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copertinaMacello

Flavio Stroppini
bar macello

16×12 cm
48 pp.

ISBN 88-87469-08-3
Italiano

CHF 15,–
EURO 10,–

Poesie + breve racconto
“Il Bar esiste. Ha l’aria annebbiata e quattro tavoli grandi nella prima sala, un bancone. Dietro una saletta col camino che d’inverno scalda. Hanno chiamato i tavoli con dei nomi, per trovare presto il biglietto del conto. Con i numeri sembrava troppo formale, freddo. Vetrina, Udo, Fritz, Tavolo S. sono i nomi dei tavoli. In tutto possono sedersi ventitré persone. Al bancone quattro e davanti al camino tre. Per un totale di trenta posti. Immagino diversi orari, tavolo per tavolo, ed ogni avventore che pensi a qualcosa. Immagino di scriverlo, a poesie.” L’autore lascia trasparire dai suoi versi un’incredibile capacità di osservazione del mondo che lo circonda e dei suoi “attori” e nel contempo una capacità introspettiva fuori dal comune. Nelle sue poesie si percepisce chiaramente una vena critica sull’uomo e sulla società contemporanea e nel medesimo istante un grande amore che si trasforma in un messaggio di speranza. Speranza non banalizzata nella voglia di una società migliore, ma speranza per la mente, per la mente di ogni singolo individuo. Nei suoi versi è insita la voglia ad ri-usare la mente umana, di ricordarci della nostra capacità di discernimento, di critica e di “gestione” del concetto di bene e male presente nell’essere umano. L’autore ci chiede di aprire gli occhi (e non solo quelli della mente) per renderci conto di come eravamo, dove siamo arrivati e, soprattutto, che cosa stiamo facendo per le future generazioni. È fondamentale per l’essere umano l’utilizzo di quelle capacità che ci differenziano dagli altri esseri viventi e che ci rendono depositari di un incredibile potere: la capacità di “vedere” e di “pensare” il futuro.


RECENSIONI

La partizione di questa piccola opera intitolata bar macello, di Flavio Stroppini, è innervata su un tipo di scansione spazio-temporale. Lo spazio è quello del bar, delimitato dal nome dei tavoli, dal bancone e dalla vetrina. Il tempo è quello di una qualunque giornata di apertura, e va dalle 10.15 alle 24.00. L’autore è molto bravo a inventarsi testi che, a guisa di elettroni, circuitano senza mai toccarsi intorno al luogo reale e immaginario rappresentato dal locale.

Poesia 172, Crocetti editore


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