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© Septem Literary, 4.02.2022

Latte e sangue di Carlo Silini
Recensione a cura di Fabiana Farina

RECENSIONE

“Latte e sangue” è il secondo volume della trilogia di “Il ladro de ragazze”. Anche in questo libro l’ambientazione storica è verso la metà del 1600 e sempre nella zona che comprende il canton Ticino in Svizzera, la zona del lago di Como e provincia, il gran ducato di Milano, e la Brianza. Nuovamente ritroviamo Maddalena ma non è la Maddalena, la “Lena” del primo libro. Questa è Maddalena de Buziis, figlia di Barbara di Buziis che nel primo volume l’abbiamo lasciata poco più che adolescente. Maddalena vive tranquilamente in un paesino sconosciuto della Brianza insieme ai nonni paterni acquisiti e dove fa l’erborista. Qualcuno però le dà la caccia da quasi dodici anni e alla fine riesce a trovarla. Lei sapendo di essere in pericolo di vita scappa verso la Svizzera, verso la terra che era di sua madre per cercare di capire chi può essere il suo predatore. Qui conoscerà Giacomo, bello da togliere il fiato ma che ha una vita in tantino movimentata, insomma non è mica uno stinco di santo. Maddalena insieme a Vittore, figlio neonato di Giacomo, Giacomo stesso e la “prevadessa” (zia di Giacomo, ex prostituta dei preti e magnaccia di Giacomo) cercheranno di salvarsi la vita e di far luce su chi può voler morta, si è al rogo è meglio, Maddalena. Perché la povera ragazza sarà denunciata al tribunale della santa inquisizione di Como, uno dei più grandi e più severi che ci sia in Italia.

“L’amore è un animale che piange. L’amore è un corpo che urla. Gioia e dolori si fondono in un tutto indistinto, l’importante è ballare. … Qualunque cosa accada, l’importante è ballare.”

Giunta per propria volontà e imprigionata a San Giovanni in Pedemonte, questo è il nome del convento dove ha sede il tribunale (adesso purtroppo non esiste più, è stato bombardato dalle truppe napoleoniche al suo posto oggi sorge la stazione ferroviaria di Como) dovrà affrontare l’ottusitá del clero e la figura dell’uomo dei “Trii Böcc”.

“Il potere si impone col terrore.”

Mentre è a Como, Maddalena potrà contare con la caparbietà dei suoi amici che la sanno innocente oltre che con l’aiuto della carica suprema dello stesso tribunale inquisitorio e di un prete di montagna, che hanno intuito che il tutto sia una montatura.

”Quando stai male, quando sei solo, non c’è orgoglio che tenga. E se non hai una mamma vera, ti va bene anche quella fatta d’aria, di canti e di preghiere in chiesa, di rosari che non hai mai detto, di pensieri che non hai mai avuto. La vuoi, la ami.”

Come per il primo libro l’aggettivo è: pazzesco. È una lettura divertente, mozzafiato, leggerlo è come stare sulle montagne russe. Il ritmo in questo caso è un tantino più lento in modo di riuscire a respirare l’atmosfera del processo e i personaggi che ne fanno parte. Il finale è stupefacente con un colpo di scena spettacolare.

“Contro gli uomini sì, contro Dio dipende, contro il demonio mai.”

Il mio consiglio è leggetelo! Sicuramente non vi annoierete.


TRAMA

“Un romanzo carico di tensione, una storia sensuale e violenta ambientata tra il Ceresio e il lago di Como.”
Secolo brumoso e sanguinario, il Seicento, nelle terre tra la il Ducato di Milano e i baliaggi svizzeri a sud delle Alpi. Maddalena de Buziis è l’ultima sopravvissuta di un’atroce vicenda di rapimenti, stupri ed uccisioni commessi da un oscuro personaggio dedito alle arti negromantiche fuggito da Vimercate verso le terre elvetiche: il Mago di Cantone. Vicenda narrata nel precedente romanzo, “Il ladro di ragazze”. Maddalena vive in un villaggio discosto della Brianza e si occupa dei nonni acquisiti. Li cura con “erbe e sguardi” perché conosce i segreti delle piante. Inquieta, cerca amore e, soprattutto, la verità su se stessa. Mentre cerca di riprendersi dalla sconvolgente disavventura vissuta nelle terre svizzere, qualcuno si mette sulle sue tracce per scovarla a tutti i costi. È un sicario della più feroce banda criminale del confine italo-svizzero. Il mandante è un enigmatico religioso, l’Uomo dei Trii Böcc, che elabora trame inquietanti in uno spartano riparo sul Monte Generoso.

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