Olimpia De Girolamo, “Volontà”


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Olimpia De Girolamo
Volontà
Romanzo

12×17 cm, 152 pp, Euro 15,00 (I)
978-88-31285-60-5

Disponibile anche in formato digitale su più piattaforme

Una madre, un padre, un figlio e l’indagine di una procuratrice. Un caso giudiziario diventa lentamente esplorazione delle coscienze di tutti i personaggi e delle loro contraddizioni. Si può trasformare il dolore in bellezza? Con quali parole si pronunciano l’assenza e la perdita? La narrazione di ognuno ha un abisso dal quale riemergere. Per tornare in superficie è necessario nuotare con forti bracciate, uscire allo scoperto, riprendere fiato e poi ripartire.


© Turné, Radiotelevisione svizzera LA1, 11.05.2024
Servizio televisivo a cura di Claudia Iseli dedicato al romanzo “Volontà” di Olimpia De Girolamo.
Riprese Raffaele Chiaro, Michele Fleischmann. Montaggio Giona Beltrametti.
“Per gentile autorizzazione della RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.”


Intervista a Olimpia De Girolamo – SEIDISERA Magazine, RSI RETE UNO, 21.04.2024


© ALPHAVILLE – RSI RETE DUE, 22.04.2024


Olimpia De Girolamo al microfono di Moira Bubola – Volontà – ALICE RSI RETE DUE


Olimpia De Girolamo nasce a Napoli il 6 settembre 1975. Laureata in Filosofia e specializzata in linguaggi teatrali e cinematografici, vive dal 2002 in Svizzera dove insegna italiano e si occupa di teatro come autrice, attrice e formatrice. È co-direttrice artistica dell’Agorà Teatro di Magliaso, uno spazio di ricerca e di formazione fatto edificare nel giardino della sua casa nel 2005. Con il monologo teatrale La Mar vince il Premio Fersen (Milano) ed è finalista al Premio Donne e Teatro (Roma). Nel 2021 vince il Premio Opennet nell’ambito delle Giornate Letterarie di Soletta con il racconto Il primo scalino: l’assalto del passato che diventerà il romanzo Tutto ciò che siamo stati edito nel 2022 da Gabriele Capelli Editore. Nel giugno 2023 svolge la residenza artistica di scrittura nell’ambito del progetto internazionale Cultivate La Baldi. Nella primavera del 2023 vince la Borsa di creazione letteraria di ProHelvetia.


Della stessa autrice


RECENSIONI / SEGNALAZIONI

© Il Leggilibri – RAI TGR Campania, 21.02.2025

Dal minuto 3.31, anche “Volontà” di Olimpia De Girolamo a Il Leggilibri – RAI TGR Campania.

Servizio di Claudio Ciccarone – Montaggio di Carmine Santelia


© L’Adigetto, quotidiano online del Trentino Alto Adige, 23.10.2024

Storie di donne, letteratura di genere/561
Di Luciana Grillo

Olimpia De Girolamo, «Volontà» – Strano, intenso e struggente romanzo, carico di significati profondi che possono aiutare a uscire dal labirinto e ritrovare se stessi.

Titolo: Volontà
Autrice: Olimpia De Girolamo
Editore: GCE, 2024
Genere: Letteratura femminile contemporanea
Pagine: 152, Rilegato
Prezzo di copertina: € 15

“Volontà” è il titolo di un romanzo molto intenso, ma non è semplicemente un sostantivo, è il cognome di una famiglia, formata da Elena, moglie e madre, da Arturo, marito e padre, da Giacomo, il figlio che muore tragicamente.
La tragedia che colpisce improvvisamente questi genitori diventa per Elena occasione di riflessioni, di ricordi, di rimpianti.
Vedere il corpo di suo figlio senza vita la sconvolge, ripensa ai mesi della gravidanza, alla nascita di questo bimbo, all’atmosfera indifferente, «senza entusiasmo e senza gioia» dei mesi di attesa, ricorda la sua solitudine, il «silenzio vitreo calato nella stanza» quando aveva informato i parenti di Arturo, «scioccati. Non ci speravano più. Quella era una famiglia in cui i bambini non erano messi in preventivo».

Ora, mentre il mondo continuava a girare, Elena e Arturo – divorziati da anni – riconosciuto il corpo senza vita del figlio, riprendevano le loro vite, lei in quel condominio dove era arrivata giovane sposa, osservata da mille occhi curiosi.
La procuratrice Improta deve indagare su questa morte inspiegabile, vuole conoscere i particolari delle loro vite, i rapporti tra genitori e figlio, quel figlio che aveva scelto di vivere con suo padre.
E dunque, alternativamente, li invita nel suo studio, ne ascolta le deposizioni e comprende «che gli incontri si sarebbero spinti dentro di lei, a bracciate ampie, per non lasciarla cedere e affogare mentre avanzava in alto mare e con le onde sempre più alte e impreviste».

Elena si racconta senza filtri, suo figlio per lei «era come un faro nella notte… lui… la persona più incredibile che mi sia capitata nella vita, e il fatto di essere passato attraverso il mio corpo per manifestarsi mi è sempre parso un evento straordinario… Una brava mamma ha poco tempo per sé, si spende tutta per la famiglia. Una brava mamma non piange mai e se lo fa lo tiene nascosto, per proteggere ogni componente della famiglia… Sorride sempre, non si arrabbia mai… La brava mamma si sacrifica…, si annienta nell’occuparsi a turno del figlio, del marito, della casa, dei loro sogni e delle loro aspirazioni…».
Quanti stereotipi, quante immagini da cartolina, quante famiglie «del mulino bianco» opprimono la mente di Elena!

La separazione, la sua fragilità l’hanno fatta precipitare in un mondo diverso, Giacomo ha scritto che «era di nuovo fracassata nei suoi ricordi che la stordivano. Me ne accorgevo dagli occhi perché non mi vedeva più».
Anche Arturo parla con la procuratrice, racconta di Elena, del suo malessere dopo il parto e dopo che lui l’ha lasciata, spiega che sentiva il bisogno di svagarsi, «per uscire da tutta quella tristezza… E non riuscivo nemmeno ad amare Giacomo, a volergli bene, perché mi sembrava un intruso…»

Cosa resta alla procuratrice se non mettere ordine fra tante carte? La storia di questa famiglia dal cognome altisonante l’ha coinvolta emotivamente.
Volontà… Volontà «di cercare le parole giuste per ricostruire le loro vite, volontà di porre fine al dolore…» e di veder trionfare l’amore «perché a ciascuno era stata data la possibilità di espiare e di crescere e cambiare».

Strano e struggente romanzo, pagine intense e cariche di significati profondi in cui chi legge può sempre trovare una strada per uscire dal labirinto e ritrovare se stesso.

Link: L’Adigetto


© Luoghi di libri, 11.10.2024

Olimpia De Girolamo – Volontà
Di Francesca

Nell’incipit di Anna Karenina, Tolstoj sosteneva che tutte le famiglie infelici sono infelici a modo loro.

Mai affermazione fu più vera, come ci dimostra la giovane e talentosa Olimpia De Girolamo nel suo secondo lavoro: Volontà. Titolo del libro e cognome della famiglia che andremo a conoscere in queste pagine dense e dolenti che colpiscono nel profondo e nelle quali, per molti versi, è possibile rispecchiarsi. Elena, la madre, apre il racconto nel momento peggiore della sua esistenza: all’alba viene svegliata dalla polizia con la notizia della morte del figlio diciottenne Giacomo, trovato cadavere sul greto di un fiume. Non si vedono da qualche tempo. Dopo la separazione dei genitori e un periodo con la madre, Giacomo ha scelto di vivere con il padre Arturo, ma anche con lui il rapporto non è facile. Giacomo, che conosciamo poco alla volta, attraverso una serie di lettere nascoste e poi ritrovate in un vecchio e brutto mobile a casa della madre, è un ottimo nuotatore, un combattente, un ragazzo che ha dovuto confrontarsi con una madre depressa alla quale risultava difficile manifestare il proprio affetto e con un padre amorevole, certo, ma ostacolato nel profondo dall’anaffettività del proprio padre. Due genitori, dunque, che scontano la mancanza di modelli di riferimento e, nel caso di Elena, l’incapacità di venire a patti con una gravidanza prima e poi con una nascita che le hanno fermato la carriera e procurato una mai riconosciuta depressione post parto. Due genitori che fuggono, ciascuno a modo loro, che si ritraggono dalle loro responsabilità, incapaci di dialogare fra loro e con il figlio, imprigionati nei loro dubbi, irrisolti. A indagare sulla morte sospetta di Giacomo, il magistrato donna Improta. È a lei e con lei che Arturo e Elena parlano, si raccontano, si aprono finalmente, in un tormentato tentativo di giustificarsi e di chiarire se stessi e il proprio agire. Perché la morte di quel figlio li fa sentire colpevoli ma soprattutto inadeguati. Eppure, sebbene morto, sarà proprio Giacomo nella sua ultima lettera a restituire a entrambi, ma soprattutto a Elena il coraggio, la forza e la volontà di ricostruire la propria esistenza.

“Giacomo ancora una volta si è premurato di non farci sfracellare al suolo cadendo nel dirupo delle nostre fragilità. Era proprio forte mio figlio. Così forte che io non ci potevo parlare veramente, perché vedevo nei suoi occhi una luce sfuggente, che parla di futuro e di mondi insondabili e mi faceva una paura da matti quella fuga sconosciuta in cui lui solo era immerso e noi no.” (pag. 134)

Olimpia De Girolamo, nata a Napoli, è laureata in filosofia e specializzata in linguaggi teatrali e cinematografici. Scrittrice, attrice e formatrice vive in Svizzera ed è co-direttrice artistica del Teatro Agorà di Magliaso, un teatro che si trova nel giardino della sua casa. Non c’è compiacimento in questa storia, ma un raccontare lieve e ricco di mille sfumature, un perfetto calarsi nell’animo dei suoi personaggi, un’indagine che tocca corde profonde e non fa sconti a nessuno.

Link: Luoghi di libri


© ThrillerNord.it

VOLONTÀ
Olimpia De Girolamo
Editore: Gabriele Capelli Editore
Genere: Narrativa
Pagine: 95
Anno edizione: 2024

Sinossi

Una madre, un padre, un figlio e l’indagine di una procuratrice. Un caso giudiziario diventa lentamente esplorazione delle coscienze di tutti i personaggi e delle loro contraddizioni. Si può trasformare il dolore in bellezza? Con quali parole si pronunciano l’assenza e la perdita? La narrazione di ognuno ha un abisso dal quale riemergere. Per tornare in superficie è necessario nuotare con forti bracciate, uscire allo scoperto, riprendere fiato e poi ripartire.

Recensione di Matilde Russo

Elena viene svegliata all’alba dalla polizia. L’incubo peggiore di una madre si avvera… suo figlio è stato trovato morto.

Com’è possibile? Un ragazzo bello e atletico come lui, un nuotatore… cos’è successo?

Questo è un libro intimo dove vengono esplorati i sentimenti, le emozioni di una famiglia che si trova ad affrontare una tragedia. La storia è raccontata dal punto di vista di ognuno.

Ascoltiamo la disperazione di Elena, che si racconta alla procuratrice, di Arturo, il padre che viveva con Giacomo ma che non lo vedeva molto ed infine emerge anche la verità di Giacomo tramite delle lettere che ha lasciato e che permettono a chi resta di comprendere.

Chi ascolta è la procuratrice, unica voce raccontata in terza persona, che accoglie le parole degli altri.

Un libro che esprime il non detto, i segreti taciuti, i legami sfilacciati e la messa in discussione di ognuno dei personaggi presenti.

Un libro malinconico, che sonda gli animi, con un tema difficilissimo da affrontare, ma che ti incatena alle sue pagine grazie ai capitoli brevi, ai punti di vista alterni.

Un libro che si legge in brevissimo tempo, ma a cui non si riesce a smettere di pensare.

Link: thrillernord.it


lettriceassorta, 22.07.2024

“𝑴𝒂𝒎𝒎𝒂 è 𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒂 𝒆𝒍𝒆𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆, 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒔𝒄𝒉𝒊𝒐𝒄𝒄𝒐 𝒅𝒊 𝒍𝒂𝒃𝒃𝒓𝒂, 𝒅𝒊 𝒃𝒂𝒄𝒊𝒐.”

Un adolescente viene trovato morto, mentre i suoi genitori non sapevano nemmeno fosse scomparso. La procuratrice Improta, ha il compito di scoprire le cause del decesso…

Nonostante le dimensioni ridotte, VOLONTA’ è un romanzo capace di raccontare l’abisso di solitudine in cui è piombata una famiglia, con una profondità e un lirismo che arrivano dritti al cuore.

Le tematiche affrontate, quelle della maternità e delle relazioni, sono affrontate con un punto di vista spiazzante, ma c’è anche un mistero da risolvere: perchè un bravo ragazzo è morto tragicamente? Quali segreti nascondeva?

Scritto meravigliosamente e non esagero, VOLONTÀ descrive le verità inconfessabili
di una famiglia imperfetta.

Link Instagram lettriceassorta


Maria Bal, 21.07.2024

Titolo: Volontà
Autrice: Olimpia de Girolamo

Finisco questo libro qualche ora fa, mi era stato consigliato da una libraia con un perentorio “Lo legga” e così ho fatto, preso e divorato perché ha tutto che funziona, scritto bene, storia molto forte che ti fa pensare e di cui vuoi scoprire gli sviluppi.

Una trama drammatica senza sconti ti invita fin dall’inizio del racconto, non hai possibilità di tornare indietro, sei dentro un dramma e osservi attonita al male che i protagonisti provano, tutti, sia quelli che sopravvivono al dolore sia chi ne parla sulla carta senza poter agire.

Il dramma lo vivi anche tu che leggi come fa la procuratrice che ascolta i due ex coniugi che aprono le proprie vite abbassando i pudori, cercando di raccogliere elementi utili al fatto che li accomuna.

Si assiste all’ennesimo caso di una madre che non si sente madre, che non armonizza il prima e il dopo del parto e che affoga in un’angoscia che la consuma fino ad allontanarla dal mondo degli altri, si osserva Arturo il padre che non sorregge la moglie di fronte alla problematica di una maternità non sentita e non riconosciuta e poi c’è Giacomo, il figlio che li vede separati anche quando non lo sono, due atomi distinti che fai fatica a immaginare che possano essersi amati per avere questo figlio.

È un libro che ti fa pensare… molto ,che ti fa sentire meno solo e diverso. Non si nasce necessariamente per diventare madre, non è detto che si diventi più felice con un figlio.

Bello. Consiglio.

Link Instagram marna.wha_blog


Libreria Libri e Libri Monza

I librai consigliano

“Volontà” di Olimpia De Girolamo

«Questo libro mi ha fatto pensare al film “La stanza del figlio” di Nanni Moretti.
Come si sopravvive dopo un lutto devastante?
Come si trova una spiegazione a un atto inspiegabile?
Un romanzo che inizia come un’indagine, ma che finisce per scandagliare le vite e le emozioni dei suoi protagonisti e un po’ anche delle nostre»

Link: Libreria Libri e Libri Monza


© Corriere del Ticino, 10.07.2024

Letture

“Volontà” di Olimpia De Girolamo
Di Sergio Roic


© viceversa letteratura, 18.06.2024

Recensione

Volontà di Olimpia De Girolamo
di Anna Margherita Vallaro

Il nuovo romanzo di Olimpia De Girolamo, Volontà, esplora i rapporti familiari e in particolar modo quelli tra genitori e figli in occasione di un lutto; questi temi, cari all’autrice, sono già stati affrontati in Tutto ciò che siamo stati, pubblicato nel 2022 sempre da Gabriele Capelli Editore.
Il romanzo si apre con la notizia della morte di Giacomo; i segni sul cadavere fanno pensare ad una morte violenta e i genitori, increduli davanti al decesso del figlio, sono convocati dalla procuratrice per l’avvio delle indagini. Se nel romanzo d’esordio la città di Napoli era parte integrante della storia, in questo caso il racconto si svolge in un non luogo e quindi il lettore, in assenza di indicazioni geografiche precise, si immedesima facilmente nei personaggi e nel dolore causato dalla scomparsa di Giacomo. La voce narrante riporta le emozioni della madre: «Il colpo all’addome la fece piegare in due. Non era stato un pugno o un calcio, era stata la notizia, che dalle orecchie era passata direttamente alla pancia e gliela stava squarciando» (p. 11).

La trama del romanzo si concentra su Arturo ed Elena, divorziati da qualche anno, che, davanti alla procuratrice, ridiventano in occasione del primo colloquio i signori Volontà; cognome di Arturo e titolo del romanzo. Nel corso di quell’unica deposizione comune, attraverso le accuse reciproche, emergono le tensioni, le incomprensioni e la distanza che caratterizzano il loro rapporto. In effetti, dopo il divorzio Giacomo viveva con la madre, ma da qualche mese aveva deciso di trasferirsi dal padre: i contatti con Elena diventati sporadici sono la prova tangibile delle loro difficoltà.
Successivamente i genitori saranno convocati separatamente e la trascrizione delle loro deposizioni costituirà l’essenza della narrazione. Il rapido susseguirsi dei brevi capitoli permette la continua alternanza dei punti di vista in cui la concomitanza di ricordi e riflessioni, espressi in lunghi monologhi sottoposti alla procuratrice, suscita nel lettore non tanto spunti di indagine, quanto più considerazioni sull’elaborazione del dolore e la sua difficile espressione.

L’indagine giudiziaria, affidata alla procuratrice Improta, diventa quindi soprattutto indagine dei sentimenti e una messa in discussione delle relazioni affettive, attraverso l’esplorazione delle ferite generate da una perdita. L’autrice indaga strategie e risorse impiegate da ognuno nel tentativo di sottrarsi a una situazione dolorosa.
Se da una parte Elena e Arturo si esprimono alla prima persona, dall’altra i pensieri della procuratrice sono affidati al narratore, e solo raramente il lettore sente direttamente la sua voce. In un primo momento Elena appare fragile, ancora instabile dopo il divorzio, però ha il coraggio di mettere progressivamente a nudo le sue contraddizioni di donna e di madre, analizzandosi con grande sensibilità. Nel corso dei colloqui, Elena riesce a esprimere veramente a pieno sé stessa, cosciente del fatto che ciò che dice non corrisponde a quello che ci si aspetta da lei; poiché non è in grado di assolvere un ruolo che la società le ha cucito addosso: nel lutto tenta di non sentirsi discriminata, etichettata, marchiata da un tragico evento, identificata poi solo e soprattutto attraverso la sofferenza: «Forse anche la Madonna la guardavano così dopo che Gesù era morto sulla croce, pensava. Il dolore di una madre mette reverenza, gli altri si sentono in soggezione di fronte alla sofferenza di una madre» (p. 26). Le deposizioni di Arturo sembrano meno introspettive, i dettagli richiesti dalla procuratrice gli permettono di ricordare momenti di vita familiare ed è turbato dalla trascrizione di questi frammenti appartenenti alla dimensione intima: «Il suo agente prende proprio appunti parola per parola? Scrive così velocemente che mi fa un po’ impressione sapere che ogni mia sillaba pronunciata si stampa sulla carta. […] È solo che fissare i ricordi così, per mano di un altro, lascia veramente una sensazione strana addosso» (p. 131). Le manifestazioni di disagio di Arturo non trovano risposta nel racconto, e il lettore non può che riflettere sul parallelismo tra la trascrizione delle deposizioni e la scrittura letteraria, tra il lavoro della procuratrice e lo scrivere, nel tentativo di indagare la natura umana.

Ascoltare e accogliere le storie dolorose degli altri è il lavoro di Improta, ma i contenuti delle deposizioni lavorano dentro di lei, la scuotono, e, attraverso la voce narrante, la procuratrice si chiede cosa venga restituito quando si mettono per iscritto le parole dette, facendo così eco alle inquietudini di Arturo. Cosa è vero? Le sensazioni che lei prova mentre ascolta, o il materiale archiviato nelle carte giudiziarie? Inoltre, Elena le smuove qualcosa dentro, il coraggio di confessare le difficoltà della maternità con voce schietta la rende così lontana dall’immagine icastica di madre promossa dalla nostra società: «Non sono mai stata fatta per essere madre e nemmeno moglie. Mi manca quella capacità di abnegazione che appartiene alle madri vere, quelle che sanno mettere da parte i propri sogni e desideri, quelle che sanno dimenticare di aver avuto una vita prima dell’arrivo dei figli» (p. 51). Le emozioni sono restituite anche con frasi brevi, lapidarie, che punteggiano il racconto, come nella scena del funerale che toglie il respiro. Il romanzo si legge tutto d’un fiato, spesso con un nodo in gola, davanti alle angosce profonde di Elena e alla lucidità di Giacomo.

Il ragazzo è presente attraverso i racconti dei genitori; tuttavia, il lettore scopre i suoi pensieri intimi e le sue difficoltà grazie alla trascrizione di alcune lettere che si inseriscono nella narrazione. Giacomo si racconta, emergono la passione per il nuoto e per l’acqua, il rapporto difficile con i genitori e l’affetto che prova per loro. Giacomo vorrebbe stabilire un nuovo record, «quello di chi sa scegliere per cosa vale la pena tuffarsi e cosa no e che ha saputo stare a guardare senza aver bisogno di dare un nome a ogni cosa» (p. 116).
La morte di Giacomo è quindi il punto di partenza delle indagini giudiziarie ma soprattutto dell’analisi introspettiva dei personaggi. Elena racconta di aver sempre sperimentato un senso di inadeguatezza nei confronti dei suoceri dal momento che in quelle occasioni suo marito Arturo era irriconoscibile, e afferma: «forse siamo tutti altri a seconda delle circostanze in cui ci capita di stare, pronti a recitare un ruolo diverso nelle varie situazioni» (p. 21). Del resto, anche Improta, dopo le deposizioni, realizza che davanti a lei le persone devono «Imparare a raccontare chi erano e chi avevano fatto credere di essere per una vita intera» (p. 50); in questo frangente la procuratrice sembra scoprire l’io sociale proustiano e quindi l’indagine scava non tanto per individuare il colpevole della morte di Giacomo, ma piuttosto per disvelare dall’abisso l’io profondo di tutti i personaggi.

L’autrice riflette sull’espressione del dolore e sulla sofferenza come grande occasione per reinterpretare il senso della vita, perché nel dolore degli altri si specchia il nostro, e nei più disparati e a volte maldestri tentativi di rielaborazione vi è la possibilità di una rinascita. Una sofferenza così grande si può trasformare in bellezza quando il dolore permette di guardare chi ci circonda con altri occhi, si può ritornare in superficie dopo essere scesi nelle profondità e riemergere con una visione nuova: dopo aver messo la testa sott’acqua si torna a prendere aria. La metafora filata dell’acqua abbraccia la narrazione, l’oceano della vita è uno spazio grande, dove tuffandosi e nuotando si sperimenta fatica e si possono aprire altre prospettive: l’acqua potrebbe accogliere il personaggio che in copertina si tuffa in uno spazio bianco e sembra nuotare nell’aria; non sapendo da dove viene e dove va possiamo immaginare nuovi orizzonti.

Link: viceversa


© Gli Amanti dei Libri, 01.06.2024

Recensioni

Volontà – Olimpia De Girolamo
di Francesca Battistella

Titolo: Volontà
Data di pubbl.: 2024
Pagine: 148
Prezzo: € 15,00

Nell’incipit di Anna Karenina, Tolstoj sosteneva che tutte le famiglie infelici sono infelici a modo loro. Mai affermazione fu più vera, come ci dimostra la giovane e talentosa Olimpia De Girolamo nel suo secondo lavoro: Volontà. Titolo del libro e cognome della famiglia che andremo a conoscere in queste pagine dense e dolenti che colpiscono nel profondo e nelle quali, per molti versi, è possibile rispecchiarsi. Elena, la madre, apre il racconto nel momento peggiore della sua esistenza: all’alba viene svegliata dalla polizia con la notizia della morte del figlio diciottenne Giacomo, trovato cadavere sul greto di un fiume. Non si vedono da qualche tempo. Dopo la separazione dei genitori e un periodo con la madre, Giacomo ha scelto di vivere con il padre Arturo, ma anche con lui il rapporto non è facile. Giacomo, che conosciamo poco alla volta, attraverso una serie di lettere nascoste e poi ritrovate in un vecchio e brutto mobile a casa della madre, è un ottimo nuotatore, un combattente, un ragazzo che ha dovuto confrontarsi con una madre depressa alla quale risultava difficile manifestare il proprio affetto e con un padre amorevole, certo, ma ostacolato nel profondo dall’anaffettività del proprio padre. Due genitori, dunque, che scontano la mancanza di modelli di riferimento e, nel caso di Elena, l’incapacità di venire a patti con una gravidanza prima e poi con una nascita che le hanno fermato la carriera e procurato una mai riconosciuta depressione post parto. Due genitori che fuggono, ciascuno a modo loro, che si ritraggono dalle loro responsabilità, incapaci di dialogare fra loro e con il figlio, imprigionati nei loro dubbi, irrisolti. A indagare sulla morte sospetta di Giacomo, il magistrato donna Improta. È a lei e con lei che Arturo e Elena parlano, si raccontano, si aprono finalmente, in un tormentato tentativo di giustificarsi e di chiarire se stessi e il proprio agire. Perché la morte di quel figlio li fa sentire colpevoli ma soprattutto inadeguati. Eppure, sebbene morto, sarà proprio Giacomo nella sua ultima lettera a restituire a entrambi, ma soprattutto a Elena il coraggio, la forza e la volontà di ricostruire la propria esistenza.

“Giacomo ancora una volta si è premurato di non farci sfracellare al suolo cadendo nel dirupo delle nostre fragilità. Era proprio forte mio figlio. Così forte che io non ci potevo parlare veramente, perché vedevo nei suoi occhi una luce sfuggente, che parla di futuro e di mondi insondabili e mi faceva una paura da matti quella fuga sconosciuta in cui lui solo era immerso e noi no.” (pag. 134)

Olimpia De Girolamo, nata a Napoli, è laureata in filosofia e specializzata in linguaggi teatrali e cinematografici. Scrittrice, attrice e formatrice vive in Svizzera ed è co-direttrice artistica del Teatro Agorà di Magliaso, un teatro che si trova nel giardino della sua casa. Non c’è compiacimento per il dolore nelle pagine di questo romanzo, ma un raccontare lieve e ricco di mille sfumature, un perfetto calarsi nell’animo dei personaggi, un’indagine che tocca corde profonde e non fa sconti a nessuno. Un porsi domande che non sempre prevedono una risposta, com’è giusto che sia.

Link: Gli Amanti dei Libri


© Ticino Magazine, 30.05.2024


© Pensieri accesi, 27.05.2024

“Volontà” di Olimpia De Girolamo
Di Ornella Ferrarini

Non servono molte parole per descrivere il dramma, bastano quelle giuste.

Il racconto della vita di famiglia, di coppia, di genitori, di divorziati, non va ricamato troppo, si rischia di appesantire la trama e vanificare la tensione. Elena, Arturo sono tutto questo: non sono più coppia, non sono più famiglia, restano sempre i genitori di Giacomo, 16 anni, che vive con il padre, Arturo. Alle quattro del mattino suonano alla porta di Elena, che vive sola da sempre dopo il divorzio, che lei ha voluto, ma non ha mai accettato. Non è mai un buon segno. Ecco che la voragine che si apre in questo terzetto, ormai fatto solo di singoli, diventa un lungo soliloquio, un racconto, una confessione di vita. Ad ascoltarli una procuratrice, che fa da quarta voce e non si capacita di questa famiglia di estranei.

La prima a parlare è Elena, mai sentita la maternità, forse mai voluta, aveva un lavoro, illustrava libri per bambini, ma i bambini non erano in preventivo nella sua vita. Arturo, quando nasce Giacomo cerca altre avventure, amore, sesso, non lo sa neanche lui. Quando sta con Caterina ha nostalgia di Elena e di Giacomo, quando torna a casa, vuole scappare.

Ciascuno cerca la sua strada, e non la trova.

L’ultima pagina e l’ultima voce è lasciata a Giacomo, che ci racconta come la vita immaginata non è quella che gli è toccato vivere, anche per pochi anni. Lui voleva sentirsi parte di qualcosa, tenere il cuore bollente, per essere almeno un pochino felice. E invece il cuore si è raffreddato. Quando non hai il vissuto, l’esperienza, il passato alle spalle, ti sembra che l’unico modo di cambiare strada sia quello più radicale. Lo dovrebbero capire, per tempo, i genitori, tastando ogni giorno la temperatura del cuore dei loro figli adolescenti.

Link: Pensieri accesi


© Turné, Radiotelevisione svizzera LA1, 11.05.2024

“Volontà” di Olimpia De Girolamo

Servizio televisivo a cura di Claudia Iseli dedicato al romanzo “Volontà” di Olimpia De Girolamo.
Riprese Raffaele Chiaro, Michele Fleischmann. Montaggio Giona Beltrametti.
“Per gentile autorizzazione della RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.”


© ELLE DECOR, 29.04.2024

Elle Decor Library: 10 romanzi freschi di stampa per architetti e designer

La top ten di aprile 2024 della narrativa di ispirazione per progettisti e appassionati di case
Di Paola Maraone

Tra i consigli anche “Volontà” di Olimpia De Girolamo


© Cooperazione, 06.05.2024

Segnalazione del romanzo “Volontà” di Olimpia De Girolamo


© RSI RETE DUE, ALICE, 27.04.2024

Alice

“Volontà”

Con Olimpia De Girolamo al microfono di Moira Bubola

Alice
Lingua, letteratura e arte
“A che serve un libro senza figure né dialoghi?” Se lo chiede Alice, nel Paese delle Meraviglie inventato da Lewis Carroll. I libri di “Alice” avranno i dialoghi (quasi sempre) e a volte anche le figure.
I libri di “Alice” racconteranno storie e suggeriranno idee, alternando romanzi e saggi. Andremo a curiosare tra le novità in libreria, sempre più numerose: una guida – qualcuno che li abbia letti prima di noi – serve a scegliere il libro giusto per ogni lettore. Andremo a tirar giù dagli scaffali i classici che abbiamo letto in passato e magari dimenticati – come diceva Italo Calvino, sono libri che non hanno mai finito di dire quel che hanno da dire.
Uno spazio sarà dedicato alle vite, spesso interessanti come romanzi, scegliendo tra le biografie o le autobiografie. Un altro spazio sarà dedicato alle parole che usiamo: le nuove, le antipatiche, quelle da riscoprire. Ci sarà spazio anche per qualche libro-oggetto: la ricca collezione di saggi che esplorano gli oggetti della nostra vita quotidiana, dai colori ai cibi.
Le rubriche si alterneranno, con qualche punto fermo. L’ampia intervista che aprirà la trasmissione, scelta tra i titoli di cui si parla. Lo spazio “Rossocrociati”, dedicato alle novità svizzere. La conversazione finale con l’ospite, dedicata a un personaggio della letteratura.

Link: Alice


© Il Mattino, 26.04.2024

De Girolamo, tragedia familiare con processo e sensi di colpa
di Emiliano Reali


© ALPHAVILLE – RSI RETE DUE, 22.04.2024

Letteratura

Volontà
La nuova opera di Olimpia de Girolamo
Di: Cristina Artoni

È appena arrivato nelle librerie l’ultimo romanzo di Olimpia de Girolamo, intitolato Volontà e pubblicato da Gabriele Capelli Editore. L’autrice di Tutto ciò che siamo stati propone con la nuova opera i suoi temi più cari: i non detti e i segreti delle famiglie.
In studio la nostra Moira Bubola.


© SEIDISERA Magazine, RSI RETE UNO, 21.04.2024

Volontà
Di Angelica Arbasini

È in libreria l’ultimo romanzo di Olimpia De Girolamo, acclamata autrice di “Tutto ciò che siamo stati”. Pubblicato da Gabriele Capelli Editore, il libro è un nuovo viaggio tra i temi più cari all’autrice: i non detti e i segreti delle famiglie, la dolcezza e la sofferenza nel rapporto tra genitori e figli, la potenza con cui certe rivelazioni possono stravolgere l’esistenza.

SEIDISERA Magazine
Un magazine di società e tendenze, locali e globali. Uno sguardo attento e originale su questioni, eventi e costumi del contemporaneo. L’obiettivo è proporre riflessioni su temi di attualità e sul vivere. Uno strumento d’informazione che si muove su piani diversi e attinge a temi dell’arte, comunicazione, creatività, editoria, media, gaming, pubblicità, nuove tecnologie, moda, design, serie tv, documentari, piattaforme, letteratura.

Link: SEIDISERA Magazine


© Convenzionali, 15.04.2024

Libri

“Volontà”
di Gabriele Ottaviani

Avevo affondato la faccia nell’incavo del suo collo e aspirato il suo odore. Era ancora il suo, quello della mia mamma, e mi veniva da piangere a pensare a che cosa significa diventare grandi…

Volontà, Olimpia De Girolamo, Gabriele Capelli editore.

Grigiorosea come la nube dei vent’anni che avvolge l’Esterina montaliana che indomita si tuffa nella vita, l’esistenza impone di chiedersi se si possa trasformare davvero in bellezza l’occasione del dolore, attraverso un’inchiesta che mette a nudo le contraddizioni dell’amore e del vincolo che cementa il nucleo di una famiglia, una madre, un padre, un figlio e le loro fragilità.
Potente e profondo.

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COMUNICATO STAMPA

In libreria da lunedì 22 aprile:

VOLONTÀ di Olimpia De Girolamo

Romanzo / Gabriele Capelli Editore

Una madre, un padre e un’indagine giudiziaria che diventa esplorazione delle coscienze. Come si pronuncia la perdita? Si può trasformare il dolore in bellezza? Dall’acclamata autrice di Tutto ciò che siamo stati, un nuovo folgorante viaggio nei segreti famigliari e nelle possibilità di ritorno dopo l’abisso.

Milano, 11 aprile 2024 – È in libreria da lunedì 22 aprile Volontà, l’ultimo romanzo di Olimpia De Girolamo, acclamata autrice di Tutto ciò che siamo stati. Pubblicato da Gabriele Capelli Editore,  il libro è un nuovo folgorante viaggio tra i temi più cari all’autrice: i non detti e i segreti delle famiglie, la dolcezza e la sofferenza nel rapporto tra genitori e figli, la potenza con cui certe rivelazioni possono stravolgere l’esistenza.

Volontà racconta di una madre e un padre separati, che in comune hanno ormai solo un figlio, e dell’indagine di una procuratrice particolare che li coinvolge. Un caso giudiziario che gradualmente si trasforma in un’esplorazione profonda delle coscienze, in un trascinante crescendo drammatico che finisce per imporre una totale messa in discussione delle relazioni affettive e delle certezze che  rappresentano per tutti noi. Lasciando, però, una possibilità di rinascita da cogliere.  
Si può trasformare il dolore in bellezza? Con quali parole si pronunciano l’assenza e la perdita?
Olimpia De Girolamo, raffinata indagatrice dell’animo umano e delle sue zone più buie, prova a rispondere affermando che per tornare in superficie dopo aver toccato l’abisso, è necessario nuotare con forti bracciate, uscire allo scoperto per riprendere fiato e poi ripartire.

Spiega l’autrice: “Il romanzo nasce da una domanda sul dolore e su cosa significhi affrontarlo. Si tratta di temi universali intorno ai quali gli interrogativi sono infiniti e per questo la ricerca sui personaggi è stata molto delicata. Al di là dei legami intra-famigliari descritti, ciò che mi ha spinto in questo lavoro è stato soprattutto lo sguardo di rispetto sulla reazione interiore che avviene nei singoli di fronte alla perdita.
Le reazioni che ci aspettiamo da qualcuno che vive un lutto – continua De Girolamo – non possono essere scontate. Perché giudichiamo il dolore altrui? Perché abbiamo la necessità di esprimere un’opinione sul modo in cui deve vivere chi sopravvive a una perdita? Questo romanzo è scritto a più voci. La libertà si è moltiplicata dovendo accedere a più mondi interiori e a più linguaggi”. Il nuovo romanzo di Olimpia De Girolamo è un tuffo, in cui la volontà diventa “un motore che va rispettato in tutte le forme che assume”.

L’AUTRICE
Olimpia De Girolamo (Napoli, 1975), laureata in Filosofia e specializzata in linguaggi teatrali e cinematografici, vive in Svizzera dove insegna italiano e si occupa di teatro come autrice, attrice e formatrice. Co-direttrice artistica dell’Agorà Teatro di Magliaso, con il monologo teatrale La Mar vince il Premio Fersen (Milano) ed è finalista al Premio Donne e Teatro (Roma). Nel 2021 vince il Premio Opennet nell’ambito delle Giornate Letterarie di Soletta con il racconto Il primo scalino: l’assalto del passato che diventerà il romanzo Tutto ciò che siamo stati (Ed. Gabriele Capelli 2022). Nel 2023 svolge la residenza artistica di scrittura nell’ambito del progetto internazionale “Cultivate La Baldi” e vince la Borsa di creazione letteraria di ProHelvetia.

ESTRATTO
“Abbiamo giocato a nasconderci, abbiamo provato a vedere se potevamo incontrarci in un posto sperduto che poi altro non era se non il solito armadio o lo scaffale in corridoio, la dispensa, lo scrittoio.
Arturo accucciato sotto lo schienale del divano, Giacomo dietro la tenda che lo copriva solo fino alle ginocchia. Io, travestita da strega, con una cuffia da doccia in testa e un cucchiaio di legno preso in cucina, a fare le voci strane fingendo di non vederli per poi arrivare all’improvviso, di spalle, come la fortuna, stringerli nei fianchi fino a farli ridere come dei pazzi. Trovavo prima l’uno e poi l’altro ed era bello e mi sembrava proprio come dovrebbe essere sempre in una famiglia: scovarsi negli angoli della casa che si crede di conoscere a memoria, lo stipite di una porta, il taglio di luce che oltrepassa il bagno, le porcellane
bianche nel mobiletto con le porte a vetro, i ninnoli sulle mensole, le calamite attaccate sul frigorifero che raccontano di viaggi e di immaginazione.”

152 pp / 15 Euro (I) – ISBN: 978-88-31285-60-5 – Formato tascabile 12 x 17 cm

Ufficio stampa Sara Agostinelli
+39 329 0849615 | sara.agostinelli@gmail.com

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