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© Leggere liberando la mente, 31.05.2020

“Silenzi” di Luca Brunoni
Recensione a cura di Cinzia Cogni

Ida ha tredici anni quando deve trasferirsi dalla città in un isolato villaggio di montagna; si porta dietro un segreto, ma scoprirà che il villaggio ne nasconde molti di più.

“Colpisce come una pugnalata e tocca le corde del cuore” – Satisfiction (Silvia Castellani)

“Una tragedia anonima che diventa letteratura e non si scorda più” – Joseph Incardona

“Un’immersione ad alta quota, un viaggio per la libertà dove una fitta trama incontra la naturale esplosione delle emozioni” – Sara Rattaro

Inizi Anni Cinquanta. Ida, orfana tredicenne, viene mandata a lavorare in un piccolo villaggio di montagna. È tormentata da un segreto e l’impatto con la vita da contadina – complice la severità dei genitori affidatari – non aiuta a lenire la ferita. Intanto, nel villaggio l’atmosfera si è fatta cupa: misteri e bugie gravano sempre più sugli abitanti come le nuvole avvinghiate alle cime delle montagne. Ida intravede uno spiraglio di felicità grazie all’amicizia clandestina con Noah, un adolescente irrequieto che sogna una vita lontana da lì. Una mattina, però, la ragazza si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e quello che accade cambierà tutto. Lei e Noah decidono di fuggire insieme, ma una serie di eventi improvvisi e insospettabili complica i loro piani, costringendo Ida a fare i conti non soltanto con il suo segreto ma anche con quelli dell’intero villaggio.

Nei piccoli villaggi di montagna la vita è sempre stata molto dura per i contadini: lavorare nei campi, badare agli animali, occuparsi delle innumerevoli faccende domestiche, tenere pulita la casa, le cascine, le stalle…lavori pesanti, che non danno spazio ad altri interessi, che occupano tutta la giornata, fino all’imbrunire quando sfiniti, dopo una frugale cena, vanno a dormire: domani inizierà un giorno identico a quello passato, è così da generazioni!
La storia però insegna che l’uomo si evolve, cambia e ad un certo punto i giovani scoprono che esiste un modo diverso di vivere, hanno voglia di studiare, di vedere il mondo, sentono che le rigide regole imposte dai loro avi sono ormai obsolete e a quel punto si crea una rottura fra loro e gli anziani: o si cambia o si lascia il villaggio alla ricerca di una vita nuova.

“Morire nel posto in cui si nasce è sempre stato visto come una cosa buona. Amare una sola donna, crescere dei figli, essere un uomo retto e onesto. Ora scappano via. Immagino che una cosa buona non sia più abbastanza, per loro.”

“Silenzi” è un romanzo incentrato su questo tema, dove i protagonisti sono gli abitanti di un villaggio della Svizzera negli anni ’50, luogo completamente isolato, dove il progresso non è ancora arrivato e la vita da generazioni scorre allo stesso modo: lavorare, pregare, seguire le regole, non farsi domande, stare lontano da chi ha idee diverse…
Ida Buhler, la ragazzina protagonista di questo romanzo, viene affidata ai coniugi Hauser, Greta e Arthur, due contadini di questo villaggio che non hanno figli e che vedono in lei, non una figlia da crescere, ma solamente due mani in più da sfruttare per i lavori più umili, dietro la minaccia giornaliera di privazioni o di essere mandata in un Istituto per ragazzi orfani, se non si comporta esattamente come vogliono loro.
Ida non ha avuto un passato facile e porta dentro di sé dei sensi di colpa che crede di poter espiare adattandosi con tutte le sue forze a questa nuova realtà, ma l’incontro con Noah, un suo coetaneo abitante del villaggio, cambierà le sue prospettive di vita.

“Non dubito che si siano informati. Che il tutore gli abbia raccontato la nostra storia, dalla mia sfortunata nascita fino al momento in cui è cambiato tutto e sono stata data in affido. Ma non possono sapere la verità: quella esiste solo dentro di me. E siccome Dio, quassù, è l’unico che ascolta i peccati, rimarrà imprigionata lì. Per sempre.”

Il silenzio ha due facce: può essere sinonimo di pace, ma anche di segreti; spesso le persone troppo taciturne che tendono a isolarsi, nascondono qualcosa e se un intero villaggio sceglie l’omertà, preferisce non vedere e non parlare, preferisce far tacere la propria coscienza con la scusa :” è sempre stato così “…ecco che quel silenzio diventa angosciante.
Ida e Noah sono adolescenti, è l’età in cui essere ribelli è un’esigenza e sognare è un diritto, ma se tutto questo non gli è permesso, se accadono cose intorno a loro che non comprendono, di cui non hanno colpa ma ne pagano comunque le conseguenze, non è normale voler scappare?

“Ma io non posso partire”
“E perché? Non c’è nulla che ti lega a questo posto”
“Ho fatto una promessa” dico e scoppio in lacrime…
“Una promessa” dico tra i singhiozzi. ” In cambio del perdono.”
E insieme alle lacrime, esce tutto il resto.

È un romanzo che scava nell’animo dei suoi personaggi, una storia drammatica che seppur di fantasia, è talmente presentata e scritta bene, che si ha l’impressione che l’autore stia raccontando qualcosa di veramente accaduto; e poi, in modo velato, Luca Brunoni affronta il tema degli affidi che oggi come in passato coinvolge moltissimi giovani, una realtà di cui si parla poco e forse uno di quei “silenzi” su cui riflettere…

“…Qui tutti chiudono gli occhi su tutto, al punto che pare normale, che pare la cosa giusta da fare. I fatti propri. Questo fa, la gente per bene. I fatti propri. Ma siamo arrivati al punto di rottura. Ed è ora che ce ne rendiamo conto, altrimenti…”
Volta la testa verso il villaggio…
“Altrimenti ” mormora, “Dio ci salvi”.

Link: Leggereliberandolamente


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