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© Leggere:tutti, 30.10.2019

Intervista: Carlo Silini, “Latte e sangue”
di Antonella Quaglia

Carlo Silini (Mendrisio, 1965) è caporedattore al “Corriere del Ticino”. Ha vinto nel 2015 e nel 2017 lo Swiss Press Award, il più importante premio svizzero di giornalismo. Nel 2015 esordisce per Gabriele Capelli Editore con il romanzo storico “Il ladro di ragazze”, rimasto per mesi ai primi posti delle classifiche dei libri più venduti della Svizzera italiana. “Latte e sangue” (Gabriele Capelli Editore, 2019) è il suo secondo romanzo storico, ambientato nell’oscuro e violento Seicento ticinese.

«Ci presenta il suo romanzo storico Latte e sangue?».
Latte e sangue è una vivida storia d’amore nel senso più tragico ed epico dell’espressione. C’è una giovane e inquieta protagonista, già sopravvissuta a una vicenda di abuso e di sopraffazione, che cerca la verità su sé stessa e al contempo scopre gli abissi dell’amore incappando, casualmente, in un formidabile gigolò ante litteram. Lo deve fare nelle peggiori condizioni, quelle della vittima braccata prima dai tagliagole di una efferata banda di confine, poi dalle accuse di stregoneria costruite ad arte in un memorabile processo svoltosi nel convento domenicano di Como, il maggior centro dell’inquisizione a sud delle Alpi. Nel suo cammino è affiancata da una determinata e umanissima combriccola di amici fuori dagli schemi, tra cui l’ex prevadessa (cioè prostituta specializzata nei preti) Rina Balestra, peraltro realmente vissuta, e un prevosto di montagna colto, timido, incapace di pianto e insospettabilmente coraggioso.

«Latte e sangue è ambientato nel Seicento, secolo oscuro e spietato in cui, come racconta nell’opera, “si scannavano tutti, democraticamente, senza distinzione di censo”. Cosa l’affascina di questo controverso periodo storico?».
Il Seicento è stato il nostro Far West. L’Europa era attraversata dalle guerre e dalle ondate di pestilenza. Il mondo occidentale stava entrando nell’età della ragione con il processo a Galileo, ma non se n’era ancora accorto. La Chiesa era partita lancia in resta all’attacco di un nuovo nemico, l’eresia protestante, ma nelle vallate alpine si erigevano ancora in grande abbondanza pire per estirpare le streghe, e i loro più feroci persecutori non erano i religiosi, ma i poteri laici. Mentre i predicatori invitavano i preti al controllo delle anime e dei costumi, nelle chiese esplodeva la sensualità dell’arte barocca. Noi abbiamo dimenticato l’importanza del Seicento nel forgiare l’immaginario e le contraddizioni dei nostri tempi: se andiamo a leggere i processi alle streghe non possiamo stupirci che da qualche parte il nostro mondo sia rimasto misogino e violento nei confronti delle donne.

«La protagonista di Latte e sangue, Maddalena de Buziis, è una donna bella quanto un quadro e forte quanto la natura che ama e che l’ha forgiata. Un simbolo della resilienza e della grazia femminile. Vuole parlarci più nel dettaglio di questo complesso e intenso personaggio?».
Maddalena è un miracolo per certi versi irritante. È un miracolo perché porta come un faro la sua bellezza nel mondo. Ma soprattutto perché nel suo modo di affrontare il Male che la circonda decide scientemente di non rispondere con le stesse armi dei nemici, come invece vorrebbero i suoi compagni di sventura. È una convinta non violenta, la sua forza segreta consiste nel credere che la reazione migliore all’abuso e alla persecuzione sia la pace interiore. È una strega buona e il suo modo di affrontare le cose la mette spesso al riparo dalle peggiori conseguenze. La sua calma olimpica irrita e manda in crisi avversari e amici.

«L’antagonista della storia raccontata in Latte e sangue è il misterioso uomo dei Trii Böcc, una figura inquietante e spregevole che brama il dolore e il sangue. È emblematica la sua descrizione nel romanzo: “trascolorando in mezzo alle tombe, quel vecchio sembrava uno spettro”. Si è ispirato a una o più figure storiche o dell’attualità per delineare la sua caratterizzazione?».
Anche se su di lui confluiscono i tratti di un pensiero teologico e sociale di cui si possono trovare vaste tracce nella letteratura non solo religiosa seicentesca, non mi sono ispirato a una persona reale. L’Uomo dei Trii Böcc è prima di tutto un simbolo. I Trii Böcc sono un edificio diroccato e irraggiungibile che esiste ancora oggi su una parete a strapiombo sopra il paese di Mendrisio, in Svizzera. È, metaforicamente, un luogo in cui si arrocca un pensiero incapace di aprirsi al bello e al vero. E trama contro la pianura del mondo dove vive la povera gente.

«Latte e sangue è una storia di colpe mai espiate, di terrore e di superstizione. Non può non colpire la scena dell’insensato processo per stregoneria ai danni di Maddalena nel convento di San Giovanni in Pedemonte. Un processo che ricorda nella sua crudeltà quanto fossero infondate le accuse mosse alle povere vittime. C’è una frase agghiacciante ma purtroppo veritiera all’interno del romanzo che recita: “Nessuna di loro era innocente. Per principio”. Ciò che racconta in questa parte dell’opera è davvero avvenuto nel convento comasco?».
È tutto vero ed è tutto inventato. Vero, anche se con qualche libertà narrativa, è l’impianto accusatorio classico tratto pari pari dai manuali inquisitoriali dell’epoca, alcuni dei quali prodotti proprio dai priori del convento di San Giovanni in Pedemonte. Come quelli di Bernardo Rategno o di Modesto Scrofeo, il più crudele e insensato. Autentica è anche la figura dell’inquisitore Camillo Campeggi, tra i protagonisti del romanzo. Inventato, anche se in gran parte verosimile, è il processo a Maddalena de Buziis. Bisogna ricordare che l’immensa mole degli atti processuali prodotti nell’arco di alcuni secoli dal tribunale comasco è stata distrutta dai soldati napoleonici che hanno raso al suolo il convento. Restano resoconti indiretti sull’attività inquisitoriale negli archivi del Sant’Uffizio: le lettere mandate a Roma dagli agenti dell’inquisizione. Da questo materiale ho tratto alcune delle storie che racconto nel libro.

«Nel suo romanzo c’è un bilanciato alternarsi di personaggi ed eventi realmente esistiti e accaduti con altri di pura fantasia. Come è riuscito a gestire i due aspetti facendo in modo che nessuno di essi prevalesse sull’altro ma, anzi, che si arricchissero reciprocamente?».
È stato un lavoro di rammendo tra le tre dimensioni che stanno all’origine del testo: le leggende del territorio in cui la vicenda è ambientata, i loro fondamenti storici rintracciati nelle ricerche d’archivio (da qui vengono la maggior parte dei nomi e dei cognomi dei protagonisti), la fantasia che ci ho messo per creare una trama coerente. In altre parole: ho cercato di ricostruire mentalmente ciò che i documenti storici non dicevano. Come tutti i romanzi storici la cosa più importante non è la verità delle vicende narrate (che è impossibile raggiungere fino in fondo), ma la credibilità del racconto in base alle conoscenze storiche che si possiedono.

«Latte e sangue è l’atteso sequel del suo romanzo storico d’esordio, Il ladro di ragazze, in cui è presente la malvagia figura del Mago di Cantone, nonno di Maddalena. Ci racconta di cosa parla la sua prima opera?».
Il primo romanzo parte dalla leggenda del Mago di Cantone, abbastanza nota nella regione più a sud dell’attuale Svizzera. La leggenda narra di un oscuro signore che rapiva avvenenti ragazze, le faceva portare nel suo castellaccio, le coinvolgeva in alcuni rituali magici, ne abusava e infine le uccideva e le faceva buttare in una pozza all’interno di una grotta nascosta nei boschi dietro il palazzo. La grotta e il palazzo esistono davvero. Gli storici che si sono interessati alla vicenda hanno scoperto che dietro la figura del Mago si cela un personaggio realmente vissuto, nel Seicento of course, e ho cercato di ricostruirne la vicenda passando molto tempo tra impolverati documenti d’archivio. Ho poi immaginato che una delle donne rapite riuscisse miracolosamente a sfuggire alla sorte toccata a tutte le altre e che da lei partisse un’inaudita vendetta che ristabilisse un minimo di giustizia contro ogni speranza.

Link: Leggere:tutti


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Imposed Flat @ Impose ( Cop. Il ladro di ragazze 1b.pdf, page 1 @ Apogee Preflight )

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