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© Il Cittadino di Monza e Brianza, 9.12.2021

Cultura

“Le ammaliatrici” – Carlo Silini chiude la saga a Milano (e del Ticino)
di Bernardino Marinoni

Sedotto dalla fantasia non meno che dalla realtà, Carlo Silini ha portato a compimento una saga transfrontaliera ambientata nel Seicento, a cavallo tra il Ducato milanese e i baliaggi elvetici più meridionali, l’attuale canton Ticino.

E se nel primo libro della trilogia, “Il ladro di ragazze”, la dislocazione a Vimercate di un monastero costituiva un polo giustapposto a quello di Mendrisio, e ai sacrifici umani ivi compiuti da un tristo negromante, nel secondo, “Latte e sangue”, in un convento comacino si celebra un singolare processo per stregoneria, in “Le ammaliatrici” è Milano uno dei vertici di una storia che investe anche le vallate svizzere del lago Maggiore, fonte indiretta di una Compagnia dei Campi che nel cuore del Ducato riunisce sognatori e disperati.

In questa estesa mappa dagli esatti toponimi albergano le leggende cui i libri di Silini danno la consistenza dell’avventura con il ritmo del thriller: la microstoria – perché in calce ai libri vivono corrette e utili note storiche – innesca elementi che vanno rasente il fantastico nella temperie che l’Inquisizione, per esempio, può alimentare.

Carlo Silini, abilissimo nel reggere la cresta dell’onda sulla quale “Le ammaliatrici” procede con avvincente speditezza, tiene conto di certi fatti che le cronache coeve riferirono cogliendo le occasioni di relazioni sui confini dell’epoca per variare con originalità nel romanzo storico.

Ma nel terzo titolo della trilogia, dove alla figura, già nota ai lettori, di Maddalena de Buziis, Madonna-strega dei baliaggi svizzeri, si associa quella di Maria del Maté, giovane musa dei carnevali meneghini, in una composizione di sfavillante energia, anche sul piano della narrazione, per rigidi, incalzanti capitoli, l’invenzione autentica è quella del narratore, tale Bargniff, milanese, le cui fole – “una era una santa, l’altra una strega” dice, fermano la lama del boia con arditissima gittata delle pagine di un libro che non si può lasciare a mezzo.


Link: Il Cittadino di Monza e Brianza


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