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Marzo 2022

Fabiano Alborghetti
Corpuscoli di Krause
Poesie
15×21 cm, 128 pp, Euro 16,00
ISBN 978-88-31285-35-3


Nella raccolta:

  • L’occhio di Plimsoll
  • Legni, colombe
  • Sezione del lavoro
  • Landesstreik 1918
  • Spartaco
  • Poemetto della vergogna
  • Quattro frammenti
  • Gli amanti di Valdaro
  • Intuitu personae
  • Positroni
  • Complicanze e altre forme
  • Equazione della responsabilità per ogni nuovo anno

Gridano, non è vero? Ti assediano
nonostante il buio di un cassetto
dove hai riposto voci, visi, le storie consumate

ma irrisolte. Sono immagini del mondo:
quelle atroci ed involute, quelle nere
che fumano di cenere e di corpi

di vuoti impronunciabili. Talvolta
le disponi con un ordine
che assomiglia a una deriva

e non sai, non trovi un senso
e pesano negli occhi, lo so.
Le riponi e ritornano.

Ne ritagli altre dai giornali, altre storie
altre vite. Altre assenze
o geografie, altre grida farsi roche

e talvolta son le tue, dando voce a chi non c’è.


Raccolta completamente diversa da qualunque cosa abbia precedentemente pubblicato in volume questi Corpuscoli di Krause di Fabiano Alborghetti. Poeta solitamente di largo respiro, noto per i romanzi in versi o le ampie narrazioni in poesia, ecco che per la prima volta si confronta con una dimensione più breve restando però fedele alla sua vena civile più profonda, intima, senza mai indulgere al sentimentalismo o al compiacimento retorico. Alborghetti ha fatto della categoria del sogno – e non solo della realtà sociale – una sorta di nostalgia ontologica, una stagione creativa che brucia la realtà.

La realtà di questi Corpuscoli è multiforme: franamenti, pandemie, i conflitti della storia umana spesso inumana e impietosa, dove il tempo affretta e la cronaca parla sempre più dal fondo. A combatterne i disorientati contrasti, a ricucirne i brandelli, ecco lo spiraglio di un punto di domanda. Corpuscoli, sollecitazioni termiche e sensoriali che emergono. Sono istanti, respiro. Forse una traccia.


No, non saremo solo corpi crivellati dall’assenza
ma un ventaglio di miracoli.
Senti quanto ti dura il mondo, dentro.
Dimmi:
da dove cominciamo?


Fabiano Alborghetti (1970). Ha scritto di critica, fondato riviste, creato programmi radio, progetti in carceri, scuole e ospedali ed è promotore culturale. Collabora inoltre come consulente editoriale per case editrici e riviste sia in Svizzera che all’estero. È nella commissione di programmazione di diversi festival ed è presidente della Casa della Letteratura per la Svizzera italiana. Nelle vesti di autore, rappresenta la lingua italiana e la Svizzera nel mondo su mandati ufficiali e traduzioni di sue poesie sono apparse in volume, riviste o antologie in più di 10 lingue. Ha pubblicato 6 raccolte di poesia tra le quali Maiser (Premio Svizzero di Letteratura 2018) poi prodotto integralmente come radiodramma dalla RSI Radiotelevisione della Svizzera Italiana. Dal 2017 è al lavoro per un romanzo in versi basato sulla comunità Walser (Borsa letteraria UBS Cultura e Borsa di creazione della Fondazione Landis & Gyr).
http://www.fabianoalborghetti.ch

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