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© Paeseroma.it, 17.06.2020

Recensione: ‘Merluz Vogn’ il libro di Giorgio Genetelli
Di Lisa Di Giovanni

L’ultima estate delle illusioni per un giovane ragazzo, un romanzo di letteratura contemporanea che racconta, con ironia e leggerezza, un percorso di crescita.

Merluz Vogn di Giorgio Genetelli è un romanzo originale, di quelli che si vuole leggere più volte per comprendere nel profondo il messaggio dell’autore. Sicuramente la brevità dell’opera, insieme allo stile scorrevole e colloquiale, si prestano bene a una rilettura del testo, reso ancora più interessante dall’inserimento nella prosa di termini dialettali. L’uso del dialetto ticinese è infatti un ottimo espediente per rendere il racconto del giovane protagonista ancora più autentico; anche quando le frasi in gergo non sono di immediata comprensione (e comunque vi è sempre una traduzione del testo a margine o a fronte), la sola musicalità delle parole riesce a far percepire istintivamente i sentimenti del personaggio.

Il protagonista del romanzo è un fanciullo di quasi undici anni; in quella che, per vari motivi, sarà l’ultima estate di totale spensieratezza della sua vita, si trova a riflettere spesso ironicamente sulla sua semplice quanto elettrizzante quotidianità, su quel piccolo paese di campagna che è tutto il suo mondo, sulle persone, coetanei e adulti, con i quali interagisce. Un’estate che diventa spartiacque tra l’infanzia e l’adolescenza, che pone fine a certe illusioni e fa entrare di prepotenza la realtà. Non si è mai pronti a tale momento, e probabilmente proprio questa inadeguatezza è la chiave di volta che conduce, seppur violentemente, alla crescita. È lo stesso protagonista ad affermare: “non è facile abbandonare l’infanzia” perché nonostante sia ancora immerso nei suoi giochi puerili, sente dentro sé che qualcosa sta inesorabilmente cambiando.

Tutta l’opera è impregnata di una sottile nostalgia per un tempo che si sta lentamente sfaldando, per una condizione esistenziale che sta mutando rotta e meta. E proprio per questo motivo il giovane protagonista si abbandona a fantasie consolanti che addolciscono una realtà in cui è costretto a stare lontano dai propri genitori per la malattia di sua madre, che gli manca ogni giorno di più. Il romanzo è imperniato sulla lotta pacifica che si disputa tra la realtà e la fantasia: il protagonista e i suoi amici giocano a interpretare dei ruoli, come fanno tutti i bambini; il nonno racconta storie del passato nelle quali non si comprende cosa sia inventato e cosa sia invece reale. Alla fine poco importa, perché in questa ultima, magica estate c’è ancora posto per i sogni, per quelli che non devono essere giudicati e per quel sentimento di vaghezza che se da un lato spaventa, dall’altro rende ogni giorno un’avventura.

Link: Paeseroma


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