Home

Recensione scritta dal Prof. Angelo Floramo dedicata al romanzo “Il simbolo”

Damiano Leone, Il simbolo, GCE-Gabriele Capelli Editore, pp. 613.

Ci sono romanzi che coinvolgono il lettore per l’avvincente trama. Altri perché i personaggi sono capaci di giocare con la fascinazione della loro storia. “Il Simbolo”, l’ultima poderosa fatica scritta da Damiano Leone, è capace di qualcosa in più. La meticolosa ricostruzione storica – la vicenda si snoda tra la Palestina e Roma ai tempi di “un uomo chiamato Gesù” – e l’ampiezza della scrittura trascinano il lettore in uno spazio e un tempo lontani ma fondativi del nostro modo di percepire le cose, in cui noi, uomini e donne del terzo millennio, possiamo specchiare le nostre inquietudini e l’affannosa ricerca di quel senso della meraviglia che credevamo smarrito per sempre. L’inizio è quasi favolistico, conserva anzi tutto il sapore di uno di quei tanti apologhi edificanti che circolavano a ridosso dell’era volgare: un ateniese, Fedone, viene scaraventato da una burrasca su di una spiaggia in un luogo non meglio precisato. Scoprirà di trovarsi nei pressi di Arsuf, o Apollonia, come ormai “molti la chiamano ora”. A rivelarglielo è Ben Hamir, un vegliardo che ha tutta l’aria di un Socrate provato dalle vicende di una vita intensa e da esse reso saggio, incline alla libertà del pensiero e alla nostalgia per un passato che pur non ritornando mai continua a condizionare il presente, dipingendo segni e figure. Ammicca l’autore al lettore colto: il greco si chiama proprio come il discepolo del grande filosofo, e il suo nome è anche il titolo di uno dei più avvincenti dialoghi platonici, quello che ha per tema l’immortalità dell’anima. La narrazione che scaturisce spontanea dal vecchio ha tutto il sapore di un lungo flusso di coscienza che scaturisce dalla memoria di chi, reso consapevole dall’esperienza di una vita, ha avuto la ventura di conoscere da vicino un certo Christus o Chrestus, o ancora Jeshua come lo chiamavano gli abitanti della terra di David, molti dei quali pensarono addirittura si trattasse di un grande profeta, alcuni addirittura del Messia. “Tutti gli uomini si possono classificare in due archetipi – confessa l’io narrante al suo inatteso ospite – Alcuni, guardando vicino, percepiscono la struttura intima delle cose; altri, scrutando lontano, colgono i legami dell’insieme […] sovente diventano poeti, scultori, filosofi…o più semplicemente sognatori”. E chi più di un sognatore va cercando attraverso la foresta dei simboli che ci circonda, misteriosa, sensuale, allettante e insieme paurosa, deviante, crudele, il vero significato di quella perduta Verità che muove le nostre azioni e sancisce il passo della nostra umanità? A suo modo questo poderoso romanzo, in cui l’esperienza del bene e del male, del volo e della caduta, del sogno e del prosaico risveglio diviene il paradigma e la metafora stessa del vivere quotidiano, è una “Gand Queste”, un viaggio iniziatico alla scoperta dell’io interiore che si cela nel profondo di ciascuno di noi. In particolare va segnalata la bravura dell’Autore nel tratteggiare i personaggi femminili, che sono la vera chiave di tutto. Mai banalizzate entro i confini di un “ruolo” risultano sempre accattivanti e credibili, perché colte nella molteplicità delle dimensioni interiori, labirinti in cui perdersi è bello. Tra l’esordio e il dipanarsi finale della Verità si immillano i personaggi: cortigiani e schiavi, sapienti e avventurieri, nello sfarzo delle dimore o nell’abiezione dei lupanari. Abilissimo nel delineare le motili psicologie dei cuori oltre che nel restituirci odori, colori e paesaggi, Leone ci regala un’avventura di rara intensità e bellezza. Tanto che le oltre seicento pagine di narrazione si depositano leggere nel fondo dell’anima, consolandosi nella consapevolezza che “gli uomini hanno proprio bisogno di un Simbolo per trovare la forza di vivere”.
Prof. Angelo Floramo


COVER-SIMBOLO-EBOOK

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.