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© Sconfinamenti, 18.08.2021

Indelebile: un giovane e una città in equilibrio
Di Valeria Camia

Indelebile (Capelli Editore) è il titolo dell’ultimo romanzo di Luca Brunoni, scrittore luganese classe 1982. Un libro che scorre e sa coinvolgere dalle prime pagina; una storia di formazione, ma anche un mistero da svelare: un mix, insomma, che spinge il lettore a non distogliere gli occhi dalle pagine per godersi la narrazione tutta d’un fiato.

Indelebile ci catapulta nella Lugano della metà degli anni 2000 e nella vita di un giovane, Gionata, che da promettente studente modello si ritrova, per scelta, a lavorare in una fabbrica, arrotonda con piccoli lavori saltuari per arrivare a fine mese e a vivere una quotidianità segnata da complicazioni, anche pericolose. Senza ambizioni e aspettative, Gionata impone a se stesso di pagare per un errore commesso anni prima.

Semplicemente – fa dire Luca al protagonista del libro – un giorno mi sono reso conto che non era possibile. Andare a Zurigo con Mora, cercare un nuovo coinquilino per l’appartamento, comprare i libri di diritto, cominciare l’università.

Da subito il lettore, infatti, è messo al corrente che il ragazzo custodisce un segreto, ma quale esso sia verrà rivelato solo alla fine. C’entrano l’amicizia, l’amore, le sregolatezze, la voglia di provare “almeno una volta nella vita”: sentimenti umani e – addirittura – naturali a una certa età. Chi è adulto, li ha provati. Li altri, li proveranno. Il libro di Luca Brunoni ci tocca tutti, riguarda tutti e ciascuno di noi che abbiamo ricordi impressi sulla nostra pelle, scalpiti nella mente, indelebili, appunto. Come ha detto lo autore in un’intervista, “È un libro dai toni noir che però ha un aspetto esistenziale, umano: sotto la superficie di una trama veloce e cinematografica nasconde un lato introspettivo.

C’è poi un’altro motivo per leggere Indelebile e ha a che fare con la storia di Lugano. Nelle vicende raccontate da Luca la città non è solo il luogo in cui la trama si dipana e le cose accadono. La città è anche lei la protagonista del libro. Per come ho letto il romanzo io, senza Lugano – e quella Lugano narrata da Luca – non ci sarebbe Indelebile. Chissà se l’autore concorda con me?

Il romanzo è un’opera narrativa e non un libro di storia. Non ripercorre dal punto di vista urbanistico e storico i cambiamenti del centro urbano. Non entra a far parte della storiografia riguardante l’evoluzione luganese e, ad esempio, della stazione della città, con il passaggio da zona franca per lo spaccio di cocaina alla sua rivalutazione attuale. Eppure Indelebile racconta, a suo modo, tutta questa storia; racconta l’anima di Lugano di tempi passati e induce a riflettere sul presente cittadino. Lo fa con gli occhi di ha vissuto la città, ne conosce (quasi) tutte le bellezze, gli angoli, i misteri, le cose che non vanno. E così, leggendo il libro, pagina dopo pagina, il lettore e la lettrice non potranno fare a meno di chiedersi non solo quale sia il segreto di Gionata ma anche cosa ne sia stato di Lugano negli ultimi decenni. E cosa ne sarà. Quale equilibrio troverà.


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