«…dove finalmente può essere capito e sentirsi leggero. Anzi, leggera.» -“Albero custode” di Katia Balmelli – Mangialibri


© Mangialibri, 16.07.2024

Albero custode

Autore Katia Balmelli
Genere Romanzo
Editore Gabriele Capelli Editore
2024
Voto: 3/3

Articolo di Elena Torre

Lo squillo del telefono a un orario insolito rompe il silenzio nella casa di Lucia, che preoccupata va a rispondere. Dall’altra parte della cornetta la voce di un uomo le comunica la morte del fratello Mario, la necessità di identificare la salma e di sbrigare le pratiche per il suo rientro in patria. La notizia coglie Lucia di sorpresa, da tempo Mario viveva lontano da lei e Angela, l’altra sorella. Insieme lo erano andate a trovare una volta, aveva intuito che qualcosa nella sua vita era cambiato, che non era sereno. Lei si era ripromessa mille volte di parlargli, ma non aveva fatto in tempo e ora di quella leggerezza si pente amaramente. Telefona ad Angela e insieme partono, una volta davanti la porta di casa del fratello si guardano, indugiano con lo sguardo lì accanto, certe che la chiave si trova da qualche parte nascosta, come da abitudine familiare. Infatti la trovano poco dopo, nascosta in alto, ed entrano. All’interno regna l’ordine, nella dispensa poche cose a lunga conservazione e tanti barattoli di dado da brodo. Nell’armadio pochi vestiti da lavoro da una parte e qualche abito femminile dall’altro. La foggia provocante dei vestiti allontana dalla mente delle sorelle la possibilità che possano appartenere alla donna che il fratello frequentava e che conoscevano, troppo morigerata e timida. Nell’armadio anche una scatola chiusa con un cordino e con un doppio fondo, dove trovano un diario…

Albero custode è il romanzo d’esordio di Katia Balmelli, ticinese docente di scuola elementare, che arriva dopo la pubblicazione di una raccolta di racconti. È una storia breve, che alterna il viaggio delle due sorelle alla scoperta della vera vita del fratello alla storia di lui raccontata come una biografia, dalla nascita. Una storia vera quella raccontata dall’autrice, che si è ispirata ai diari originali di un uomo nato agli inizi del Novecento in un paesino montano nelle valli del Ticino, segnata dalla difficolta di sentirsi una donna e vivere nel corpo di un uomo.

La storia – raccontata con delicatezza – ci restituisce le difficoltà e i tormenti di una persona costretta a scontrarsi fin da bambino con la famiglia prima, con la società poi per comprendere e vivere il proprio sentire, un sentire simboleggiato da una vestaglia bianca sottratta alla cugina e nascosta nel cavo di un albero che Mario contempla, custode del suo segreto. “Il disagio di Mario mi è entrato dentro da bambina, non capivo i discorsi degli adulti ma avvertivo la tensione”, ha dichiarato l’autrice in un’intervista. “La sua sofferenza risuona in me ancora oggi, ho iniziato a scrivere per darle finalmente un senso. È come se prendessi per mano Mario e lo conducessi nel nostro tempo, dove finalmente può essere capito e sentirsi leggero. Anzi, leggera”.

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