Fabiano Alborghetti, “Il movimento elementare” – PULP Magazine


© PULP Magazine, 4.05.2026

Recensioni

Fabiano Alborghetti / Lettera al padre (in versi)

Fabiano Alborghetti, Il movimento elementare. Romanzo in versi, Gabriele Capelli Editore, pp. 152, euro 17,50 stampa, euro 6,00 epub
di Lorenzo Mari

Al di là delle implicazioni più specifiche rispetto al testo cui prelude, il movimento elementare incluso nel titolo del nuovo libro di Fabiano Alborghetti è fin da subito una lieve e comunque chiara indicazione di poetica: è con un “movimento elementare” tra generi, sottogeneri e categorie – movimento che è proprio di una concezione della pratica poetica come ciò che è ineffabile della lingua – che si arriva infine al Romanzo in versi dichiarato nel sottotitolo.

Alborghetti, tuttavia, che aveva praticato in altre sedi la forma del “romanzo in versi” – non più di dieci anni fa, ad esempio, in Maiser (Marcos y Marcos, 2017) ­– e che è un estimatore anche a livello bibliografico di un genere frequentato, nel secondo Novecento, da Elio Pagliarani, Attilio Bertolucci o Alberto Bellocchio, e più recentemente da autori contemporanei di Alborghetti come Francesco Targhetta o Luca Ariano, non aderisce in tutto e per tutto agli stilemi del genere scelto, ma vi arriva in modo talora diretto, talora obliquo. E questo sembra accadere, in primo luogo, per il tema o movente dell’analisi individuato sin da subito dal testo, che si pone l’obiettivo di ripercorrere l’esistenza e poi il lutto per la morte del padre: un’esigenza classicamente lirica, dunque, che si fa largo via via nelle maglie, peraltro spesso assai lasche e accoglienti, del “romanzo in versi”, così, almeno, come l’intende l’autore.

A questo proposito, già nei Corpuscoli di Krause (del 2022, pubblicato sempre dalla casa editrice ticinese), si leggeva – nella misura più breve ed esplosa, naturalmente corpuscolare, di quei testi:

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