Odile Cornuz – Le città invisibili – Radiotelevisione svizzera
RSI Radiotelevisione svizzera, 8.10.2024
Le città invisibili
Oneiros, di Odile Cornuz
Di: Daniel Bilenko
Odile Cornuz abita a Neuchâtel in Svizzera. Ha pubblicato opere poetiche, di prosa e di teoria letteraria. Spiccano : D’une pratique médiatique à un geste littéraire : le livre d’entretien au XXe siècle (Droz, 2016); Ma ralentie (2018), Pourquoi veux-tu que ça rime? (2014), Biseaux (2009) et Terminus (2005 et 2024); e i due romanzi Qui n’est plus (2024) e Fusil (2022), quest’ultimo ora esistente in italiano grazie alla traduzione di Carlotta Bernadoni-Jaquinta (GCE – Gabriele Capelli Editore, 2023).
Servizio televisivo dedicato a “Fucile” di Odile Cornuz.
© Turné, Radiotelevisione svizzera LA1, 24.02.2024. Servizio televisivo a cura di Lisa Mangili. Riprese Paride Dedini. “Per gentile autorizzazione della RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.”
Primo romanzo dell’autrice svizzera, che si avventura in un genere nuovo con un tema intenso e molto attuale: Odile Cornuz ci regala un’opera vibrante e dalla potente carica emotiva, con uno stile essenziale, quasi minimalista, così come lo sono i disegni di oggetti quotidiani che introducono ogni capitolo e che a esso sono strettamente legati: stilizzati in pochi tratti nudi, semplici ma efficaci perché diretti come la prosa che anticipano.
Mangialibri

Un fucile che incombe come una minaccia su una donna e un uomo incapaci di amarsi a lungo termine. Un barattolo di vetro in cui acchiappare qualche girino una domenica di primavera. Un paio di occhiali da sole e una bandana per un travestimento canino. Questi e altri oggetti – una moneta, un berretto, un monopattino, una pala, un guinzaglio… ma anche un filodendro e una trappola per topi – costituiscono la struttura dell’originale romanzo di Odile Cornuz che esplora le dinamiche e i segreti di una famiglia al ritmo dei ricordi, un episodio dopo l’altro.
Con uno stile sobrio, intenso e pungente, Odile Cornuz sonda gli impenetrabili misteri della separazione amorosa, mettendo la materia al servizio della memoria.
