«Potente e letale» – “Fucile” di Odile Cornuz – Pensieri Accesi


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© Pensieri Accesi, 05.03.2024

FUCILE di Odile Cornuz
di Paola Blandi

Odile Cornuz, poetessa svizzera, esordisce nella narrativa con un romanzo strutturato in brevi capitoli preceduti da disegni stilizzati di oggetti di uso quotidiano che insieme a una scrittura essenziale e intensa costituiscono le tracce di una storia che si fa intuire più che raccontarsi, volutamente vaga ma altrettanto concreta nei sentimenti che racconta: l’amore, lo sfaldamento della coppia e la violenza psicologica dell'”altra metà” che non accetta la fine.

I protagonisti sono un uomo, una donna e una bambina (figlia di lei). A quanto si intuisce c’è stato un tempo in cui lei, disillusa dalle esperienze precedenti, con una figlia da crescere, non pensava di poter tornare ad amare. Lui, più vecchio, insegnante, pescatore, appassionato lettore de “Il vecchio e il mare” l’ha avvolta nella sua seduzione convincendola a sposarlo (al posto delle fedi si sono scambiati due braccialetti di avorio che poi verranno abbandonati sui rispettivi comodini). Travolta da quella inaspettata fiamma lei e la bambina si sono accomodate in una vita anche economicamente più agevole. Ma l’amore, ci ricorda l’Autrice, raramente resiste alla noia dell’abitudine e a un certo punto finisce e quelle due metà che sembravano completarsi, si scoprono diverse. Ma se la donna si interroga e cerca il dialogo, l’uomo segue la strada della negazione prima e poi della prevaricazione: una violenza sottile fatta di parole e comportamenti meschini che distruggono la stima e la dignità di quella donna. Coinvolgendo anche la bambina, che egli arriva – apparentemente per scherzo – a chiamare “Ochsner”, pattumiera.

E se la donna cerca il riscatto da una relazione ormai tossica e rimpiange di essersi fatta avvolgere da quell’abbraccio, piegandosi al volere dei suoi genitori che la volevano sistemata, la bambina, che tace ma tutto osserva, giudica il mondo degli adulti e si domanda “Com’era che ognuno veniva intrappolato in una rete che non aveva scelto? La cosa poteva cambiare?”

Un libro nel quale le parole evocano sentimenti e l’essenzialità aggiunge potenza, un breve romanzo minimalista, potente e letale. Come il fucile che dà il titolo al breve romanzo ed è sempre lì, pronto a sparare, anche se riposto in un armadio.

Odile Cornuz – Fucile – Capelli Editore – traduzione dal francese di Carlotta Bernardoni-Jaquinta

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