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© TIO/20minuti, 19.04.2021

Nel luogo più caro del Monopoly, con gli impiegati senza giacca
“A Zurigo, sulla luna. Dodici mesi in Paradeplatz”. L’opera curiosa realizzata da Andrea Fazioli e Yari Bernasconi.
Un testo che ha un valore sociologico importante. Radiografia di una piazza che vorrebbe essere in un modo. Ma che non ci riesce mai fino in fondo. Ecco alcuni retroscena inediti.
di Patrick Mancini

BELLINZONA – Si sono dati appuntamento una volta al mese lì, nella piazza che nel gioco del Monopoly rappresenta il luogo più caro. Ogni volta, un paio d’ore per osservare, per buttare giù pensieri. È così che nasce “A Zurigo, sulla luna. Dodici mesi in Paradeplatz” (Gabriele Capelli Editore), libro a quattro mani realizzato dagli scrittori ticinesi Andrea Fazioli e Yari Bernasconi. «Paradeplatz – spiega Fazioli, classe 1978 – è nota come piazza finanziaria per eccellenza. Ma è anche piena di sorprese, se non contraddizioni».

Correva l’anno 2018… – È un testo particolare quello appena uscito nelle librerie della Svizzera italiana. Riporta il viaggio interiore di due amici che si incontrano puntualmente nello stesso posto. Per 12 mesi consecutivi nel corso del 2018. Agli autori Tio/20Minuti ha chiesto di rievocare qualche aneddoto inedito. «Siamo partiti ingenuamente con l’intenzione di osservare il mondo – ricorda Bernasconi, 38 anni – e abbiamo finito per guardare anche dentro di noi, come un viaggio interiore. Del resto viaggiare è sempre un modo formidabile per rimettersi in discussione».

Un impegno costante – Come se quella in fondo fosse la luna. Da scoprire. Da scrutare in ogni sua sfumatura. Fazioli vive a Bellinzona. Bernasconi a Berna. «Era anche un modo per vederci con una certa regolarità – ammette Bernasconi –. Non siamo partiti con l’idea di fare un libro. Quella è arrivata dopo. Quando abbiamo capito che riuscivamo a essere costanti nell’impegno preso».

Chi esegue gli ordini – «Paradeplatz – riprende Fazioli – è una piazza che ama la sua immagine. Ma che non riesce a controllarla completamente. Vorrebbe essere il luogo delle banche, dell’efficienza. E questo ce lo dimostrano anche i “senza giacca”. Gli impiegati che, senza giacca appunto, anche in pieno inverno, corrono da un ufficio all’altro, attraversando la piazza come si attraverserebbe un campo di battaglia. Sempre di corsa. Molto determinati. Meccanicamente vanno dove devono andare. Senza guardarsi intorno. Eseguono gli ordini».

Fuori dagli schemi – Poi però ci sono gli elementi di rottura. Eccome se ci sono. «Ci hanno colpito molto gli “irregolari” – aggiunge Bernasconi –. Chi transita, per esempio, con un gigantesco panda di peluche in braccio. O chi per ore lancia sigarette nei binari dei tram, chi dorme in mezzo al caos, chi si fa cacciare fuori dalle banche… Stupiscono sempre. Rappresentano un po’ il contrario di ciò che la piazza vorrebbe essere».

La donna col bouquet – E c’è anche spazio per la poesia. Quella che appare all’improvviso in una piazza spesso grigia e fredda. Ancora Bernasconi: «Basta una donna che esca sorridendo dal fiorista, in mezzo a una bufera di neve, con in mano un bouquet variopinto. La poesia può sorgere in modo inatteso».

Questione di feeling – Tra Fazioli e Bernasconi c’è un feeling di scrittura che emerge in maniera lampante, anche solo dando una prima occhiata al libro. «Lui è più un poeta – dice Fazioli –, io più un narratore. Ma siamo stati e continuiamo a essere complementari. Anche nel dipingere un luogo di passaggio come questo, un posto che accoglie gente con le caratteristiche più disparate».

Il linguaggio dei tram – E a furia di frequentare quella piazza, i due scrittori si sono abituati anche al rumore dei tram. «Al loro linguaggio – puntualizza Bernasconi –. Sembravano rumori di sbuffi e frenate, ma poi abbiamo scoperto che i tram parlano fra di loro. In una lingua misteriosa, si scambiano chiacchiere e pettegolezzi. Dopo un po’ che sei lì inizi ad attribuire un significato a ogni singolo rumore. È un po’ come se quei rumori entrassero dentro di te».

Il tredicesimo mese – I dodici mesi in Paradeplatz in realtà sono diventati 13. Perché i due si sono ridati appuntamento il 28 gennaio 2021 per osservare la “loro” piazza anche in piena pandemia. «Faceva freddo – rammenta Fazioli –. La piazza era invasa da una bufera di neve. Nel primo capitolo del libro abbiamo voluto esplorare di nuovo il luogo in cui siamo stati, mese dopo mese, per un anno intero. Ancora una volta la piazza ha superato le nostre aspettative. È proprio vero che più guardi un luogo, più questo si rivela sorprendente».



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