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© fashionnewsmagazine, 03.07.2020

Giorgio Genetelli torna in libreria con Merluz Vogn, un romanzo ambientato in Canton Ticino

Merluz Vogn è l’ultimo romanzo di Giorgio Genetelli, edito da Gabriele Capelli Editore.

Giorgio Genetelli, scrittore originario di Peonzo, un paese del Canton Ticino, ci offre la storia di un ragazzino che vivrà una estate indimenticabile a casa dei nonni, lontano dai genitori che per motivi a lui non ben chiari, godendo della libertà e della spensieratezza tipica dell’età giovanile, in cui ancora non sono presenti il disincanto e il crudo realismo.

Infatti, l’intera narrazione ruota intorno a degli elementi che sono tipici della fascia di età dei personaggi del libro.

La trama
Il protagonista ha circa undici anni e presso questo paesino pittoresco si muoverà in una vera e propria esplorazione, la quale si trasforma in uno scenario da caccia al tesoro. Anche la natura circostante diventano motivo di scoperta, con il suo fiume pescoso e le imponenti montagne. In questa avventura il protagonista non è solo, con lui ci sono due compagni, Dani e Nandel, i suoi due fidati amici. Se da un lato la trama può apparire semplice e banale, ad una lettura più attenta, comprendiamo bene che il romanzo di Giorgio Genetelli è tutt’altro che banale. Subito saltano all’occhio delle caratteristiche importanti: innanzitutto lo sperimentalismo linguistico.

Genetelli inserisce nel testo spezzoni di dialogo e di narrazione in dialetto, i quali, però, sono tradotti a fronte per rendere il romanzo fruibile a tutti. Questa caratteristica permette all’autore di calare perfettamente le vicende narrate nel contesto geografico, identitario e storico – gli anni Settanta del ‘900 – a cui il romanzo fa riferimento. Un altro aspetto importante è il ruolo della memoria, che non si configura solo come mero racconto del passato, ma come vera e propria indagine psicologica. Il narratore/protagonista ricorda un tempo passato e l’atto di ricordare gli dà l’opportunità di comprendere in pieno il senso profondo di tutto ciò che ha vissuto. Così il testo si arricchisce di passaggi narrativi estremamente introspettivi, che ci restituiscono i contorni di una dimensione percettiva che potremmo definire nuova. «Mi sembrava di doverlo anche al pa’, e alla mama che necessitava riposo. E lo dovevo anche a me, che pensavo a fare il bravo forse per lenire la malinconia. In sostanza, appena il pa’ avrebbe preso la strada del porto sarei stato libero, e ci avrei pensato io a maturare, altroché. Avrei convinto anche il Nandel. Ma poi avremmo disatteso. Quasi sicuro. Non è facile abbandonare l’infanzia».

E il passaggio dall’infanzia all’adolescenza è il terzo grande tema che Genetelli affronta in questo suo ultimo lavoro. È sempre una sfida, a volte inconsapevole, quella dei passaggi di età e questa sfida nel libro di Genetelli viene ben raccontata, attraverso le vicende dei protagonisti, che a volte possono apparire fanciullesche e a volte sono invece cariche di una certa maturità. Con Merluz Vogn, Giorgio Genetelli conferma il suo talento di narratore contemporaneo della memoria.

Link: fashionnewsmagazine


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