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© Septem Literary, 19.05.2022

Le ammaliatrici di Carlo Silini
Recensione a cura di Fabiana Farina

Eccoci arrivati all’ultimo appuntamento con la saga che vede come protagonisti Maddalena De Buziis e l’uomo dei Trii Böch.
Questo libro non è solo pazzesco, è un piccolo gioiello partorito dalla penna di Silini.

«L’aveva mazzada, l’aveva cupada
ma lée l’é turnada, cul nas a l’insü.
L’aveva cupada, l’anca brüsada,
ma lée l’é turnada, i a ciapaa pal cüü…»

Il racconto si svolge, qualche anno dopo, per la maggior parte nel granducato di Milano. Nel libro precedente abbiamo lasciato Maddalena, il Giacomo, il piccolo Vittore e la prevadessa in fuga dopo che Maddalena era riuscita a scampare alle fiamme del rogo a cui il tribunale della Inquisizione l’aveva condannata.

«Sono certo che nostro Signore preferisca una bugia che salva un’innocente a una verità che la uccide.»

E qui nasce l’idea geniale dell’autore: la trama, il racconto si svolge come un ricordo.

Ricordo del Bargniff, un truffatore, un imbonitore, un venditore di fumo che in mano al boia e davanti al Balivo chiede come ultimo desiderio di raccontare una storia, quella in cui lui ha conosciuto una santa e una strega.

«A volte succede ai servi dell’Inquisizione di smarrire il senno battagliando col demonio.»

Allora il Bargniff ci prende per mano e ci fa entrare nel vivo della vicenda.

E il Bargniff racconta. Racconta di come, al di là delle Alpi incontra Maria del Maté, una ragazzina orfana, esule e in odore di stregoneria e di come dopo una delle sue tante truffe a discapito del Balivo la porta con sé a Milano, luogo da cui il Bargniff ha perso l’appoggio della Milano che conta.

Racconta di come l’Uomo dei Trii Böch costringe il Bargniff a stanare Maddalena prendendo come ostaggio Maria alla quale infligge delle torture fisiche e psichiche per farla diventare una santa.

«Alla fine, che differenza fa? Basta cambiare la veste, i riti, le parole, ma il gioco è sempre lo stesso : punire la figlia di Eva che pretende di euipararsi ai figli di Adamo, schiacciare la serpe ribelle, bere il sangue della vipera bianca.»

E racconta della cattiveria, infamia, misoginia del Ciceri, che nascosto e appoggiato dalla carica di inquisitore organizza una crociata prettamente personale per annientare Maddalena.

A tutto questo si somma il Vaticano, che considera la situazione creatasi un problema da sradicare.

«Perché è così che il più delle volte ci si consegna al demonio. A occhi chiusi.»

E il Bargniff racconta da quando la Santa (plagiata e ribelle) incontra la strega (libera e braccata) e di come fra loro due nasce una breve intesa fino alla resa finale.

Come accennato prima il libro è davvero un piccolo capolavoro. È appagante, intenso, profondo.

Va letto centellinando le pagine in modo di poter assaporare ogni singola parola, ogni singolo momento della storia. E va soprattutto gustato con calma ogni sfaccettatura caratteriale dei personaggi che in questo libro in particolar modo danno il meglio di sé.

«Perché le vuoi così male?»
«Tu chiami male ciò che è giustizia.»
«E tu chiami giustizia ciò che è vendetta.»
«Sottigliezze.»

Beh, che dire. Se avete voglia di far un salto in Lombardia e nei cantoni svizzeri (almeno con la fantasia) io vi aspetto con l’uomo dei Trii Böch.


TRAMA
Di quanti destini si sono perse le tracce nei secoli? Di quante storie rimangono come unici testimoni i luoghi in cui sono segretamente avvenute: i tavolacci delle vecchie osterie, i muri scalcinati delle chiese, le algide sale di tribunale, le celle conventuali, i manicomi, i bordelli, gli ostelli di santità e poi le valli ombrose, i campi di grano, gli anfratti più silenti delle caverne? Così, quando un bizzarro condannato a morte di nome Bargniff racconta le incredibili vicende di Maria del Maté – la giovane musa ispiratrice dei carnevali di Milano – e di Maddalena di Buziis – la Madonna-strega dei baliaggi svizzeri – capita che nessuno gli creda. Perché il Bargniff è un truffatore, un volgare casciaball ed è bene che la sua vita finisca; prima che qualcuno prenda per buoni i suoi farneticamenti, prima che il mondo scopra che a fine Seicento, tra il Ducato di Milano e le valli prealpine, un gruppo di sognatori dava vita alla Compagnia dei campi, e che uno spietato manipolo di persecutori di streghe e creatori di sante avviava una caccia feroce per cancellarla dal mondo, insieme al Paradiso che era riuscita a creare tra i verdi spiracoli della pianura che attraversa il confine.

Link: Septem Literary


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