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© Il vizio di leggere, 22.07.2020

PER UNA FETTA DI MELA SECCA di Begoña Feijoo Fariña
La lettrice assorta

“Nel petto percepisco un dolore, lo sento in quella che credo sia l’anima e lo sento nel corpo. Fa male. Le lacrime, inizialmente silenziose, scendono. Sono calde, lente e dense. Fatte di paura e tristezza, diverse dalle lacrime di rabbia di giorni fa fuori dalla scuola.”

A raccontare questa storia drammatica è la voce diretta della protagonista, Lidia Scettrini, un nome di fantasia intessuto attorno a vicende dolorose che hanno realmente riguardato la vita di molte persone. All’inizio degli anni Quaranta e quello degli anni Ottanta infatti, in Svizzera vigeva la prassi di affidare d’ufficio, anche contro la volontà, bambini e giovani a istituti o contadini.

PER UNA FETTA DI MELA SECCA di Begoña Feijoo Fariña descrive in modo commovente e intenso alcuni accadimenti nella vita della piccola Lidia, la cui unica colpa è stata quella di aver subito il divorzio dei genitori. Stanca delle continue prese in giro da parte dei compagni di scuola e in particolare di quelle di Piero, decide di rubargli la merenda. Sarà quest’azione avventata e ingenua a innescare una catena di eventi negativi che porteranno la ragazzina ad essere strappata dall’adorata seppur povera mamma e condotta in un istituto di suore.

Per tutto il tempo di questa lettura mi sono chiesta perché togliere una ragazzina a sua madre, anche se cresce in condizioni difficili, per poi condurla in un istituto a mangiare una minestra abominevole, patire ugualmente il freddo e subire maltrattamenti? Come si è potuto arrivare a questo? Sarebbe stato molto meglio lasciarla a vivere con una mamma amorevole e un tozzo di pane di segale, che Lidia ricorda con affetto come il pane più buono del mondo. Un romanzo che indigna in modo doloroso, soprattutto alla luce del fatto che si basa su eventi reali. La protagonista impara a caro prezzo a rimanere in silenzio, testa bassa e occhi aperti, sopportare le umiliazioni e lavorare senza mai lamentarsi e senza aspettarsi nulla. Una vita segnata per sempre, la sensazione di non valere, di essere stata abbandonata anche da Dio, un senso di vergogna che non abbandona mai e danni irreversibili, soltanto per un pezzo di mela secca.

Commovente e intenso.

 

Link: Il vizio di leggere


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