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cover-simbolo Copertina provvisoria
Damiano Leone
Il simbolo
Romanzo storico
15×21 cm, ca 500 pp,
ISBN 978-88-97308-44-7

Palestina.
In contemporanea con la nascita di un uomo passato alla storia con il nome di Gesù di Nazareth, il figlio di una prostituta – donna assai meno mite e amorevole della Miriam che allevò il messia – muove i primi passi in un mondo dominato dalla potenza di Roma: due vite destinate a percorrere strade totalmente diverse che però s’incroceranno nel loro momento più drammatico.

Avviato dalla madre alla prostituzione maschile, l’ancora giovanissimo Ben Hamir trova conforto nell’affetto e nella saggezza di Nadir, uno studioso ridotto in schiavitù e comprato apposta per fargli da tutore.
Compiuti i sedici anni, grazie ai benevoli consigli di Nadir e soprattutto all’amore per una giovanetta, trova la forza e il coraggio per ribellarsi alle pretese della genitrice. Ma questa emancipazione è pagata a durissimo prezzo e per raggiungere una definitiva indipendenza deve dapprima sottrarsi a incestuose attenzioni e poi, accusato ingiustamente di matricidio, fuggire da una terra per lui prodiga soprattutto di sofferenza e umiliazioni.

Dopo un’istruttiva permanenza ad Atene, dove comprende quanto le sue doti fisiche e caratteriali siano ambite dalle ricche e colte patrizie, Ben Hamir conquista Roma – o meglio i cuori delle romane – divenendo gradito ospite dei più esclusivi palazzi nobiliari.
Sebbene rifugga il potere, e lui stesso afferma di non apprezzarne altri al di fuori di quello esercitato sull’animo e i sensi delle numerose amanti, il destino lo coinvolge nella politica imperiale fino a portarlo accanto al trono su cui siede Tiberio, padrone del mondo.

Proprio nell’intimità più segreta della domus Tiberi, seduto ai piedi del princeps che gli confessa un segreto sconvolgente, apprende stupefatto quanto bizzarro e beffardo possa mostrarsi il fato.
Coinvolto per vendetta personale nel crollo di Seiano e nello spietato massacro dei suoi figli e clientes, nonostante l’affetto per l’imperatore Ben Hamir decide di lasciare Roma ormai immersa nel terrore. Ma quando la sorte e il volere imperiale conducono i suoi passi proprio nel luogo in cui è nato, ad attenderlo non ci sarà nessun festoso benvenuto: solo l’odio feroce e inestinguibile di un procuratore romano.

Ironicamente accusato di aver ucciso se stesso, relegato in una profonda segreta della fortezza Antonia a Gerusalemme, la disperazione di Ben Hamir raggiunge l’apice quando, costretto ad ascoltare la confessione di un detenuto condannato alla pena capitale, riconosce in lui l’assassinio del suo primo amore.  La raffinata vendetta del potente nemico non sembra lasciargli scampo e salirà sul Golgota per esser appeso a una croce assieme a Jeshua di Nazareth, un profeta degli ebrei di cui, solo poco tempo prima e avendone conosciuti intenti e opere, si era proposto di salvaguardare l’incolumità. Ma come altre volte nella vita e benché al suo estremo limite, l’aiuto gli arriverà da una donna: Claudia Procla, sua ex amante e moglie del procuratore Pontius Pilatus.
Quasi miracolosamente riesce a sopravvivere, anche se, segnandone profondamente l’animo, la drammatica esperienza sarà origine di un fino allora impensato mutamento interiore.

Abbandonate le amanti, i lussi e i salotti aristocratici, dopo aver compiuto un gesto apparentemente marginale ma destinato invece a sconvolgere la storia futura per millenni, sceglierà di starsene lontano dai clamori del mondo per vivere accanto a una femmina come mai ne ha conosciute: godendosi in cambio la tranquillità di un’esistenza semplice e l’affetto di una numerosa famiglia.

Quella parentesi di serenità viene interrotta da un evento luttuoso tale da farlo sprofondare nella più cupa abulia. Ne emerge solo quando, durante una delle frequenti sommosse che insanguinano la Palestina, si troverà a lottare strenuamente per la sua salvezza, quella degli affetti più cari, e anche di quanti hanno riposto nelle sue mani la loro stessa vita.
Il prezzo per trionfare in una battaglia degna di un’epica sarà altissimo e non sempre gli ostacoli verranno da parti ostili: ma alla fine, nonostante gli si oppongano perfino quanti più ama, riuscirà nel difficile compito di metterli in salvo.

Coinvolto solo marginalmente nei fermenti politici e religiosi che continuano a devastare una terra tormentata, altri anni di solitudine trascorreranno finché, con grande meraviglia, apprenderà che Roma non si è dimenticata di lui. L’impero richiederà ancora i suoi servigi e quell’agognato ruolo di spettatore passivo avrà un brusco termine.

Ancora una volta, durante un’intensa e travagliata vecchiaia, dovrà accettare il poco gradito incarico di informatore del potere imperiale.
Ma stavolta, gli eventi sorpasseranno perfino l’immaginazione di un individuo rotto a ogni esperienza come lui. Quando pesantemente provato nel corpo e nell’animo potrà finalmente uscire da quel ruolo, sarà per impersonarne uno assai più importante: quello di testimoniare gli atroci retroscena che determinarono l’assedio e la distruzione di Gerusalemme per opera delle legioni di Vespasiano.


Damiano Leone è nato a Trieste nel 1949.
Di formazione tecnica, nella prima parte della vita si è interessato alle discipline scientifiche: in seguito, quando alcune vicende lo inducono ad abbandonare la professione di chimico, incoraggiato da un esperto del settore inizia a produrre artigianalmente repliche d’armi e armature antiche. Fortunatamente apprezzati, alcuni suoi lavori sono stati impiegati in film storici, esibiti in programmi televisivi culturali ed esposti in musei.
Imponendosi fin dall’inizio la massima fedeltà riproduttiva, dapprima per esigenza professionale e poi per vero interesse, da oltre un trentennio si dedica allo studio della storia antica, dell’arte e della letteratura classica, corroborando le nozioni letterarie con frequenti visite a musei e siti archeologici di tutta Europa.
Tuttavia, soltanto dopo il suo ritiro dall’attività lavorativa ed essersi trasferito in un paesino montano del Friuli, ha potuto trovare il tempo e la serenità per realizzare un’antica ambizione: quella di dedicarsi attivamente alla narrativa.
Dopo aver terminato il romanzo storico “Enkidu”, pubblicato nel 2012 dalle Edizioni Leucotea, nel 2015 e sempre con lo stesso editore pubblica “Lo spettatore”.

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