Lorenzo Sganzini, “In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia”
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Lorenzo Sganzini
In Svizzera
Sulle tracce di Helvetia
Romanzo di viaggio
15×21 cm, ca. 184 pp, Euro 18,00
ISBN 978-88-31285-38-4
Disponibile anche in versione digitale su più piattaforme.
© Turné, Radiotelevisione svizzera LA1, 12.11.2022
Servizio televisivo a cura di Lisa Mangili dedicato al romanzo “In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia” di Lorenzo Sganzini. Turné, RSI LA1, 12.11.2022.

Radio Lombardia: Il romanzo di viaggio del ticinese Lorenzo Sganzini alla ricerca dell’identità profonda dal suo Paese. Anche per sfatare qualche luogo comune. Intervista con l’autore.
Seguire i tre fiumi nel loro tratto svizzero per iniziare a districare la complessa matassa della mia identità. Questa l’idea, almeno per la partenza. Il resto, poi, si vedrà.
Inizia così, al triplice spartiacque del Piz Lunghin in Engadina, un viaggio attraverso la Svizzera alla ricerca di risposte non sempre facili da trovare per chi è nato in Ticino ed è separato dal resto del Paese, oltre che dalle Alpi, da distanze linguistiche e culturali. I fiumi le cui sorgenti si trovano su quella montagna, l’unico spartiacque europeo verso tre mari, sono la Meira che finisce nell’Adda e nell’Adriatico; il Reno che sfocia nel mare del Nord e l’Inn che attraverso il Danubio raggiunge il Mar Nero.
Le montagne, i laghi e le città. Lorenzo Sganzini ha viaggiato attraverso la Svizzera visitando luoghi simbolici come il Cervino, le gole della Schöllenen o il Grütli e incontrando i grandi personaggi che ne hanno fatto il mito e la storia: Guglielmo Tell, Nicolao della Flüe, il generale Guisan, Giacometti, Hodler, Frisch, Dürrenmatt… Ma soprattutto si è lasciato guidare dalla curiosità dello sguardo, perché come dicono i versi di Antonio Machado “il cammino si fa camminando”.
Sul Lunghin ha percepito la presenza di Gaia la dea della terra, al Bernina di una diavolessa, al Morgarten di Gertrud Stauffacher. Helvetia è stata rincorsa un po’ ovunque. Ha riscoperto le città come incubatrici di un pensiero a cui non è estraneo il loro essere svizzere. A Basilea si è ricordato della famosa frase di Orson Welles, un vero concentrato di luoghi comuni: “In Italia sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerra, terrore, omicidio, strage ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, con cinquecento anni di amore fraterno, democrazia e pace cos’hanno prodotto? L’orologio a cucù”. Le cose non stanno proprio così. Erasmo, Holbein il Giovane, Paracelso, per un breve periodo anche Calvino, le tipografie e l’università resero Basilea la culla dell’Umanesimo; come ha osservato lo storico Jacques Le Goff, ne fecero, proprio in quei primi anni del Cinquecento, uno straordinario “agente di civilizzazione” al centro di una fitta rete europea.
Il viaggio, partito tra le montagne, il cuore geografico della nazione, si conclude al Palazzo federale di Berna, il suo cuore politico, dove, quasi a voler compensare la furia iconoclasta della Riforma, ogni spazio ne racconta la storia con statue e dipinti.
Lorenzo Sganzini (Lugano, 1959) è stato responsabile della Divisione cultura del Cantone Ticino, della Rete Due della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana e dei servizi culturali della Città di Lugano durante la realizzazione del centro culturale LAC (Lugano Arte e Cultura).
Nel 2020 ha pubblicato: Passeggiate sul lago di Lugano. Di chiesa in chiesa tra arte e storia.
RECENSIONI/SEGNALAZIONI
La storia infinita
L’invenzione della Svizzera
Miti e leggende segrete che hanno creato il nostro paese
Anche Lorenzo Sganzini – autore del libro “In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia” – racconta le origini del mito di Guglielmo Tell durante la trasmissione “La storia infinita” – L’invenzione della Svizzera. Miti e leggende segrete che hanno creato il nostro paese; di Jonas Marti.
L’intervento di Lorenzo Sganzini

© Sconfinamenti, 13.09.2023
Elvetia, viaggio nel cuore dell’Europa
By Valeria Camia
Qualche tempo fa avevo pensato di creare un podcast e di chiamarlo H EL V E TI A . Abitavo in Svizzera già da diversi anni – a sufficienza per prenderne la cittadinanza, se non avessi continuato a cambiare Cantone e comune di residenza, cosa che invece facevo un po’ per il piacere del nuovo e un po’ per lavoro.
Forse proprio in seguito ai continui salti di residenza, di sfondi, cromie, lingue e tradizioni, dalla verde città di San Gallo, alla centralissima Zurigo, alla tranquilla Lugano, una cosa si era fatta, per me, via via sempre meno chiara: che cosa tenesse insieme quella nazione che chiamiamo Svizzera. Insomma, sentivo che era giunto il momento di conoscere meglio il paese dove vivevo e dove crescevano i miei figli.
Helvetia, simbolo di un intero popolo – gli Elvezi appunto – e personificazione nazionale, mi sembrava un buon punto di partenza. Dopo tutto Helvetia era sempre “con me”, su quella moneta da 2 franchi che trovavo immancabilmente nel portafoglio. Di questa idea ne parlai anche con un giornalista della radiotelevisione svizzera. Mi diede qualche consiglio su come lavorare alla serie di podcast che avevo in mente. Poi non se ne face nulla.
Quindi mi ha colto piacevolmente di sorpresa scoprire la pubblicazione di Lorenzo Sganzini dal titolo “In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia” (edito da Capelli Editore).
Un romanzo di viaggio, si legge in copertina del libro.
Una lettura “facile”, avevo pensato io. E invece no.
“In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia” è un appassionante, denso, intenso e intimo documentario di un viaggio che parte da tre fiumi per descrivere la geografia non solo fisica ma anche identitaria dell’autore e, soprattutto, di una nazione nel suo insieme: Seguire i tre fiumi nel loro tratto svizzero per iniziare a districare la complessa matassa della mia identità. Questa l’idea, almeno per la partenza. Il resto, poi, si vedrà – scrive in apertura di romanzo Sganzini, la cui esplorazione della Svizzera inizia presso il Piz Lunghin in Engadina. Da lì si diramano tre fiumi, appunto, che arrivano in tre mari: la Meira che finisce nell’Adda e nell’Adriatico; il Reno che si riversa nel mare del Nord e l’Inn che attraverso il Danubio sfocia nel Mar Nero.
Lorenzo Sganzini, con la moglie che lo accompagna nel viaggio, descrive città, montagne, laghi e piccoli centri abitati, miti e storie che sono il simbolo della Svizzera; racconta di luoghi e persone che forse non dicono un gran ché al turista che transita un po’ per caso da quelle parti, ma che invece sono importanti per chi cerca l’essenza elvetica: il Cervino e il Grütli, Guglielmo Tell….
“In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia” non è uno di quei libri che si leggono tutto d’un fiato. Lenta è la narrazione come lo è l’avanzare a piedi di chi scrive. Solo lentamente ci si appropria del paesaggio, la storia, le persone che si incontrano, fisicamente o storicamente, nel tragitto di Sganzini. E solo con lentezza, passo dopo passo, si arriva a cogliere cosa sia l’identità elvetica.
Eppure, quello scritto da Sganzini è un libro che non tocca solo chi “si muove” tra i cantoni elvetici e si perde a osservare le bellezze che si palesano dinanzi agli occhi. Le parole che riempiono “In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia” risuonano nell’animo di chi guarda alla Svizzera da lontano, dal di fuori dei suoi confini, dall’Europa. Così scrive l’autore stesso del libro, riferendosi a Colombano, il santo europeo che nel suo tragitto verso Roma transitò nel cuore geografico del continente: egli, Colombano, “si ferma e ad alta voce scandisce, allargando le braccia, le due parole con le quali per primo enunciò l’idea di un’Europa culturalmente unitaria: Totius Europae, “Tutta l’Europa”.
Link: Sconfinamenti
© Il Cantonetto, Anno LXX, n. 1, Giugno 2023
“In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia” di Lorenzo Sganzini



Link: Il Cantonetto
© Rai Radio 3, Qui comincia, 09.07.2023
Lorenzo Sganzini, “In Svizzera” (Gabriele Capelli Editore)
Con Valentina Lo Surdo
Scelte musicali di Valentina Lo Surdo e Ennio Speranza. Regia di Ennio Speranza

© Millevoci, RSI RETE UNO, 21.04.2023
In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia di Lorenzo Sganzini
Sulle tracce di Helvetia e di un’identità collettiva
Di Michela Daghini
Ne abbiamo parlato con l’autore, aprendo la puntata con i saluti dell’Ambasciatrice di Svizzera in Italia Monika Schmutz Kirgöz.
È un viaggio in Svizzera quello che vi proponiamo, un viaggio geografico, storico e interiore tra i luoghi simbolo della Confederazione. Tra laghi, fiumi e città insieme a personaggi della cultura e del mito, che della Svizzera hanno scritto la storia. Lo facciamo sulle tracce del suo archetipo femminile, quell’Helvetia che ispira il recente libro di Lorenzo Sganzini, nostra guida in questa puntata. L’autore si è fatto viaggiatore e pellegrino, inseguendo l’allegoria di un Paese che vede nella diversità, nei confini e nel plurilinguismo la propria costruzione identitaria. Un viaggio che parte fra le bellezze naturali alpine, dalle montagne, come quella che secondo il mito vide nascere dal suo ventre la vita di Europa, la splendida principessa fenicia per cui Zeus perse la testa, e si conclude nel cuore politico dello Stato, al Palazzo federale di Berna, in cui ogni spazio ne racconta la storia con statue e dipinti.
Dalle fonti sul Piz Lunghin all’iconico Cervino, dal corso del Reno al Maloja, al Grütli, a Svitto, fra spazi cittadini e naturali, in compagnia di Nietsche, Frisch, Dürrenmatt, Rousseau, Erasmo, Calvino, e naturalmente Guglielmo Tell. Ma anche degli artisti che alle bellezze della natura di quei paesaggi si sono ispirati per opere immortali. Come Giovanni Segantini che aveva scelto le magnifiche montagne dell’Engadina per vivere, e dalle suggestioni di un alpeggio sopra Soglio aveva tratto ispirazione per La Vita – assieme a La Natura e La Morte, una delle grandi tele del Trittico delle Alpi per l’Esposizione universale di Parigi del 1900 oggi al museo Segantini di St. Moritz.
Un percorso non lineare, ma piuttosto a frammenti, alla ricerca di un’appartenenza profonda e di un’identità collettiva, attraversandone la complessità.
Link: Millevoci
© Azione, 17.04.2023
In cerca di Helvetia
Un viaggio che inizia tra le montagna
di Claudio Visentin
Può sembrare curioso che Lorenzo Sganzini abbia intrapreso un viaggio di scoperta del suo Paese, la Svizzera. Invece, anche dopo tanti discorsi identitari, un senso di separazione rimane, «un desiderio d’appartenenza che la distanza di noi ticinesi non rende automatica».
Da queste premesse scaturisce un viaggio fuori dal comune, seguendo il filo di curiosità e pensieri: «Un viaggio che non si svolge linearmente, tappa dopo tappa, ma accumula e sovrappone momenti diversi […], ogni tanto s’interrompe, riparte, rimugina e, se necessario, come nel caso delle carte geografiche, lascia l’esplorazione sul territorio per affidarsi a quella dei libri».
E certo, in un tempo appiattito sull’eterno presente dei social, anche un poco di ripasso della nostra storia non guasta. Alcuni temi tornano inevitabilmente: la Svizzera Stato artificiale (Friedrich Dürrenmatt), un’Europa in miniatura separata però dall’Unione europea. Ma le eterne domande sul significato di questo Paese, declinate in un itinerario e messe alla prova dei luoghi, acquistano nuova freschezza.
Il viaggio di Lorenzo Sganzini comincia tra le montagne ‒ barriera o passaggio, a seconda dei momenti e degli sguardi ‒ e in particolare dallo spartiacque del Piz Lunghin, dove sgorgano acque destinate a tre mari diversi. Il viaggio prosegue accompagnando l’acqua e a volte, proprio come un fiume, sembra smarrirsi nei meandri intricati e controversi della storia nazionale. Nel rincorrersi di luoghi, date e documenti tutto è falso e tutto vero. Il viaggio si chiude raccontando la vivace vita culturale rinascimentale delle grandi città (Basilea, Ginevra), troppo spesso dimenticata per amore degli stereotipi. In compenso, dopo aver cercato a lungo e invano Helvetia, archetipo femminile della Confederazione, si trova invece l’umorismo e il buon senso di Chantal: lasciamo al lettore scoprire chi sia.

Link: Azione
© Lib– 06, Febbraio 2023
Il curioso viaggio in Svizzera alla ricerca dell’identità… svizzera
Di Massimo Schira

E citiamo anche, da pagina 15, le parole di Monika Schmutz Kirgöz, Ambasciatrice svizzera in Italia:
«Il libro di Lorenzo Sganzini non solo mi piace, addirittura mi è utile nel mio lavoro quotidiano. Pensate: una lettrice basilese che fa i complimenti ad uno scrittore ticinese per il suo modo di spiegare la Svizzera! Questo indica un libro di successo, che consiglio a tutti di leggere. È divertente
nello stile, rivelatore negli aneddoti con cui si illustra la nostra identità, la nostra volontà di essere svizzeri. Domande cui devo spesso rispondere in prima persona, per condividere i valori che rappresento».
Link: libmag
© Le Alpi, Club Alpino Svizzero, n. 2/2023
Segnalazione del romanzo di viaggio di Lorenzo Sganzini “In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia”.

Link: Le Alpi, Club Alpino Svizzero
© Fondazione Sasso Corbaro, Febbraio 2023
In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia di Lorenzo Sganzini
Sono un immigrato. Dal 2010 vivo a Lugano. Sono nato in un altro posto, in un altro stato e qui dove sto adesso, non son certo l’unico. Ma son certo di non essere nemmeno l’unico che, per varie e svariate ragioni – tra le quali la supponenza, caratteristica di molti di noi, che se sto in un posto, beh, quel posto lo conosco solo per il fatto di starci – non conosco il posto dove sto. E allora, anche per questo, ho letto in un paio di giorni un romanzo fuori dalla mia abituale comfort zone – come dicono quelli giovani e trendy. Il libro in questione è In Svizzera – Sulle tracce di Helvetia pubblicato di recente dal localissimo editore Gabriele Capelli. L’autore e protagonista è Lorenzo Sganzini, classe ‘59 e tante cose fatte per la cultura in Ticino, il quale «ha avvertito il desiderio di uno sguardo più suo e la necessità di andare a cercarlo in un viaggio attraverso il Paese» (semi-cit. dal testo) dopo aver letto sui giornali, un primo d’agosto, i resoconti dei discorsi per la festa nazionale. E mi dico, sorridendo… magari facessero a tutti questo effetto!
Any way, sì, si è già capito, lo so, ma repetita iuvant (a proposito, se si viaggia si incontra la storia e la storia della Svizzera ci dice che prima che Nostra Signora parlasse tre lingue e un po’, parlava, o forse meglio dire, scriveva anche in latino… vero «Helvetia»?), che questo è, come dice anche la copertina un – aggiungo io bel – «romanzo di viaggio». Un viaggio che Sganzini comincia in Engadina, lassù, sul Piz Lunghin (eh sì, pure i dialetti, pure-i-dialetti si parlano in questa Svizzera!) e finisce dopo varie peregrinazioni e pellegrinaggi – non solo spaziali ma anche temporali – nel palazzone col tetto verde, quello al centro della città dell’orso, dove si decide quotidianamente come Sig. ra Helvetia si deve comportare.
Perché leggerlo? Perché chi non sa, saprà, chi sapeva e ha dimenticato ricorderà e insieme a quelli che sanno già tutto si godranno una lettura interessante, che affronta la materia in maniera briosa e mai noiosa e senza rinunciare ai documentatissimi – prova ne è la ricca bibliografia – dettagli storico-geografici.
Una citazione dal libro: «Quando decido di tornare lassù, allo spartiacque, l’idea stava incominciando a prendere corpo pian piano. Assieme a me c’è Chantal, mia moglie, che mi accompagnerà in tutto il viaggio. La bella giornata d’agosto sembra perfetta, ma come può capitare in montagna d’improvviso ci sorprende il maltempo. La temperatura scende fino quasi a sfiorare lo zero e la nebbia si fa così fitta da rendere persino difficile seguire il sentiero. Gocce taglienti di pioggia portata dal vento ci colpiscono i volti arrossati dal freddo. Senza accorgerci arriviamo al laghetto, la sorgente dell’Inn».
Nicolò S. Centemero
Link: Fondazione Sasso Corbaro
© SvizzerAmo, 07.02.2023
I libri di Svizzy: In Svizzera – Sulle tracce di Helvetia
by SvizzerAmo
Da un punto in Engadina, il Piz Lunghin, nascono tre fiumi: l’Inn, il Reno e la Meira. È l’unico spartiacque in Europa le cui acque, dopo un lungo percorso, sfoceranno in tre mari diversi: il Mar Nero, il Mare del Nord e il Mediterraneo.
Lorenzo Sganzini, giornalista e personaggio importante della cultura in Canton Ticino (è stato, tra l’altro, il responsabile della Divisione cultura della Rete Due della televisione svizzera in lingua italiana, RSI) ha scelto questo luogo come punto di partenza per un suo viaggio personale nella Confederazione.
Il viaggio è stato percorso a tappe distanziate fra loro, proprio per avere il tempo di riflettere su quello che ha visto e di farsi nuove impressioni su quello che ha rivisto; e anche se il sottotitolo recita: Romanzo di viaggio non è un libro di viaggi come potremmo immaginarcelo, con la descrizione ordinata e tassonomica di luoghi o di cose da fare e vedere o itinerari prestabiliti.
Un libro meditato
Nelle quattro parti e un epilogo che costituiscono il libro l’autore elabora una serie di riflessioni sulla Svizzera, inquadrate in paragrafi, indotte dai luoghi e dal suo livello culturale personale. Così, per esempio, quando parla delle città, lo fa partendo da un’idea, da un fatto storico che viene poi contestualizzato. Il “pretesto” per parlare di Zurigo non è la sua importanza economica, o la bellezza dei suoi dintorni, o la sua vita culturale. Parte da un fatto apparentemente secondario, per giunta non di Zurigo.
Dalla presenza di due donne, messe in un angolo seminascosto del grande affresco che troneggia sull’ingresso del Museo dei Patti Federali di Svitto dove sono conservati i documenti fondativi della Confederazione. Da qui Sganzini arriva alla questione dell’uguaglianza di genere con la dura lotta per vedersi riconosciuto il diritto di esercitare la professione di Emile Kempin-Spyri, che fu la prima svizzera laureata in legge. E poiché la Kempi-Spyri era perlappunto zurighese, ecco il pretesto per parlare della città.
In Svizzera – Sulle tracce di Helvetia non è un libro di storia anche se sulla storia è in gran parte basato. Ci sono continui riferimenti a personaggi famosi che ci accompagnano e ci guidano lungo tutto il viaggio. È una ricerca del significato della Svizzera vista come figura metaforica femminile, un libro molto colto ma scritto con una leggerezza e un garbo tale da rendere la lettura semplice e piacevole, consigliato a tutti coloro che vogliono capire il punto di vista di uno svizzero sul proprio Paese.
Link: SvizzerAmo
© Corriere del Ticino, 13.12.2022
Alla fiera riscoperta di Helvetia
NARRATIVA / Nel suo nuovo «romanzo di viaggio», Lorenzo Sganzini rielabora la propria identità personale e quella collettiva nazionale inseguendo, nei luoghi piu simbolici e significativi della Confederazione, le tracce dell’allegoria femminile di un Paese straordinariamente unico.
Di Matteo Airaghi
Helvetia chi era costei? A metà strada tra il Cantico dei cantici e il don Abbondio di manzoniana memoria, può succedere di cominciare così, tra il perplesso e lo spiazzato, accostandosi al nuovo godibilissimo «romanzo di viaggio» di Lorenzo Sganzini. Anche perché il libro si intitola, a giusta ragione, In Svizzera ma poi reca subito nel sottotitolo quel preciso riferimento alla nostra allegoria femminile nazionale che un pochino di soggezione la mette sempre. Se poi ci aggiungiamo la (peraltro magnifica) immagine di copertina dedicata alla struggente e malinconica raffigurazione della «nostra» immaginata dalla scultrice bernese Bettina Eichin senza scudo, lancia e tiara a guardare meditabonda le acque del Reno a Basilea dalla Mittlere Brücke, è abbastanza normale che qualche dubbio possa cominciare a insinuarsi nelle nostre elvetiche certezze. Bastano però poche pagine delle girovaganti riflessioni sganziniane, sino all’apoteosi finale in Bundesplatz, per capire quanto ci è cara Helvetia e quanto bisogno di Svizzera in ogni senso abbiamo avuto e continuiamo ad avere. A livello di identità personale e collettiva. «Questo libro – ci spiega lo stesso Sganzini – riprende, ampliandola, la riflessione sviluppata con quello precedente ( Passeggiate sul lago di Lugano. Di chiesa in chiesa tra arte e storia) nel quale mi occupavo di un territorio geograficamente più limitato. Siccome quando si ragiona di identità, che è quello che faccio io, le cose sono più complesse, è stato molto naturale allargare il discorso alla Svizzera, e al mio essere svizzero». Stavolta il percorso comincia al triplice spartiacque dei fiumi Mäira, Reno e Danubio, il Piz Lunghin in Engadina, per snodarsi attraverso tutta la Confederazione elvetica, alla ricerca di risposte non sempre facili da trovare per chi è nato in Ticino ed è separato dal resto del Paese, oltre che dalle Alpi, da evidenti distanze linguistiche e culturali. È allo stesso tempo un viaggio geografico, storico e interiore, quello di Sganzini, narrato con scrittura fine, profonda e ironica: l’autore segue dunque le tracce di Helvetia, allegoria femminile di un Paese particolare, in cui definire la propria identità significa confrontarsi continuamente con diversità e confini, con una storia in cui gli eroi non sono legati alle guerre.
Montagne, laghi e città sono i protagonisti, insieme ai molti personaggi dell’arte e della cultura, e perfino del mito, che della Svizzera hanno fatto la storia. I luoghi simbolo sono il Cervino, le gole della Schöllenen o il Grütli; i personaggi Guglielmo Tell, Nicolao della Flüe, il generale Guisan, Alberto Giacometti, Hodler, Frisch, Dürrenmatt, Rousseau, Erasmo, Calvino. Sganzini, accompagnato e consigliato dalla moglie Chantal cui è dedicato il volume, riscopre le città come incubatrici di un pensiero a cui non è estraneo il loro essere svizzere. Il viaggio, partito tra le montagne, cuore geografico della nazione, si conclude, come detto, al Palazzo federale di Berna, il suo cuore politico, dove, quasi a voler compensare la furia iconoclasta della Riforma, ogni spazio ne racconta la storia con statue e dipinti.
Sguardo soggettivo
«All’inizio – sottolinea l’autore – c’erano soltanto alcuni luoghi di cui avvertivo il magnetismo e le valenze simboliche: il triplice spartiacque del Piz Lunghin nei Grigioni le cui acque vanno a finire in tre mari, scoperto per caso durante una gita in montagna; la statua di Helvetia seduta sulla spalla di un ponte di Basilea scelta per la copertina del libro: il suo understatement molto svizzero la differenzia dalle abituali rappresentazioni femminili delle nazioni. Molto è venuto strada facendo. Un posto me ne indicava un altro al quale non avevo pensato, suggeriva nuove piste tematiche. Alla fine ne è uscito un viaggio geograficamente suddiviso in tre parti, corrispondenti grossomodo all’identità più personale (le montagne), a quella più storica (il lago dei Quattro cantoni) e a quella più cosmopolita ed europea (le città). L’insieme delle tre cose rappresenta quello che siamo noi svizzeri, la nostra ricchezza. Se dovessi definire i miei libri, direi che mi rifaccio alla letteratura di viaggio ottocentesca (pensiamo al Voyage en Suisse di Victor Hugo che cito parecchio) e a scrittori contemporanei come Colin Thubron o Paolo Rumiz. Attraverso il viaggio cerco di cogliere l’anima dei luoghi. Il mio sguardo è volutamente soggettivo. Sovente divago. Farlo mi aiuta a dare un senso alle cose che vedo. Poi do molta importanza alla ricerca di uno stile, di una scrittura più letteraria ed emotiva rispetto a quella di una guida o di un saggio. L’esperienza del viaggio mi ha permesso, ad esempio, di confrontarmi concretamente con il rapporto tra storia e leggenda di cui prima avevo letto soltanto nei libri. Visitavo i luoghi dell’origine della Confederazione, che sono anche quelli del mito di Guglielmo Tell, e più andavo avanti più storia e finzione si sovrapponevano fino a confondersi. A un certo punto, mentre percorrevo lo stretto sentiero della via Cava, vicino a Küssnacht, dove una cappella ricorda il punto in cui Tell avrebbe ucciso il balivo, nella mia percezione il mito ha avuto il sopravvento trasformandosi in altro, un po’ come la lava che raffreddandosi diventa pietra. Scopro che il patto del Grütli non è stato scritto al Grütli e non è neppure del 1291 e che neppure la battaglia di Morgarten è quella che ci raccontano i libri di scuola. Mi chiedo perché tutto questo? Forse che la nostra storia, quella dei documenti, non era sufficientemente attrattiva, eroica e drammatica per un’immedesimazione? Eppure nei primi patti erano già enunciati i principali valori che hanno ispirato la Svizzera: la volontà di restare all’interno dei propri confini, la pace, la reciproca solidarietà tra comunità».
Ed è qui che il libro si rivela formidabilmente necessario, nel farci riflettere tra mille spunti, suggestioni, curiosità e approfondimenti sulla ragione del nostro stare insieme in una dimensione rivelatasi vincente nel passato, come sapeva bene Napoleone («La natura ha fatto del vostro Paese uno Stato federale: volerla vincere non è da uomo saggio») ma che può essere la nostra forza identitaria anche in futuro: in quanto unione di molte differenze attorno a un sentimento d’appartenenza comune. «Per esprimere ciò che ci tiene uniti chiosa Lorenzo Sganzini – concludo il libro citando il montaliano “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. Insomma, se qualche anno fa andava di moda dire che “la Suisse n’existe pas”, io penso invece il contrario: la Svizzera esiste proprio per le stesse ragioni di chi con quello slogan voleva negarla». Che ci serva da illuminante ripasso o da stimolante punto di partenza In Svizzera ha di sicuro il merito di ricordarci perché da ticinesi possiamo, con Piero Chiara, proclamare la nostra identità con un convinto «Helvetia, salve!».
In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia
Lorenzo Sganzini
Editore: Gabriele Capelli Pagine:
184 Prezzo: € 18
Link: CdT
© Rockerilla, 01.12.2022
Lorenzo Sganzini
In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia
di Luigia Bencivenga


© Convenzionali, 03.12.2022
Libri
“In Svizzera”
di Gabriele Ottaviani
In Svizzera – Sulle tracce di Helvetia, Lorenzo Sganzini, Gabriele Capelli.
Inizia al triplice spartiacque, tra Meira, Reno e Inn, del Piz Lunghin in Engadina, tra le montagne, nel cuore geografico della nazione dei cantoni e della bandiera rossocrociata, un viaggio, che si conclude nel cuore politico, ossia il Palazzo Federale di Berna, laddove la furia iconoclasta della Riforma protestante si scontra con l’abbondantissima iconografia storica, nel paesaggio fisico e del cuore di un uomo alla ricerca della sua identità, un percorso complesso per chi è nato in Ticino ed è separato dal resto del Paese, oltre che dalle Alpi, da distanze linguistiche e culturali. Interessante, avvincente, emozionante, divulgativo, evocativo, intenso, istruttivo: da leggere.
Link: Convenzionali
© Bell’Europa, 01.12.2022
Racconti di viaggio – L’identità della Svizzera


© InCartaMenti
VIAGGIO AFFETTIVO TRA I CANTONI DELLA STORIA
Di Paolo Romano
Terra di paesaggi montani e lacustri, di antiche tradizioni e di singolarità storica, culla della neutralità pacifica e meta di emigrazione interna all’Europa, nella quale si pone come centro geografico ideale. Eppure mancano i reportage d’autore sulla Svizzera, forse perché lontana dagli esotismi d’Oriente e d’Occidente.
Lorenzo Sganzini mette su carta un racconto di viaggio che è anche un tuffo in un ambiente antropico e naturale unico al mondo, il compendio sentimentale di un coacervo di intrecci culturali che sposano la bellezza e la singolarità del paesaggio svizzero. Dal Cervino alle gole della Schöllenen, dai borghi alla capitale, dal Grütli ai diversi cantoni: è un itinerario che non segue le tradizionali configurazioni statiche delle guide turistiche. È piuttosto un viaggio sentimentale, ricco di aneddoti e curiosità che finiscono per affascinare sia chi conosce la Svizzera sia chi non vi è mai stato.
Sganzini tira fuori dal tempo i personaggi della storia d’oltralpe, da Guglielmo Tell a Nicolao della Flüe, dal generale Guisan ad Arturo Giacometti, dal pittore Ferdinand Hodler allo scrittore Friedrich Dürrenmatt. Passando attraverso il Reno e il Danubio, il racconto si caratterizza – è il caso di dire – come un fiume impetuoso, dove la storia e la geografia sono soltanto i due grandi contenitori per un condensato di motivi che spaziano in diversi ambiti del sapere.
Il viaggio si conclude al Palazzo federale di Berna, città museo di una storia interiore e plurale. “Desideravo superare i luoghi comuni, abbandonare orologi a cucù, mucche, città ordinate e pulite – spiega l’autore – per ritrovare e soprattutto raccontare una storia fatta di complessità e molte grandezze». Qualcosa che va oltre, quindi, i pascoli e le mucche, i montanari in abiti tipici e il folclore. Centrali sono le città, vere culle di civiltà, ponti tra l’aspro ambiente alpino e le valli.
Non sfiorata dalla guerra che ha insanguinato il Continente, la Svizzera è fiera di un passato reso più forte attraverso la forza del pensiero, delle arti e dei saperi concreti. La Svizzera è colta da Sganzini nella sua anima più vera, senza travestimenti né “agiografie geografiche”, ci sia consentito il gioco di parole.
In cammino con l’autore si coglie il genius loci, il coacervo di natura e cultura fusi insieme in una terra antica, attenta a non smarrire le sue tradizioni custodite dalle grandi montagne. La Confederazione elvetica, l’antica “Helvetia”, si fa idealmente corpo di donna, figura femminile da indagare e scoprire, oltre i veli stratificati attraverso secoli di oleografia cartolinistica.
Link: InCartaMenti
© Radio Lombardia, 24.11.2022
“In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia”
Il romanzo di viaggio del ticinese Lorenzo Sganzini alla ricerca dell’identità profonda dal suo Paese. Anche per sfatare qualche luogo comune.
Intervista con l’autore.
di Filippo Colombo

© Turné, Radiotelevisione svizzera LA1, 12.11.2022
Servizio televisivo a cura di Lisa Mangili dedicato al romanzo “In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia” di Lorenzo Sganzini. Turné, RSI LA1, 12.11.2022.
© Modulazioni Temporali, 14.11.2022
Libri
Il romanzo di viaggio di Lorenzo Sganzini: “In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia”
Di Anna Lisa Coletta
“Seguire i tre fiumi nel loro tratto svizzero per iniziare a districare la complessa matassa della mia identità. Questa l’idea, almeno per la partenza. Il resto, poi, si vedrà.”
“In Svizzera – Sulle tracce di Helvetia” di Lorenzo Sganzini (gabriele capelli editore, 2022, pp. 184, euro 18) è il racconto di un viaggio che l’autore, nato a Lugano, intraprende nel proprio paese natale, per ritrovare una identità personale in un paese tanto piccolo quanto complesso, caratterizzato da una pluralità che è anche distanza culturale e linguistica senza pari in Europa ma che proprio a questa pluralità deve la sua forza.
Accompagnato dalla moglie, Lorenzo Sganzini intraprende questo viaggio partendo dai tre fiumi (Meira, Reno e Danubio), che per la Svizzera rappresentano dei veri e propri spartiacque. Le montagne fanno da cornice al racconto e, mentre i luoghi geografici simbolo della Svizzera vengono visitati e raccontati con partecipazione personale e profondo rispetto, il viaggio si popola di personaggi e si arricchisce di spunti culturali con episodi storici che si rincorrono gli uni con gli altri e sembrano non finire mai tanto è intensa la narrazione. Il Cervino sembra di vederlo con i nostri occhi, quando l’autore lo raggiunge con il famoso trenino rosso, o le gole Schöllenen con il Ponte del Diavolo che, secondo la leggenda, per essere costruito ebbe bisogno dell’intervento del Diavolo in persona e poi le città, quelle più famose, come Basilea dove visse a lungo Erasmo e piccoli borghi che fanno da sfondo alle vicende dell’eroe Guglielmo Tell. Un viaggio che ci avvicina alla Svizzera e ce ne fa conoscere le infinite sfumature.
“il viaggio è servito anche a questo: a una familiarità nuova con i luoghi e le cose. Familiarità vuol dire sentimento di appartenenza.”
Si arriva velocemente alla fine del libro, ed è nelle ultime frasi che l’autore ci fa capire quanto questo viaggio abbia significato per lui e ce ne svela la necessità quando senza fornire ulteriori dettagli menziona Orson Welles.
“In Italia vi furono guerre, omicidi e terrore, ma vennero fuori Michelangelo, Leonardo e il Rinascimento. In Svizzera non vi fu che amore fraterno, ma in 500 anni di quieto vivere che cosa è venuto fuori? L’orologio a cucù!”
È questa la famosa frase a cui Lorenzo Sganzini fa riferimento e con questo libro dimostra quanto il famoso sceneggiatore fosse lontano dalla realtà. La Svizzera è tanto tanto altro, è un mondo che ci si svela dalle pagine di questo libro che è anche un invito a conoscere cosa si nasconde nel cuore dell’Europa.
Link: Modulazioni Temporali
© Il Mattino della domenica, 06.11.2022
Lorenzo Sganzini, In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia.
Di Omar Ravani


© Rivista di Lugano, 28.10.2022
In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia

© Il Quotidiano del Sud (ed. Irpinia), 10.11.2022
In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia di Lorenzo Sganzini


© Cooperazione, n. 45, 8.11.2022
Segnalazione del romanzo In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia di Lorenzo Sganzini.

© RSI RETE DUE – Alphaville, 28.10.2022
In viaggio sulle tracce di Helvetia
di Mario Fabio
Per “In Svizzera: sulle tracce di Helvetia” Lorenzo Sganzini ha viaggiato attraverso la Confederazione visitandone i luoghi simbolo e incontrando i grandi personaggi che hanno fatto il mito e la storia della Svizzera.

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