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© Il libro sulla finestra

Oggi parliamo di “Il simbolo” di Damiano Leone.

Parlando dei viaggi di Ben Hamir, ci racconti delle sue mete e di qualche particolare non incluso nel libro.

Ben Hamir nasce in Palestina ed è contemporaneo di Gesù di Nazareth che incontrerà, al culmine del suo vigore fisico e mentale, in uno dei momenti più drammatici della vita di entrambi. Prima di allora, accusato ingiustamente di matricidio deve fuggire e rifugiarsi in Grecia dove la sua educazione, già abbastanza completa grazie al tutore Nadir, sarà ulteriormente perfezionata. Oltre a questo scoprirà che le sue doti fisiche e caratteriali sono molto ambite non solo da alcuni individui del suo stesso sesso, ma pure dalle donne della miglior nobiltà ateniese. Ma un personaggio come lui susciterà presto gelosie e per sfuggire ad alcune spiacevoli conseguenze si imbarcherà per l’Italia e raggiungerà Roma. Grazie all’amicizia di molti potenti tra cui Germanico e Druso, ma soprattutto al sorprendente rapporto che instaurerà con l’imperatore Tiberio che gli svelerà un segreto inimmaginabile, otterrà la cittadinanza romana. Ma gli eventi che seguiranno al crollo di Seiano, di cui Ben Hamir è motore non trascurabile, convinceranno il protagonista ad abbandonare l’Italia. Dopo la visita ad Alessandria d’Egitto e una crociera sul Nilo, riceverà un dispaccio dall’imperatore con l’ordine di recarsi in Palestina: il luogo in cui è nato e dove governa il suo acerrimo nemico Ponzio Pilato.
E in Palestina, dopo aver incontrato Gesù di Nazareth e l’esser sopravvissuto per un soffio allo stesso supplizio della croce, incontrerà una donna capace di legarlo a sé come mai nessun’altra era riuscita a fare prima. Trascorreranno così anni sereni fino a quando, per proteggere se stesso ma soprattutto i suoi cari da una delle tante bande armate che allora imperversavano in Palestina, impugnerà le armi in una battaglia spietata e senza tregua. Ma l’esperienza, per quanto vittoriosa, lo induce a drastiche decisioni: per mettere al sicuro i suoi cari in modo definitivo deve forzarli ad andarsene da una terra ormai diventata troppo pericolosa per viverci.
Rimarrà solo fin quando, convocato dal generale Vespasiano, sarà forzato ad accettare l’incarico di recarsi a Gerusalemme per raccogliere informazioni in vista della ormai prossima guerra. E proprio nella veste di informatore del potere imperiale sarà testimonio diretto dell’assedio e della caduta di Gerusalemme. Sopravissuto a vicende belliche che causeranno tragedie inenarrabili, sofferenze inaudite e la morte di molte decine di migliaia di individui, a uno storico di passaggio narrerà le sue vicende: assieme a quelle ancora poco note ma drammatiche di una terra tormentata.

Quanto a particolari non inclusi nella stesura definitiva del libro non ricordo proprio che ce ne siano. In genere, credo di aver narrato tutto o quasi quanto ritenevo fosse abbastanza importante da esser scritto.

Per quanto riguarda invece le mie personali mete, queste sono state sempre dettate da interesse storico- archeologico e si collocano in quasi tutto il bacino mediterraneo. Ad esempio, un viaggio è servito come base per il romanzo “Enkidu” mentre lunghe permanenze in Grecia e Spagna hanno reso plausibili molte descrizioni contenute nel romanzo “Lo spettatore”.

Link: Il libro sulla finestra


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