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Invito alla presentazione del romanzo storico

Terra bruciata. Le streghe, il boia e il diavolo”.
di Gerry Mottis

Basato sui processi alle streghe in Mesolcina durante il 1600.

Giovedì 30 novembre 2017, ore 20.00
Aula Magna, scuola comunale di Grono

Letture di Flavia Butti
Interventi di Gerry Mottis

Cover-Mottis-GCE-10

1613, Roveredo, Grigioni.
Tre giorni dopo aver impiccato un ladro in Valle Calanca, il boia viene misteriosamente ritrovato morto. Privo del suo Ministro di Giustizia, il Comungrande di Mesolcina cade preda di briganti, usurai, streghe e stregoni, che portano scompiglio nelle due valli. Le Autorità Giudiziarie assoldano così un nuovo carnefice, proveniente dalle terre confinanti con le Tre Leghe, per riportare l’ordine.

Il nuovo Ministro di Giustizia, personaggio misterioso e macabro ma denso di fascino, vivrà ai margini di una società che faticherà ad accoglierlo. Soltanto l’incontro a Roveredo con una meretrice – dal passato turbolento ma guaritrice esperta – farà sperimentare al boia sentimenti nuovi. Il suo spirito subirà una progressiva crisi di coscienza, che lo spingerà a rivedere l’utilità della propria funzione sociale e l’equità delle sentenze del Tribunale di valle.

Con Terra bruciata l’autore propone un romanzo dal profumo storico a cavallo tra realtà e finzione, dai ritmi spesso incalzanti, altre volte introspettivi e commoventi. La vicenda ruota attorno a quattro processi che si svolsero realmente tra il 1613 e il 1615 e i cui verbali – conservati negli Archivi di Circolo – sono stati trascritti fedelmente nell’italiano di oggi.
Il loro esame ha riportato alla luce nomi reali, personaggi storici, tradizioni popolari, presunti malefici, delitti efferati, torture atroci, assurde superstizioni e palesi ingiustizie del nostro passato, che hanno contrassegnato le valli alpine e tutta l’Europa.

Nel 2016, durante la sua stesura, l’opera “Terra bruciata” ha ricevuto il riconoscimento per la Creazione Artistica Professionale, conferito dalla Promozione della Cultura del Cantone dei Grigioni.

Dalla quarta di copertina:

Il fabbro si levò dal tavolo e si mise a rigovernare la cucina, meditabondo.
«Tu non puoi intervenire contro i tuoi protettori, signor Ministro di Giustizia; sarebbe la tua rovina! Mentre io… sono troppo vecchio per lottare ancora. Mi hanno già cacciato una volta, in passato, ricordi? Il Comungrande di Mesolcina e Calanca non è pronto per accogliere idee innovative in materia criminale. Pure tu sei vittima del tuo successo.»
«Che cosa intendi dire?»
«Hai portato in valle i precetti giudiziari elaborati nel Malleus Maleficarum su cui poggiano oggi gli Statuti criminali. E io credo che dovranno passare almeno altri cent’anni prima di un rinnovamento generale.»
«E nel frattempo quante erboriste, levatrici, semplici massaie finiranno al rogo?», chiese con sarcasmo il boia.
«Di che ti preoccupi, signor Ministro di Giustizia? Il tuo lavoro sarà sempre garantito!», affermò con cinismo.
«Ma è doveroso tentare!» proseguì con ardore Kasper, levandosi in piedi in tutta la sua possanza.
L’ex magistrato non si scompose.
«Non vi è nulla che possiamo fare, mi dispiace; i tempi non sono ancora maturi, te lo assicuro. Vi sono troppi interessi in gioco. La Giustizia serve ai casati più influenti per fare terra bruciata dei propri nemici, per debilitarli e seminare l’infamia tra le loro mura; per espropriare terre, pascoli, campi e armenti, per arricchirsi maggiormente. Il popolino vive pur sempre asservito a queste famiglie potenti, in Mesolcina come altrove, non diversamente dai tempi dei Trivulzio. Se ora ci ribellassimo, saremmo trattati come dei comuni criminali, e forse addirittura impiccati!»

Cover-Mottis-GCE-10

 

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