romanzo storico e sia avvezza a certe letture, in questo caso, non sono riuscita a rimanere indifferente alle sofferenze psichiche e fisiche a cui vengono sottoposti i protagonisti di “Terra bruciata”.
L’autore, infatti, riesce a far immedesimare fin dalle prime pagine il lettore, attraverso uno stile introspettivo che rende i personaggi affini e reali, in questo modo si entra in simbiosi con loro e si percepiscono i loro tormenti, le loro paure, si comprende il loro modo di ragionare e questo indistintamente dalla vittima al carnefice, perche’ Gerry Mottis riesce a dare ad ognuno di loro un carattere e perfino un’anima.
Un romanzo che oscilla fra realtà e finzione, ma che inaspettatamente fa emergere sentimenti di commozione e compassione, oltre alla rabbia di toccare con mano, grazie alle testimonianze ritrovate negli Archivi di Circolo, l’gnoranza e la cattiveria di quel periodo storico, supportate e alimentate dalla Chiesa.

“L’inspiegabile si nutre dell’ignoranza e della fantasia della gente.”

Protagonista della storia è il boia Abadeus Kaspar che giunge dalle terre di confine delle 3 leghe per prendere il posto di quello precedente (misteriosamente ucciso) e che porterà a Comungrande di Mesolcina diverse novità.
Profondo conoscitore del “Malleus Maleficarum” o “Martello delle streghe” (il famoso libro guida per cacciare le streghe scritto nel 1487 da 2 frati domenicani tedeschi poi divulgato agli inquisitori cattolici),il nuovo Ministro di Giustizia sarà per questo motivo, ancor più temuto ed isolato dal resto della comunità e solo grazie ad una meretrice e conoscitrice delle erbe, Saphira, comincerà il suo cambiamento, scoprira’ cos’è la pietà, fino a prendere coscienza che le confessioni sotto tortura non sono la prova di una colpevolezza ne la personificazione del male.

Nelle taverne di paese, per le strade, tra le viuzze, dai balconi delle case, la notizia corse rapidamente:” sarebbe arrivato un nuovo boia, un carnefice italiano, ma dal sangue austriaco, che aveva già giustiziato centinaia di malviventi, condotto le più barbare esecuzioni, vietate per la loro crudezza – si speculava- entro i confini politici delle 3 leghe.

Durante i 4 processi raccontati nel romanzo, che si svolsero realmente tra il 1613 e il 1615 , l’ autore riesce a creare un atmosfera cupa e di terrore, senza tralasciare neppure il minimo dettaglio sui modi ed i metodi utilizzati dal Tribunale dei Trenta di Roveredo
e dal boia, mettendo in evidenza le sofferenze dell’inquisito.

“Ora bisogna notare che l’intenzione e l’appetito del Diavolo stanno più nel tentare i buoni che i cattivi, benché, dal punto di vista dei tentati, tenta i cattivi più dei buoni, e ciò perché nei cattivi si trova una capacità maggiore dei buoni a ricevere la tentazione del Diavolo. Così dunque il Diavolo cerca maggiormente di sedurre le più caste vergini e fanciulle, come dimostra l’esperienza e anche la ragione.”
Il Martello delle streghe. Prima parte. Capitolo I.

Uno stile incalzante, preciso, asciutto; una scrittura chiara e forbita, un romanzo storico ben documentato che ci permette di comprendere meglio come nascevano certe accuse, come venivano interpretate e come si arrivasse alla confessione fino alla sentenza definitiva…

“Non sono un assassino” ribadì il boia “non spetta a me giudicare e condannare. Non provo piacere ad impiccare o ad ardere sul rogo. Proprio come tu non provi piacere a farti prendere da chicchessia. Facciamo solo quello che siamo chiamati a fare.”
“Povero ingenuo” disse la donna in tono materno “io ho scelto di fare la puttana. Tu non hai scelto nulla. Sei stato assegnato al tuo mestiere da tuo padre, che l’ha probabilmente ereditato da suo padre, che a sua volta l’ha avuto dal padre, e così via. Intere generazioni di tormentatori. È questo quello che siete?”
“Siamo la mano armata della Giustizia”

Un libro che non si limita a raccontare un pezzo di storia, ma suscita emozioni, pone domande e lascia un senso di amarezza al pensiero che quel passato non sia morto: torture e discriminazioni frutto della religione e dell’ignoranza esistono ancora oggi ed e’ palese che non avverrà un cambiamento fino a quando l’uomo non sarà in grado di trarre insegnamento dagli errori del passato.

Il boia fece per allontanarsi.
“Perché vuoi aiutarmi?” chiese allora il presunto stregone.
“Nulla potrà mai cambiare se continuiamo a fare ciò che facciamo, senza chiederci se sia giusto o sbagliato” affermò il boia.

Link: Septem Literary


© septemliterary

Segnalazione dal Blog: Terra bruciata. Le streghe, il boia e il diavolo di Gerry Mottis
Marzo 11, 2019 da septemliterary

1613, Roveredo, Grigioni. Tre giorni dopo aver impiccato un rozzo ladro in Valle Calanca, il boia viene misteriosamente ritrovato morto in un’ansa del fiume Moesa. Privo del suo Ministro di Giustizia, il Comungrande di Mesolcina cade preda di briganti, tagliagole, usurai, mascalzoni, streghe e stregoni, che portano scompiglio nelle due valli. Le Autorità Giudiziarie si vedono così costrette ad assoldare un nuovo carnefice, proveniente dalle terre confinanti con le Tre Leghe, per riportare l’ordine, impiccando i comuni criminali e condannando le megere, dopo aver estorto loro la confessione con il tormento della corda o del fuoco.
Adorato come un santo e temuto come un demonio, il nuovo Ministro di Giustizia – personaggio misterioso, macabro, ma altrettanto denso di fascino – vivrà ai margini di una società che, per la sua ambivalenza, faticherà ad accoglierlo. Soltanto l’incontro durante la Fiera di San Gallo a Roveredo con una meretrice – dal passato turbolento ma erborista e guaritrice esperta venuta da Roma – farà sperimentare al solitario boia inediti sentimenti. Lo spirito dell’esecutore delle pene subirà pertanto una progressiva crisi di coscienza, che lo spingerà a mettere in dubbio l’utilità delle terribili torture da lui praticate e l’equità delle sentenze del Tribunale dei Trenta Uomini, emesse per punire, allontanare, giustiziare persone “diverse” e probabilmente incolpevoli.

Con Terra bruciata l’autore propone un romanzo dal profumo storico a cavallo tra realtà e finzione, dai ritmi spesso incalzanti – altre volte introspettivi e commoventi – che ruota attorno a quattro grandi processi autentici del 1613-1615, scovati negli Archivi di Circolo vallerani e trascritti fedelmente nell’italiano di oggi. Quest’operazione ha permesso una nuova originale rilettura del periodo drammatico relativo alla persecuzione delle “presunte” streghe nei Grigioni e in Ticino, riportando alla luce nomi reali, personaggi storici, tradizioni popolari, presunti malefici, delitti efferati, torture atroci, assurde superstizioni e palesi ingiustizie del nostro passato, che hanno contrassegnato due secoli della storia umana, non solo delle valli alpine, ma di tutta l’Europa.

Link: septemliterary


© TSD – Thriller Storici e dintorni

Terra bruciata – Le streghe, il boia e il diavolo – Gerry Mottis
Recensione a cura di Alessandra Ottaviano

Trama

1613, Roveredo, Grigioni. Tre giorni dopo aver impiccato un ladro in Valle Calanca il boia viene misteriosamente ritrovato morto. Privo del suo ministro di giustizia il Comungrande di Mesolcina cade preda di briganti, streghe e stregoni. Le autorità giudiziarie assoldano così un nuovo carnefice, proveniente dalle terre confinanti, per riportare l’ordine. Il nuovo ministro di giustizia, personaggio misterioso e macabro ma denso di fascino, vivrà ai margini di una società che faticherà ad accoglierlo. Soltanto l’incontro con una meretrice – dal passato turbolento ma guaritrice esperta – farà sperimentare al boia sentimenti nuovi. Il suo spirito subirà una progressiva crisi di coscienza, che lo spingerà a rivedere l’utilità della propria funzione sociale e l’equità delle sentenze del tribunale. L’autore propone un romanzo storico a cavallo tra realtà e finzione. La vicenda ruota attorno a quattro processi che si svolsero realmente tra il 1613 e il 1615. Il loro esame ha riportato alla luce nomi reali, personaggi storici, tradizioni popolari, presunti malefici, delitti efferati, torture atroci, assurde superstizioni e palesi ingiustizie del nostro passato.

Recensione

Chi di noi, nelle nostre letture storiche, non si è mai imbattuto nel famosissimo “Malleus Maleficarum” ovvero il “Martello delle streghe”? Si tratta del libro guida alla caccia alle streghe, utilizzato anche dagli inquisitori cattolici, scritto nel 1487 dai frati domenicani tedeschi Jacob Sprenger e Heinrich Kramer.

Il libro di cui sto per parlarvi è, anche, un viaggio in questo controverso testo: l’autore ci regala diversi stralci in corsivo di questo manuale, portando alla luce il suo contenuto raccapricciante.

Il romanzo è ambientato a Mesolcina agli inizi del 1600 durante la persecuzione alle streghe.

Nella valle imperversano il caos, la violenza, la superstizione e il sospetto. Per riportare l’ordine, l’autorità giudiziaria di Roveredo assolda Abadeus Kasper come ministro di giustizia, ovvero come boia. L’incarico è, infatti, rimasto scoperto giacché il precedente giustiziere è stato trovato misteriosamente cadavere.

Il protagonista, nato dalla fantasia dell’autore, è veramente portentoso. Un omone oscuro, terribile, sicuro di sé, convinto di trovarsi nel giusto, fiero del suo lavoro tramandato da generazioni. La sua è una lunga conoscenza dei metodi della tortura acquisita negli anni, sommata alla conoscenza del “Martello delle streghe”. Al tempo stesso, per quanto possa sembrare strano visto il “lavoro” che svolge, Kasper è un uomo che ama l’arte e la natura, appassionato di disegno e pittura.

Kasper aveva sempre avuto un intuito sopraffino. Sapeva leggere nell’animo delle persone, percepiva i tremiti segreti che occultavano verità sottaciute.

Kasper vive come un reietto ai margini della società, vittima della superstizione.

Riverito come un santo e temuto come il diavolo

Trova amicizia sincera in Saphira, una meretrice esperta nell’arte dell’erboristeria che lo conduce a sperimentare nuovi sentimenti.

Soprattutto, quando l’uomo cade in una profonda crisi di coscienza che lo destabilizza, rendendosi conto che le sentenze emesse dai giudici a carico di streghe e stregoni spesso sono frutto di mere dicerie senza nessun fondamento, Saphira gli resta vicino aiutandolo a interrogarsi su se stesso e sul significato profondo del suo officio. Purtroppo anche lui verrà toccato in prima persona da tali ingiustizie.

Abadeus stringe anche una bizzarra amicizia con Gaspare Maffio il fabbro di paese, un uomo pragmatico, una sorta di filosofo liberale che vive in solitudine ma che non disdegna di dispensare perle di saggezza al suo amico.

Io credo solo nei miei ferri, le superstizioni le lascio ai deboli di intelletto.

La trama ruota attorno a quattro processi, realmente accaduti a Mesolcina, che hanno portato alla luce atroci torture e palesi ingiustizie comminate a carico di uomini e soprattutto donne tacciate di stregoneria e connivenza con il demonio, esseri umani che hanno dovuto subire torture indicibili e infine il rogo o la decollazione.

“Terra bruciata” è un romanzo intenso, profondo, a tratti crudo ma anche commovente, che porta a riflettere su un periodo oscuro e tragico. È un libro ben scritto, scorrevole, diretto, nonostante la mole, ricco di rimandi storici, l’autore ci riporta minuziosamente gli interrogatori e le agghiaccianti pratiche di tortura usate per estorcere le confessioni. In particolare si sofferma molto nella controversa figura del giustiziere portando il lettore a compiere le stesse profonde riflessioni del protagonista.

Ai boia non era mai interessata la conferma della verità estorta con crudeli torture, erano dei semplici strumenti giudiziari … la mano pesante di giudici cavillosi, funzionari sprezzanti,inquisitori perversi che aborrivano però il sangue, le urla, gli sfinimenti delle creature di Dio, delegando perciò al potere secolare e dunque ai boia di compiere la volontà degli uomini guidati dall’intelletto a mantenere l’ordine e perseguire il bene comune.

Link: TSD


© Illustrazione TICINESE
N. 5, 15.05.2018

Di streghe, boia… scuola e allievi.
di Antonella Broggi
foto: Gabriele Campeggio

 

Link: Illustrazione TICINESE


© Rivista di Mesolcina e Calanca,
nr.02, febbraio 2018

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© Timmagazine

Terra bruciata
di Roberta Nicolò

Il nuovo libro dell’autore ticinese Gerry Mottis ha esaurito in brevissimo tempo la prima edizione stampata ed è in libreria con la seconda. Un testo affascinante che sa unire sapientemente storia e romanzo per regalare al lettore un prodotto creativo, ambizioso e sensibile. Il tema è di sicuro piglio e si evince già dal titolo Terra Bruciata: le streghe, il boia e il diavolo. Una ricerca storica sulla caccia alle streghe nella Mesolcina del 1600. Ne abbiamo parlato con lo scrittore.

Chi erano le streghe della Mesolcina? «Quelle che comunemente venivano chiamate streghe erano, in fondo, delle semplici persone del popolo, per lo più donne, che svolgevano delle funzioni sociali molto importanti, depositarie di antiche conoscenze di origine pagana. Le condannate erano infatti erboriste, levatrici, contadine, massaie, che in qualche misura cercavano di emergere in una società dominata dagli uomini. La misoginia trovava una sua giustificazione nel capro espiatorio. Nelle streghe si è infatti sempre cercato di identificare le colpevoli di tutti i mali della società. Malattie, morti improvvise, frane o valanghe, inspiegabili fenomeni naturali, erano imputati alle maliarde malefiche, che avevano stretto un patto col Diavolo».

Come hai lavorato sulle fonti? «Il romanzo è basato sulle fonti storiche. In esso si trova ad esempio la narrazione della visita dell’arcivescovo Carlo Borromeo in Mesolcina (1583) che ha dato avvio a una vasta caccia alle streghe. Ampio risalto è poi stato dato al sistema giudiziario di Valle basato su un’opera terrifica, il Malleus maleficarum dei dominicani Sprenger e Kramer (1486), i quali scrissero un vero e proprio manuale ad uso dei giudici laici per estirpare la stregoneria d’Europa. Oltre a queste fonti, la mia ricerca principale è stata svolta negli Archivi di Circolo, dove ho trascritto fedelmente i verbali autentici e le sentenze dei processi mesolcinesi. Questi documenti hanno funto da spunto per il romanzo, a cavallo tra realtà documentata e fantasia».

Qual è la fotografia che è emersa della storia della Valle? «Parlare di persecuzione delle streghe nelle valli alpine d’Europa, così come nella Valle Mesolcina durante il 1600, significa calarsi in un’epoca buia dominata da superstizioni, false credenze, ingiustizie sociali, sfruttamento, oppressione e violenza arbitraria. È dunque una fotografia fosca che emerge dalla mia narrazione Terra bruciata, che rivela molte iniquità e barbarie compiute dai nostri antenati in nome di una giustizia spesso discutibile, che ha continuato a mietere vittime innocenti fino al XVIII secolo. Obiettivo del mio romanzo storico, oltre ad intrattenere, è quello di riabilitare l’immagine di tutte queste vittime innocenti, le presunte streghe, non solo moesane».

Link: Timmagazine


© Il Grigione Italiano – La voce del San Bernardino
01.03.2018

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© RSI RETE UNO – Librintasca

Il romanzo storico di Gerry Mottis
di Rossana Maspero

Per ascoltare la trasmissione:

Link: Librintasca


© laRegione, 8.01.2018

Stregoneria, torture e condanne a morte: il passato buio della Mesolcina nel romanzo storico di Mottis
Un libro per fare giustizia
di Samantha Ghisla


Link laRegione


© Rivista di Lugano, n. 51-52 del 22.12.2017

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© L’Informatore – 22.12.2017


© Turné, RSI LA1, 16.12.2017

Spooky Turné
Ombre, streghe, valanghe e montagne

È dalla Valle di Blenio che si snoda questa puntata di Turné per poi addentrarsi nella Melsocina del ‘600 sulle tracce di alcune streghe, di un boia e del diavolo. Lo spunto ce lo offre il libro di Gerry Mottis Terra Bruciata.

Link alla puntata di Turné


© Azione, 04.12.2017

Strenne storiche per la Svizzera italiana
Volumi usciti nell’ultimo anno che trattano vicende passate del nostro territorio
di Alessandro Zanoli

La recente pubblicazione del libro di Gerry Mottis, Terra bruciata. Le streghe, il boia e il diavolo (Gabriele Capelli Editore, 2017) si inserisce in un genere editoriale che non sembra soffrire di crisi e che rifornisce a getto continuo gli appassionati. Abbiamo pensato quindi di proporre qui alcuni titoli del filone storico locale, che potrebbero rendersi utili, magari anche solo come segnalazione prenatalizia per un regalo.

Che gli avvenimenti storici possano essere trasposti in forma romanzesca Mottis lo sa bene. Lo dimostrava anche il suo precedente libro Fratelli neri. Storia dei primi internati africani nella Svizzera italiana (Dadò, 2015). Qui però l’impegno si fa molto più corposo, per dare luogo ad un volume di quasi 450 pagine. Il romanzo si concentra sulla figura di Kasper Abadeus, un boia che diventa protagonista di un noir mesolcinese di grande respiro e ambizione. Scandito da opportune citazioni del Malleus maleficarum, libro guida degli inquisitori della Controriforma, il romanzo di Mottis sembra volerci far paura ad ogni inizio di capitolo. Il suo collegamento alla storia della Mesolcina, per quanto elaborato come una fiction, finisce però per richiamarci sempre alla realtà degli eventi di allora. I documenti storici in appendice al libro ci forniscono persino la materia da cui il lettore può ricostruire la drammatizzazione compiuta da Mottis. Terra bruciata, al di là di tutto, è un bell’esempio di come non sia necessario andare lontano per trovare scenari degni di racconti fantasy (dimensione letteraria a cui la stessa copertina sembra volerci indirizzare): il tema dei processi alle streghe e agli stregoni fornisce elementi narrativi e raccapriccianti più che sufficienti.

Link al settimanale Azione


RSI RETE DUE – Attualità culturale – 23.11.2017
di Matteo Martelli

“Terra bruciata. Le streghe, il boia e il diavolo”

In un romanzo dal profumo storico a cavallo tra realtà e finzione pubblicato da Gabriele Capelli Editore, lo scrittore e insegnante Gerry Mottis ritorna su storie di stregoneria nella Mesolcina del 1600.

Link al programma RSI RETEDUE


EXTRA N. 42 del 23.11.2017 – A cura di Sergio Roic

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3 thoughts on “Gerry Mottis “Terra bruciata. Le streghe, il boia e il diavolo”

  1. Wann kann ich auf die deutsche Übersetzung hoffen? Ich möchte wahnsinnig gern dieses Buch lesen, nachdem ich den Artikel darüber in der Tessiner Zeitung gelesen habe.

  2. Pingback: Estratto: Terra bruciata. Le streghe, il boia e il diavolo | gabriele capelli editore

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