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© Corriere dello Spettacolo, 06.11.2019

“La bella Fanny”, il romanzo dello scrittore svizzero Pedro Lenz
di Antonella Quaglia

La bella Fanny è uno di quei romanzi che entrano in punta di piedi nella mente del lettore, per poi conquistarla irrimediabilmente. La storia del protagonista Jackpot assomiglia a quella di tanti giovani che affrontano l’esistenza pieni di dubbi sul proprio essere e sul proprio destino. Jackpot non sa ancora se riuscirà a diventare uno scrittore, e se avrà finalmente modo di badare a sé stesso senza l’aiuto di suo fratello. Nonostante questo egli si muove nella cittadina svizzera di Olten con un’apparente calma che lo fa sembrare un ragazzo felice e appagato, incurante della sua precarietà. La malinconia del monotono sobborgo di Olten è l’ambientazione ideale per far emergere le contraddizioni che in realtà risiedono nella mente e nel cuore del protagonista, risvegliato da un incontro che sconvolge la sua quotidianità e che gli offre accesso a sensazioni mai provate. Gli occhi magnetici della bella Fanny lo intrappolano in un sogno che diventa incubo, che ritorna poi un sogno che ricade nell’incubo. La ragazza sembra averlo stregato, così come è accaduto ai suoi due amici, gli anziani pittori Louis e Grunz.

E c’è chi racconta in giro che ella porti con sé una maledizione, e che frequentarla conduca inevitabilmente alla disperazione. Jackpot non crede a quelle parole e ama Fanny alla follia, si ossessiona a tal punto da rendere reali le dicerie sul suo conto. Egli si butta anima e corpo in un sogno di rapporto che non avrà mai un inizio concreto, così come sta accadendo al suo romanzo, orfano di un incipit convincente che non gli permette di dare una degna conclusione alla storia.

In questa affascinante opera in cui si riflette profondamente sull’esistenza e in cui si mettono in scena gli affanni degli amanti e degli artisti, si analizza la natura passeggera dell’amore e dell’ispirazione, a volte con ironia, altre con amarezza.

L’amore va e viene come l’ispirazione, croce e delizia di ogni scrittore, che non arriva mai al momento opportuno ma quando appare è una benedizione, e va fissata sulla pagina prima che scompaia. Jackpot si dedicherà finalmente al suo romanzo, quando l’ossessione per Fanny si sarà consumata nel suo stesso fuoco, dimenticherà sé stesso e racconterà una storia troppo a lungo rimasta in sospeso. E un giorno, forse, quegli occhi torneranno a guardarlo, e questa volta lui saprà cogliere il momento, e saprà godere di quella parentesi di vita senza dolore, senza aspettative, per il solo gusto di vivere.

Link: Corriere dello Spettacolo


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