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© Hub, CdT, n. 11, novembre 2021

Ammaliante ambiguità

Il nuovo romanzo di Carlo Silini è una storia di prodigiosi opposti
di Mattia Bertoldi
Foto di Chiara Zocchetti

Lo so, è strano: scegliere un romanzo storico come guida di viaggio non è l’ideale se si è in cerca di consigli legati a posti dove mangiare o dormire. Ma per quanto riguarda le bellezze di un territorio, le sorprese sono garantite.

Muoversi tra Svizzera e Lombardia in compagnia delle opere di Carlo Silini (tutte ambientate nel Seicento) è un’esperienza affascinante e avvincente allo stesso tempo. Con Il ladro di ragazze ho scoperto i nascondigli del mago di Cantone, alle pendici del Monte San Giorgio, e in Latte e sangue ho superato la frontiera e scoperto quanto spietato fosse l’operato dell’Inquisizione a Como. Con il terzo capitolo della trilogia, Le ammaliatrici, ci muoviamo tra due estremi: da una parte una donna in odore di santità, Maria del Maté, musa dei carnevali di Milano; dall’altra una presunta strega, Maddalena de Buziis, in continuo movimento tra i baliaggi svizzeri con la sua Compagnia dei Campi. Entrambe ammaliano e irretiscono il popolo grazie a dei prodigi, anche se da una parte si chiamano miracoli e dall’altra diavolerie.

Estremi che ci ricordano quanto sia facile dividersi tra un fronte e l’altro, una tentazione dalla quale la società di oggi non è ancora immune, anzi. La realtà è bianca o nera, sacra o sacrilega. Ma quello che insegna questo romanzo è che il punto di incontro si trova al centro, nel pieno della nostra esistenza e di ciò che la muove. Il romanzo ci invita infatti a esplorare un territorio tra i più misteriosi di sempre: la geografia umana. Tra le figure della santa e della strega, infatti, si annidano gesti di carità e imbrogli messi in atto soprattutto dall’umanissimo Bargniff, un affabulatore dall’ampio sorriso e dalla pancia ancor più larga che si affida alla loquacità per ritardare la sua esecuzione, prevista per il 12 novembre 1664. È lui l’archetipo del personaggio capace di azioni buone e meno buone con cui il lettore deve fare i conti tracciando le fughe di Maria e Maddalena dalla società e dalle sue superstizioni.

Strade che le portano tra i luoghi che potete ammirare nelle suggestive fotografie di Chiara Zocchetti che accompagnano questo articolo, scattate in chiese, metropoli e boschi poco distanti dai nostri itinerari quotidiani, eppure così misteriosi. Svizzera e Italia sono ricche di queste storie, che parlano ancora (e bene) all’individuo di oggi. Il merito di Carlo Silini è quello di averle riportate in superficie scartabellando codici secolari e attingendo al grande mare della realtà storica. Uscito pochi giorni fa, l’8 novembre, Le ammaliatrici (Gabriele Capelli Editore) ci invita a leggere e a esplorare.

Pagina dopo pagina, escursione dopo escursione, i lettori di Silini realizzeranno una volta di più che c’è questo di magico nel viaggio e nella lettura: grazie a loro scopriamo nuovi territori, ma riscopriamo soprattutto noi stessi.

Link: Hub


La statua trifronte che rappresenta la virtù della prudenza alla Basilica di Sant’Eustorgio a Milano.

Uno splüi e un ossario a Cevio; la chiesa di Santa Maria incoronata a Milano e un cippo nei campi di Stabio. A destra: la caduta di Simon Mago nella chiesa di San Marco a Milano.

Nella chiesa di Sant’Eustorgio a Milano, una truce rappresentazione di San Pietro Martire.

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