Yari Bernasconi & Andrea Fazioli, “Non importa dove”


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Yari Bernasconi & Andrea Fazioli
Non importa dove

12×17 cm, 128 pp, 58 immagini a colori, Euro 18,00 (I)

ISBN 978-88-31285-62-9

Dalla Cina al Canton Ticino, passando per Venezia, New Delhi o il ventre di un grosso pesce: Yari Bernasconi & Andrea Fazioli tracciano un nuovo itinerario a quattro mani attraverso 58 cartoline. «Non importa dove», suggeriscono i due autori, purché ci si lasci sorprendere da quello che ci sta intorno. Un viaggio reale quanto immaginario, oscillante fra passato, presente e futuro, alla scoperta di luoghi più o meno accessibili, ogni tanto universali e poi improvvisamente intimi.

Il progetto Non importa dove consiste in un viaggio attraverso 58 luoghi, raccontati ogni volta da un breve testo e da un’immagine scattata quasi sempre dagli stessi autori. Non un viaggio abituale, però: ogni cartolina può spostarsi nel passato (per esempio la Livonia del XIII secolo), nel futuro (Venezia alla fine del XXI secolo), dentro i territori immaginari della letteratura (la tolkeniana Terra di mezzo o una città invisibile di Italo Calvino) e dello spazio, oppure ancora in luoghi indefiniti (come un solaio o un’aula scolastica vuota). Si tratta, del resto, di un libro che si può leggere dall’inizio alla fine, ma anche solo consultare, piluccando di località in località: ogni cartolina offre infatti una piccola storia a sé, e può esistere senza le altre.

La complicità dei due esploratori-scrittori Yari Bernasconi & Andrea Fazioli si riflette anche nella loro scrittura, che risulta gustosa, ricca di umori e stili: spesso ironica, a tratti spiritosa, poi improvvisamente riflessiva o intima. Anche per questo i loro scritti risultano accoglienti e destinati a qualsiasi tipo di lettrice o lettore, che ci troverà quello che desidera e potrà distrarsi, divertirsi, riflettere…


Alice, RETE DUE – RSI Radiotelevisione svizzera, 29.03.2025


SEIDISERA Magazine, 16.03.2025



Yari Bernasconi & Andrea Fazioli, nati rispettivamente nel 1982 e nel 1978, scrivono a quattro mani. Nel 2021 hanno pubblicato il reportage letterario A Zurigo, sulla luna (GCE), tradotto anche in tedesco, e in seguito il libretto Manca poco a Natale, con i disegni di Antoine Déprez (GCE, 2023). Altri loro testi sono stati pubblicati in antologie, riviste o giornali in Svizzera e in Italia.


Gli autori nel dettaglio:

Yari Bernasconi è nato a Lugano nel 1982 ed è cresciuto a Caslano, nel Malcantone. Attualmente vive con la sua famiglia vicino a Berna. Ha studiato letteratura italiana e filologia romanza all’Università di Friburgo, dove ha conseguito il dottorato nel 2013. È giornalista culturale per la Radio svizzera italiana e autore. Per la raccolta di poesie Nuovi giorni di polvere ha vinto il Premio Terra Nova 2016 della Fondazione Schiller e il Premio Castello di Villalta Poesia Giovani 2015. Per la sua seconda raccolta di poesie, La casa vuota (Marcos y Marcos), ha ricevuto il Premio svizzero di letteratura 2022. Collabora spesso con l’autore Andrea Fazioli per progetti e pubblicazioni in comune.

Andrea Fazioli vive a Bellinzona, nella Svizzera italiana. Per l’editore Guanda ha pubblicato Le strade oscure (2022, Premio Ceresio in Giallo; finalista Premio Scerbanenco; finalista Premio svizzero del Giallo), Il commissario e la badante (2020) e i romanzi Gli Svizzeri muoiono felici (2018), L’arte del fallimento (2016, premio La Fenice Europa, premio Anfiteatro d’Argento), Il giudice e la rondine (2014), Uno splendido inganno (2013), La sparizione (2010, premio La Fenice Europa), Come rapinare una banca svizzera (2009), L’uomo senza casa (2008, premio Stresa, premio Selezione Comisso). Per l’editore Casagrande ha pubblicato la raccolta di racconti Succede sempre qualcosa (2018) e il romanzo, a partire da frammenti inediti di Friedrich Glauser tradotti da Gabriella de’Grandi Le vacanze di Studer. Un poliziesco ritrovato (2021). Per l’editore Dadò il suo primo romanzo Chi muore si rivede (2005). Per le edizioni San Paolo il romanzo La beata analfabeta (2016). In edizione tascabile, alcuni suoi romanzi sono offerti dall’editore TEA. Le sue opere sono tradotte in varie lingue. Nel 2013 ha sceneggiato insieme a Marco Pagani la web serie Notte noir, diretta da Fabio Pellegrinelli, prodotta nel 2014 dalla casa di produzione REC e vincitrice di numerosi premi, fra cui il Roma Web Fest 2015 e l’Efebo d’Oro di Palermo. Sempre con Marco Pagani e con il regista Fabio Pellegrinelli ha sceneggiato il lungometraggio La tentazione di esistere, vincitore del premio quale miglior film per la categoria “Greatest Indipendent Film” alla 7a edizione del BCT – Benevento Cinema e Televisione (Roughcat, 2023). Nel 2017 il presidente della Repubblica italiana gli ha conferito, per la sua opera letteraria, l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia.


Altro titolo pubblicato per la GCE:



RECENSIONI / SEGNALAZIONI

© Satisfiction

Recensioni

Yari Bernasconi & Andrea Fazioli – Non importa dove
Di Irma Loredana Galgano

Il progetto Non importa dove consiste in un viaggio attraverso cinquantotto luoghi, raccontati con parole e immagini. Luoghi narrati e indicati come cartoline. Luoghi del passato o del futuro, reali o immaginari, angoli del globo o spazi indefiniti. Cartoline slegate tra loro che possono essere consultate anche in maniera estemporanea eppure unite tra loro dall’essenza stessa del libro, dalla volontà degli autori di rappresentare il mondo, di ieri oggi domani, usando e sfruttando anche la fantasia, l’immaginazione.

Tolkien ha utilizzato due potenti dispositivi per consolidare la sua rappresentazione della Terra di Mezzo e renderla il più possibile vicina alla realtà: le mappe e i paesaggi. Entrambi gli strumenti utilizzati trasformano la geografia epica e virtuale de Il Signore degli Anelli in una concreta rievocazione della situazione europea vissuta dall’autore. La Terra di Mezzo, inizialmente ispirata e derivata da paesaggi europei esistenti, è poi diventata a sua volta fonte di ispirazione per il mondo reale. Non solo Tolkien “imita” i luoghi reali, ma oggi i luoghi immaginari da lui creati stanno, in un paradosso che mescola audacemente fatto e finzione, condizionando la realtà stessa, plasmandola a loro immagine. Si realizzano idee immaginarie di divertimento. In Nuova Zelanda, in un luogo lontanissimo dall’Inghilterra, si possono visitare i “paesaggi della Terra di Mezzo”.1

Il viaggio intrapreso da Bernasconi e Fazioli nel libro sembra incarnare alla perfezione l’idea di Tolkien di mescolanza e influenza reciproca tra luoghi reali e immaginari.

Calvino riteneva prossimo un momento di crisi della vita urbana, e Le città invisibili sono un sogno che nasce dal cuore delle città invivibili.2 Le città di Calvino sono invisibili perché immaginarie, mai esistite, ma non per questo prive di legami con la contemporaneità: sono sogni realistici immersi in una dimensione atemporale, pronti a diventare archetipi primordiali di aggregazione umana. Queste città non trovano posto in nessun atlante, perché sono il risultato di un viaggio interiore di Marco Polo che, nei panni di un novello Ulisse, narra le proprie avventure a un malinconico Kublai Kan, re dei Tartari, maschera orientale dell’omerico Alcinoo, cosciente dell’imminente rovina del suo impero; la sua unica consolazione è contemplare le visionarie città abbozzate dal suo interlocutore.3

Anche le cartoline di Bernasconi e Fazioli sono, per certi versi “immaginarie” laddove, pur illustrando luoghi reali, li raccontano al lettore con i filtri della fantasia e dell’immaginazione. Soprattutto sembra che gli autori abbiano voluto privare, con il loro viaggio, i lettori delle loro certezze. In un libro dove luoghi e non-luoghi si mescolano e si fondono fin quasi a confondersi viene ampliato il distacco dalla realtà quasi come un’invocazione che esorta chi legge a liberarsi dalle prigioni, mentali prima che fisiche, che bloccano la sua esistenza e reprimono sentimenti ed emozioni.

La strada per la liberazione dalle proprie prigioni porta gli autori e, simbolicamente i lettori, attraverso scenari tipici della letteratura di viaggio. Numerosi sono gli esempi di personaggi inghiottiti dalla balena, ma tutti, in un certo qual modo, sembrano far riferimento al racconto biblico del profeta Giona. Smarrimento, disobbedienza e deviazione dal giusto cammino sono gli aspetti più ricorrenti.4 La permanenza nel ventre della balena diventa così un’occasione di espiazione tuttavia non uguale e non la medesima per tutti. Lo sguardo di chi viaggia e il viaggio in chi lo compie non sono mai un qualcosa di univoco.

Nel ventre della balena Bernasconi e Fazioli incontrano anche Geppetto e Pinocchio. Iniziano a giocare a carte e Giona li avverte di stare attenti perché il burattino cercherà di imbrogliarli. Il complesso intreccio di climax utilizzato dagli autori in questa come anche in altre cartoline porta il lettore a interrogarsi non solo sulle parole e sulle immagini evocate quanto, soprattutto, sui loro significati reconditi legati ai luoghi e alle esistenze narrate. Storie di vita immaginarie e immaginate che si intrecciano con quelle reali, esattamente come accade per i luoghi visitati o, semplicemente, immaginati.

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Yari Bernasconi & Andrea Fazioli, Non importa dove, Gabriele Capelli Editore, Mendrisio (Svizzera), 2025.

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1M. Picone, Hic sunt Hobbits. La “realizzazione” di un paesaggio virtuale, in Atti del Convegno di Studi J.R.R. Tolkien: Viaggio ed Eroismo ne Il Signore degli Anelli, G. Picone e L. Scolari (a cura di), Palermo, 2014.

2I. Calvino, Le città invisibili, 1972.

3E. Armentano, La forza invisibile delle città calviniane. Lettura come “provocazione” alla scrittura: il progetto “Itinerari inesplorati tra Le città invisibili di Calvino”, in La Letteratura italiana e le arti, Atti del XX Congresso dell’ADI – Associazione degli Italianisti, Napoli, 2016.

4F. Conselvan, Il cavaliere inghiottito. Il racconto esemplare di Giona nei poemi cavallereschi di primo Cinquecento, in La letteratura italiana e le Arti, Atti del XX Congresso dell’ADI – Associazione degli Italianisti, Napoli, 2016.

Link: Satisfiction


© Viceversa letteratura, 14.05.2025

Non importa dove
Yari Bernasconi & Andrea Fazioli

Recensione di Anna Margherita Vallaro

Non importa dove si presenta in un formato inusuale, che è già una dichiarazione poetica: ha le dimensioni di una cartolina. È piccolo, compatto, maneggevole. Ricorda subito un tempo vicino e già remoto, quando ricevere una cartolina significava immaginare un altrove, sognare città mai viste, spiagge luminose o scorci montani, scrutare la grafia dell’altro per sentire una distanza colmata, anche se solo per poche righe. Oggi, con le foto che svaniscono nei feed e nei cloud, spedire cartoline è diventato un gesto inusuale, quasi obsoleto. In un’intervista recente alla RSI, Bernasconi raccontava che l’idea di scriverle nasce da una nostalgia concreta: la nostalgia di una comunicazione lenta, personale, fatta di brevi racconti e immagini spediti attraverso il tempo e lo spazio. Fazioli, da parte sua, sottolineava come «il viaggio sia soprattutto uno stato mentale»: la vera meta, a ben guardare, non è mai il luogo fisico, ma quello che il luogo riesce a risvegliare dentro di noi.

Per questa seconda collaborazione, dopo il reportage narrativo A Zurigo, sulla luna (2021), i due autori si lanciano in un’ulteriore sfida. Le loro produzioni letterarie si distinguono per genere e stile: se Yari Bernasconi è poeta e giornalista culturale, Andrea Fazioli è noto per i romanzi noir; tuttavia, i testi di questo volume non rispecchiano la mano dell’uno o dell’altro, ma sono il risultato della fusione dei loro stili. Lasciando spazio a una terza voce, fondono le quattro mani in due nuove, originali.

Sono 58 le cartoline che ci offrono, accompagnate da fotografie per lo più a colori, che amplificano la forza evocativa dei brevi testi. Si passa senza soluzione di continuità dalla Cina al Ticino, da Venezia alla Terra di Mezzo di Tolkien, dalle strade di New Delhi alle “città invisibili” che sembrano uscite direttamente dalla penna di Italo Calvino, come nella cartolina 22, da Sofronia. Come in Calvino, qui non conta il realismo geografico: conta l’atteggiamento con cui si guarda il mondo, la capacità di trasformare ogni luogo in un racconto. I paesaggi svizzeri sono dominanti: città, laghi e montagne si susseguono con naturalezza, eppure senza mai cadere nella cartolina illustrativa.

Alcune fotografie sono “classiche”: come nella cartolina 42, che ritrae il getto d’acqua di Ginevra, o nella 37, che immortala il Colosseo. Simboli forti, già visti mille volte, ma qui le immagini accompagnano i testi senza illustrarli: aprono piuttosto varchi, moltiplicano gli sguardi, a volte spaesano. La 10, ad esempio, viene Dal solaio, e ritrae la sagoma di oggetti, senza sapere se appartengano a un trasloco imminente o già concluso. La 13 è Da una casa vuota, e fa eco alla precedente, in un gioco sottile tra assenza e memoria. La 18, D’al di là dello specchio, presenta una foto di specchi che riflettono, deformano e moltiplicano gambe e piedi: qui la scrittura gioca con la moltiplicazione del punto di vista, in una serie di domande in rima come «Quello nello specchio è solo un altro vecchio?».

Accanto alla nostalgia, però, c’è anche l’ironia, e una lucidità contemporanea. La cartolina 50, ad esempio, è Dall’interno di un social network, e gioca con il linguaggio dei tag e delle interazioni digitali, mimando lo stile frammentario e sovraesposto della comunicazione online. È come se Bernasconi e Fazioli ci dicessero che ogni luogo è anche un modo di dire “io sono qui”, ma che oggi quel gesto è stato svuotato, ripetuto fino a perdere senso.

Il libro può essere letto tutto d’un fiato, dall’inizio alla fine, ma anche assaporato una cartolina al giorno, in ordine sparso, scegliendo un titolo o un’immagine. Piccole meditazioni quotidiane, leggere e fresche, che fanno bene alla mente. Le cartoline si collocano nel punto esatto in cui un luogo diventa racconto, e un’immagine diventa memoria. Non importa dove si sia, sembrano dirci gli autori, importa come si guarda, e cosa si riesce a trattenere.

La lingua è semplice, essenziale, mai banale. C’è una leggerezza che non è superficialità, ma precisione: la stessa leggerezza che Calvino rivendicava nelle sue Lezioni americane. E c’è anche una malinconia controllata, uno sguardo ironico che sa che il mondo non si lascia fotografare né raccontare del tutto, ma che continua a provarci. E allora ecco cartoline da panchine, da pensiline, da hotel senza nome, da libri dimenticati.

Il risultato è un libro da leggere e da sfogliare, da tenere nello zaino o sulla scrivania, da aprire a caso. Un atlante senza geografia, una raccolta di variazioni sul tema dell’altrove. E se oggi nessuno spedisce più cartoline, Non importa dove ci ricorda perché dovremmo ricominciare: perché, ogni volta che si racconta un viaggio, si inventa anche una partenza.

Link: Viceversa letteratura


© Mangialibri, 12.05.2025

Non importa dove
Articolo di Eleonora Bellini

Valutazione 3/3
Autore Yari Bernasconi & Andrea Fazioli
Genere Viaggi
Editore Gabriele Capelli Editore 2025

Cinquantotto cartoline da luoghi vicini e da luoghi remoti per raccontare il mondo e se stessi. Si parte da Ponte Tresa, tra Italia e Svizzera, dove una lunga fila di macchine è bloccata sul ponte della dogana. E piove. Subito l’itinerario volge altrove, lontano, in Birmania, in una “valle pianeggiante appesa al cielo azzurro”. L’azzurro del cielo è fratello dell’azzurro del mare di Castiglione della Pescaia dove i due autori trascorrono le giornate “sotto lo sguardo di bambini, nonni, venditori ambulanti. Fra l’acqua e la terra”. E ancora, tra le località più prossime, la Svizzera e Venezia; tra quelle più remote Nižnij Novgorod, sul Volga, città in cui “il respiro dell’acqua governa i passi e i pensieri”. E poi Parigi, Berlino, Shangai, New Delhi, Chicago, Bogotà, Sidi Bou Said, Gerusalemme. Ma non sfilano nel libro solo le grandi città. Vi figurano anche paesi modesti, qualche volta ignoti, insieme a luoghi indefiniti e virtuali, come nel caso della cartolina proveniente “dall’interno di un social network”. Non mancano i testi riferiti a luoghi modesti e quotidiani, quasi anonimi, come un’aula scolastica vuota, come una città fantasma, “un detrito del mondo, una vasta nostalgia senza parole” dove “i rampicanti sgretolano le pietre”; oppure, addirittura, come il buio, che scende all’improvviso…

Le cartoline, originali, essenziali, ora fiabesche ora estremamente realistiche, descrivono le sembianze e l’anima di una serie di località vicine e lontane, familiari ed esotiche, ogni volta in poche righe essenziali, spesso poetiche. Il viaggio che ne risulta – recita la quarta di copertina – è “reale quanto immaginario, oscillante fra passato, presente e futuro, alla scoperta di luoghi più o meno accessibili, ogni tanto universali e poi improvvisamente intimi”. A ogni luogo descritto e narrato è abbinata un’immagine fotografica. Le fotografie, salvo alcune eccezioni opportunamente segnalate, sono realizzate dagli stessi autori che in esse vogliono esprimere il proprio punto di vista personale, i sentimenti, l’occhiata fugace forse occasionale e, insieme, la permanenza nella mente della memoria di quel fotogramma, di quel posto, del tempo lì speso e vissuto: tempo prezioso e irripetibile. Yari Bernasconi ha studiato letteratura italiana e filologia romanza all’Università di Friburgo. È giornalista culturale per la Radio Svizzera Italiana. La sua raccolta di poesie La casa vuota ha ricevuto il Premio svizzero di letteratura nel 2022. Andrea Fazioli ha pubblicato diversi romanzi, tradotti in varie lingue e spesso premiati sia in Italia che in Svizzera. Insieme a Marco Pagani e Fabio Pellegrinelli ha scritto sceneggiature cinematografiche. Tra queste, la web serie Notte noir ha vinto il Roma Web Fest 2015 e l’Efebo d’Oro di Palermo.

Link: Mangialibri


© Lankenauta, 08.05.2025

Bernasconi Yari, Fazioli Andrea
Non importa dove
Di Simone Bachechi

Nuove forme letterarie crescono, e chissà se saranno destinate a perpetuarsi, assumere continuamente nuove forme, trasformandosi o estinguendosi del tutto, magari come la letteratura stessa (molti lo hanno vaticinato, altri forse lo auspicano), intendendo nella categoria quella di qualità, o supposta tale, narrativa, fiction per chiarirsi, non la saggistica o la divulgazione per intendersi, con tutte le licenze concesse a quell’ibridazione di generi che sembra soprattutto oggi andare tanto per la maggiore. Walter Benjamin si interrogava sul destino della narrativa, del romanzo in particolare come forma letteraria nata nella modernità e capace di interrogarsi sul reale e sulla sua rappresentazione. Il dibattito successivo è stato altrettanto ampio e irrisolto e l’ibridazione, nei contenuti, nelle forme e nei generi è ormai issata a vessillo stilistico della letteratura contemporanea nelle sue varie declinazioni, costituendo quasi un lasciapassare per qualsiasi avventura editoriale, un’esplosione di forme narrative in linea con la parcellizzazione di un mondo che non può più essere racchiuso nella limitativa forma del romanzo tradizionale, da qui la nascita di medium narrativi i più disparati e ibridazioni le più estreme.

Originale esperimento in tal senso può essere considerato anche un volume come quello di Yari Bernasconi e Andrea Fazioli dal titolo Non Importa dove (Gabriele Capelli Editore, pagg. 126, euro 18,00) un piccolo (per pagine) libro uscito nel febbraio di quest’anno e la cui collocazione formale non è facile da stabilire. Chissà che un volume di questo tipo, fatto di cartoline, quelle che ormai non si scrivono quasi più, non possa costituire la nascita di un nuovo genere letterario.

Il nuovo progetto scritto a quattro mani dai due autori della Svizzera italiana è un viaggio intorno al mondo attraverso 58 cartoline. Mondo più o meno lontano dalla loro terra di origine, la stessa dell’editore. Si tratta di brevi testi che mai superano la pagina, ciascuno corredato da altrettante foto scattate per la maggior parte dagli autori stessi, proprio come delle vere cartoline.

Yari Bernasconi è un poeta, premio svizzero di letteratura con La casa vuota, pubblicato da Marcos y Marcos, e Andrea Fazioli è uno scrittore, noto in Italia soprattutto per i suoi noir editi da Guanda.

Accanto alle loro esperienze artistiche individuali, scrivono a quattro mani. Nel 2021 hanno pubblicato il reportage letterario A Zurigo, sulla luna (Gabriele Capelli Editore), tradotto anche in tedesco, e in seguito il libretto Manca poco a Natale, con i disegni di Antoine Déprez (Gabriele Capelli Editore, 2023). Altri loro testi sono stati pubblicati in antologie, riviste o giornali in Svizzera e in Italia.

Il girovagare (vero o immaginario) da flâneurs del mondo dei due scrittori porta il lettore a immedesimarsi in quei luoghi e allo stesso tempo lo priva delle sue certezze ampliando il suo distacco dalle realtà che lo imprigionano. Può così capitare di trovarsi in un lì vasto come l’universo in un ipotetico hotel su Marte o più semplicemente in un qui molto locale (nel senso della provenienza degli autori) nel quale vengono scorte le impronte lasciate sul cemento fresco da un uccello in una stazione ferroviaria svizzera o le suggestioni date da una trafficata piazza nel centro di Berna.

La poetica straniante è accresciuta dalle foto che con il loro taglio da Polaroid, la bassa risoluzione e le spesso imprevedibili angolature, sono la testimonianza della tessitura di un paesaggio globale che è anche e soprattutto un paesaggio interiore, il cogliere in un attimo uno stato d’animo tramite un’immagine che riverbera ovviamente in una prosa. Non stupirà quindi poter ascoltare le voci di accompagnamento a questi stati emotivi scaturire dalla vista dei templi della Birmania o dall’isola dell’Atlantico dove naufragò Robinson Crusoe o dallo skyline di Chicago per poi perdersi nell’immensità del lago Michigan prospiciente alla metropoli dell’Illinois, così come può accadere che tali sussulti scaturiscano in totale indipendenza da contingenze estrinseche e costituiscano invece l’autodeterminazione e una ricerca di senso, linguistica e esistenziale. Ecco che il viaggio e la cartolina correlata può essere anche quello fatto all’interno di un grande pesce di collodiana memoria, o quello da una casa vuota, “una promessa” ci dicono gli autori, o dal buio e dalle ombre che ci contengono, come pure da un’aula scolastica deserta o da un social network nel quale le più disparate e confuse voci si sovrappongono a quelle di coloro o colui che “si è perso e non si ritroverà”.

Astrazione e concretezza, questo è il piccolo miracolo di questo volume che può essere portato in una tasca e che condensa nelle sue poche pagine i sentimenti di chi quelle foto le ha scattate e ne ha fatte tante brevi educazioni sentimentali al viaggio, esteriore ma soprattutto interiore, che si sviluppa in tortuosi, sinuosi, avvolgenti o divaganti percorsi e traiettorie che si alimentano con la parola, parola poetica, a tratti lirica e stringente intorno a un nucleo che non manca di rimanere sfuggente, fra equivoci della memoria e della percezione, partenze sbagliate o mai avvenute. La scrittura è spesso colonizzazione dell’immaginario, una lezione calviniana alla quale i due autori sembrano avere in qualche modo attinto e che può far sentire in questo piccolo baedeker emozionale echi delle celebri Città invisibili di Italo Calvino. I viaggi possono essere infatti veri o immaginari, senza che ne cogliamo la differenza. Gli indizi che possono essere delle semplici foto spesso sgranate o sfuocate possono non essere testimoni di una realtà fattuale, perché tutto può essere contraffatto, una foto e tanto più le parole con la loro polisemia (miracolo della letteratura) e riverberi onirici. Ecco che il viaggio può diventare quello al di là dello specchio di origine carrolliana in quella che potrebbe essere considerata la cartolina manifesto del libro, per poi subito dopo riportarci coi piedi per terra in viaggi di prossimità nella natia (dei due autori) Svizzera, magari in un bosco con lo sfondo di qualche paesaggio alpino, o su un passo di alta quota nei pressi di un lago ghiacciato o qualche canalone, oppure in una piazza di Lugano alle porte del Natale. Ogni luogo narrato sembra costituire una macchina adibita a creare storie allineate ai viaggi fatti, perdendovisi, come ci si può perdere nei pensieri, propri o altrui, come nel vasto mondo che ci contiene, e questo può avvenire sia in India, a Jakarta, o in una città fantasma negli spazi sconfinati degli Stati Uniti, così come può avvenire nei nostri propri pensieri e sensazioni, o nella poesia. Già, perché quello che ci lascia questo libro di Yari Bernasconi e Andrea Fazioli è più di un ibrido, è una molteplicità di ibridi: cartoline e quindi resoconti di viaggio, monologhi, diari pensanti, poesia narrativa e poesia pura, tutto in unico volume.

Edizione esaminata e brevi note

Yari Bernasconi è nato a Lugano nel 1982 ed è cresciuto a Caslano, nel Malcantone. Attualmente vive con la sua famiglia vicino a Berna. Ha studiato letteratura italiana e filologia romanza all’Università di Friburgo, dove ha conseguito il dottorato nel 2013. È giornalista culturale per la Radio svizzera italiana e autore. Per la raccolta di poesie Nuovi giorni di polvere ha vinto il Premio Terra Nova 2016 della Fondazione Schiller e il Premio Castello di Villalta Poesia Giovani 2015. Per la sua seconda raccolta di poesie, La casa vuota (Marcos y Marcos), ha ricevuto il Premio svizzero di letteratura 2022. Collabora spesso con l’autore Andrea Fazioli per progetti e pubblicazioni in comune.

Andrea Fazioli vive a Bellinzona, nella Svizzera italiana. Per l’editore Guanda ha pubblicato Le strade oscure (2022, Premio Ceresio in Giallo; finalista Premio Scerbanenco; finalista Premio svizzero del Giallo), Il commissario e la badante (2020) e i romanzi L’arte del fallimento (2016, premio La Fenice Europa, premio Anfiteatro d’Argento), Il giudice e la rondine (2014), La sparizione (2010, premio La Fenice Europa), L’uomo senza casa (2008, premio Stresa, premio Selezione Comisso). Le sue opere sono tradotte in varie lingue. Con Marco Pagani e con il regista Fabio Pellegrinelli ha sceneggiato il lungometraggio La tentazione di esistere, vincitore del premio quale miglior film per la categoria “Greatest Indipendent Film” alla 7a edizione del BCT – Benevento Cinema e Televisione (Roughcat, 2023). Nel 2017 il presidente della Repubblica italiana gli ha conferito, per la sua opera letteraria, l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia.

Yari Bernasconi, Andrea Fazioli, Non importa dove, Gabriele Capelli editore, 2025

Link: Lankenauta


© CriticaLetteraria, 27.04.2025

Ti mando una cartolina, “Non importa dove”, dal mondo. Un libro di Yari Bernasconi e Andrea Fazioli.
Di Sabrina Miglio

Non importa dove
di Yari Bernasconi & Andrea Fazioli
Gabriele Capelli Editore, 2025
pp. 121
€ 18,00 (cartaceo)

Un viaggio per il mondo attraverso 58 foto-cartoline, immagine a sinistra e didascalia, più o meno lunga, a destra; un reportage scritto a quattro mani, percorso con quattro gambe e osservato con quattro occhi. Non importa dove (Gabriele Capelli Editore, febbraio 2025) è l’ultimo lavoro di Yari Bernasconi e Andrea Fazioli, due scrittori svizzeri di lingua italiana, l’uno poeta e l’altro giornalista, che spesso lavorano insieme.

Il libro, perfetto per un’ora di lettura, magari in treno, con il paesaggio che scorre fuori dal finestrino, consente di ritrovarsi, pagina dopo pagina, in mondi diversi, dalla Cina all’Arizona, dalla Birmania alla Svizzera, passando per l’India e la Colombia. Da Venezia a Roma a Gerusalemme. Un’esperienza di lettura originale, con la sorpresa di cambiare luogo e atmosfera ogni volta che si gira pagina. E quale tuffo al cuore nel ritrovare, tra le tappe dei due scrittori, anche la mia città, Cremona, che si fa piccola in mezzo a tante meraviglie, ma che si erge orgogliosa con il suo Torrazzo.

Le immagini, scattate nella quasi totalità dai due autori, non sono cartoline di bellezza, non rappresentano staticamente un’immagine turistica, ma colgono un attimo, un frammento, un movimento. Mirano a restituire l’essenza stessa del luogo grazie a un particolare, a un gesto, a una persona che, in quel momento, fa qualcosa, per esempio vende poesie. La pagina scritta che accompagna la cartolina non è soltanto la descrizione di un luogo, può esserlo, ma va al di là. Richiama alla mente sensazioni, impressioni, ricordi. Del resto, in ogni viaggio, la meta ci arriva a seconda delle nostre esperienze, del nostro vissuto, del nostro modo di guardarla e soltanto così, dai nostri occhi, la sappiamo trasmettere agli altri. Qui lo sguardo è a due e riflette anche la storia di un’amicizia, di un rapporto importante e profondo. Così l’istantanea di un esterno può diventare anche un punto di contatto con l’intimo. E ogni meta del libro può diventare anche un po’ nostra, se guardiamo la cartolina con i nostri occhi.

Spesso il luogo fotografata e raccontato diventa un pretesto per una divagazione storica, come nel caso del ponte di Orsiéres, in Svizzera, che, forse, a saper guardare, reca ancora le tracce del passaggio di Mayeul, l’abate di Cluny, che qui nel 972 d.c. venne attaccato dai briganti saraceni. O come nel caso di Sidi Bou Said che espone all’azzurro le spoglie vestigia della Cartagine un tempo maestosa.

E non è solo la storia ad animare queste cartoline. Quanta letteratura ci passa attraverso. Da un’isola dell’Oceano Atlantico dove naufragò Robinson Crusoe al ventre di un grande pesce dove Geppetto, Pinocchio e Giona aspettano l’arrivo dei due scrittori per intavolare un poker a cinque. Una cartolina dall’al di là di uno specchio ci richiama alla mente Alice, dall’Imladris di tolkieniana memoria alla Sofronia delle Città invisibili di Italo Calvino. Ma una cartolina può arrivare anche dall’interno di un social network o da una casella del Monopoli, quella Paradeplatz che corrisponde al nostro Parco della Vittoria, l’indirizzo più conteso, dove costruire case e alberghi con l’avidità di un costruttore novello. Ma può anche essere spedita da una città fantasma, dal tendone di un circo, da un’aula scolastica vuota, dai bordi di una piscina di plastica. O dal futuro, con Venezia, spostata su una grande isola, che veleggia in perenne tour di esibizione. O da un resort su Marte. Insomma, ogni volta che si gira pagina si viene proiettati in dimensioni, che siano reali o no, le più disparate.

Spesso piove nelle immagini scattate, a volte invece l’azzurro del mare e del cielo colpisce con la sua nitidezza, come il bianco del ghiacciaio abbacina e il grigio delle nuvole confonde, mentre il nero del buio o di un traforo spaventa.

Un volumetto piccolo, agile, un caleidoscopio di frammenti. Raccontati con una lingua che sa farsi lirica, poetica o essenziale. Ma ogni piccola storia ha in sé il potenziale per diventare una grande storia o per creare nuovi racconti nella mente e nell’immaginazione di chi guarda e di chi legge. Un progetto potenzialmente infinito.

Link: CriticaLetteraria


© Neo, RSI Radiotelevisione svizzera, 19.04.2025

Sandy Altermatt intervista Yari Bernasconi & Andrea Fazioli

Cosa succede quando due scrittori mettono insieme le parole?
Nasce un terzo autore, che non è né l’uno né l’altro, ma qualcosa che prende forma solo nell’incontro e nel confronto.

In questa intervista doppia, Andrea Fazioli e Yari Bernasconi parlano del loro ultimo libro “Non importa dove” (Gabriele Capelli Editore), ma anche del mestiere di scrivere – da soli o in compagnia – e del leggere, che conta più dello scrivere.


© Mescalina.it

Yari Bernasconi & Andrea Fazioli
Non importa dove

Gabriele Capelli Editore, 2024, 128 pagine, 58 immagini a colori, 18 euro
Narrativa Straniera | Racconti | Viaggi
di Laura Bianchi

Avete voglia di viaggiare? Allora aprite questo piccolo, solo apparentemente leggero, volume, e viaggiate Non importa dove. I due scrittori ticinesi Yari Bernasconi e Andrea Fazioli pubblicano, nel volume che si intitola proprio così, 58 fotografie, formato cartolina, con altrettanti luoghi, e sull’altra pagina scrivono un brevissimo racconto, sospeso tra la realtà e il sogno, tra l’invisibilità calviniana delle città narrate da Marco Polo a Kublai Khan e la lapidaria e concreta fisicità di un cronista destinato a comporre didascalie.

Ma tutto sono tranne che cartoline, queste splendide fotografie, a volte scatti in chiaroscuro, altre volte dettagli precisi, altre ancora situazioni volutamente sfuocate; e tutto sono tranne che didascalie, questi scritti in odore di poesia – uno è perfino un sonetto -, tutti da assaporare, a piedi, o nel ritmo lento di una carrozza, o di uno di quei primi treni inizio Novecento, che, in barba all’alta velocità, permettevano di osservare e meditare.

Viaggiamo quindi tra Ponte Tresa a Strasburgo, facendo tappa nel ventre di un grosso pesce, per incontrare Giona, o forse Geppetto; a Parigi, in tempo per vedere un uomo sbucare da un muro; in un’aula scolastica vuota, a inseguire la certezza della geometria; a Gerusalemme, città spezzata; perfino su Marte, inquietante e distopico. E così costruiamo dentro di noi una geografia alternativa, profondamente incisa nella nostra anima, che lambisce il vuoto, il buio, l’infanzia perduta, i ricordi, i sogni. “Con il filo dei giorni come unico viaggio”.

Libro prezioso, tutto da assorbire. Perché la poesia non va spiegata; va percorsa.

Link: Mescalina.it


© Rockerilla, 04.2025

Yari Bernasconi & Andrea Fazioli
Non importa dove
di Stefano Pera


© art a part of cult(ure) remove background noise, 30.03.2025

Non importa dove. Yari Bernasconi e Andrea Fazioli donano le immagini e le parole per quando importa sognare.
Di Isabella Moroni

Non importa dove, il libro di Yari Bernasconi e Andrea Fazioli (Gabriele Capelli Editore), mescola la realtà e l’immaginario incrociando 58 cartoline ed altrettante brevissime storie per costruire le tappe di un viaggio in luoghi reali e immaginari.

Si parte dal confine fra Italia e Svizzera e si approda a Strasburgo, passando per il ventre della balena dove Geppetto e Giona invitano gli autori, appena giunti, ad una partita a carte, o per una casa vuota in ristrutturazione che odora di assenza e pittura fresca.

Ci si ferma a Genova, a San Gallo, a Zurigo, al Passo della Greina (la Svizzera, in questa narraazione, si trasforma da paese neutrale a paese ispiratore, come forse non ricordiamo di avere già letto altrove), si raggiungono i parchi assolati di Shangai, dove fra tai chi, farmacisti e giocolieri l’ideogramma del futuro si compone in bella calligrafia per poi sparire al sopraggiungere del sole.
Ci si perde in India, a Giakarta, in Norvegia, nel buio dove non reasta altro che domandarci chi c’è. Noi, qualcun altro? Chissà.

E poi la manifestazione di altri viaggi leggendari: l’Acheronte, Marte, Imladris nella Terra di Mezzo, una città fantasma che pure, tra gli scheletri di negozi e uffici, ricorda il passaggio di un Giro d’Italia di pochi lustri fa.
Tutto questo andare riesce a privare il lettore delle sue certezze e amplia il suo distacco dalle realtà che lo imprigionano.
Non siamo più qui e ora, ma (un lì vasto come l’universo, il sogno, la ricerca, la memoria…) e sempre.

La scrittura richiama (e in una delle storie-cartolina, omaggia) Le Città Invisibili di Italo Calvino: luoghi onirici e, al contempo reali, luoghi segreti, luoghi dell’anima che fanno bene alla fantasia e alla quotidianità.

Ha una voce contemporanea, sospesa fra l’universo artificiale e l’educazione sentimentale al viaggio, nella sua scarna composizione delinea e intaglia nuovi pensieri.
Ogni luogo narrato sembra spiegare ciò che l’immagine abbinata mostra. Eppure, per una volta che questo è reale, quasi tutte le altre si ha l’impressione che gli scritti e le immagini siano intercambiabili, abbinabili a seconda del sentimento personale, come se l’intero libro fosse un’esponenziale macchina per creare storie, nuove storie.

Contribuisce a questo anche il taglio un po’ da Polaroid delle immagini. Sovraesposte, sfocate, con angolature imprevedibili, fuori da ogni estetica di moda, oppure al contrario, luminose, profonde, dettagliate, artistiche.
Quasi nessuna, dicevamo, ci porta esattamente nel luogo da cui – come gli autori vorrebbero farci credere – sono state scritte le cartoline.
E questa è la vera meraviglia del libro: scovare dentro ciascuno il proprio modo di riconoscere i luoghi dell’anima, dei segreti, della speranza.

Link: art a part of cult(ure)


Alice, RETE DUE – RSI Radiotelevisione svizzera, 29.03.2025

“Non importa dove” di Yari Bernasconi & Andrea Fazioli
Gabriele Capelli Editore

Al microfono di Massimo Zenari, Yari Bernasconi & Andrea Fazioli presentano “Non importa dove. Cartoline”, edito da Gabriele Capelli. Intervista integrale.


© Azione, 24.03.2025


SEIDISERA Magazine, 16.03.2025

Non importa dove – Yari Bernasconi & Andrea Fazioli
Di Angelica Arbasini

Yari Bernasconi & Andrea Fazioli tornato con un lavoro scritto a quattro mani che s’intitola “Non importa dove”, Gabriele Capelli Editore. Dalla Cina al Canton Ticino, passando per Venezia, Bogotà, San gallo, e ancora Irlanda, Giacarta ma anche luoghi immaginari attraverso 58 cartoline. “Non importa dove”, suggeriscono i due autori, purché ci si lasci sorprendere da quello che ci sta intorno. Il progetto consiste in un viaggio attraverso 58 luoghi, accompagnati da un breve testo e da un’immagine scattata dagli stessi autori.


© LaRegione, 7.03.2025

Cartoline da “Non importa dove”
Di Beppe Donadio

Link: LaRegione


© Arteventinews.it, 7.03.2025

“Non importa dove”. Non importa dove. Cartoline di Yari Bernasconi & Andrea Fazioli in una recensione di Valerio Calzolaio.

Mondo contemporaneo, più o meno. A sinistra una foto evocativa a colori, a destra qualche mirabile frase. “Non importa dove” è la raccolta di cinquantotto cartoline tracciata a quattro sguardi e mani dai due amici scrittori Yari Bernasconi (1982, anche poeta) e Andrea Fazioli (1978, anche giornalista).

Dalla Cina al (loro) Canton Ticino, passando per Venezia (simbolo del Mediterraneo) e New Delhi (dove ci si perde), per Roma e per Marte, per il ventre di un grosso pesce e per le due isole della Disperazione e della Speranza (tramite bottiglia), dai bordi di una piscina di plastica al fiume Acheronte (un limbo, in versi), da un solaio a un ghiacciaio facciamo un bel viaggio reale e immaginario in tanti luoghi, spazi ed ecosistemi, più o meno accessibili, ogni tanto universali e poi improvvisamente intimi, disponibili ad essere sorpresi da quello che ci sta intorno. Frequenti i riferimenti letterari, in fondo l’indice di oltre un centinaio di nomi e toponimi.

Link: arteventinews.it


Rai Radio 3, 05.03.2025

Rai Radio 3, Qui comincia: Yari Bernasconi & Andrea Fazioli, “Non importa dove”

Yari Bernasconi e Andrea Fazioli, Non importa dove, Gabriele Capelli editore
Con Attilio Scarpellini. Regia di Cristiana Munzi, scelte musicali di Federico Vizzaccaro, consulente letteraria Benedetta Annibali.


© LuciaLibri, 24.02.2025

Letture
Bernasconi e Fazioli, cartoline di un viaggio d’idee e visioni
di Alessandra Chiappori

Cinquantotto cartoline dal mondo immaginario e sospeso del poeta Yari Bernasconi e dall’autore di noir Andrea Fazioli. Ecco di cosa si compone “Non importa dove”, singolare libro a quattro mani, in cui una suggestione, uno scorcio può andare oltre il puro piano referenziale. Le cartoline – dalla Svizzera all’Oriente, dalle metropoli ai social media – hanno una voce plurale che si rivolge al lettore e, più che luoghi, racconta situazioni. Con qualche strizzatina d’occhio a Italo Calvino…

Una pensilina in mezzo a un prato, davanti scorre una strada asfaltata: la macchina fotografica – e non una fotocamera di un cellulare, non sarebbe uguale – scatta veloce da un finestrino. È un’immagine fuori dal tempo: sfocata, mobile, proiettata nella direzione in cui guardano i protagonisti, dove cioè andrà l’autobus, che però deve ancora arrivare. Questa la copertina di Non importa dove (128 pagine, 18 euro): una promessa del lavoro a quattro mani di Yari Bernasconi & Andrea Fazioli che prende vita in questo strano libro di viaggi e scritture, pubblicato da Gabriele Capelli editore. Sospese in un tempo non definito, a volte impolverate dal tempo, o racchiuse in un futuro ancora nebuloso, pieno di interrogativi, scorrono le cartoline raccolte in un libro che non è etichettabile. Un reportage, forse, visto il precedente lavoro a quattro mani del 2021 Zurigo, sulla luna (Gabriele Capelli editore), o forse un nuovo esperimento che mescola idee e visioni del poeta Bernasconi e le atmosfere di Fazioli, noto soprattutto per i suoi romanzi noir.

Sono 58 le immagini e i relativi pensieri scritti che le accompagnano. Cartoline, forse, da un viaggio strano e affascinante intorno a un mondo immaginario. Viaggiare, fantasticare, andare oltre, leggere, e scrivere. Come scrivere una cartolina, un’azione ormai così rara, un gesto vintage del passato, quando la mediazione tra luoghi e pensieri era affidata al tempo più o meno lungo impiegato dalla posta per condurre quell’immagine dalla partenza all’arrivo, caricandola della sua storia, della storia di un io e di un tu.

Cartoline da un viaggio immaginario

Ogni cartolina scritta è accompagnata nel libro da un’immagine a colori: un attimo fissato, una suggestione, uno scorcio che può andare oltre il puro piano referenziale. Ogni scorcio è lo slancio di partenza per una storia che si dipana nella geografia, ma anche nel tempo. Così fanno capolino paesaggi alpini della Svizzera, ma anche scene d’oriente, scorci di grandi città italiane, asiatiche, americane, uno specchio deformante, lo spazio impalpabile dei social network. Non importa dove, appunto, ma importa la disposizione dello sguardo, il potere delle parole, capaci di descrivere persino un “ammartaggio” fuori dal pianeta sul quale viviamo.

In questo strano e insolito viaggio intorno al mondo immaginario dei due autori si succedono luoghi e fantasie, ma grazie al potere della scrittura l’orizzonte si allarga. È così che attraverso queste finestre vagabonde si può tornare indietro nel tempo, riscoprendo vicende storiche, si può ipotizzare il futuro, si possono indagare percorsi reali, oppure si può sognare partendo da fotografie reali che illustrano luoghi della fantasia, dal buio pesto di un immaginario ventre pieno di domande, fino alla plancia di un gioco da tavolo, con le sue caselle-mondo.

Cartoline che danno del tu

Ogni cartolina è un pensiero rivolto a un lettore da un io o un noi, in un qui e ora che all’atto di lettura già non sarà più: uno spostamento di sguardi, intenso e già evaporato, pieno di relazioni, tra spazi, parole, visioni. Questo racconta la voce plurale che parla e dà del tu al lettore, questa è esattamente la sensazione di trovarsi di fronte a un istante vissuto, elaborato e congelato da quel testo che non può prescindere dall’immagine che lo accompagna. «Siamo in due, ma la mano è una» dicono sibillinamente gli autori a un certo punto. Mano che si interroga sulle andate e sui ritorni, spesso indugia sui confini, o scova punti di fuga, muri da attraversare, posti affollati come una spiaggia, desolati e polverosi come un solaio, non-luoghi densi di vita come un’auto in coda. Più che luoghi, sono spesso situazioni che collocano lo sguardo di un soggetto: una casa nuova, promessa di vita che verrà, una stazione dove non ci si incontra, perché se a volte lo spazio coincide, non sempre fa lo stesso il tempo.

Come una città invisibile

Eterei come le Città invisibili di Calvino, perse nel tempo, eppure così vivide nell’istante che permettono di fissare. Che valore hanno questi spunti spaziali, questi slanci dell’immaginazione e del soggetto che guarda, scrive e parla? Una risposta arriva dalla cartolina numero 15: «Se stai leggendo questa cartolina è perché hai trovato la bottiglia che – chissà quanto tempo fa – abbiamo gettato fra le onde, con la speranza che le parole non si perdessero».

Diversi i riferimenti letterari tra i quali spicca quello a Le città invisibili di Calvino. Non c’è solo una cartolina da Castiglione della Pescaia, dove si racconta di un gioco delle onde che richiama in modo esplicito l’esercizio di visione e analisi del signor Palomar, da sempre identificato proprio con lo stesso Calvino, colto a osservare le onde sull’orizzonte dalla spiaggia di Castiglione. C’è Venezia, la città di Marco Polo: una Venezia del futuro che si sposta e galleggia sopra una nave, a solcare il Mediterraneo fino a Gibilterra, tesa verso nuove scoperte. E c’è una Sofronia fissata tra le giostre di un luna park, un impero del Kublai Kan rugginoso, sottilmente inquietante, l’immagine di un gioco a cui luce e dinamismo sono state sottratte per svelare l’ossatura che c’è dietro, e che racconta tutt’altra storia. E poi c’è il buio, quasi centrale, a metà raccolta: una foto nera che sembra pescare proprio nell’opaco calviniano. “Dal fondo dell’opaco io scrivo”, erano le parole dello scrittore. E così da un ventre oscuro, fitto di ombre, si fa voce la necessità di orientarsi per l’io/noi che parla, un punto nello spazio, una voce cosmicomica, quasi, che si interroga per trovare la luce, condizione per poter fotografare, per poter vedere e cercare risposte.

Link: lucialibri.it


© Convenzionali, 12.02.2025

Libri
“Non importa dove”
di Gabriele Ottaviani

Cinquantotto cartoline dal mondo, Ginevra, Strasburgo, Bogotà, Genova, New Delhi, Terra di mezzo, Gerusalemme… Yari Bernasconi e Andrea Fazioli scrivono insieme, fotografano la realtà, compongono uno zibaldone di viaggio, una lirica pinacoteca di istantanee immediate, in cui parole e immagini si amalgamano e narrano il mondo, nelle sue contraddizioni, nei sorprendenti svelamenti delle anime più profonde dei territori e dei suoi abitanti: Non importa dove, per Gabriele Capelli editore, è un volume bello, suggestivo, agilissimo, che fa conoscere e riflettere.

Link: Convenzionali

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