SATISFICTION – Begoña Feijoo Fariña. “Come onde di passaggio” – Recensione


Satisfiction, 26.06.2026

Begoña Feijoo Fariña. Come onde di passaggio
By Sergio Rotino

Ci sono cinque storie che si muovono all’interno di Come onde di passaggio. Storie dolenti quanto normali, al limite con la banalità della non-epica quotidiana che costantemente avvolge ognuno di noi.

Nessuna di esse si incontra con le altre, a stento e fortuitamente si sfiorano. Ma non tutte, non ve ne è la necessità.

Scritto dalla grigionese di origine galiziana, Begoña Feijoo Fariña, Come onde di passaggio lavora sullo scavo psicologico di chi queste storie le abita, le vive, le indossa rendendole verosimili.

Perciò Fariña le mette in scena e le fa procedere in una quotidianità fatta di problemi, di pensieri, di un volare basso che (quasi in esclusiva) appartiene a chi ha sperimentato o sperimenta forme di rassegnazione.

Le storie che Fariña narra, sono estratte da un flusso temporale dove sono incastonate, e del quale sappiamo quanto basta a rendercele interessanti. Ma sono inserite anche in un luogo fisico, il cui nome è certo, mentre la sua topografia resta vaga.

Vediamo così le figure di Dario, Marisa, Luca, Dante e Sandy muoversi nell’estate del 2018, a Genova, precisamente nella settimana che porta a ferragosto, praticamente fra il 10 e il 15 di agosto.

E se la datazione vi risuona, ebbene sì: gli eventi si svolgono proprio prima e subito dopo che crolli il Ponte Morandi.

Non cercate però una ricostruzione della tragedia, non pensate a un guardonismo retorico del dolore che proprio quella tragedia può attivare. Non ne troverete traccia.

Vincitore del premio svizzero di letteratura 2026 e del Premio letterario grigione 2026, Come onde di passaggio, pubblicato da Gabriele Capelli Editore, è un romanzo che non ha al suo centro il tragico disastro del viadotto Polcevera.

Il crollo è un elemento coagulante più che scatenante… (continua su satisfiction.eu)


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