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Circolo di cultura di Mendrisio e dintorni

Per il ciclo «I nuovi scrittori della Svizzera italiana si presentano»
il Circolo di cultura di Mendrisio e dintorni, in collaborazione con il Museo d’arte di Mendrisio, ha il piacere di proporre:

INCONTRO CON CARLO SILINI

L’autore, presentato da Mauro Rossi, parlerà del suo romanzo “Il ladro di ragazze” dedicato alle vicende del Mago di Cantone.

Martedì 26 gennaio 2016, alle ore 20.30
Mendrisio, Museo d’arte

La vicenda raccontata ne “Il ladro di ragazze”, il primo romanzo di Carlo Silini, è ambientata attorno al 1630 e interessa particolarmente Mendrisio e il distretto. È la storia di frate Antonio Secco Borella, meglio conosciuto come il mago di Cantone, dal nome di una zona solitaria situata alle pendici del Monte San Giorgio. Bandito dallo Stato di Milano per un omicidio, Antonio Secco Borella viene ad abitare nel castello di Cantone, e con l’aiuto dei suoi sgherri rapisce diverse giovani ragazze della regione.
È un libro, quello di Silini, che intreccia episodi inventati con altri storicamente accertati, un romanzo storico, si potrebbe dire o, per la libertà con cui la fantasia dell’autore si muove, una storia romanzata. E la vicenda è molto avvincente, perché, come sta scritto nel risvolto di copertina, nello scenario locale “si inserisce una grandiosa quanto ardita caccia all’uomo – disseminata di clamorosi errori giudiziari – che si intreccia con storie d’amore, tradimenti, omicidi, briganti, nobili e villani”, alla maniera di un romanzo d’avventura. “Oltre alla trama”, dice un’altra presentazione, “c’è poi l’evocatività avvolgente dei luoghi – i baliaggi a sud delle Alpi e il Ducato di Milano, con conventi, chiese, parrocchie, osterie – e l’attualità
delle vicende. Allora come oggi, infatti, nulla di più poroso del confine tra Ticino e Lombardia. Vi passa di tutto: uomini e storie, sentimenti e denaro, poesia e malvagità, in entrambe le direzioni”.

Carlo Silini è nato a Mendrisio nel 1965 e si è laureato in teologia a Friburgo nel 1989. È editorialista e giornalista responsabile delle pagine di “Primo piano” del Corriere del Ticino, sul quale commenta regolarmente avvenimenti religiosi e sociali. Ha curato numerose inchieste dedicate a vari temi, come la presenza dell’Islam nel
Canton Ticino, la pedofilia online in Svizzera, le condizioni di lavoro nei cantieri di Alptransit e il razzismo elvetico. Nel 1999 ha scritto, con Giovanni Vigo, il saggio “Dal mille al futuro”
pubblicato dalle edizioni San Giorgio. Nel 2005 ha vinto il premio di “giornalista svizzero dell’anno” per la Svizzera italiana, attribuito dalla rivista Schweizer Journalist, nel 2015 ha vinto lo “Swiss Press Award”, il più importante premio svizzero di giornalismo.

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