«Scritto con una prosa schietta e sincera, che sa farsi raffinata e cruda» – “Tutto ciò che siamo stati” – lalettriceselvatica
© lalettriceselvatica, 11.06.2024
“TUTTO CIÒ CHE SIAMO STATI” di OLIMPIA DE GIROLAMO
“… in questa terra aspra e selvatica, in mezzo ai vicoli, tra gli sguardi indagatori della gente, col puzzo di piscio a ogni angolo, piscio di cane o di ubriaco, di uomo solo che nella notte ha cercato un conforto mai arrivato”.
Anna torna a Napoli dopo vent’anni, suo padre è scomparso. La madre le consegna una lettera il cui significato criptico sembra un codice da decifrare, una fonte misteriosa da interpretare.
Tornare a Napoli vuol dire anche tornare al passato e ai ricordi: alla sua amica Ada e ai giorni passati sul pianerottolo a prendere il sole tra polvere e cielo, con le orecchie piene di Patty Pravo e Mina. Tutto sembra allegro e luminoso, finché un giorno come tanti, Ada che aveva fretta di crescere sale su una sedia e si butta nel vuoto.
“Tutto ciò che siamo stati” è un romanzo di breve durata, ma di grande intensità, è un viaggio nel territorio mitico dell’infanzia e, in particolare, un ritorno per la protagonista al quartiere che l’ha vista crescere, il quartiere che sa sempre tutto, di tutti. E spesso tace, talvolta racconta.
Anna va alla ricerca di suo padre, e in questo suo girovagare per la città magica di Napoli, custode massima del sacro e profano che vanno in giro a braccetto in ogni vicolo, fondaco, chiesa, riscopre l’Anna che è sempre stata e l’Anna che è diventata. Un segreto pian piano affiora, un segreto che per anni ha annodato i legami familiari ai fili dell’omertà, dell’incomprensione, del non detto.
Scritto con una prosa schietta e sincera, che sa farsi raffinata e cruda all’occorrenza, la narrazione si arricchisce anche dei dialoghi in napoletano specie tra Anna e sua madre.
Molto indagato è proprio il rapporto madre-figlia, che ho enormemente apprezzato, legame complesso e poco compreso.
Insieme agli altri personaggi del romanzo, grande protagonista è senza dubbio la città di Napoli, e da napoletana non ho potuto che sorridere ammirata, nel bene e nel male.
Anna ritroverà suo padre? Lo svelamento di certi segreti oscuri familiari la porteranno verso la guarigione delle ferite dell’anima?
Leggetelo e lo scoprirete, ve lo consiglio di cuore.
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