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Il ladro di ragazze
23/01/2016
di librirbil

Pensate ad una leggenda tramandata di generazione in generazione legata al territorio in cui vivete, una storia piena di mistero e intrighi i cui dettagli non saranno mai chiariti completamente. Ce l’avete in mente? Bene, ora immaginate che un giornalista della regione decida di trasformare la leggenda in un romanzo: non potreste non procurarvelo e leggerlo, no? Questo è quanto successo dopo l’uscita de Il ladro di ragazze di Carlo Silini: molte persone me ne hanno parlato bene e in biblioteca le copie disponibili andavano a ruba, per cui non ho resistito alla tentazione.

Ma procediamo con ordine.

Secondo la leggenda nel Mendrisiotto (una regione nel sud del canton Ticino), nel corso del Seicento, c’era un mago (soprannominato “Mago di Cantone” dal nome del luogo in cui sorgeva il suo castello) che rapiva giovani ragazze per poi portarle in una grotta ed usarle per dei giochi magici. Come ogni leggenda che si rispetti, pure questa ha un fondo di verità, anche se come ho scritto sopra ci sono molte domande a cui non è mai stata data una risposta certa.

L’autore nel suo romanzo cerca di dare una possibile versione dei fatti, cosa che secondo me riesce a fare molto bene. Partendo da alcuni fatti storici documentati ci racconta le vicende di Tonio, detto Stralüsc (fulmine in dialetto ticinese), e della sua bella, una giovane di nome Lena, che un giorno sparisce misteriosamente. Il ragazzo cercherà in ogni modo di trovarla, ma per farlo dovrà superare diverse difficoltà e soprattutto dovrà correre molti rischi, alcuni dei quali mortali. I due non sono però gli unici protagonisti del romanzo: a loro si aggiungono molti altri personaggi, alcuni buoni, altri cattivi (altri ancora un po’ doppiogiochisti, aspettatevi delle sorprese), alcuni ricchi e potenti, altri poveri in canna, tutti accomunati però dal fatto che riescono a far fare al lettore un tuffo nel passato e a sentirsi quasi parte della società dell’epoca. Sotto alcuni punti di vista il Ticino del Seicento era identico a 50-60 anni fa (e ci sono cose che sono uguali anche oggi), e chi ha vissuto in prima persona certe esperienze o ne ha sentito parlare da genitori, nonni o bisnonni non fa fatica ad immaginarsi di essere lì con Tonio, Lena o un qualche altro personaggio.

Penso di averlo scritto già diverse volte: la maggior parte delle opere di letteratura contemporanea di lingua italiana purtroppo non mi entusiasma, spesso dopo aver terminato un libro mi ritrovo a chiedermi perché mai l’abbia iniziato. Il ladro di ragazze invece mi è piaciuto davvero molto, l’ho letteralmente divorato! Non saprei dire se è per la vicenda in sé, per il fatto che la maggior parte della storia si svolge in luoghi che conosco, per lo stile di scrittura scorrevole o se (cosa molto più probabile) si tratta di un mix di questi vari elementi. In ogni caso Il ladro di ragazze merita un tentativo, sono sicura che non ne rimarrete delusi!

Se volete leggere degli estratti del romanzo, nonché un’altra recensione, potete cliccare qui.

Buona lettura!

https://librirbilblog.wordpress.com/

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