Anche Fabiano Alborghetti sarà ospite di “pordenonelegge” – 16–20 settembre 2026


La GCE è lieta di comunicare che anche Fabiano Alborghetti sarà ospite di pordenonelegge con il romanzo in versi “Il movimento elementare”.


pordenonelegge
Festa del libro e della libertà
16–20 settembre 2026


Dal comunicato stampa di Pordenonelegge 2026:

[…]
Accanto ai grandi ospiti internazionali, pordenonelegge 2026 offre un panorama ampio e significativo della poesia italiana contemporanea, capace di tenere insieme maestri riconosciuti, voci di piena maturità e nuove generazioni: Fabiano Alborghetti, Alessandro Baldacci, Matteo Bianchi, Franco Buffoni, Nicola Bultrini, Giorgiomaria Cornelio, Ivan Crico, Stefano Dal Bianco, Vincenzo Della Mea, Pasquale Di Palmo, Paolo Febbraro, Sofia Fiorini, Fabio Franzin, Silvio Ornella, Marco Marangoni, Gianni Montieri, Marco Munaro, Francesca Piovesan, Laura Pugno, Davide Rondoni, Piero Simon Ostan, Ida Travi, Giacomo Vit.
[…]


“Il movimento elementare”. Estratto della recensione di Sergio Rotino per Satisfiction, 23.02.2026.

[…] Basato quindi sulla storia vera, personale dell’autore, Il movimento elementare si pone nel solco di una poesia che vuole esplorare l’autobiografia in modo oggettivo, come viene usata da Annie Ernaux nei suoi lavori, fondendola con un contesto sociale e storico in cui siamo coinvoti tutti.
Così nei quattro capitoli in cui è diviso il libro, si attraversa l’evoluzione psicologica e morale di un padre (e non solo), insieme però agli eventi che incidono, trasformano una intera società dal 1940 al 2020.
Quello che colpisce nella poesia di Alborghetti, è il trovarsi davanti a un testo in cui la tensione all’autobiografia non si trasforma in sentimentalismo crepuscolare, né in facile retorica degli affetti. Il dettato resta teso (forse vigile), asciutto, a tratti affilato. La pietas si avverte per il portato “giornalistico” di cui sono carichi gli eventi, praticamente mai perché strategicamente insufflata fra i versi.
Una sobrietà testuale questa, che non vuole essere (e non è) cinismo esibito, bensì capacità di mettersi all’interno di quanto si racconta, senza che la materia tratta dal bagaglio delle esperienze private travolga in prima battuta il narratore.
Iniziato nel 2020 e terminato nel 2025 dopo ben undici stesure, questo magnifico poema è un involontario altare al padre, al come l’uomo si possa raccontare senza gloria eppure senza bisogno di infierire. Bastano gli accadimenti a riempire di senso la vita di un uomo e di chi gli sta attorno. […]


Link: Comunicato stampa Pordenonelegge 2026




Presenza supportata anche da Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura

Rispondi