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© Thriller Storici e Dintorni, 24.04.2019

Il ladro di ragazze di Carlo Silini
Recensione di Maria Rita Truglio

Trama

Un’antica leggenda del Mendrisiotto narra di un non meglio precisato mago – padrone di un castello in una zona solitaria alle pendici del Monte San Giorgio (Cantone) – che con l’aiuto delle sue guardie rapisce giovani e povere ragazze nella pianura tra Mendrisio e Rancate. I vecchi raccontano di una grotta situata nel bosco dove le fanciulle venivano rinchiuse e rese vittime di un misterioso gioco magico. La grotta effettivamente esiste, l’autore l’ha visitata e fotografata un paio di volte. Dietro questa storia lugubre alcuni storici del Mendrisiotto hanno creduto di ravvisare un fondo di verità: Nel 1603 un nobile del Ducato di Milano viene messo al bando per vari orribili reati e trova esilio, con i suoi sgherri, in un palazzotto di campagna tra Rancate e Riva san Vitale. Il palazzo esiste ancora e la gente del posto lo chiama il castello del mago di Cantone.
Il romanzo fa rivivere l’ambiente sociale, religioso e popolare dei baliaggi svizzeri a Sud delle Alpi e del Ducato di Milano nella prima metà del Seicento.
L’autore costruisce una vicenda incentrata su un gruppo di personaggi in parte inventati e in parte tratti dai documenti dell’epoca.
In questo scenario si inserisce una grandiosa quanto ardita caccia all’uomo – disseminata di clamorosi errori giudiziari – che si intreccia con storie d’amore, omicidi, briganti, nobili e villani.

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Rovine del Castello del Mago di Cantone


Recensione

Le leggende hanno sempre un non so che di magico, un alone di mistero intorno che ci porta a chiedere quanto siano veri i fatti accaduti e quanto possa esserci di inventato.

Quando la realtà si trasforma in fantasia o viceversa?

Carlo Silini ci ha giocato egregiamente creando attorno la leggenda del mago di Cantone, un romanzo corposo e serpentino che non risparmierà di sorprendere il lettore.

Sono quegli anni in cui la donna è relegata al suo ruolo di genitrice, macchiata ancora dal peccato perpetrato da Eva; anni in cui era la norma incappare in banditi ; anni in cui ragazze appartenenti al ceto più basso scomparivano nella quasi indifferenza. Beh pazienza! Una bocca in meno da sfamare, dicevano.

A pensarla diversamente è Tonio, detto lo Stralusc. Innamorato perso di una delle ragazze scomparse deciderà di trovare il colpevole.

“Niente in lui lasciava trasparire la libidine della violenza né la violenza della libidine”

Sa perfettamente, come tutti a Mendrisio, delle voci che circolano su un mago conoscitore di negromanzia. E sa anche che è una partita persa in partenza il trovarsi di fronte a qualcuno che può insabbiare tutto con l’aiuto del denaro.

L’amore però rompe ogni barriera e giocandosi tutte le carte a disposizione tenta l’impossibile. Comincia la sua vita da fuggitivo. Pestare i piedi a nobili casate ha il suo prezzo da pagare.

“«Ragazzo mio», disse, «per me l’amore resta il più incomprensibile dei misteri. E il più stupido. Vale davvero la pena di morire per una donna?»”

Tra le sue mille peripezie, magia nera, tradimenti e dubbi si snoderanno le vite di altri personaggi , alcuni realmente esistiti. Con la pulizia del suo stile narrativo , l’autore ce li presenta in modo ben delineato con particolare attenzione alle emozioni provate.

Le donne, in particolare , hanno la caratteristica di essere oltre il loro tempo: poco importa della mentalità che li vuole inferiori. E questo dona al romanzo maggior carattere.

“Le guardò di nuovo ad una ad una negli occhi e capì che in nessuna di loro vibrava l’ombra della paura. Se mai esistevano persone in grado di giudicare quell’uomo senza vacillare, eccole, le aveva davanti”

La spirale di suspence e sospetti invoglia alla lettura; pagine dense di un’epoca passata, esoterica, in cui solo l’innocenza di una persona inaspettata può porre fine a questa catena di malefatte. Almeno in apparenza, perché le cose non sono mai come sembrano.

“Nessuno è al riparo dalle tentazioni del Bene. Prima o poi , nella vita di un mago, capita un avvenimento che ti allontana dal fascino del Male”

Impeccabile nel tenere insieme una trama complessa, Carlo Silini dona al pubblico un romanzo su vendetta e perdono dipingendo alla perfezione il tormento dell’animo umano e la forza che scaturisce da esso in situazioni di pericolo.

Riflessivo, a tratti provocatorio è la perfetta unione tra leggenda e realtà.

Link: Thriller Storici e Dintorni


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