«Fabiano Alborghetti compie unʼoperazione di disseppellimento della memoria» – “Il movimento elementare” – Mangialibri


Mangialibri, 07.07.2026

Il movimento elementare

Autore Fabiano Alborghetti

Genere Romanzo/Poema

Editore Gabriele Capelli Editore 2026

Articolo di Alfredo Sgroi

Nel profondo Nord, cioè quello dei borghi montani, uscito stremato dal secondo conflitto mondiale, si vive in condizioni precarie. Alcune attività sono riprese. Ma non cʼè certo da scialare. Allora diventa necessario spostarsi verso le aree metropolitane, in cui a poco a poco avanza il boom economico. Questo è quanto accade al protagonista, la cui vita è raccontata dal figlio, venuto al mondo nel 1970. La famiglia, in questʼepoca inquieta, si è da tempo spostata a Milano. Il padre ha messo su famiglia; ha trovato un buon posto di lavoro; un buon gruppo di amici. Vive in una Milano profondamente diversa da quella di oggi: vi si vive a misura dʼuomo. E qui, dopo avere svolto il servizio militare, trova una certa agiatezza lavorando come autista per un cavaliere del lavoro. E, soprattutto, si sposa con una donna di estrazione sociale superiore. Figlia di un imprenditore dalla condotta morale non proprio cristallina. Comincia in questo modo una nuova vita, che incrocia le grandi trasformazioni innescate dalle contestazioni giovanili, dopo il boom economico degli anni Sessanta. Verso la precarizzazione crescente con cui deve fare i conti la generazione successiva…

In questo romanzo in versi, ma in versi che hanno una cadenza prosastica, Fabiano Alborghetti compie unʼoperazione di disseppellimento della memoria. Ma di una memoria che non è solo quella individuale, legata alla storia della sua famiglia. Perché in verità ciò che racconta è la trasformazione di un paese, lʼItalia, che passa dalla realtà rurale a quella industriale; dai piccoli borghi alle metropoli. Un mutamento, questo, culturale ed antropologico. Lʼautore lo descrive con tocchi leggeri, con un linguaggio essenziale, che brilla per la chiarezza. La versificazione, quindi, non appesantisce in alcun modo la lettura, che risulta decisamente scorrevole. E vivacizzata da alcuni snodi drammatici, nei quali fa capolino la crisi dellʼistituto familiare e il riflusso economico del Paese. Perché lʼautore non rinuncia, anche quando scava nella memoria, a lanciare messaggi di forte impatto civile.

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