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© NZZ, Neue Zürcher Zeitung, 16.04.2021

La traduzione in italiano della recensione di Roman Bucheli uscita sulla NZZ.

Spedizioni in Paradeplatz
di Roman Bucheli

Nessuno dica che Paradeplatz non è una destinazione degna di nota. No, non a causa delle banche, non a causa di Sprüngli. Noi zurighesi abbiamo un rapporto controverso con la piazza più famosa della città. Ma ora due giovani scrittori ticinesi hanno esplorato questo non-luogo e lo hanno trasformato nella più bella e gioiosa delle poesie.
Nel 2018, Yari Bernasconi e Andrea Fazioli, il primo di Berna, il secondo di Bellinzona, sono andati a Zurigo una volta al mese, incontrandosi in Paradeplatz, dove si sedevano per qualche ora a guardare la gente. Leggevano una poesia, prendevano appunti e tornavano a casa. I risultati delle loro spedizioni zurighesi sono ora stati raccolti in un libro meraviglioso.
“A Zurigo, sulla luna” è una specie di etnografia poetica, poiché Fazioli e Bernasconi, con la curiosità degli esploratori e l’entusiasmo linguistico dei poeti, registrano sobriamente la malinconica commedia della vita quotidiana: la ridicola parodia di un soldato in tuta mimetica in mezzo alla piazza; la solerte serietà con cui la gente si diverte qui la domenica; gli uomini incravattati che attraversano la piazza; senza dimenticare le anime perse.
In dicembre realizzano il desiderio che avevano già nutrito in gennaio: prendere la linea 13 fino al capolinea Frankental. Probabilmente solo per il nome. Ma adesso, finalmente, sulla strada per Frankental, deve essergli improvvisamente balenato in mente ciò che questo può significare in realtà: la nascita della poesia dallo spirito dell’inutilità.

Il testo originale:

Expeditionen an den Paradeplatz

Roman Bucheli · Es sage keiner, der Paradeplatz sei kein lohnendes Reiseziel. Nein, nicht der Banken wegen, nicht wegen Sprüngli. Wir Zürcher haben ja ein gespaltenes Verhältnis zum berühmtesten Platz der Stadt. Nun haben aber zwei junge Tessiner Schriftsteller diesen Unort erkundet – und verwandeln ihn in schönste, fröhlichste Poesie. Im Jahr 2018 sind Yari Bernasconi und Andrea Fazioli, jener aus Bern, dieser aus Bellinzona, einmal jeden Monat nach Zürich gefahren, trafen sich am Paradeplatz, sassen da ein paar Stunden und schauten den Leuten zu. Sie lasen sich ein Gedicht vor, machten Notizen – und fuhren wieder nach Hause. Die Ergebnisse ihrer Zürcher Expeditionen haben sie jetzt in einem wunderbaren Buch festgehalten. «A Zurigo, sulla luna» ist eine Art poetische Ethnografie, indem Fazioli und Bernasconi mit der Neugier von Entdeckern und der Sprachlust der Dichter die melancholische Komik des Alltags nüchtern festhalten: die lächerliche Travestie eines Soldaten im Tarnanzug mitten auf dem Paradeplatz; die beflissene Ernsthaftigkeit, mit der sich sonntags die Leute hier amüsieren; die Krawattenmänner, die über den Platz eilen; nicht zu vergessen die verlorenen Gestalten. Im Dezember erfüllen sie sich ihren Wunsch, den sie schon im Januar hegten: einmal mit der Linie 13 bis zur Endstation Frankental fahren. Wahrscheinlich taten sie es allein des Namens wegen. Aber spätestens jetzt, unterwegs nach Frankental, muss ihnen schlagartig klargeworden sein, was das eigentlich heisst: die Geburt der Poesie aus dem Geist der Nutzlosigkeit.


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