«Un’opera letteraria di altissimo livello, poetica, piena di pathos» – “L’Ordine apparente delle cose” – Sconfinamenti


© Sconfinamenti, 13.05.2024

È possibile trovare un ordine delle cose e chi lo sceglie?
By Valeria Camia

Gerusalemme. Tra i labirinti delle sue mura millenarie e le storie avvincenti che là sono accadute, si dipana la trama emotiva di Rachele Zwillig, protagonista del romanzo d’esordio della regista milanese Lara Fremder. Si intitola “L’Ordine apparente delle cose” ed è edito da Gabriele Capelli.

Il libro, che affronta il complesso tema dell’eredità della Shoah e la ricerca identitaria di coloro che sono cresciuti tra le ombre del passato, è stato pubblicato pochi mesi fa – insomma prima dell’attacco di Hamas contro Isreale dello scorso 7 ottobre e prima della conseguente reazione atroce che Israele sta ancora perpetuando ai danni di tantissimi civili innocenti palestinesi.

La storia narrata riguarda la quotidianità di Rachele, una guida turistica a Gerusalemme impegnata a incantare, sorprendere (e confondere) i visitatori con le sue storie inventate. Figlia di sopravvissuti all’orrore della Shoah, Rachele porta con sé il peso di una sofferenza ereditata, cercando disperatamente di trovare un ordine nelle frammentarie tracce del suo passato e dipingendo la vita con colori che solo lei può vedere. Il punto di partenza sono cinque fotografie sparse tra vecchi utensili e oggetti dimenticati in un cassetto: tra queste immagini, un dipinto che raffigura una bambina con le guance arrossate e i capelli biondi, una foto che scatena nella protagonista il bisogno di scavare nella propria identità e liberarsi dalle radici di un passato ormai estraneo.

Seguendo la protagonista, divisa tra la necessità di superare il dolore e la responsabilità di conservare la memoria, a chi legge il romanzo è dato di immergersi nelle contraddizioni di Gerusalemme e di interrogarsi sul presente e sulle ambiguità della sua storia, con lucidità e compassione allo stesso tempo.

Lo stile che riempe le pagine di “L’Ordine Apparente delle Cose” e il dramma che vi si consuma fanno del romanzo di Fremder un’opera letteraria di altissimo livello, poetica, piena di pathos. Insomma, senza dubbio l’autrice è davvero brava a trasmettere emozioni complesse attraverso le parole.

Ci si potrebbe fermare qui. Ma purtroppo, letto con gli occhi del presente, non si può fare a meno di riflettere come l’invito del romanzo – ad abbracciare il caos e l’incertezza come parte integrante della nostra esistenza – sia in stridente contrasto con le immagini presenti che ci giungono dalla Striscia Gaza, a cui Israele non sembra disposto a dare pace. “Dopo qualche giorno di grande tormento – scrive Fremder – ogni cosa è tornata al proprio posto esattamente come succede in questa città dopo gli scontri. Si mette tutto in disordine e poi tutto in ordine, un ordine apparente pronto per un nuovo disordine.” Putroppo, quella de “L’Ordine Apparente delle Cose” – che guarda alla “nostra” umanità con compassione e comprensione – è una lettura amara pensando a chi, tra alimentare la ferocia o affermare l’umanità, ha già scelto e sta imponendo un suo ordine …

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