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Recensione del romanzo “Il ladro di ragazze” di Carlo Silini a cura di Daniele Cuffaro. Viceversaletteratura.ch del 1.09.2015

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Trascrizione recensione:

Una leggenda molto nota al sud del Ticino è quella del Mago da Cantun e il primo vero lavoro di narrativa di Carlo Silini, teologo e giornalista nato a Mendrisio nel 1965, parte proprio da lì. Ne Il ladro di ragazze (Gabriele Capelli Editore, 2015) il Mago di Cantone è da identificare con Francesco Secco Borella, «delinquente della peggior specie», conte di Vimercate e cavaliere milanese che, come viene specificato nelle note storiche in coda al libro, «a detta di alcuni studiosi potrebbe avere ispirato Alessandro Manzoni per la figura dell’Innominato dei Promessi sposi» (p. 450). Allontanato dal Ducato di Milano nel 1603 poiché ritenuto colpevole di omicidio, Secco Borella è costretto ad accasarsi in Ticino, più precisamente alle pendici del Monte San Giorgio.

La sua dimora, il Castello di Cantone, si trova tra Riva San Vitale e Rancate, lungo la strada “La Rossa”, in una zona isolata e posizionata nelle vicinanze di una grotta con una pozza sotterranea. Tra il reale, l’oscuro ed il meraviglioso, il racconto popolare tramandato fino ad oggi vuole che in quello spazio il Mago facesse sparire le ragazze del posto, dopo averle fatte rapire dai suoi scagnozzi. «Si accaniva sulle più avvenenti perché percepiva la loro bellezza come il più forte strumento di potere a loro disposizione, il più efficace, l’invincibile» (p. 385).È sullo sfondo di questa leggenda che Carlo Silini fa rivivere l’ambiente sociale, popolare e religioso dei baliaggi elvetici nella prima metà del Seicento.

Ben ancorato alle fonti storiche e ad una precisa geografia dell’epoca, il racconto popolare aderisce a quello dell’autore principalmente tramite una storia d’amore avventurosa e dal sapore manzoniano; quella tra Tonio, detto “Stralüsch”, e Lena Bernasconi. Dopo essere stata rapita nei boschi del Mendrisiotto, Lena trova rifugio nel monastero di San Lorenzo a Vimercate, mentre Tonio, per ritrovarla, si muove tra osterie e appestati, sempre costretto a fuggire dagli sgherri che gli danno la caccia. «Il Tonio si grattò la testa. Quando aveva cercato di salvare la Lena, non ci era riuscito, era anzi avvenuto il contrario. Quando aveva creduto di vendicare le ragazze rapite e uccise da un bruto, aveva giustiziato la persona sbagliata» (p. 199). Dietro a queste considerazioni che frullano nella testa del personaggio si nascondono una serie di intrighi e interessi che andranno a confondere ulteriormente le acque già poco limpide della società di quel periodo storico.

La lista delle figure invischiate in questa vicenda è lunga e variegata. Tra aiutanti e antagonisti, i personaggi si presentano in molte circostanze solo dal loro soprannome. “Il Pesafüm” Gorini, per esempio, è un doppiogiochista senza scrupoli che basandosi sul baconiano sapere è potere assolda Tonio come informatore per aumentare i suoi affari e la sua autorità nobiliare. Oppure, il violento Piero Bignasca è detto “il Roncola” per via dell’arma che porta sempre con sé. In un secondo momento però, le sfumature caratteriali vengono approfondite da soliloqui in cui traspaiono la vera natura e i ricordi dei personaggi. Grazie a queste intime riflessioni, ai flashback e alle carte documentarie che spuntano nel racconto, il lettore riesce a ricomporre pian piano i pezzi di una storia che resta avvincente fino alla fine.

Il ladro di ragazze è un romanzo denso di tensioni e macchinazioni, capace di tramandare, oltre alla storia, anche le sensazioni percepibili nei diversi ambienti. L’abitazione del Mago è un luogo che fa venire i brividi ai lettori e questi ultimi si avvertono in maniera nitida attraverso i personaggi che giungono alla grotta: «sentiva alcune [gocce] cadere, con suono cristallino, dentro una pozza poco distante da dove si trovava lei. Chiuse gli occhi e le parve di sentire un coro di urla soffocate, voci di donne e di bambine disperate che gelavano il cuore. È qui. È proprio qui» (p. 412). In definitiva un racconto riuscito e convincente, che tra sorprese e illazioni ingloba storie d’amore e sotterfugi, con nell’ombra la mano dell’inquietante Mago di Cantone pronta a cadere fragorosamente contro chi osa ostacolarlo.

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