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© Leggere:tutti, 16.01.2022

Domenica matta
Storia di una strega e del suo boia
di Lucia Gandolfi

L’autore coinvolge il lettore nella storia del processo di Domenica Matta, del boia Kasper Abadeus, di Diana, una ragazzina che lo accompagna e di un intero paese.

Un giorno di febbraio del 1616, nell’antico Comungrande di Mesolcina e Calanca, Domenica Matta è accusata da svariate persone di aver partecipato con alcune complici ai “giochi del Berlotto”: al Sabba, dove avrebbe adorato il Diavolo e ricevuto in cambio poteri sovrannaturali per scatenare sciagure, malattie e morte. Arrestata dalla giustizia locale – il Tribunale dei Trenta Uomini della Ragione – fu processata, crudelmente torturata e condannata per stregheria.

Le figure del boia Abadeus e della ragazzina Diana sono importanti per dare voce e spessore a un periodo storico dove la superstizione era un pesante fardello. Dove essere additate come streghe portava a morte dopo indicibili torture. Nei verbali ci sono indicazioni precise sulla procedura che veniva attuata dopo la condanna a morte delle malefiche, il boia aveva il compito di spargere al vento le loro ceneri probabilmente per impedire che il corpo della condannata potesse ritornare a turbare il sonno dei giudici e della comunità.

Il libro è delicato alle loro storie. È il seguito del precedente romanzo “Terra bruciata”, ma può essere letto indipendentemente.
Presente una utile terminologia che l’autore ha inserito come orientamento per il lettore:
Il Ministrale era la più alta carica di valle, corrispondente oggi al Presidente del Circolo.
Il Fiscale era il Giudice accusatore; dirigeva gl’interrogatori contro i criminali comuni, le streghe e gli stregoni. Il Notaio o Cancelliere stendeva i verbali, annotava le domande dei giudici, le risposte degli indagati e, a fine processo, la sentenza.
Il Podestà o Borgomastro corrisponderebbe oggi al Sindaco.
Il Ministro di Giustizia era il boia, il carnefice; in altri contesti geografici era anche chiamato Maestro delle Armi oppure Esecutore delle Alte e Basse Opere.

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