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Latte e sangue – Carlo Silini
Recensione a cura di Maria Rita Truglio

Trama

Secolo brumoso e sanguinario, il Seicento, nelle terre tra il Ducato di Milano e i baliaggi svizzeri a sud delle Alpi. Maddalena de Buziis è l’ultima sopravvissuta di un’atroce vicenda di rapimenti, stupri ed uccisioni commessi da un oscuro personaggio dedito alle arti negromantiche fuggito da Vimercate verso le terre elvetiche: il Mago di Cantone. La vicenda è narrata nel precedente romanzo, “Il ladro di ragazze”.
Maddalena vive in un villaggio discosto della Brianza e si occupa dei nonni acquisiti, molto malati. Li cura con “erbe e sguardi” perché conosce i segreti delle piante: è una “strega buona”.
Inquieta, cerca amore e, soprattutto, la verità su se stessa. A volte si apparta nei boschi e danza da sola, al bramito dei cervi, perché “qualsiasi cosa succeda, l’importante è ballare”.
Mentre ancora cerca di riprendersi dalla sconvolgente disavventura vissuta nelle terre svizzere, qualcuno si mette sulle sue tracce per scovarla a tutti i costi.
È un sicario della più feroce banda criminale del confine italo-svizzero. Ma il mandante è un enigmatico religioso che elabora trame inquietanti in uno spartano riparo sul Monte Generoso: l’uomo dei Trii Böcc. Invece di scappare per sottrarsi alla cattura, Maddalena parte al contrattacco e si mette sulle tracce dei suoi persecutori.

“Niente è come sembra”
Maddalena ricorda perfettamente queste parole. A distanza di anni, tutti gli eventi passati sono scolpiti nella sua mente. Sa che il cerchio non è ancora chiuso: qualcuno si sta mettendo sulle sue tracce.

Qualcuno la stava cercando e aveva mandato un cinghiale per stanarla…Nessuno lì sapeva chi fosse. Solo i morti

In questo romanzo, seguito de “Il ladro di ragazze”, Carlo Silini resta fedele al suo modus operandi: col suo prodigioso senso del racconto ci regala un’altra storia ricca di suspence che risponderà alle domande lasciate in sospeso nell’altro racconto.
Entrano in gioco personaggi nuovi, intriganti e ambientazioni caustrali che si imbatteranno nella nostra protagonista.
In loro troverà mani amiche e anche qualcosa in più: Giacomo Storno, detto il Sacco, rappresenterà per lei un appiglio nei momenti peggiori.

Vide il sorriso guascone di Giacomo. No, non era il sorriso, erano le sue labbra piene e increspate

Troppe donne uccise e troppe coincidenze per non pensare di essere lei la vittima designata.
Cede al ricatto e viene rinchiusa in una cella del convento di San Giovanni in Pedemonte (oggi non più esistente) con un’ accusa gravissima.
Perché tutto questo? Chi vuole la sua morte?
Domande che si ricollegano ad un’unica persona. Ma è logicamente impossibile!

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“Niente è come sembra”

L’odore forte la penetrò, le venne un conato di vomito e mentre si protendeva sopra il pelo dell’acqua li vide. Gli occhi … E la odiavano”

Non sa che dietro quella presenza invisibile si nasconde un essere il cui unico scopo nella vita è la morte. Qualcuno che l’ha resa protagonista della sua vita a sua insaputa, ritrovandosi tra le fantasie più fervide di un essere dimenticato dal mondo.
Colui che ha però il potere di decidere le sue sorti e che ha controllato i fili della sua vita fino a quel momento.

Era un maestro di veleni e intrighi, odiava i miti. E adorava amministrare il destino dei deboli dall’alto, senza sporcarsi le mani, senza graffiarsele nel groviglio della pianura.

Intrighi, vendette, pentimenti, tutto gira intorno la vita di Maddalena che ha accettato di buon grado il suo destino.

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Sola, in quella cella ripensa con rimpianto a ciò che poteva essere se non avesse chiuso fuori certe emozioni , a come sarebbe la sua vita se quel giorno di tanti anni prima si fosse comportata diversamente.

Maddalena chiuse gli occhi. Cercò un’immagine che la calmasse e la trovò subito. Il bosco

“Niente è come sembra” nemmeno quando i tasselli tornano apparentemente al loro posto. La memoria di colui che ha dato inizio a tutto aleggia nella storia e l’autore ci porta nel lato più oscuro della mente di chi medita vendetta.
Lirico, sensuale, coinvolgente, Carlo Silini ci regala un altro mirabile affresco di un Seicento oscuro, superstizioso , fatto di apparenze.
Ma soprattutto ci ha donato un personaggio sopra le righe che rompe gli schemi di un’epoca rigida, capace di far traballare anche le menti più eccelse. Un personaggio senza mezze misure che mette in gioco tutta se stessa per le persone amate sfidando i più alti prelati.
Tutto questo è Maddalena de Buziis.

Qualsiasi cosa succeda, l’importante è ballare

Link: tsd


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